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Recensione
TESTATO SU 3DS
19 maggio 2015, 10:24
Code Name S.T.E.A.M.
Code Name S.T.E.A.M. mobile

Code Name S.T.E.A.M. – Strategia dinamica al servizio di Lincoln

Intelligent Systems vanta un ottimo pedigree nel campo degli strategici a turni; appartengono infatti alla casa di Kyoto sia Advance Wars che Fire Emblem. Con Code Name S.T.E.A.M. non ci si è seduti sugli allori, riproponendo la classica formula per vie semplificate, ma si è adottato un sistema che prevede i consueti spostamenti su griglia uniti all’azione e ad una visuale più da sparatutto in terza persona. Se avete avuto modo di giocare Valkyria Chronicles, potete inquadrare il titolo più sotto quell’ottica, rispetto magari ad un X-COM nella sua purezza.

God save the Queen

Era chiaro già dalle premesse che avremmo avuto tra le mani un gioco atipico, non da meno lo sono la presentazione e le figure che si intrecciano nella narrazione. Sfogliando le pagine dell’ultimo spillato del nostro fumetto preferito, i riquadri iniziano a prendere vita. Ad accoglierci una Londra di epoca vittoriana, scenario prediletto per inserire elementi steampunk, qui più vitali che mai. Ciò che lascia però sorpresi è l’incontro con alcuni personaggi storici uniti ad altri presi dalla letteratura e dal folklore: addirittura si è andati a scomodare Abramo Lincoln. Il Presidente degli Stati Uniti è giunto in soccorso della Regina a bordo della sua aeronave Liberty per fronteggiare la più classica delle minacce, un’invasione aliena. Come? Radunando un manipolo di eroi piuttosto sopra le righe, ognuno con le proprie peculiarità e tratti estetici esagerati e stravaganti. A partire dal protagonista, Henry Flaming dal classico americano Il segno rosso del coraggio, a cui si aggiungeranno le personalità più disparate, dal leone codardo delle pagine di Il meraviglioso mago di Oz a Randolph Carter, l’alter ego dello scrittore Lovecraft. È come se Alan Moore ci stesse deliziando con un nuovo fumetto della Lega degli Straordinari Gentlemen, ma dai toni e le estetiche in piena Silver Age. L’idea di rifarsi al mondo dei fumetti non è certamente nuova, Comix Zone lo aveva fatto vent’anni prima e anche meglio. Nel complesso l’idea funziona se presa come un mezzo di raccordo tra una missione e l’altra, piuttosto che con l’intento di sviluppare una storia ricca di intrecci e colpi di scena. Funziona a metà anche la scelta stilistica, ottima come idea l’accentuare contorni e affidarsi al cel-shading per dare l’effetto di realizzato a mano ma senza risultare eccessivamente piatto, peccato che poi nella realizzazione i risultati non siano del tutto convincenti, talvolta grezzi se ci si sofferma sui nemici. Se sulla carta lo spiccato “stile fumettistico americano” ben accompagna la tendenza scanzonata del titolo, ci è sembrato essere qualcosa lontano dalle corde dei grafici di Intelligent Systems.

Agents of S.T.E.A.M.

Più affine a ciò a cui il team ci ha abituati nel tempo è l’aspetto strategico. Avevamo già accennato ad un maggior dinamismo grazie all’azione e alla visuale in terza persona, quest’ultima infatti ci impone di osservare il campo di battaglia da una prospettiva diversa dalla più tipica visuale isometrica. Gli occhi del personaggio e la sua posizione ci permetteranno di avere una visione parziale dello scenario di gioco e altrettanto parziale visione degli spostamenti nemici. Niente mappa e niente visione dall’alto, ogni movimento va ben pianificato con cautela per non ritrovarsi in un’imboscata. Le azioni intraprese dai personaggi consumano ciascuna un certo quantitativo di vapore che si trova negli Steamer, i particolari zainetti in dotazione ad ogni unità. A seconda dell’arma, che sia un fucile, una carabina, un lanciamissili, cambia il vapore necessario per sparare un colpo. Esatto, perché in Code Name S.T.E.A.M. si spara, e lo si fa come in un TPS, muovendo il mirino nel punto debole del nemico e premendo con freddezza il grilletto quando il reticolo si assottiglia e cambia colore. Salvare un “tot” di vapore alla fine di un turno (sempre in proporzione al tipo di arma equipaggiata) garantisce, durante la fase di posizionamento nemico, un attacco in posizione di guardia. All’approcciarsi del nemico sulla nostra linea di tiro verrà fatto fuoco automaticamente. Questo piccolo espediente, pur non essendo assolutamente nulla di nuovo, si è spesso rivelato vitale e basilare per completare gli stage senza la minima perdita. Non tutte le armi sono adatte per questo tipo di difesa, le migliori sono identificate da un’icona verde così da renderne facile l’individuazione. Armi pesanti come il lanciagranate Orso sono assolutamente inutili per questo tipo di strategia e conviene consumare tutto il vapore direttamente nel nostro turno per spazzare via nemici o ostacoli. In aggiunta ogni personaggio ha una sua indole e un certo tipo di combattimento prediletto, così come una tecnica speciale da poter utilizzare una sola volta per mappa che può salvarci dalle situazioni più complesse. Alcune possono essere rappresentate dai rinforzi nemici alle spalle che faranno di tutto per mettere in crisi strategie con calma portate avanti.

Azione tattica

Superate le prime battute che fanno inevitabilmente da tutorial, il gioco ingrana con la difficoltà, ma non mancherà mai di fornirci preziosi consigli. I livelli si fanno architettonicamente più complessi, tuttavia permane una linearità di fondo in quanto il completamento solitamente prevede che si raggiunga la meta posta in fondo alla mappa. Il titolo rinuncia a quel piacere tattico derivante da statistiche, numeri, crescita personaggi in base all’esperienza, optando per qualcosa di più diretto che può appassionare soprattutto i giocatori che si avvicinano per la prima volta al genere. Il giusto equipaggiamento e il giusto team di eroi fanno sul campo la differenza e danno modo di rigiocare le missioni cercando strategie differenti. Di base la campagna si attesta intorno alle 20 ore, prolungabili anche solo rigiocando la modalità per giocatore singolo per completare gli obiettivi con alcune restrizioni o anche solo nella modalità standard per raccogliere i collezionabili (degli ingranaggi) disseminati in varie zone non sempre così lampanti da vedere. Non sono solo per mero scopo figurativo, ma rappresentano il modo per ottenere degli steamer più capienti e di conseguenza eseguire più azioni in un turno, o potenziare altri aspetti. Se ciò non bastasse, è disponibile una componente multigiocatore con tre modalità: Piazza pulita dove andranno sconfitti i soldati dell’avversario, Corsa all’oro in cui cimentarsi in una sfida a chi raccoglie più monete e Battaglie A.B.E., dove la vostra potenza di fuoco sarà affidata ad un mecha dalle sembianze di Lincoln.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=6pj9ofm98Mo[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Code Name S.T.E.A.M. non vuole emulare Fire Emblem, vuole essere qualcosa di diverso, atipico, di più immediato e diretto senza però sacrificare troppo la componente strategica che anzi resta al centro della produzione e tra gli aspetti più riusciti. Il comparto grafico non è sempre al massimo e lo stile, anche se azzeccatissimo sulla carta, non riesce ad esaltarsi nella realizzazione. Un titolo che comunque riesce a regalare oltre 20 ore di divertimento e si presenta senza troppe barriere di accesso per chiunque voglia avvicinarsi ad un fresco genere strategico.
Pro-1
Ibridazione azione e tattica ben riuscita
7.5
Contro-1
Turni dei nemici un po' noiosi
Pro-2
Diverse possibilità di personalizzazione
Contro-2
Design dei nemici sottotono
Pro-3
20 e più ore di divertimento
Extraterrestre via da questa Terra mia
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