“E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno del fuoco” Gv. Ap. 20:15
Nell’ormai lontano gennaio 2010, gli sviluppatori texani di Vigil Games hanno portato in scena, sull’attuale generazione di console casalinghe e con un certo ritardo su PC, la loro personale visione catastrofica dell’Apocalisse narrata nelle Scritture e di ciò che sarà la fine della misera vicenda della razza umana, Darksiders: Wrath of War. Il titolo racconta della battaglia di uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse, l’iracondo Guerra, accusato di avere scatenato il conflitto tra Paradiso e Inferno, coinvolto in una vicenda di tradimenti e inganni dominata dalla concupiscenza di potere assoluto.
Darksiders, che ha fatto della propria forza la commistione tra violente fasi di combattimento, sezioni di esplorazione forse eccessive, enigmi davvero non troppo ostici ed elementi più o meno ispirati da titoli più blasonati, può vantare una serie di giudizi incoraggianti da parte della critica specializzata. Su tutto prorompono il fascino funesto del protagonista, una vera macchina dispensatrice di punizione e rovina, la Terra in macerie dove l’avventura è ambientata, dalla grafica curata degli splendidi paesaggi mastodontici, il design d’autore e per ultimo il finale spiazzante che già preannunciava come lo scontro tra Superi ancora non fosse stato vinto. Dato il buon successo già citato, era naturale aspettarsi dal team di sviluppatori al soldo di THQ un secondo capitolo, che ha come obiettivo dichiarato quello di migliorare quanto di buono visto nel primo e amplificarne il successo al botteghino.
DEATH RISES
Visto il numero di informazioni messe a disposizione da THQ, tra cui le immagini pubblicate con regolarità da Vigil Games sui Social Network ufficiali e il canale dedicato di YouTube che ospita una serie di interviste che illustrano le intenzioni dei programmatori, è già possibile soppesare il lavoro che il team di sviluppo sta portando avanti, sulla rotta del motto ideale del più bello, più grosso e più cattivo che si addice ad ogni seguito che si rispetti. Protagonista designato di Darksiders II, che verrà rilasciato per le medesime piattaforme del predecessore con l’aggiunta di WiiU, è il cavaliere della Morte. Caratterizzato da una impietrita persona che lo rende un protagonista distaccato ed enigmatico e da un rinnovato set di armi, tra cui una coppia di falci rapide combinabili in una più affilata e possente mietitrice, obbiettivo di Morte sarà riscattare il fratello dalla dannazione e dall’oblio. Per legare le due produzioni in una sorta di continuum narrativo, la vicenda del nostro cavaliere si svolgerà in concomitanza con quella che ha visto come protagonista Guerra ma, da quanto è parso di carpire, non sarà ambientata sulla Terra.
Null’altro, escluso quanto si è ora citato, è trapelato riguardo alla storia principale. E però gli stessi sviluppatori hanno già messo le carte in tavola, l’Armageddon è ed è stato uno soltanto, ripercorrere le strade già battute è proibito, almeno nella scenografia. Contribuiscono inoltre ad alzare il livello di aspettativa le stesse parole di Joe Madureira, noto fumettista e responsabile visionario alla direzione artistica della serie: il secondo Darksiders dovrà riuscire a scrollarsi di dosso l’etichetta di gioco crossover e il paragone ingombrante con The Legend of Zelda e secondo chi scrive, a causa del carattere mitico delle vicende, anche dalla serie God of War. Se la grafica già eccellente promette di restare al passo con le produzioni più recenti e sulla realizzazione tecnica si può andare sul sicuro, poiché prevedibilmente verranno mantenuti gli stessi pregi e l’alta carica di fantasia del primo Darksiders, non è possibile riportare alcuna notizia sul doppiaggio in italiano ma data la non sempre fortunata scelta delle ugole, rispetto al carisma dei personaggi dello scorso capitolo, si ascolti la voce di Guerra, è da auspicare una direzione del doppiaggio più assennata e che meglio si adatti all’epica oscurità del gioco.
IL SISTEMA DI GIOCO RINNOVATO
Potenziato negli aspetti principali ciò che aveva fatto del precedente Darksiders un buon titolo, l’avventura di Morte si propone di evolvere ulteriormente il sistema di crescita del personaggio. Se già il primo capitolo incorporava alcuni elementi mutuati dai giochi di ruolo che permettevano una certa libertà di scelta nello sviluppo delle abilità di Guerra, orientandone l’evoluzione e potenziandone in maniera più o meno discreta l’arsenale a disposizione, Darksiders II promette di spingersi oltre.
Vigil Games ha pensato di proporre due linee principali di abilità, che si differenzieranno quindi in skill più votate al combattimento corpo a copro, che ricadono sotto l’insieme delle abilità denominate Harbinger, e altre orientate sulla distanza della categoria Necromancer, che come dal nome includerà anche oscuri poteri magici, quali la possibilità di riesumare un gruppo di non-morti dal sottosuolo, attaccare dal lontano servendosi di uno stormo di corvi e così via. Sempre gradita, è stata infine mantenuta, ma non poteva essere altrimenti, la possibilità di cavalcare il proprio destriero infernale Disperazione, che ci permetterà di spostarci più velocemente nelle lande dove la vicenda è ambientata. Prenotando ora la versione limitata infine si avrà accesso ad alcuni contenuti esclusivi appositamente ideati, che prolungheranno l’esperienza di gioco, a detta degli sviluppatori, di altre 2 ore rispetto al titolo base.
PER CHI SUONA LA CAMPANA
Per la saga di Vigil Games, che può vantare indubbiamente una certa personalità, è giunta l’ora di camminare con le proprie gambe. Quanto riusciranno gli sviluppatori a centrale l’ambizioso traguardo è ancora tutto da vedere ma, senza trarre conclusioni affrettate, bisogna riconoscere che le basi posate con il primo Darksiders sono da ritenersi solide e difficilmente il prodotto finale non pareggerà la bontà del predecessore. Unici appunti a quanto intravisto: se alla vicenda che ha visto come protagonista Guerra è possibile rimproverare l’abuso di un backtraking obbligato che sul finale del gioco risultava irritante, Darksiders II dovrà fare penitenza.
Inoltre dai filmati promozionali pubblicati, la velocità complessiva e l’agilità del secondo cavaliere, che sono naturalmente maggiori rispetto a quella del devastante Guerra che già poteva vantare una duttilità non comune, sembrano davvero strabilianti, ma resta da vedere come ciò si potrà conciliare ancora con le caratteristiche del gioco, ovvero se gli sviluppatori riusciranno a bilanciare questi poteri che si preannunciano sovraumani o se eccederanno nelle doti acrobatiche di Morte. Sono inoltre da auspicare un livello di sfida maggiore, nemici più coriacei e aggressivi, una maggiore varietà di situazioni e una maggiore libertà di azione, visto che, in estrema sintesi e pure con tutti i suoi pregi, il primo Darksiders a lungo andare risultava ripetitivo, portando il giocatore a correre il più rapidamente attraverso gli scenari già visitati, pur di avanzare verso l’attesa battaglia contro il nemico finale.



















































Bravo Pablo Bell’anteprima complimenti!