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Anteprima
28 giugno 2015, 9:11
Doom
Doom mobile

DOOM – Splatter, sempre più splatter, ancora più splatter!

Bethesda ci ha dato dentro con l’ultimo E3 annunciando non solo l’attesissimo Fallout 4 ma anche il glorioso DOOM. Senza né numeri o sottotitoli, questa nuova iterazione del brand segna un ritorno ai capitoli più classici grazie all’amorevole violenza che ancora una volta possiamo offrire ai demoni dell’Inferno in visita su Marte con un devastante armamentario per ora svelato solo in parte, ma su cui non vediamo l’ora di mettere la mani.

logo-doom

DOOMsday

DOOM è tornato, più cattivo che mai! Alla conferenza in cui è stato svelato questo nuovo capitolo della saga sono stati mostrati, oltre al trailer di presentazione, anche diversi minuti di gioco, i quali ci hanno permesso di farci un’idea abbastanza precisa di quello che sarà il gameplay di uno dei giochi più sanguinolenti del 2016.

Fin da subito è possibile notare come sia stata fatta un’inversione ad U rispetto al terzo capitolo, in direzione dei primi titoli di DOOM. Non avremo bisogno di una torcia per illuminare il nostro cammino, poiché sarà sufficiente il fuoco delle nostre armi. Negli spezzoni di gameplay mostrati è stato infatti possibile riconoscere le ambientazioni marziane e le strutture dell’UAC, ancora una volta martoriate dall’arrivo dei demoni che, dopo aver ucciso tutti i soldati e residenti, dovranno essere sconfitti dal nostro doomguy. Questo porta a livelli che a prima vista appaiono piuttosto lineari, anche se dai fotogrammi mostrati è possibile notare come si espandano leggermente anche in altezza e siano facilmente raggiungibili grazie alle abilità del nostro protagonista, le quali ci aiuteranno ad arrampicarci su muri e oltrepassare ostacoli con facilità e rapidità, mostrando quello che sembra essere un gameplay classico a corridoi, utilizzati per unire aree più vaste in cui frotte di nemici ci attaccheranno da tutte le direzioni. I demoni sono infatti presenti in quantità e nonostante la mani esperte a cui era affidato il controllo del protagonista durante la conferenza, più volte si è ritrovato ad un passo dalla morte, però ciò ha permesso di mostrare il lato più rapido e violento di DOOM. Niente autorigenerazione della vita, l’unico modo per recuperare salute è raccogliere i medikit che si trovano in giro per i livelli, o più semplicemente squartare qualche nemico. Ogni demone ucciso infatti farà cadere energia e munizioni per le nostre armi, quindi, data anche l’assenza di coperture utilizzabili, l’unico modo di sopravvivere sarà proprio quello di giocare facendo leva sulla prepotenza, con attacchi veloci, giri repentini intorno al nemico e cambi d’arma in velocità. Il team di sviluppo ha preso in parte ispirazione anche da altri videogiochi, una soluzione che possiamo trovare nel tempo che rallenta quando selezioniamo una sputafuoco della ruota delle armi e varie finish con differenti animazioni dall’evidente e non indifferente effetto splatter.

DOOM! BOOM!

Uno degli aspetti che più ci ha colpito è stato lo smembramento dei demoni con ragdoll dei corpi letteralmente a metà e pezzettini sparsi qua e là, oltre ad una cospicua dose di sangue che sporca il terreno delle battaglie. Tuttavia permane qualche dubbio sull’effettiva durata finale della storia, poiché uno dei problemi degli sparatutto di questi ultimi anni è proprio dato dalla durata della trama esigua, sempre ammesso che in questo DOOM vi sia effettivamente uno story-line a fare da collante. Inoltre speriamo che la qualità e differenziazione dei nemici sia più che buona, nonostante fin da ora si sia visto come il gameplay punti più sulla quantiptà di demoni da combattere piuttosto che sull’intelligenza artificiale che li muove. I colpi finali, invece, ci sono parsi leggermente troppo abbondanti e facili da eseguire, quindi se le animazioni non saranno abbastanza varie non sarà raro vedere sempre la stessa uccisione più e più volte fino allo sfinimento. Per fortuna l’armamentario disponibile sembra essere corposo e molto generoso, con il ritorno di vecchie conoscenze come la classica smembratrice, più semplicemente nota col nome di motosega e dell’immortale doppietta in grado di tagliare a metà un nemico con la semplice pressione del grilletto. Non manca una ricca presenza di mitragliatori di diverso tipo e dimensione fino ad un altro vecchio amico: il devastante BFG9000 con cui si conclude il trailer.

Una delle new-entry più inattese nel corso della presentazione Bethesda è stata sicuramente l’introduzione di un multiplayer arena competitivo molto similare a quanto visto in Quake e Unreal Tournament e soprattutto dalla funzione SnapMap, la quale consentirà di creare mappe di gioco tramite un potente editor sia su PC che su PlayStation 4 e Xbox One. A primo impatto l’editor messo in piedi da id Software sembra veramente completo e pieno di varianti con la possibilità di creare, oltre le mappe, anche nuove modalità e poi ovviamente condividere il tutto tramite le funzioni sociali, oramai colonna portante delle nuove esperienze multigiocatore. Condivisione, creatività e massacro sembrano essere le armi primarie di questa nuova introduzione, ed anche se la modalità competitiva con struttura ad Arena non ci ha convinto moltissimo, possiamo dire in sua difesa che è decisamente presto per parlarne e dunque non resta che rimandare l’analisi a quando avremo tra le mani almeno la beta e/o la versione completa del nuovo DOOM, che ricordiamo è attesa sugli scaffali virtuali e non per il secondo trimestre 2016. Allora potremo sicuramente esprimerci meglio sulla bontà e sulla qualità finale di un titolo che si preannuncia essere comunque uno dei must have del prossimo anno.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=CQpxDFExwhU[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Per Bethesda l'E3 del 2015 è stato un ritorno alle vecchie glorie che i fan attendevano da tempo e DOOM è uno di quei titoli titoli. L'idea alla base di questo ritorno in grande stile è semplice: spara, uccidi e ripeti. Un gameplay semplice, veloce ed immediato che siamo sicuri saprà regalare ore di divertimento agli appassionati degli FPS vecchio stile, dove per sopravvivere esisteva una cosa chiamata medikit. Speriamo solo che il tempo non abbia rammollito il doomguy e gli stessi nemici che dovrà combattere attraverso una semplificazione della difficoltà per i neofiti, ma da quello che si è potuto vedere non sembra essere affatto così.
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