Anteprima | Uncharted 3: Multiplayer online

Cover Uncharted 3: L'Inganno di Drake
PS3
Genere: ,
Sviluppatore:
Produttore:
Distributore: Sony
Lingua: Italiano
Giocatori: 10
Data di uscita: 02/11/2011
Pegi 12 Compra su AmazonPS3
EUR 30,19

Nell’ormai non più troppo vicino Novembre del 2007, la californiana Naughty Dog stava progettando un’avventura grafica da offrire alla nuova generazione di consoles, un titolo che una volta uscito sul mercato fece subito capire al pubblico di che pasta fosse fatto, ma che probabilmente non sperava ancora di riuscire ad espandere talmente le proprie capacità così da guadagnarsi in pieno diritto l’onorificenza di miglior action-adventure su ps3. Quel progetto si chiamava “Uncharted: Drake’s Fortune”. Poi il salto di qualità, intrapreso tra lo sviluppo del primo capitolo ed il secondo, che non fu meno spettacolare di quello che vediamo immortalato nell’ esaustivo scatto subito sotto offertoci dalla modalità multiplayer del prossimo capitolo in uscita, fino ad arrivare a questo momento: l’attesa è trepitante, e siamo tutti curiosi di scoprire quanto metraggio avrà il nuovo balzo in avanti compiuto dai ragazzi di Naughty Dog verso la messa in piedi di questo terzo capitolo, Uncharted 3 l’inganno di Drake. I propositi ci sono, il team è caldo, e c’è un nuovo obiettivo da conquistare: aggiudicarsi l’unico podio su cui il brand non ha ancora fatto la sua comparsa, la medaglia d’oro del multiplayer online su ps3. Ci riuscirà? Scopriamolo insieme!


“ARIA DI CAMPAGNA”

Eh si…ciò che si respira una volta entrati in una partita multigiocatore di Uncharted 3 è inequivocabilmente “aria di campagna”: un aereo cargo in decollo lungo una pista, un manipolo di camion gli sta alle costole e tenta di assediarlo; qualcuno, munito di AK47 difende il velivolo, qualcun’altro , sempre arma alla mano, tenta di infiltrarsi per i portelloni laterali dell’aereo balzando da un furgone all’altro. Tutto questo sembra proprio essere la descrizione di uno di quei momenti pregni di azione vissuti da Nathan durante la campagna in single player, eppure si tratta di un classico scontro multigiocatore nella modalità deatmatch a squadre di una delle due mappe disponibili all’interno della beta rilasciata qualche giorno fa.

La dolce ebrezza di “campagna” si fa sentire anche quando si inizia a parlare in termini grafici, il comparto visivo presente nella componente multiplayer del titolo è infatti all’altezza di quello utilizzato per l’avventura in singolo, seppure con le dovute limitazioni richieste dalla gestione dei server. In più il team ha pensato di aggiungere per l’occasione una chicca che potrebbe regalare momenti di felicità agli amanti della distruzione, infatti, seppur non hai livelli visti in Battlefield, alcuni degli elementi su schermo saranno demolibili, senza contare che interi edifici potrebbere letteralmente esplodere a causa di un bombardamento aereo o incendiarsi e cadere a pezzi nel caso in cui diventino il luogo preferito per gli scontri a fuoco.

Sono state aggiunte anche delle sequenze per il combattimento corpo a corpo, il quale non si limiterà più al semplice scambio di pugni frontali in attesa che il primo caschi a terra, ma sarà ben più dinamico grazie ad un sistema che calcola la posizione del giocatore rispetto al nemico avviando così la sequenza più idonea e spettacolare con il quale finirlo. Presa dal collo da dietro, scivolata tra le gambe con annesso pugno tra i paesi bassi e ginocchiata nella schiena con frattura della colonna vertebrale sono solo alcune delle animazioni disponibili per godersi la morte del malcapitato avversario.

Inoltre un aspetto interessante degli sparatutto in terza persona con annesso sistema di copertura, Gears of War a fare da maestro, è sempre stato quello di sfruttare la parete o la cassa fortificata più a portata di schiena per animare dei veri e propri duelli di trincea. Questo in Uncharted 3 è ampliato ai massimi termini, tanto che ci vorrà davvero poco prima che vi troviate protagonisti di uno scambio di piombo capace di occupare anche diversi preziosi minuti, durante i quali la copertura trovata si rivelerà essere il vostro migliore amico in quel “su e giù” con la testa nel tentativo, dopo aver svuotatol’intero caricatore, di cogliere in fronte il nemico anch’esso stretto alla proprio amato muro.

CALL OF DUTY INSEGNA

Ma vediamo di entrare un pò più nelle dettaglio delle meccaniche di gioco.

La formula di base rimane la medesima applicata al secondo capitolo ma questa volta il tutto sembra essere coronato da un sistema di potenziamenti che strizza evidentemente l’occhio alle ultime produzioni made by Call of Duty. Sarà possibile infatti servirsi di una vasta gamma di bonus intercambiabili e modifiche all’armamento che garantiranno varietà durante le guerriglie multigiocatore. Montare un mirino di precisione sulla proprio fucile d’assalto o ampliare il caricatore alla propria pistola non sarà quindi più un taboo in questo nuovo capitolo della serie.

E quando questo non bastasse a mettere la propria firma sul campo di battaglia sappaiate che questa volta sarà addirittura possibile servirsi di un menù di costomizzazione, non comunque paticolarmente completo, grazie al quale potremmo modificare le caratteristiche fisiche, la voce e gli abiti del nostro personaggio, con annessa sezione dedicata alla creazione di un emblema completamente personalizzabile da sfoggiare in battaglia. Quest ultimo apparirà in alcuni punti della mappa nel caso foste voi il miglior giocatore in partita, così che, per voi “narcisisti”, sarà facile trovarsi al centro dell’attenzione.

Un tocco di personalità in più per il giocatore quindi, ma comunque un’inesauribile bisogno di attività cooperativa tra i compagni di squadra, continuamente incentivata da diversi spunti tattici offerti non solo dalla natura del titolo ma anche dalla stessa struttura delle mappe.

Una gradita aggiunta è ad esempio rappresentata dalle zip-line situate sporadicamente tra i tetti che sovrastano il campo di gioco, con i quali sarà possibile scivolare in fretta per raggiungere l’altro capo della mappa. Come già detto anche i muri agevolano lo stile di gioco cooperativo, e gli innumerevoli anfratti,  scale, torrette e voragini nel muro aiutano non poco il lavoro.

E’ stato inoltre ritoccato il sistema di gestione delle medaglie, divenute adesso le monea di scambio per ottenere quelle che se stessimo giocando a Modern Worfare chiameremmo “killstreak”, vale a dire quei bonus derivanti dalla lunghezza delle nostre serie di uccisioni in partita.

Gli effetti sono simili: bombardamenti aerei, con sicurura esplosione di un qualche edificio sulla mappa, segnalatore della posizione avversaria, comparsa di un RPG all’interno del proprio equipaggiamento, ma il modo per ottenerlo, piuttosto che l’essere legato unicamente alle serie di uccisioni, risulta essere più divertente ed innovativo.

Ciò che muove questa nuova feature è appunto la ricerca del numero di medaglie richiesto dal potenziamento selezionato per la partita in questione, reperibili tramite particolari azioni speciali, come l’uccisione con una granata dopo essere già morti o l’aver scampato una morte certa o ancora l’aver ucciso il nemico in aria o più nemici contemporaneamente, oppure direttamente all’interno di forzieri situati in giro per la mappa.

Infine parliamo delle modalità di gioco che ci sono state rese note, tra le queli troviamo gli immancabili “Tutti contro tutti” e “Deatmatch a squadre”, insieme a piacevoli aggiunte come quella di un deatmatch disputato fra tre coppie di giocatori, una modalità soprannominata “Estrema”, nella quale potremmo mettere da parte tutti i potenziamenti acquisiti per dare prova della nostra pura forza bruta, e infine la modalità “Hunter” che non è stata resa disponibile nella beta. Per ultima ma non per questo meno importante troviamo invece la modalità cooperativa, giocabile possibilmente anche offline in compagnia di un amico, nella quale dovremmo affrontare orde di nemici in stile Gears of War con l’alternarsi di tre diversi obiettivi da raggiungere per ogni ondata. Questi sono “Sopravvivenza”, nel quale l’unico nostro impegno sarà quello di eliminare le ondate nemiche semplicemente evitando di lasciarci le penne, “Assedio”, secondo il quale dovremmo conseguire lo stesso obiettivo ma dall’interno di un’area circoscritta , e infine “Caccia al tesoro” durante la quale dovremmo trovare una reliquia riportarla all’interno di un forziere, il tutto ovviamente costantemente inseguiti da uomini armati davvero poco concordi con la nostra idea.

IN CONCLUSIONE
Qual' è il verdetto?... Beh, non so se Uncharted 3 potrà davvero coronare il suo sogno di sedere al trono dorato delle esperienze multiplayer, ma di sicuro la voglia, la passione, la tenacia, sono fiamme ardenti nei cuori del team di sviluppo sul quale stiamo riponendo tanta fiducia, è di sicuro quanto visto finora non può far altro che strappare dalla mia bocca queste parole: "Ottimo lavoro ragazzi!"
COMMENTI
  1. iFrame scrive:

    C’è una lollosa contraddizione… se davvero ci fossero elementi distruttibili come potrebbero crearsi quello che chiami “scambio di piombo capace di occupare anche diversi preziosi minuti” .-. xD

  2. Giuseppe "Pewakka" Vacante scrive:

    ma ha anche detto alcuni oggetti nello schermo

  3. NightKratos scrive:

    iFrame non c’è alcuna contraddizione, gli elementi distruttibili sono solo alcuni, non tutte le coperture saltano per aria, e del resto non lo fanno nemmeno in Battlefield ;)

  4. theundisclosed scrive:

    Ottimo articolo NK (= sono sicuro che Uncharted 3 non ci deluderà nelle aspettative, spero solo che la trama sia appassionante come quella dei precedenti capitoli. Comunque la ricetta non era cattiva (;

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