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Anteprima
25 luglio 2015, 10:12
Into the Stars
Into the Stars mobile

Into the Stars – Tentativi di simulazione spaziale

Into the Stars è un ambizioso progetto firmato Fugitive Games, lanciato su Kickstarter ed entrato già da tempo sulla nota piattaforma digitale Steam. Il titolo cerca di insinuarsi nel difficile mondo delle simulazioni spaziali presentando, pur muovendosi con budget e disponibilità tecniche nettamente inferiori alla concorrenza (Elite: Dangerous su tutti), feature piuttosto complesse. Il prodotto è ancora lungi dall’essere finito, rivelandosi ancora piuttosto grezzo ed impreparato. Di tempo per migliorare ce n’è, per ora però atteniamoci a quanto provato con mano.

Into the Stars logo

una simulazione a metà

Into the Stars ci introduce in una galassia oramai ostile, gremita di alieni e strani pianeti, nella quale l’umanità ha riposto la gran parte delle proprie speranze di salvezza e prosperità nella grande Ark 13, la nave che andremo a comandare. Una storia interessante, ma ancora piuttosto limitata a semplice canovaccio. Siamo abbastanza sicuri però che sotto questo punto di vista si riusciranno a fare passi avanti sensibili con il passare degli aggiornamenti. Una volta ricevuta questa infarinatura di trama si entrerà in maniera piuttosto brutale nel vivo del gameplay.

Al giocatore toccherà scegliere tutte le singole componenti della enorme astronave da comandare, compresi anche i membri dell’equipaggio. Le varie feature della nave comprenderanno i motori, il sistema di creazione del cibo, i sistemi di aereazione, lo smaltimento dei rifiuti, gli scudi, lo scafo, le armi e via discorrendo. A nostra disposizione un budget fisso, con il quale creare un settaggio che possa essere sfruttato in maniera ottimale. Ogni elemento infatti ha principalmente, oltre a diverse caratteristiche più o meno prestanti, eterogenee richieste di materie prime. Alcuni motori andranno ad idrogeno, altri ad ossigeno per esempio. Sommando il tutto ne verrà fuori una variegata richiesta di elementi, a seconda di come sia stata costruita l’imbarcazione. Gioco forza ogni combinazione comporterà non solo differenti prestazioni ma anche differenti richieste di carburanti. Questi ultimi dovranno essere comprati insieme alle altre componenti, rappresentando di fatto il fulcro della restante esperienza di gioco. Si noterà subito difatti come a causa della mancata implementazione di una mappa procedurale e di un sistema di incontri randomico piuttosto limitato, il settaggio iniziale dell’arca, con annessi materiali primari, stabilirà la buona riuscita della missione o viceversa il suo fallimento. Le possibilità di correggere il tiro sono davvero pochissime, rendendo anche piuttosto vano ogni tentativo di simulazione spaziale. Un problema questo dato soprattutto dalla mappa spaziale (lo ripetiamo, non procedurale) e dalla scarsa possibilità di incontri utili ai fini dell’upgrade del mezzo o del loot dei materiali, cose che tra l’altro inficiano anche la rigiocabilità, sensibilmente scarsa).

Il gioco ovviamente non si limita ad un andare avanti indietro alla ricerca di un pianeta “papabile”. Dobbiamo aggiungere anche la gestione della ciurma, che di volta in volta dovrà occuparsi delle varie beghe casuali che possono incorrere durante il viaggio (guasti, rivolte, etc…) nonché della possibilità di inviare gruppi di ricognizione per esplorare relitti spaziali, pianeti e meteoriti. Sarà possibile anche inviare sonde minerarie, componente tanto utile quanto mal implementata: in poche parole si avrà accesso ad un mini gioco di orribile fattura, dal quale però può dipendere il destino dell’intera umanità (troppe volte siamo rimasti a secco di carburante per colpa della nostra inutile sonda). La fase di battaglia invece risulterà piuttosto ben fatta ed entusiasmante, se si esclude una generale impressione di lentezza del mezzo, che sovente sembrerà quasi fermo in mezzo alle stelle. 

Tecnicamente il gioco presenta alcuni risultati di notevole pregio, ad altri completamente opposti. Graficamente infatti il prodotto è indubbiamente gradevole, soprattutto per essere una creazione con un budget nettamente più basso dei concorrenti. Gli effetti particellari e la cura nel dettaglio degli astri e pianeti sono di buon impatto e di gradevolissima visione. Non si può certo dire la stessa cosa del sistema di comandi, macchinoso nonché piuttosto confuso. In particolare il tasto di interazione (F) risulterà utilizzabile solo su target automatici, facendo in modo che risulti impossibile selezionare un obiettivo diverso da quello scelto dal sistema. In soldoni spesso e volentieri ammarare una nave si presenterà davvero ostico, perché frequentemente non faremo altro che entrare nell’orbita del pianeta più vicino. Nel complesso Into the Stars presenta indubbi punti di qualità, uniti però ad una realizzazione ancora piuttosto acerba, nonostante la fase avanzata di sviluppo.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Qd7qFAGVm9Y[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Into the Stars è stato proposto come una via di mezzo tridimensionale tra Elite: Dangerous e Faster Than Light. Effettivamente le feature in comune ci sono, ma la loro qualità, rispetto ai due diretti concorrenti, lascia piuttosto a desiderare. Correggere il tiro è ancora possibile, e soprattutto necessario per far sì che il prodotto possa venir considerato acquistabile. Allo stato attuale i difetti di bilanciamento e di giocabilità non ci permettono infatti di consigliarlo, neanche se in Early Access.
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