
Correva l’anno 2008, l’estate era iniziata e nel corso del Blizzard Worldwide Invitational fu annunciato il terzo capitolo di Diablo. In quel preciso momento tutti i fan che erano ancora alle prese con Diablo II, cercando di raggiungere il fatidico livello 99 con i loro personaggi, smisero per un attimo di giocare alla ricerca delle primissime notizie riguardo un seguito tanto atteso ma quasi inaspettato. Non bisogna dimenticare che stiamo parlando di Blizzard però per cui l’unica notizia fu l’annuncio del terzo capitolo e nulla più, e in questi tre anni pochissimi altri dettagli sono stati rilasciati.
Succose novità invece sono arrivate pochi mesi fa, parliamo di fine luglio – inizio agosto, quando Rob Pardo il producer del gioco ha dichiarato che la campagna del gioco era interamente giocabile. Fu quindi lecito aspettarsi una data d’uscita da lì a breve. Cos’è oggi……Febbraio, e ancora non abbiamo una data purtroppo, se non un generico inizio del 2012 lasciatoci dal BlizzCon 2011 di ottobre. Ma andiamo, ormai è quasi fatta, Diablo III non uscirà forse entro marzo, ma prima dell’estate dovrebbe (deve) essere nei nostri PC. Per ingannare l’attesa Blizzard ha concesso a pochi eletti di partecipare alla Beta del gioco aperta a settembre, attraverso una selezione casuale degli account registrati su Battle.net e tramite varie lotterie e contest sui social network.

La varietà dei nemici è buona già nella beta così come le animazioni
UNA NUOVA MINACCIA
Le vicende si svolgono sempre nell’universo di Sanctuary, vent’anni dopo l’uccisione di Baal. Il gruppo di eroi che affrontò il Signore della Distruzione finì per emarginarsi, impazzendo nel ricordo di ciò che avevano visto e affrontato. Una nuova minaccia incombe e nuovi eroi sono pronti a fronteggiarla. La beta mette a disposizione 1/3 del primo Atto (il gioco nella sua versione finale dovrebbe essere composto di quattro atti) che in minuti si traducono in circa quaranta a seconda di quanto si esploreranno gli ambienti. Il punto di partenza sarà New Tristram, un piccolo borgo formato da tanti NPC e piccoli negozi dove acquistare equipaggiamento, pozioni e quant’altro. Dopo il passaggio della cometa, come fosse un cattivo presagio, la piccola città sarà sconvolta da un’improvvisa invasione di zombie, a noi il compito quindi d’indagare e mettere ordine. Passano pochissimi minuti dall’avvio del gioco che già siamo in mezzo ad uno scontro premendo incessantemente il dito sul tasto destro del mouse, a conferma che questo nuovo capitolo non abbandona assolutamente le dinamiche che lo hanno reso celebre.
Il feeling è lo stesso, bellissimi filmati in computer grafica curati in ogni dettaglio, interfaccia di gioco che riprende la base della vecchia rifinita secondo standard più moderni. A tal proposito abbiamo quindi la classica ampolla della vita, cinque caselle per la selezione rapida degli oggetti, poi due caselle con le abilità da assegnare al tasto sinistro e destro del mouse e a seguire cinque menù: il primo quello dell’eroe in cui dare uno sguardo a tutta una serie di statistiche, con la possibilità di espanderle ulteriormente, riguardo l’offesa, la difesa e così via. Menù delle abilità che introduce una delle prime differenze rispetto al predecessore, ogni personaggio ha un totale di nove slot, sei dedicati alle abilità attive di cui i primi due sono sbloccati da subito gli altri ogni sei livelli. A queste sei attive si affiancano tre passive che si sbloccano ogni dieci livelli. Terzo menù, quello dell’inventario, anche qui, riprende il menù a caselle reso celebre proprio da Diablo, poi menù delle quest e dei giornali, questi ultimi raccoglieranno tutte le informazioni sull’universo di gioco anche le chiacchierate con gli NPC, tutto archiviato in questa apposita opzione; quinto e ultimo menù quello delle opzioni. A terminare questa interfaccia c’è infine l’ampolla del mana.

A giudicare dalla beta, le atmosfere rimangono quelle cupe del precedessore
COSA C’E’ DENTRO
La beta ha messo anche a disposizione tutte e cinque le classi del gioco: saltando a piè pari Barbarian e Wizard, altro non sono che il classico barbaro e mago, ci sono il Monaco, un guerriero che combatte a mani nude fortemente basato sullo spirito, cosa che lo avvicina molto al Paladino dei precedenti capitoli. Poi, la Demon Hunter è una sorta di ranger con molte abilità legate alle trappole e ad attacchi furtivi come la classe del Ladro, focalizzata negli attacchi a distanza principalmente con l’arco, infine il Witch Doctor che è invece un incrocio tra il Druido e il Necromancer con un gran focus sull’uso di pet, in questo caso demoni e similari. Ognuna delle seguenti classi spinge verso un approccio al gioco differente, per cui è importante all’inizio scegliere in base alle proprie preferenze e attitudini di gioco. Disponibile fin da subito anche la cooperativa a quattro persone (è confermato che non sarà presente al lancio la chat vocale) in cui telecamera ed effetti funzionano alla perfezione rendendo l’esperienza fluida e godibile. Non è invece abilitato il Player versus Player.

Cinque classi, cinque approcci differenti
DA OGNI INTRODUZIONE DERIVANO GROSSE LAMENTELE
In Diablo III il sistema di crescita del personaggio cambia con l’ingresso delle rune: altro non sono che dei modificatori da legare alle abilità, una per ogni slot delle abilità attive. Le rune vanno a incidere su tutta una serie di parametri, dalla gittata dei colpi alla velocità d’esecuzione degli stessi fino ai parametri fisici del personaggio. Limpido in tal senso è stato l’esempio portato da Jay Wilson, mostrando come un mago, per cui un personaggio che non ha predisposizioni al combattimento corpo a corpo, possa diventare forte fisicamente ed anche resistente. Le rune consentiranno quindi un’ampia customizzazione del personaggio mettendo sul piatto un qualcosa come settecento abilità differenti. E’ da sottolineare però che questo aspetto non è assolutamente presente nella beta, tant’è che come lo stesso Wilson ha dichiarato in occasione del BlizzCon stanno ancora lavorando pesantemente sul sistema delle rune e su come implementarlo poiché non pienamente soddisfatti.
Un’altra aggiunta che ha innescato un brusio di sottofondo nella community è quella riguardante le ampolle di vita lasciate dai nemici. In questo terzo capitolo i nemici sconfitti lasceranno cadere delle piccole ampolle per recuperare un po’ di vita, una scelta questa che ha fatto storcere il naso a molti fan, ma la realtà dei fatti è che nella beta in corso è difficile giudicare quanto questa scelta semplifichi il gioco, poiché è possibile giocarla solo a livello Normal. Sulla base di quanto giocato possiamo affermare che le cose sono abbastanza semplici, l’uso delle pozioni è ridotto al minimo e anche battere il boss con cui si conclude la prova, il solito Skeleton King, non è stato un ostico avversario. C’è però da sottolineare che la prova a disposizione si basa sulla primissima parte del primo Atto e anche lo stesso creative director ci tiene ad evidenziarlo, ricordando poi come in Diablo II nello stesso punto e con la stessa difficoltà le cose fossero ancora più semplici. La nostra opinione in merito è che la Blizzard sicuramente bilancerà tutto al meglio per far sì che le sole ampolle non bastino per gli scontri medio-grossi anche perché il loro obiettivo è proprio quello di stimolare il giocatore a non indietreggiare e a non scappare dalla battaglia per riprendere energia, in modo che l’azione venga interrotta il meno possibile. E questo si evince da tante modifiche atte a snellire alcune meccaniche che navigano in questa direzione.
Oltretutto Jay Wilson avvisa come il livello Normal sia da considerarsi come una prova per sperimentare il tutto e che circa il 70% degli oggetti sia sperimentabile solo dal livello Nightmare in poi. Inoltre la volontà degli sviluppatori è rendere il gioco completabile in solitaria anche al livello Inferno (chissà come tradurranno in italiano i livelli di difficoltà Hell e Inferno) cercando di eliminare quei casi di frustrazione del precedente capitolo, anche se in tal caso la cooperativa si rende necessaria. Infine un accenno anche allo stile grafico, altro aspetto oggetto di enormi critiche dei fan che lo vedevano troppo simile a un World of Warcraft intimoriti che il gioco perdesse quei toni cupi e tetri. La prima parte del primo Atto può smentire queste preoccupazioni, anzi l’uso di questo cell-shading che ricorda indubbiamente WoW e l’uso di colori un po’ più accesi donano un look accattivante e senz’altro meno monotono. Come sempre si può apprezzare la grandissima cura per i dettagli di ogni ambiente, buoni i particellari e anche le animazioni. Ancora non ci sono i requisiti di sistema ufficiali ma il gioco come da tradizione Blizzard sarà giocabile anche sui PC di fascia medio-bassa considerando poi che il gioco in sé non ha grosse pretese in tal senso.

La cosmesi generale e lo stile adottato donano un look accattivante
…… E DIABLO SU CONSOLE?
Senza girarci intorno, Diablo III potrebbe seriamente essere il primo titolo Blizzard su console. Ormai è noto come il colosso abbia messo in piedi un team per lo sviluppo su console ed è da tempo che i portavoce della compagnia non nascondono l’intenzione di portare il gioco al di fuori del PC. Fatto sta che non c’è nessun annuncio ufficiale in merito, la loro priorità è la versione PC dopodiché si concentreranno sul porting. Le possibilità solo alte, oltretutto un gioco come Diablo si sposa benissimo anche su console, basti vedere giochi come Torchlight o anche Sacred 2. La fumata bianca è assai probabile ma questo è un discorso che verrà ripreso solo quando il gioco sarà uscito nei negozi.

Pochissime sono le immagini relative alle varie ambientazioni del gioco







































