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Recensione
TESTATO SU PC
3 febbraio 2015, 9:00

Avernum 2: Crystal Souls – Il ritorno del GDR

Avernum è una delle serie più famose di Spiderweb Software, casa di sviluppo nota nel settore del gioco di ruolo per PC. Avernum 2: Crystal Souls è il remake del secondo capitolo della serie di Avernum, forse la più bella e conosciuta delle saghe ideate da Jeff Vogel. Basterà dire in sede di introduzione che Avernum consta di due trilogie, uno spin-off, e finalmente due remake, destinati probabilmente ad aumentare per tutta la lunghezza dell’intera epopea. In questo frangente si parlerà perciò del rifacimento di un prodotto del tardo 2000, poco meno di 15 anni fa, che oggi mostra ancora tutta la sua forza narrativa e videoludica, con una veste aggiornata ma fedele allo stile di Spiderweb Software.

 

100% old school

L’intera gamma di prodotti di Vogel si caratterizza per una predilezione della trama e della caratterizzazione dei personaggi, rispetto al comparto grafico. Anche questo remake non viene meno a questo “comandamento”, portando all’attenzione del consumatore un intreccio narrativo fedele all’originale, ma espanso in più punti. Avernum è una nazione di segregati ed emarginati, costretti a vivere nel sottosuolo dal più potente Impero. A discapito delle difficoltà il mondo sotterraneo, grazie anche all’uso massiccio della magia, si rivela ricco di risorse e capace di poter ospitare e far crescere la cultura Avernita. E se il primo capitolo (che vi consigliamo caldamente di giocare, ma che non è necessario per poter godere a pieno di questo numero 2) mostra una nazione ancora in fase di crescita, dilaniata da lotte intestine e clandestine; durante questo sequel è già evidente la metamorfosi della comunità di Avernum in una vera e propria nazione. Tanto che l’Impero è deciso a reprimerne la forza crescente con una guerra dagli esiti apparentemente scontati. La forza dei popoli sotterranei però non è da sottovalutare, ed a questa già instabile situazione si aggiunge la presenza di misteriose barriere magiche, impenetrabili e gigantesche, capaci di bloccare intere sezioni subterrestri, nonché foriere di disagi e di enigmi. Enigmi che il nostro party sarà chiamato a risolvere, lungo un percorso narrativo pieno di colpi di scena. Questa piccola sezione di trama non è che il cappello di quella che si rivelerà (ed evitiamo di andare oltre per non rovinarvi il gusto della sorpresa) essere una storia davvero densa e coinvolgente.

Dal lato gameplay Avernum 2: Crystal Souls si distingue per una certa osticità, che però fa da contraltare a dinamiche tanto rodate quanto rivisitate per poter inserire il giocatore in un contesto che possa davvero essere definito ruolistico. Innanzitutto il sistema di interazione con i personaggi: ogni NPG che incontreremo e con il quale sarà possibile interagire ci darà preziose informazioni sia riguardo la sua storia che quella di ciò che ci circonda. In ogni sezione di mappa, per poter davvero capire al meglio gli eventi e l’evoluzione della trama, ci toccherà leggere con grande attenzione i testi proposti dagli interlocutori. E si tratta non solo di semplici menzioni storiche o di chiacchiere senza senso, ma di impressioni vere e concrete di quanto chiesto dal giocatore al personaggio non giocante. Le scelte a disposizione durante le sessioni di dialogo saranno più o meno ampie, a seconda della missione da intraprendere e della natura di chi avremo di fronte. Un limite in parte, vero, ma anche un approccio onesto, che evita di inserire una libertà solo apparente, per concedere ai videogiocatori solo contenuti corposi. Anche i PG stessi subiranno una profonda caratterizzazione, che va vissuta in concomitanza con le decisioni prese e le modalità di approccio al gioco, e che si manifesteranno nelle reazioni e nella capacità di immedesimazione. Gioco di ruolo non è infatti scegliere tra A o B e subire il dialogo numero 1 o numero 2 o la cutscene di un tipo rispetto ad un altro. Gioco di ruolo, ed in questo Avernum 2 riesce in pieno, è compenetrare il videogiocatore nella storia narrata, dandogli la possibilità di interpretare e seguire un suo percorso, personale ed unico. Ed in questo il prodotto riesce bene, anche grazie alla naturale osticità del gameplay. Nessuna bandierina, nessun indicatore sulla mappa (se non quelli da noi stessi inseriti), nessun aiuto da parte dell’interfaccia. Addirittura, a parte la sinossi delle missioni, toccherà a noi registrare le conversazioni più importanti per poterle ritrovare sul diario, che altrimenti rimarrà intonso. Un approccio durissimo per chi è abituato alla minestra già riscaldata. Allo stesso modo troveremo anche un’ottimo skill tree, una buona differenziazione di classi ed in generale un comparto personalizzazione ampio ed efficace. L’interazione con l’ambiente sarà perciò, pur se semplicistica nelle possibilità, nettamente influenzata dalle nostre conoscenze ed abilità, e fornita di un gran numero di armi, armature ed oggettistica varia. Interessante anche il sistema magico, suddiviso in più scuole a seconda della classe scelta. A questo si aggiungono anche le solite differenze razziali, implementate in maniera coerente anche con la geografia dell’ambientazione. Ricordiamo poi che l’avventura seguirà le vicende di un party di 4 elementi, aumentando di gran lunga le possibilità di caratterizzazione a disposizione.

mai giudicare un libro dalla copertina

Il combat system è forse la parte meno interessante della sezione gameplay e, pur se fondato su un sistema a turni che riesce ad infondere la giusta misura di dinamicità e tattica, risulta spesso ripetitivo e poco interessante. Se da un lato il buon numero di abilità e magie renderà leggermente più pepata la battaglia, allo stesso tempo la mancanza di situazioni effettivamente varie (gli ambienti sono si differenti, ma i terreni spesso risultano divergere solo dal punto di vista “descrittivo”) e la scarsa intelligenza artificiale mineranno l’esperienza. Attenzione però: la difficoltà di gioco è tutto fuorché bassa, per cui non approcciate la pugna sottogamba, a meno di non voler ricominciare dall’ultimo salvataggio.

Tecnicamente questo sequel ha sicuramente il grande merito di aver aggiornato un prodotto che risultava duro nel 2000, figuriamoci in tempi più recenti. Lo ha fatto però, nonostante le possibilità di mezzi più ampie, tenendo fede alla propria natura: visuale isometrica, grafica accurata ma semplice e minimalista, preferenza alla visione di insieme che al dettaglio (cosa che comporta la sensazione che tutto sia piuttosto “piccolo”). Se si riesce ad andare oltre alle textures oneste ma certo non fantastiche, ed alla naturale impervietà dell’interfaccia, ci ritroveremo in un mondo plausibile, vasto, vario e molto descrittivo. Ogni stanza, ogni luogo, ogni elemento di gioco è inserito nel giusto contesto, senza mai ripetersi in pattern figurativi più o meno “copia-incollati” ma al contrario dando una sensazione di completezza e di grande cura stilistica. Rimane certo un gioco che visivamente non può piacere al grande pubblico e può risultare di difficile digestione. E’ significativo però che questo remake non dia importanza alla commercializzazione ma alla riproposizione moderna e fruibile dello stesso identico prodotto, mantenendo fede alle promesse nei confronti dei veri fan. Sul comparto audio piuttosto poco da segnalare, si poteva fare sicuramente di più, e come già ampiamente dimostrato da molti altri sviluppatori indie, non serve avere a disposizione la Filarmonica di Berlino per poter creare una colonna sonora di tutto rispetto. Stesso discorso anche per i rumori ambientali, che fanno il loro lavoro e nulla più.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=sGyJkNL75eo[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Avernum 2: Crystal Souls è un prodotto eccellente. Il voto si sarebbe potuto sbilanciare anche un poco più in la, ma bisogna tenere pur sempre conto che siamo di fronte ad un remake (e pertanto il fattore "originalità" viene indubbiamente a mancare) e che alcune mancanze, soprattutto sul lato audio, hanno il loro peso. Nonostante questo Spiderweb Software si conferma casa di sviluppo fedele ai propri ideali, fermamente convinta nella possibilità di fornire un'esperienza videoludica e ruolistica scevra di tutti gli orpelli che possano aiutare a vendere qualche copia in più, ma che si rivelano quasi sempre dannosi per il gioco in quanto tale. Il titolo ovviamente non è adatto a tutti, complice un'interfaccia ermetica, un approccio grafico di qualità ma indubbiamente semplice, se non addirittura minimalista, ed una generale difficoltà di approccio. Insomma, per usare un termine forse abusato, Avernum 2: Crystal Souls è un vero GDR old school: pertanto se volete imbarcarvi nell'avventura, munitevi di voglia, pazienza e carta e penna, perché di freccette magiche e mappe dinamiche non ne troverete.
Pro-1
Un vero gioco di ruolo
8
Contro-1
Comparto audio appena sufficiente
Pro-2
Trama interessante e ben ambientata
Contro-2
Combat System a tratti monotono
Pro-3
Tantissimi elementi di gioco
Contro-3
Durissimo per i meno abituati
Qualità per pochi!
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