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Anteprima
2 maggio 2015, 9:00
Trine 3: The Artifacts of Power
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Trine 3: The Artifacts of Power – Fiaba tri(ne)dimensionale

A tre anni dal meraviglioso Trine 2 i FrozenByte sono in procinto di dare alla luce il terzo capitolo della loro saga più famosa che, pur tentando di mantenere inalterato il proprio dna, presenta un’evoluzione meccanica decisamente radicale: Trine 3: The Artifacts of Power sarà il primo capitolo della saga ad abbracciare la terza dimensione (i precedenti episodi erano in 2.5D).

Il gioco completo sarà distribuito, crediamo, non prima della fine dell’estate ma, già da ora, è possibile preordinarlo su Steam ed avere così immediato diritto all’Early Access. L’accesso anticipato prevede, al momento della stesura dell’articolo, un paio di livelli storia, un challenge mode e uno straniante “theme park”: una sorta di sandbox cubettoso dalla fisica impazzita in cui sperimentare tutte le possibilità fornite dal motore fisico di Trine 3, facendosi un’idea di quel che si potrà creare con l’editor che permetterà di realizzare i propri livelli e condividerli sul Workshop. Una scelta saggia, che ci sentiamo di condividere, quella di mettere il gioco in accesso anticipato in quanto i talentuosissimi sviluppatori finlandesi, pur avendo dimostrato di maneggiare alla perfezione le meccaniche bidimensionali, si confrontano per la prima volta con un’impalcatura ludica completamente 3D e l’aiuto dell’utenza può risultare fondamentale nell’affinare il prodotto in vista della sua uscita ufficiale sul mercato.

C’ERA UNA VOLTA…

La trama in Trine è sempre stata poco più che un pretesto per contestualizzare il susseguirsi tra i vari livelli ma, nel suo essere spartana e naif c’è sempre stato estremo gusto narrativo e un’atmosfera fiabesca assolutamente deliziosa. Trine 3 non fa eccezione e, come nei precedenti capitoli, un’imminente minaccia (in questo caso un meraviglioso e gigantesco essere meccanico vagamente steampunk che attacca le mura della città) porta i nostri soliti tre eroi (il grassoccio cavaliere Pontius, il mago pasticcione Amadeus e la sinuosa ladra Zoya) a ritrovarsi, legati indissolubilmente dal Trine, di nuovo invischiati in un’epica avventura per salvare il mondo.

Il primo livello, come nei capitoli precedenti, funge da tutorial sfruttando la peregrinazione del ricongiungimento dei nostri tre eroi per darci un’infarinatura di come utilizzarli singolarmente e iniziarci ai rudimenti del gameplay: le meccaniche di gioco sono rimaste pressoché inalterate (tranne qualche nuova chicca come la possibilità di trascinare o collegare oggetti ed elementi dello scenario, tramite una corda, da parte di Zoya o la possibilità di usare le capacità di levitazione magica di Amadeus su tre assi) seppur adattate alla nuova veste tridimensionale del titolo FrozenByte. Il secondo livello, invece, ci porta nel gioco vero e proprio dove, con i nostri tre eroi riuniti e liberamente switchabili in game, dovremo farci strada in uno stage roccioso dalle tinte abbastanza contrastate fino ad arrivare alle mura della città dove ce la vedremo con il primo boss (il mostro meccanico dell’intro) in una battaglia che, seppur non molto difficoltosa, richiede tempismo e arguzia nello sfruttare i poteri dei nostri eroi. Dobbiamo ammettere che, pur con qualche incertezza (dovuta probabilmente allo stadio di sviluppo ancora un po’ prematuro), l’adattamento delle meccaniche di Trine a questa nuova incarnazione è decisamente convincente: nonostante il radicale cambiamento dovuto all’aggiunta della terza dimensione a livello meccanico, e non più solo come vezzo estetico, Trine 3 non perde neanche una briciola del suo essere e l’impalcatura ludica da puzzle platform basato sulla fisica risulta rinnovata ma assolutamente non stravolta.

Come sopra detto, Trine 3 non è ancora calibrato al 100% (cosa normalissima per un accesso anticipato, comunque) e l’adozione della terza dimensione a telecamera automatica (si, non è possibile gestire autonomamente l’inquadratura) mostra un poco il fianco in alcune situazioni platformistiche. A volte si finisce per calcolare con difficoltà l’allineamento prospettico tra personaggio e livello di gioco rendendo problematici i salti da una piattaforma all’altra e non rarissimi sovvengono compenetrazioni poligonali e bug vari negli enigmi, figli ovviamente di un codice ancora abbastanza immaturo. Nulla di preoccupante comunque in quanto nella maggior parte delle situazioni la telecamera automatica si comporta in maniera egregia mentre nello sfruttamento delle capacità dei personaggi anche nell’asse Z siamo già ad ottimi livelli.

ESTETICA “DA FAVOLA”

Se a livello di meccaniche Trine 3: The Artifacts of Power mostra ancora un certo bisogno di rifinitura, a livello estetico il titolo FrozenByte fa già faville: dal lato prettamente artistico il terzo capitolo di Trine è assolutamente delizioso e coloratissimo, la telecamera automatica che nel gameplay ci aveva dato qualche grattacapo ci fornisce degli scorci mozzafiato per puro gusto artistico accompagnati come sempre da un’eccezionale colonna sonora del solito monumentale Ari Pulkkinen. Quel che stupisce comunque è la rifinitura tecnica del titolo che, pur essendo ancora ben lungi dall’essere completo, mostra un grado di rifinitura assolutamente eccellente. Certo, qualche piccolo glitch è presente, qualche compenetrazione poligonale di troppo è possibile rilevarla cosiccome qualche piccola défaillance del motore fisico, ma sono problemi di pochissimo conto in quanto presenti già da ora in quantità ben minore rispetto a molti giochi fatti e finiti in vendita sugli scaffali. Notiamo con piacere, infine, che seppur non ancora ottimizzato il titolo è già decisamente “gentile” con le specifiche hardware offrendo un eccellente spettacolo anche su configurazioni più datate (escluso l’anti-aliasing che finisce per caricare fin troppo di lavoro le GPU più datate).

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=0tS05xEHKbQ[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Questo primo assaggio di Trine 3: The Artifact of Power è stato per noi sorpresa estremamente gradita: il titolo FrozenByte non perde nulla della sua essenza nel passaggio alla terza dimensione mantenendo inalterato tutto il fiabesco fascino che ne ha decretato le fortune in questi anni. Qualche problema tecnico sussiste ancora (e sarebbe strano il contrario) ma il gioco già ora si rivela godibile da giocare e meraviglioso da guardare. Se i ragazzi di FrozenByte sapranno far buon uso dei feedback forniti dagli utenti e limeranno quelle piccole storture di cui sopra sarà di certo nuovamente un enorme piacere perdersi ne terzo episodio della fiaba che gli sviluppatori finlandesi stanno per raccontarci.
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