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Recensione
TESTATO SU PC
2 novembre 2013, 9:00
Battlefield 4
Battlefield 4 mobile

Battlefield 4 – Recensione

Quando ci si imbatte in giochi cross generation come Battlefield 4 è sempre difficile approcciarsi in modo garbato e giusto. Tra centinaia di recensioni inutili, speciali e specialetti porta visite, in pochi tireranno fuori una recensione unica, importante ed oggettiva. Questo è il nostro caso, che vi proponiamo una recensione unica per tutte le piattaforme disponibili e non. A noi poco interessa se il comparto grafico di una o dell’altra macchina sia più evoluto o meno, a noi interessa il gioco in sé, e su questo siamo sicuri che provando la versione migliore (quella PC) si possa dare tranquillamente un giudizio definitivo su questo nuovo FPS targato Electronic Arts e DICE.

battlefield-4

Ed io che ci credevo…

A discapito di un futuro ricolmo e stracolmo di giochi multigiocatore, la campagna degli FPS sta diventando sempre di più un surplus, un qualcosa di eccedente rispetto alle necessità, un qualcosa di introdotto obbligatoriamente, ma non più curato nei minimi dettagli, così come succedeva anni fa per qualsiasi titolo che puntava maggiormente su un single player d’eccellenza ed in secondo luogo introduceva un multiplayer che rendesse l’opera completa, longeva ed unica sotto ogni punto di vista. Ormai non crediamo più nei falsi dei, non sappiamo ancora quanto andrà avanti questa farsa del single player in serie molto acquistate e divenute famose grazie al loro multiplayer, e ci si accorge sempre di più di essere di fronte ad un cambio netto di mercato, che già negli anni passati risultava saturo di idee. Questo è il caso di Battlefield 4, dove sì, il single player è ancora presente, ma rimane purtroppo anonimo e di basso livello rispetto al resto della produzione, ed è proprio in casi come questo che ci chiediamo quanto conti ancora la storia nei videogiochi odierni. Quanti di voi la giocheranno e quanti di voi invece si butteranno a capofitto online senza nemmeno dare una sbirciatina ad una storyline scialba e degna del peggior film di serie B? Come il predecessore, che certo non soddisfaceva sotto il punto di vista narrativo, anche Battlefield 4 giace negli abissi delle storie banali anti-coinvolgimento e questo è un dato di fatto, così come i tanti problemi legati ad una IA mal implementata, ad una scarsa difficoltà generale o problemi legati a bug grafici e quant’altro, chiudono il cerchio di un single player nettamente peggiorato rispetto al passato. A questo giro saremo chiamati ad impersonare Recker, il neo-comandante della squadra Tombstone (Irish, Dunn e Pac), che come di consueto sarà chiamata a salvare il mondo da una guerra su scala mondiale, passando attraverso sette missioni, nelle quali dovremo cimentarci in recupero VIP, documenti, infiltrazioni ed altre situazioni già viste.

In circa sei ore arriveremo ai titoli di coda, con buchi sulla trama e passaggi repentini da un’ambientazione all’altra tra i soliti script già visti e rivisti, ai ripetuti corridoi che sfociano in aree ben più grandi che ci porteranno a fermare la Cina ed i suoi piani di rivolta. Dopo un inizio travagliato, di cui non vi parleremo per non rovinarvi l’esperienza di gioco, molto presto avremo l’onore del comando e da qui in poi, dopo pochi minuti di tutorial, entreremo immediatamente nel vivo dell’azione sparando proiettili a destra e a manca. Questa volta però, anche comandando ed impartendo ordini ai nostri commilitoni attraverso il binocolo oppure con la semplice pressione di un tasto, che ci permetterà una leggera strategia di attacco nei confronti dell’IA nemica. Intelligenza artificiale che purtroppo è uno dei più grandi difetti di questa campagna, i nemici non variano posizione e seguono manovre e movimenti sempre uguali, non accerchiano il nemico, sparando sempre nel solito punto. A volte il nemico scomparirà dalla mappa per poi riapparire dal nulla e sparare al vento come se nulla fosse. Anche i nostri compagni, oltre al comando “spara” non faranno altro ed in svariate occasioni staranno a guardare o sparare nel vuoto anch’essi, così come succede all’IA nemica. Veramente pessimo, soprattutto valutando l’estremo realismo a cui aspira la serie, ed in questo caso avere compagni che non possono morire con la facoltà di teletrasportarsi istantaneamente ai checkpoint successivi o all’interno dei mezzi una volta che vi saliremo, tagliano completamente le gambe alla sensazione di trovarsi in un vero campo di battaglia. Ma il travaglio dell’IA non finisce qui, visto che tutta l’azione, così come la difficoltà generale del gioco, ne risente pesantemente. Per esempio, le uccisioni con il coltello sono semplicissime da effettuare, così come i colpi alla testa, e questo viene rilevato da una scarsa hitbox che molto spesso fa cilecca. Le munizioni infatti si sprecano prima di centrare il bersaglio; inoltre la scarsa balistica ci porterà a vedere i proiettili scomparire nel nulla, il che non aiuta nemmeno nella rincorsa alle Dog Tag speciali ed ai punti extra.

Il vero fulcro

Il cuore di Battlefield, si sa, è il comparto multigiocatore. Nelle modalità online, infatti, il titolo riesce a dare il meglio di sé, coniugando ottimamente un’azione frenetica ad un gameplay più ragionato e ponderato di quanto un qualsiasi Call of Duty faccia. Questa volta più che mai gli sviluppatori svedesi hanno potenziato le peculiarità tipiche del brand senza distaccarsi troppo, offrendo un pacchetto completo ed esaustivo sotto tutti i punti di vista. Battlefield 4 impone il “gioco di squadra”, un agire maturo e cauto; non verrà premiato soltanto chi riuscirà ad uccidere più avversari (COD docet), ma anche chi si porrà a servizio della squadra, curandone i componenti o supportandola con munizioni o vari strumenti. A tutto questo si aggiunge la possibilità di avere 64 giocatori sia su PC che su (finalmente, NdR) next console con i 60 frame del caso, mentre su current gen il downgrade grafico è quasi obbligatorio e dunque si passa ad un max di 24 giocatori a 30 frame. Le dieci mappe (escludendo quella del pre-order), le battaglie via aria o terra proposte da DICE compongono il quadro “enorme” del multiplayer. A tutto questo aggiungiamo un ottimo level design condito dal Levolution ed abbiamo finalmente trovato il vero campo di battaglia di Battlefield 4 che, come abbiamo visto, corre distante dalla controparte a singolo giocatore, anche se ne mantiene alcuni difetti come la balistica imprecisa, che farà dannare anche il più calmo dei giocatori.

Iniziando dalla nuova ma più comoda interfaccia, che in ogni caso è rimasta pressoché simile a quella di Battlefield 3, i giocatori più avvezzi incontreranno sicuramente un layout dei comandi molto ben concepito e stabile. Ora vi è la possibilità di entrare direttamente in una mappa Test Rage in tutta velocità, oppure in una partita vera e propria, dove in ogni caso andremo a scegliere sempre una tra le sei modalità di gioco presenti, tra le quali troviamo vecchie glorie, come Conquest, Domination e Rush e le due nuove e sicuramente più interessanti Obliteration e Defuse. La prima è una specie di Capture the Flag, dove ci renderemo protagonisti del recupero di una bomba, mentre la seconda, “Defuse”, vede due team di cinque elementi che si dividono tra attacco e difesa: quello in attacco dovrà piazzare una bomba in una delle due location e proteggerla, mentre l’altro la dovrà disinnescare facendo piazza pulita degli avversari. A parte le ormai scontate anche se ben pensate modalità, a rendere Battlefield 4 eccezionale ci pensa il level design delle mappe che, grazie al Levolution, indipendentemente dalla modalità di gioco che si utilizza, riesce a rendere gli scenari di gioco dinamici, giocando su di un terreno di scontro in continua mutazione, regalando una continua sfida ai giocatori anche sul piano territoriale. Ovviamente, oltre ai grandi grattacieli o mezzi distruttibili, il Levolution gioca in maniera minore anche sulle coperture: ora non ci sarà più luogo sicuro, anche se la maggior parte delle distruzioni non fa altro che aiutare i mirabolanti cecchini, che con una visuale aperta avranno di che divertirsi (camper assicurati, NdR). Si divertiranno molto meno gli altri, che tra vari glitch ed elevator, faranno più fatica a trovare scontri face to face. A questa peculiare pecca che affliggeva anche Battlefield 3, possono rimediare sicuramente i mezzi molto ben bilanciati ed i respawn su selezione già apprezzati nella fase beta del titolo. Le ottime personalizzazioni delle classi finalmente sono molto più permissive nella scelta dell’attrezzatura e dell’arsenale da portare con noi sul campo. Infine, anche in Battelfield 4 torna la modalità Commander grazie alla quale sarà possibile controllare la situazione dall’alto impartendo ordini ai nostri compagni, mandando UAV in avanscoperta oppure ordinando attacchi aerei, utilissimi per visionare l’intera area di gioco.

Frostbyte 3

Il Frostbite 3 è un motore che sembra cucito attorno a Battlefield, soprattutto nella versione PC dove può dare sfoggio di tutta la sua magnificenza. I punti di forza assoluti sono senza alcun dubbio le vaste aree calpestabili unite ad un ampio orizzonte visivo dove i cecchini possono far festa. Ad aggiungersi all’appello poi c’è la “distruttibilità” ambientale che va a pesare direttamente sul gameplay, con situazioni in cui la copertura che blocca i proiettili nemici va in frantumi obbligando il giocatore alla ricerca di nuovi ripari. Il tutto è condito come sempre dal tentativo di realizzare location il più realistiche possibile, anche grazie ad una cura meticolosa nella palette colori. Assieme a Battlefiled 4 fa quindi il suo ritorno anche il Frostbite 3, tirato a lucido per la tanto attesa next generation, sebbene, nonostante l’imminente uscita di Ps4 ed Xbox One, sia ovviamente la versione PC a regalare le soddisfazioni più grosse dal punto di vista grafico, non senza diverse sbavature.

Come per Battlefield 3, le luci risultano artificiose ed esagerate, un difetto che sembra legarsi direttamente a scelte stilistiche che accompagnano le produzioni basate su questo engine, inoltre diverse compenetrazioni poligonali minano un po’ il quadro generale. Battlefield 4 risulta ottimizzato davvero bene, anche se non stiamo parlando di un motore “spacca configurazioni”: con un PC di fascia medio-alta si possono raggiungere i 60 fotogrammi al secondo senza troppi compromessi anche quando gli effetti atmosferici danno il meglio di loro con pioggia incessante o forti nevicate. Interessante anche la resa dell’acqua, con sequenze in mare aperto che metteranno in mostra un moto delle onde realistico e rifrazioni di tutto rispetto, penalizzate solo in parte da una fisica delle barche e dei mezzi a motore in generale ancora poco credibile. Situazione diversa per le console current gen, ormai prossime alla pensione e che faticano non poco nel gestire i vari effetti grafici che questa produzione richiede. E’ per tanto consigliato attendere la controparte next gen se si vuol godere al meglio di questo FPS: già ufficializzato a 60 frame sia su PlayStation 4 che su Xbox One. L’audio non è da meno e l’effettistica delle armi risuona nelle cuffie o negli home theater ricreando la situazione proposta a schermo nel migliore dei modi e tenendo conto dell’ambiente che circonda il giocatore. Complessivamente il lavoro svolto in fase di revisione del Frostbite 3 si fa vedere e sentire e rappresenta un ottimo antipasto di next gen per chi è prossimo all’acquisto di PlayStation 4 o Xbox One ed è l’ennesima conferma di superiorità per i PC gamer dotati delle migliori configurazioni.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0UX_n8AW7ZE[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Battlefield 4 è un titolo che marca ed esalta la sua controparte multiplayer, ma cade pesantemente dallo scaffale per quanto riguarda il single player, a tratti veramente penoso. I soliti problemi noti tornano anche in questo nuovo capitolo, ma in compenso il multigiocatore funziona e diverte per lunghi periodi, grazie anche ad una maturazione importante rincorsa negli anni dallo sviluppatore. Il tanto chiacchierato Levolution funziona, ma purtroppo è stato usato veramente con il contagocce su poche mappe ed il comparto grafico non è eccezionale su current gen, anche se concede un colpo d'occhio veramente notevole, soprattutto su PC e console next gen, dove il Frostbyte 3 dà il meglio di sé. Certo, i problemi riscontrati in corso di prova sono tantissimi, come bug grafici, IA sottotono ed una balistica non perfetta. Insomma DICE saluta la vecchia ed abbraccia la nuova generazione in un modo abbastanza pacato e quasi dispregiativo, dato che in ogni angolo si nota la palese mancanza di attenzione nello sviluppo. La balistica è il male più grande in un titolo del genere, soprattutto in multiplayer, e tralasciando per un attimo le console current (da loro non si poteva chiedere di più), anche per le nuove è stato riservato lo stesso identico trattamento. Compenetrazioni poligonali in ogni dove, texture non levigate e tanti altri problemi minano questo Battlefield 4, e come dicevamo all'inizio, se per noi è difficile recensire e curare un titolo cross generation, figuriamoci per chi lo sviluppa... Suvvia, DICE, era lecito e d'obbligo aspettarsi molto, ma molto di più.
Pro-1
Il multiplayer è il punto focale del gioco
7
Contro-1
Versioni current gen abbastanza menomate
Pro-2
Ottimo comparto grafico
Contro-2
Campagna ed IA ridicole
Pro-3
Level design delle mappe e modalità online veramente azzeccate
Contro-3
Il Levolution poteva essere usato ancora di più
IL DADO NON È TRATTO
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