Anteprima | Aliens: Colonial Marines

Cover Aliens: Colonial Marines
PC - PS3 - Wii U - Xbox 360
Livello di Attesa
8.36
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Genere:
Sviluppatore:
Produttore:
Distributore: Halifax
Lingua: Italiano
Giocatori: 12
Data di uscita: 12/02/2013
Pegi 18 Compra su AmazonPS3X360PCWii U
EUR 39,98EUR 39,98EUR 49,30EUR 59,90

Nato nel 1979 dalle menti di Ridley Scott e Hans Rudolf Giger, Alien è uno dei capisaldi della cinematografia sci-fi di stampo horror. Esoscheletro rinforzato, forza e agilità sovrumane, spiccata intelligenza, capacità di sopravvivere praticamente ovunque, sangue acido…gli Xenomorfi sono la perfetta macchina per uccidere,  una concezione della forma di vita extraterrestre diametralmente opposta a quella di Spielberg e del suo ET, più grottesca, violenta e matura. La quadrilogia originale, tutt’ora un cult per ogni amante del genere, si è conclusa nel 1997, con Alien Resurrection, e da allora le truci bestiacce hanno avuto modo di comparire solo nei mediocri cross-over con i Predator e diversi videogiochi ispirati al franchise. Proprio sotto questo punto di vista, nonostante numerosi tie-in a partire dai primi anni ’80 ed un enorme potenziale, Alien non è mai riuscito a brillare, pur riuscendo ad ispirare diversi brand che ne hanno adottato brillantemente lo stile, primo fra tutti un certo Metroid ad opera di Gunpei Yokoi.

Questo fino all’ultimo E3, con il primo teaser trailer da parte di Gearbox Software, autori di Brothers in Arms, Borderlands e Duke Nukem Forever, di Aliens: Colonial Marines, in uscita per PS3, Xbox360, PC e…Wii U. Il gioco, originariamente pensato come esclusiva PS2 e successivamente cancellato, è un FPS tradizionale, impreziosito tuttavia dalle lugubri guest star, che daranno una bella scarica di adrenalina in più rispetto ai soliti soldati con chiare deficienze mentali che saturano il mercato ormai inflazionato di questo genere ludico. Gli sviluppatori, entusiasti della loro produzione a giudicare dalle interviste finora rilasciate, promettono un titolo fedele all’opera cinematografica, grazie ad una campagna in singleplayer ricca di tensione, ma che saprà intrattenere anche i giocatori in cerca di competizione con una modalità multiplayer di cui ancora non si conoscono i dettagli. Andiamo quindi a scoprire questa loro ultima fatica, la cui data di lancio viene costantemente rinviata. Ne varrà la pena?

[caption Come rappresentare ACM con una singola immagine, e il risultato non è affatto male

FROM YOUR FLESH WITH LOVE

La storia di Aliens: Colonial Marines prende atto immediatamente dopo la fine di Alien 3. Vestiremo i panni di un marine, spedito con la sua squadra sul pianeta LV-426 (terra natia degli Xenomorfi), per investigare sulla scomparsa di un altro gruppo inviato tempo prima, di cui si sono persi i contatti, e cercare tracce di Ellen Ripley. Neanche il tempo di atterrare che ci troveremo faccia a faccia con i mostruosi alieni nei meandri del desolato pianeta e della struttura coloniale distrutta, assistendo alle cruente morti dei propri compagni e fuggendo dalle scaltre creature, che approfitteranno di condotti dell’areazione, coni d’ombra e qualunque nascondiglio possa tornare loro utile per cogliere il giocatore alla sprovvista.

Nella breve sequenza di gameplay commentata dagli stessi sviluppatori abbiamo assistito alle primissime fasi di gioco. Tralasciando la solita finezza dei militari (ormai simbolica), la location è davvero molto suggestiva: corridoi immersi nelle tenebre, pannelli divelti, cavi elettrici penzolanti, il suono del vento che penetra dalle fessure…senza dubbio il team di sviluppo è riuscito a riproporre efficacemente le atmosfere della pellicola, stuzzicando i fan con chiari riferimenti (fra tutti il Facehugger ancora vivo nel cilindro di immagazzinamento del laboratorio abbandonato). Il primo attacco degli Alien è facilmente prevedibile, ma non per questo meno spettacolare, e permette di fare conoscenza con la nostra assicurazione sulla vita, che ci accompagnerà per tutta l’avventura: il radar, icona della serie sin dal primo film. Questo piccolo apparecchio emetterà costantemente impulsi, rilevando le forme di vita nei paraggi e permettendo così di scoprire l’ubicazione di molti nemici altrimenti invisibili. Nel processo però non sarà possibile sparare, dunque occorrerà alternare sapientemente la fase di ricerca con quella di shooting, ma questa soluzione potrebbe rivelarsi un jolly nelle future sessioni in cooperativa, se sfruttata adeguatamente.

Analizzando l’assalto in sè è subito evidente l’utilizzo massiccio di script, comprensibile poiché parliamo di una demo, ma che si spera non vengano mantenuti in dosi tali anche nel prodotto finale (non vorrei vedermi rifilare un COD in salsa sci-fi ndr). L’”IA sofisticata” degli Xenomorfi d’altra parte risulta solo parzialmente convincente: le creature si arrampicano sui soffitti, accorciano il gap dal giocatore con balzi calibrati, sfruttano la conformazione del terreno e gli ostacoli a loro vantaggio per coprirsi nella loro avanzata, sembrano avere cognizione del mondo che le circonda. Vero è che mancano di quel’istinto predatore che caratterizzava i loro cugini di Hollywood, limitandosi talvolta semplicemente a corrervi incontro, diventando facile carne da macello; insomma, si ha quasi la sensazione di affrontare dei Necromorfi particolarmente agili (o degli Alien particolarmente stupidi ndr). Con molta probabilità ci troviamo innanzi ad un prodotto incompleto, oppure si tratta di una momentanea limitazione dell’intelligenza artificiale, un compromesso per permettere agli utenti meno scafati di crivellare un paio di alieni in allegria e favorire un gameplay fluido, lasciando un approccio più cauto ai livelli di difficoltà superiore. Fatto sta che l’hype per un comportamento credibile degli Xenomorfi, almeno per il sottoscritto, è molto alto, anche perchè elemento principe di questa trasposizione.

La versione di prova continua quindi con una breve scampagnata tra i rottami di una discarica a cielo aperto, in cui dovremo fuggire da una nuova specie di Alien, denominato “Crusher”, a conti fatti uno Xenomorfo a prova di proiettili, quadrupede e con una calotta cranica molto resistente, nonchè sua principale arma d’offesa. Sfuggiti alla minaccia, giusto per riprendere fiato, un frenetico assedio tra le mura di una base di fortuna, armata di tutto punto e ricca di passaggi secondari, dove facciamo conoscenza dell’arsenale presente nel gioco e del suo utilizzo. Teoricamente nulla di esaltante, tra script invasivi, schemi di gioco alquanto basilari e un’IA sempre più preoccupante, ma vedere sciami di mostri sbucare da ogni dove e aggredire ogni disgraziato a tiro fa sempre una bella impressione, soprattutto se conditi con frastuoni e urla a 360°. La demo si chiude con il nostro protagonista sbranato da una Regina, cosa che lascia intendere la loro presenza come boss di fine livello. Un altro trailer preso in esame mostra diverse fasi a bordo della USS Sulaco, in orbita ormai senza controllo attorno al pianeta. Questo tuttavia, tranne diverse sequenze altamente spettacolari, non sembra aggiungere nulla di concreto a quanto già esposto (potete visionarlo personalmente a lato pagina ndr), pertanto passiamo oltre.

[caption Visivamente il Red Ring Engine stupisce sotto tutti i punti di vista

VENGONO FUORI DALLE FOTTUTE PARETI!…

Come già accennato nell’introduzione, sostanzialmente il gameplay di Colonial Marines non si discosta affatto dalla trafila canonica di FPS, caratterizzati da livelli lineari ed estremamente circoscritti, che richiedono quasi esclusivamente di muoversi da un punto A ad un punto B eliminando tutti i nemici sul percorso. Quest’itinerario alle soglie della next-gen è ormai diventato tedioso e poco intrigante; gli sviluppatori dovranno quindi sfruttare con diligenza la licenza che il loro prodotto porta sulle spalle, offrendo un’esperienza coinvolgente e dal giusto impatto emotivo, amalgamando elementi action, al momento preponderanti, ad altri più da survival horror, che ricalchi la saga di origine senza fargli assumere i soliti toni “americani”, che tra trash e sparatorie ignoranti hanno visto più di un brand storico capitolare in questi anni pur di omologarsi alla massa. In pratica fondere l’Alien di Scott con quello di Cameron, con una longevità che non si attesti sulle solite 6-7 ore ed una pletora di situazioni valide e ben diversificate tra loro. Premettendo che sulla qualità della trama i dubbi sono molti, è forse chiedere troppo da quello che è stato definito il titolo ispirato ad Alien “definitivo”?

Il campionario di armi svelato fino ad ora ripropone fedelmente quelle già amate nei film, ammiccando in particolar modo a Scontro Finale: abbiamo quindi fucili ad impulsi, con il loro caratteristico sibilo, Smartgun, fucili a pompa, lanciafiamme, mitragliatrici pesanti, torrette robot ed esoscheletri (quello usato da Ripley per combattere la Regina per intenderci ndr), quest’ultimo di cui non è ancora stata confermata la possibilità di comandarlo personalmente. A schermo non sarà presente alcuna interfaccia, quindi non è chiaro come tenere il conteggio delle munizioni rimanenti, mentre la salute si rigenererà automaticamente quando non saremo attaccati, come da tradizione (purtroppo aggiungerei ndr). Riguardo il bestiario da impallinare il gioco annovera i classici Facehugger (si suppone in una serie di QTE), Chestbusters, Drone, Warrior, Runner e Queen dalla quadrilogia, più nuove tipologie create appositamente da Gearbox come il Crusher.

E arriviamo quindi alla componente su cui il team di sviluppo sembra puntare molto: il multiplayer. Della modalità cooperativa sappiamo solo che sarà disponibile fino a 4 giocatori (di cui massimo 2 in split-screen), ma se si tratti di una semplice campagna condivisa (auspicabile data la presenza di più marine a schermo) o di missioni apposite non è dato saperlo. Per quanto riguarda quella competitiva invece, nonostante il massimo riserbo, quei pochi dettagli trapelati ci permettono di avere un quadro più nitido della situazione. A quanto pare il PvP non prevederà la classica accozzaglia di soldati, ma una lotta uomini contro Alien, ognuno con le proprie peculiarità, come già visto in Dead Space 2. I primi potranno contare ovviamente sulla potenza delle armi da fuoco e degli esplosivi, i secondi invece, per i quali si è preferita una visuale in terza persona dopo i dimenticabili fasti di AvP, sulla loro agilità, che sfrutteranno per compiere rapidi scatti e arrampicarsi sulle pareti. Gli Xenomorfi saranno in grado inoltre tendere agguati ai marine nascondendosi nell’ombra e chiamare in campo le loro versioni “evolute”. Uccidere un nemico o compiere determinate azioni comporterà una ricompensa in punti esperienza, che potranno essere spesi per sbloccare vestiari, potenziamenti e set di abilità. Sono numerose le perplessità sul bilanciamento di questa modalità, che si spera rappresenti un semplice diversivo e non principale fonte d’intrattenimento a discapito del singleplayer, ma come ora le premesse sulla carta sembrano lodevoli.

Che altro aggiungere quindi se non le prime impressioni sul lato prettamente tecnico di Colonial Marines. Il gioco utilizza il Red Ring Engine, upgrade dell’Unreal Engine 3, presentando texture e modelli poligonali più definiti; a colpo d’occhio appare eccellente, i giochi di luce risultano molto evocativi, i dettagli non mancano, mentre la lucentezza tipica del corpo degli Alien è stata ricreata meticolosamente. Buoni anche gli effetti speciali e le animazioni, ma, come già detto in precedenza, si avverte troppo la presenza di script, che a quanto pare compromettono persino l’interazione con l’ambiente, limitato a diversi feed preimpostati; stesso dicasi per i nemici, che non sembrano reagire ai colpi infertigli fatta eccezione per quello mortale, quando un pò di splatter gratuito darebbe il giusto tono ad un titolo del genere. E a proposito di gore, gli schizzi di sangue non convincono, forse un pò troppo grezzi. In sunto le basi per una realizzazione tecnica di prim’ordine ci sono, e tempo ce n’è ancora in abbondanza, diamo dunque fiducia anche su questo fronte. Nulla da eccepire al doppiaggio, poco fine ma d’effetto e soprattutto chiaro in ogni circostanza, e agli effetti sonori, in buona parte mutuati dalla pellicola, ergo perfetti per lo scopo.

[caption Sarebbe stato più opportuno un sistema di medikit al solito bloody screen, ma così è la vita...

…E DAL FOTTUTO PAD!

Ed ora una piccola parentesi sul fantomatico Wii U, console di cui conosciamo giusto il nome, ma della cui versione di Aliens: Colonial Marines Gearbox sembra aver speso più di una parola. Tra i quintali di rumour che gettano fango o sollevano speranze, è unicamente di coloro che hanno lavorato direttamente con il sistema che bisogna fidarsi, e a giudicare da quanto dichiarato finora si può tirare un sospiro di sollievo su quest’incognita ormai prossima al suo debutto. Il team di sviluppo si è dimostrato sin da subito soddisfatto della nuova home-console di casa Nintendo, e senza di giri ha affermato che si tratterà della versione migliore sul mercato, in quanto disporrà di feature uniche grazie all’innovativo pad (di cui non è stato svelato ancora  nulla in merito) e di un upscale del motore grafico rispetto alle concorrenti. Quest’ultimo dettaglio è incoraggiante, in quanto, se già dai titoli pre-lancio il Wii U è in grado di staccarsi tecnicamente dalla “vecchia gen”, lascia supporre un hardware piuttosto conformante. L’unico rammarico è stato il rinvio ad un generico 2013, che quindi esclude a priori Colonial Marines dalla line-up di lancio della console. Il 5 giugno è vicino, solo allora ne sapremo di più.

[caption Atto eroico o mancanza di raziocinio?

IN CONCLUSIONE
Aliens: Colonial Marines ha tutte le carte in regola per stupire. La licenza storica di Alien è stata ben sfruttata per confezionare location evocative ed atmosfere cariche di tensione, senza dimenticare i mostruosi protagonisti, tuttavia a queste ottime premesse si addensano perplessità su un'esperienza troppo guidata e improntata sull'azione pura, che rischia di sfociare in un banale deathmatch online, abbandonando il piglio dark della serie. Insomma dovremo stabilire se l'ultimo prodotto Gearbox Software si attesterà nella melma degli sparatutto sulla scia di COD e se si rivelerà un'ottima alternativa ai più elitari Dead Space o Doom. Prossimo appuntamento quindi Los Angeles, tra meno di una settimana, alla ricerca del reale target delle creature che hanno emozionato più di uno spettatore sulla scena cinematografica e che torneranno ad infestare le nostre console
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