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Recensione
22 dicembre 2014, 9:00

Captain Toad: Treasure Tracker – Lo splendore della semplicità

Quando da una saga come quella dell’idraulico baffuto scaturisce uno spin-off (o nel suo caso dovremmo dire l’ennesimo spin-off) sulla base di elementi secondari presenti in una delle sue più recenti incarnazioni c’è di che sudare freddo. Però ammettiamolo, in quel di Super Mario 3D World i livelli più spassosi da affrontare erano quelli in compagnia dell’impavido Capitan Toad; si trattava di una manciata di riuscitissime rivisitazioni della formula di gioco classica, che anteponevano alla componente platform, pressappoco scomparsa, un ritmo ed un’impostazione più consoni ad un puzzle game, collocate all’interno di deliziose miniature poligonali, riproduzioni in scala sia dal punto stilistico che di level design dei principali overworld, confezionati con cura per offrire una sfida inusuale, in cui mettere in moto materia grigia e spirito d’osservazione ai comandi di un personaggio goffo e incapace di saltare a destra e a manca come il buon Mario, rivelandosi di fatto l’aspetto più fresco e vivo di un titolo che, nonostante l’ottima performance, ha avuto fin troppo la tendenza a campare di rendita.

Nintendo deve probabilmente aver fiutato l’occasione per un altro dei suoi annunci a sorpresa, e accogliendo ad una velocità impressionante le richieste dei suoi sostenitori, eccola presentare allo scorso E3 Captain Toad: Treasure Tracker, in esclusiva Wii U, che riprende quello stesso concept apprezzato in 3D World, lo sviluppa, lo perfeziona, e lo ripropone come un gioco completo a tutti gli effetti, venduto a prezzo budget e rilasciato in concomitanza delle festività natalizie… tranne qui in Europa, ultima ruota del carro del mondo del gaming; pazienza, ci abbiamo fatto il callo. Piuttosto; questo curioso progetto avrà le carte in regola per insidiare la miriade di blockbuster in uscita nel periodo autunnale? Toad sarà forse stato in grado di gestire al meglio la sua primissima avventura come protagonista indiscusso? Scopritelo nella nostra recensione.

 

FINALMENTE IN PRIMO PIANO

Quando pensiamo a Wii U, quale dettaglio proprio della console balza per primo all’occhio? Esatto, il GamePad. Nintendo sembra fermamente convinta della sua scelta con questa periferica, e non fa che esaltarne le potenzialità, alcune software house hanno trovato il suo utilizzo interessante e ne hanno cercato un’implementazione creativa, altre propendono a considerarlo un semplice tool per sgombrare lo schermo da menù e interfacce, e non manca chi ha preferito rinunciare all’idea di lavorarci su rivolgendosi al sempreverde off-screen, ma quanti titoli per la piattaforma Nintendo sono stati concepiti per essere vissuti a stretto contatto con la sua feature principale? Pochi, molto pochi, e in buona parte concentrati nelle primissime fasi del suo ciclo vitale, come Zombi U, Nintendo Land o Game & Wario. In un panorama ristagnante di idee originali è dunque un sollievo vedere produzioni come Captain Toad: Treasure Tracker fare timidamente capolino tra un Bayonetta 2 e un Super Smash Bros. a caso. Certo, l’eterno paggetto della principessa Peach in cosplay da Indiana Jones è lungi dal presentare qualcosa di veramente innovativo nell’inflazionato Regno dei Funghi, tant’è che una nutrita schiera di asset in Treasure Tacker proviene direttamente da 3D World, tuttavia il loro sapiente utilizzo in un contesto atipico da parte della casa di Kyoto permette di ammirarli sotto una luce ben diversa.

Blocchi tattili, piattaforme azionate dal soffio, pannelli girevoli, questi elementi un anno fa si rivelarono sì indispensabili per la risoluzione di alcuni passaggi e la raccolta delle sfuggevoli medaglie, ma si trattava pur sempre di bonus aggiunti, che non intaccavano minimamente lo spirito del brand, lasciando la possibilità al giocatore di esprimere liberamente le doti salterine dell’idraulico, ma in Treasure Tracker ci troviamo innanzi ad un setting diametralmente opposto: impacciato per natura e rallentato ulteriormente dall’ingombrante zaino, Capitan Toad è lento, incapace di saltare, e inerme contro qualsiasi forma di minaccia; ogni gradino per lui è un ostacolo invalicabile, un nemico che gli sbarra la strada una condanna a morte, una trappola un’insidia a cui difficilmente scampare, ed ecco che le funzioni del GamePad da mero supplemento diventano parte integrante delle meccaniche di gioco. Lentamente e con occhio vigile, dovremmo guidare passo dopo passo il malcapitato funghetto lungo gli ingegnosi rompicapo orditi dal team di sviluppo, liberando il percorso verso la Superstella e rintracciando le tre gemme nascoste in ogni livello. Il ritmo che ne deriva è piuttosto rilassato, in linea con l’approccio simil-puzzle, ma non aspettatevi tempi morti spesi a rimurginare su come muoversi: il tasso di sfida non è elevatissimo, anche nelle fasi conclusive bloccarsi è un’ipotesi remota, e generalmente è sufficiente armeggiare un po’ con quello che si ha a disposizione per venirne a capo, ciononostante Toad resta pur sempre un esploratore, e in quanto tale la bellezza di Treasure Tracker risiede proprio nella perlustrazione a tappeto degli splendidi stage.

Non nascondiamo che ad averci colpito maggiormente del titolo Nintendo è stata la cura riposta nel level design, impeccabile, quasi maniacale. Piccoli per estensione ed estremamente brevi una volta carpita la chiave di volta di ognuno, i livelli incapsulano filosofia e look dei microclimi di cui credevamo di sapere ormai tutto dopo l’ennesima riedizione in salsa “New”, rielaborandoli in qualcosa di nuovo e affascinante. La loro struttura concentra in una manciata di metri quadri diversi piani, dozzine di svincoli, scorciatoie, cripte, e dettagli a perdita d’occhio, non c’è un solo tile sprecato o modello posizionato a casaccio, e il tutto viene assemblato armoniosamente fino a creare dei veri e propri diorami tridimensionali che prendono vita sotto gli occhi increduli del giocatore; ruotare la telecamera diventa quindi un’arma a doppio taglio, tanto utile, se non fondamentale, per districarsi tra i i beffardi giochi prospettici, quanto pericolosamente ipnotica se ci si sofferma a rimirare troppo a lungo i tanti, meravigliosi scorci a cui si va incontro, merito anche dell’engine di 3D World, spremuto senza riserve per un colpo d’occhio radioso e pulito, in alcuni frangenti ancora più efficace rispetto all’opera originale, in particolar modo in presenza di numerose fonti di luce.

Considerando il prezzo ribassato rispetto alla media, è difficile muovere delle critiche ad un titolo più che buono come Treasure Tracker, tuttavia tra i potenziali talloni d’Achille dell’ultima fatica di Nintendo spicca una longevità non eccezionale; la scarsa difficoltà viene bilanciata dall’ottima godibilità e dai collezionabili non sempre immediati da individuare, ma anche assaporando ogni istante agguantare stelle e gemme non richiede più di 10 ore, che salgono a una ventina se ci si dedica al completamento di sfide, livelli bonus e time attack, ma al di là di ciò gli stimoli per prolungare la vita del gioco all’interno della console sono fievoli. Quel che abbiamo visto ci è piaciuto, e pure parecchio, ragion per cui una mole di contenuti più consistente non ci sarebbe affatto dispiaciuta, o una modalità cooperativa, perfetta per una formula del genere. Vedremo cosa ci riserverà la casa di Kyoto in futuro…

[youtube]http://youtu.be/TxR_OJh2d4c[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Captain Toad: Treasure Tracker non ha certo l'aria del pezzo da novanta, tanto meno quella del blockbuster annunciato, eppure GamePad alla mano il titolo Nintendo esce vittorioso da ogni pregiudizio, dimostrandosi l'ennesima perla a salire a bordo di Wii U, di dimensioni contenute invero, ma degna di figurare fieramente nella collezione di chiunque, siano questi videogiocatori poco navigati o un pelo più scafati, gli uni favorevoli all'approccio user-friendly e alla concezione stimolante dei puzzle, gli altri ammaliati dalla classe che avvolge ogni singolo pixel a schermo. Uno spin-off con i fiocchi, nonché una delle esclusive console più amabili di questo 2014; un'esperienza breve, per certi versi ancora acerba, ma unica nel suo genere, e godibile come poche. Una presentazione incantevole, una formula di gioco intrigante e divertentissima, un uso magistrale delle feature del GamePad, e una realizzazione tecnica degna del miglior tripla A in commercio: cos'altro desiderare? Ah già, non dover aspettare la fine delle vacanze di Natale per metterci le mani sopra...
Pro-1
Bello, semplicemente bello; concept, level design, idee, stile... Tutto
8
Contro-1
Cortino e abbastanza facile da portare a termine
Pro-2
Spolverate il touch screen e oliate il giroscopio: il GamePad torna in attività
Contro-2
Ma di tante settimane proprio subito dopo quelle natalizie dovevano rimandarlo!?
L'ALLIEVO SUPERA IL MAESTRO
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