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3 agosto 2014, 9:00
Devil’s Third
Devil’s Third mobile

Devil’s Third

Nintendo ha finalmente deciso di fare sul serio alla fiera losangelina: la major nipponica è apparsa decisamente in forma, come non la si vedeva da tempo, incentrando il proprio evento, finalmente, esclusivamente sul videogioco duro e puro, senza perdersi in sedicenti sistemi di controllo della massa grassa corporea o “simulatori” di attività (scarsamente) ludiche. In quel di Kyoto devono essersi dati una decisa svegliata visto che gli annunci succosi son piovuti a grappoli (soprattutto sul tanto bistrattato Wii U), ma tra i vari uno ci ha colpito particolarmente, soprattutto perché credevamo oramai di averne perso definitivamente le tracce: Devil’s Third.

Il buon Tomonobu Itagaki, dopo esser uscito da Tecmo, e quindi da quel Team Ninja da lui stesso fondato, era riapparso nel 2009 con un nuovo studio di sviluppo, Valhalla Games, e un nuovo progetto action decisamente tamarro, Devil’s Third per l’appunto. Inizialmente previsto per console della precedente gen e PC, il nuovo progetto di Itagaki-san avrebbe dovuto veder la luce nel 2012, ma a causa degli innumerevoli ritardi e infine del fallimento del publisher (THQ, NdR) se ne era praticamente persa qualsiasi traccia e, nonostante il pirotecnico game designer nipponico si prodigasse in continue smentite sull’abbandono del progetto, oramai avevamo abbandonato qualsiasi speranza di vederlo pubblicato. Invece, come accennato a inizio articolo, Nintendo ha stupito tutti presentandosi da Itagaki con una valigetta piena di Yen sonanti, rilevando il progetto, tornato quindi in vita, divenuto esclusiva Wii U e presentato decisamente a sorpresa alla kermesse statunitense.

MISTURA TAMARRA

Devil’s Third non era giocabile in fiera, ma sono stati comunque mostrati un paio di video gameplay che ci consentono di comprendere abbastanza bene le meccaniche e l’atmosfera generale: il titolo Valhalla Games tenta di fondere solide radici action/hack ‘n slash à la Ninja Gaiden con meccaniche shooteristiche, mescolando il tutto ad una componente visiva decisamente eccessiva e sopra le righe. Dai video di gameplay si evince facilmente che in Devil’s Third non vi sia il tecnicismo virtuoso di un Ninja Gaiden, né la sua rapidità di gameplay e a parte per i soliti eccessi visivi propri dell’ex Team Ninja sembra quasi di aver a che fare con un gioco Grasshopper, piuttosto che con una nuova creazione di Itagaki-san; seppur non ci pronunciamo ovviamente sul risultato finale, dobbiamo necessariamente ammettere che comunque tutto ciò ci intriga.

Abbiamo potuto notare comunque anche qualche rigidità strutturale che non ci convince moltissimo, come ad esempio l’implementazione delle meccaniche shooter che sembrano decisamente macchinose e difficilmente amalgamabili con quelle action più pure dei combattimenti corpo a corpo: una volta puntata un’arma da fuoco la visuale passerà immediatamente in prima persona e questo cambio di prospettiva appare parecchio farraginoso e inadatto, infatti speriamo vivamente che in Valhalla decidano di implementare anche la possibilità di usare la visuale in terza persona per le fasi shooter, decisamente più funzionale e amalgamabile con le dinamiche del corpo a corpo. Diciamo che se nelle fasi action, decisamente spettacolari, violente e ricche di combo e finish moves decisamente truculente, si riconosce (seppur come detto abbastanza semplificato) il marchio di fabbrica di Itagaki, nelle fasi shooter si nota la non eccessiva dimestichezza dello sviluppatore nipponico con tali dinamiche ludiche. Infine notiamo che Itagaki sembra aver voluto puntare molto anche sulla componente multigiocatore online, come ricordato più volte anche dallo stesso sviluppatore nelle interviste, ma sull’effettivo valore di tale modalità non ci sbilanciamo in quanto dai video mostrati non è stato possibile avere un’idea chiara della quantità e qualità di tale offerta ludica.

Per il resto possiamo segnalare, come prima anticipato, un’estetica assolutamente sopra le righe e decisamente “itagakiana”, piena di donnine provocanti, smembramenti truculenti, sangue a go go e tanta tanta tamarragine, mentre tecnicamente il motore di gioco pare mostrare abbastanza la corda e ci ricorda di un gioco concepito per la precedente generazione, che avrebbe dovuto esser sul mercato già da due anni. I modelli poligonali infatti appaiono decisamente grezzi e poco rifiniti, come altrettanto poco convincenti paiono le animazioni e la pulizia generale. Valhalla ha di certo tempo e mezzi per rifinire il lato tecnico, ma considerando che è e rimarrà un motore di gioco concepito cinque anni fa, nutriamo seri dubbi che tecnicamente il gioco alla sua release finale faccia spalancare le fauci dallo stupore per dettaglio grafico.

[youtube]http://youtu.be/7yTldFe2m-A[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Siamo di certo felici che il progetto di Itagaki non sia andato perduto e non vediamo l'ora di fiondarci (a proposito, l'ora non la vediamo veramente visto che non è stata annunciata alcuna data di rilascio) sulla nuova follia creata dal pirotecnico Tomonobu-san, ma siamo anche dubbiosi, vuoi perché di giochi promettenti che hanno subito eccessivi ritardi, divenendo poi prodotti dalla dubbia qualità al momento dell'uscita, ne abbiamo pieni i ricordi, alcuni anche dolorosi, vuoi perché Itagaki negli ultimi anni non è sembrato propriamente al massimo della forma e dell'ispirazione. Ma in definitiva sentiamo di voler dare fiducia a Valhalla (e a Nintendo che ci ha investito) attendendo con ansia e sperando che Itagaki riesca a sfornare un prodotto degno del suo curriculum.
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