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Recensione
TESTATO SU XONE
25 agosto 2014, 11:35

EA Sports UFC – Recensione

Le arti marziali miste sono diventate una delle attrazioni sportive più seguite in America. Grazie all’UFC (Ultimate Fighting Championship), un’organizzazione di arti marziali miste per l’appunto, o MMA, gli spettatori di questo sport crescono con un fortissimo incremento anno dopo anno, tanto d’aver superato quello della boxe, proprio perché ha una fan-base più eterogenea e che ingloba al suo interno più fasce d’età. Electronic Arts capito l’andazzo – dopo un iniziale rifiuto alla proposta di Dana White, che di fatto gettò nelle mani di THQ i diritti per la realizzazione di videogiochi su questo sport – non ci ha pensato due volte ad inserirsi sul binario giusto dopo la chiusura del colosso californiano, quindi nello sfornare titoli sportivi-simulativi del genere.

Già forte dell’esperienza maturata nella serie di boxe Fight Night Round da cui attingere alcune delle meccaniche, ad EA Tiburon fu affidato lo sviluppo di EA Sports MMA e, con l’avvento della nuova generazione di console, ecco arrivare EA Sports UFC ad opera di EA Canada; videogioco di cui parleremo quest’oggi, disponibile da un paio di mesi solo su PlayStation 4 e Xbox One. Il risultato? Scopritelo continuando nella lettura!

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DENTRO L’OTTAGONO

L’UFC è arrivata al successo dopo aver superato un sacco di barriere e problematiche. Nato durante un torneo che si poneva lo scopo di individuare il miglior combattente nel mondo, la “prima vita” di questa competizione, per così dire, fu caratterizzata da un regolamento davvero molto striminzito, tanto da attirare su di sé l’attenzione per i combattimenti molto violenti e senza esclusione di colpi; così facendo, non ci volle tanto per vederla relegata nei bassifondi e successivamente via da ogni trasmissione, fattore che ne limitò di molto la visibilità e che incentivò gli organizzatori a rivedere un po’ tutto il sistema, regolamentandolo con misure più rigide ed instaurando rapporti con delle commissioni specifiche. Soltanto così l’UFC riemerse dalla fanghiglia, tornando in TV e diventando uno degli sport di combattimento più apprezzati in America. Il percorso di crescita e sviluppo di questo sport è un po’ come quello che ogni serie videoludica sportiva tenta di realizzare e portare a termine: gettate le basi per una prima release, in modo da renderle sempre più solide, dedicandosi in un secondo momento al miglioramento dei piccoli particolari, che fanno la differenza tra un videogioco e un grande videogioco. Tuttavia, l’esperienza di EA Sports a riguardo non è così ampia, ma nemmeno “primitiva”: come dicevamo in apertura, i punti di contatto possiamo trovarli in parte con la serie di boxe Fight Night Round, ma in particolare con EA Sports MMA. Ciò, come approfondiremo nel corpo della recensione, porta il recente EA Sports UFC ad avere dalla sua qualche buon colpo, ma la perfezione è ancora molto lontana e – considerando le nuove tecnologie a disposizione del team di sviluppo – pretendere di più non è affatto sbagliato, così come non lo è pretendere quel “salto” di qualità che a circa dieci mesi dal lancio di PlayStation 4 e Xbox One non s’è ancora fatto vedere.

Uno dei punti focali di queste produzioni è proprio il gameplay, che deve consentire al giocatore – anche in virtù della componente “simulativa”, come in questo caso specifico – di portare a termine tutto quello che i veri lottatori compiono sul ring ottagonale. Dire che la vera sfida risieda qui è scontato, proprio perché le arti marziali miste sono difficili da riprodurre in un videogioco, almeno al grado di realismo che ogni fan del genere vorrebbe. I veri atleti dell’UFC hanno conoscenze di judo, karate, boxe, kickboxing e così via, e se alcuni fanno affidamento su alcune discipline piuttosto che altre, tanti altri grandi atleti sono in grado di mescolarle tutte in maniera sopraffina; per farlo è richiesto impegno, ma soprattutto tecnica a palate. Proprio per questo motivo concentreremo la nostra analisi sul gameplay nudo e crudo di EA Sports UFC, piuttosto che lamentarci di aspetti marginali o insignificanti, come i comandi di gioco, innumerevoli e proprio per questo di difficile assimilazione per tutti coloro che non si sono mai avvicinati ad un titolo del genere o hanno scarsa memoria. Problema marginale, e che non può nemmeno essere considerato tale vista la natura simulativa della produzione, che un po’ come la serie NBA di 2K Games si affida a decine e decine di combinazioni di tasti per consentirci di attaccare, difenderci, fare takedown e così via; inoltre c’è un ampio tutorial che spiega le mosse base, meglio di così… Le prime impressioni che si hanno sono quelle di un titolo, tra le altre cose, che ha ripreso tantissimo dalla serie UFC edita da THQ, anche come funzione dei tasti: i quattro tasti ‘ABXY’ (abbiamo testato la versione Xbox One, NdR) controllano le braccia e le gambe dell’atleta, mentre i movimenti della levetta destra servono per eseguire le strette; un sistema che funziona, ma che come le produzioni passate evidenzia un po’ di rigidezza, quindi sarebbe stato meglio rivederlo fin dalle basi, piuttosto che affidarsi al più classico del “prendo in prestito”, soprattutto ora che i gamepad permettono una migliore risposta ai comandi che in passato. Si ha così un sistema che mostra la sua bontà nelle fasi di boxe, ma evidenzia i suoi più grossi difetti in fase di sottomissione, poco realistica e, a dirla tutta, poco reattiva. Ciò, come vedremo più avanti, si riflette anche sulla controparte online del videogioco, interessando tutte le fasi di gioco a terra.

SECONDO ROUND

Assieme ad un sistema difensivo che fa sempre il suo dovere e che spesso ci permette di uscire da situazioni complicate ed una fase di boxing e kickboxing bene implementata, ci saremmo aspettati che anche l’esecuzione dei takedown e delle sottomissioni fosse all’altezza delle aspettative, tutt’altro. Una volta compiuta o subita una sottomissione comparirà a schermo una sorta di mini-gioco nel quale spostare la levetta analogica destra e sinistra nelle direzioni indicate; una novità nemmeno troppo fastidiosa in fin dei conti, ma che finisce per rallentare ulteriormente l’azione di gioco, dimostrandosi così l’ennesima feature gettata sul ring, ma che ha ancora bisogno di molto lavoro per rendere al meglio all’interno di un videogioco di questo genere. Ecco, se proprio volessimo considerare anche l’aspetto più strategico di EA Sports UFC, potremmo dire che la barra della resistenza assume un ruolo fondamentale nella stragrande maggioranza dei combattimenti – soprattutto online – ed è legata al nostro modo di combattere, di attaccare: ogni attacco, anche andato a vuoto, porterà ad una diminuzione di resistenza, ricaricabile col tempo, nei tempi di gioco in cui predomina lo studio dell’avversario o nelle fasi a terra, e arrivare al limite porterà il lottatore ad essere in balia dell’avversario: nessuna possibilità di ripararsi come si vorrebbe, velocità e agilità ridotte, che potrebbero tradursi – qualora il nostro sfidante fosse bello carico – in una sconfitta sonora.

Tra le novità e i miglioramenti troviamo un sistema di presentazione degli eventi piuttosto carino, di contro ci sono dei tempi di caricamento piuttosto lunghi e abbastanza frequenti. Niente di significativo da segnalare, invece, riguardo le modalità di gioco: c’è la Carriera classica, tramite cui creare un combattente per arrivare all’UFC e scalare le classifiche; una modalità sfida noiosa e infine il comparto multigiocatore. In poche parole analizzeremo le prime due, per focalizzarci in quella che a tutti gli effetti appare la più robusta, ossia quella online. Nella modalità carriera, eccezion fatta per uno speciale misuratore di danno che monitora i colpi subiti durante gli scontri (in caso vi difendiate male attenzione, potreste finire la carriera anzitempo per infortunio!), non ci sono novità sostanziali che la differenziano da quanto già visto in passato. La possibilità di infortunarsi aggiunge sì un po’ più di realismo, ma non basta per quella che è stata annunciata come “esperienza next gen” e non basta anche in virtù del fatto che la formula e l’impostazione della carriera ristagna da tempo e necessita di un miglioramento che renda tutta la modalità offline meno noiosa e più intrigante di quanto lo è ora. La modalità sfida è invece la classica modalità riempitiva, dallo scarso appeal e che difficilmente porterete completamente a termine; decine e decine di sfide di breve durata e noia a palate, ma se viste in ottica diversa, ossia nel percorso di apprendimento graduale delle tantissime mosse possibili, almeno alcune di esse potrebbero suscitare l’attenzione di qualche fan. Infine, ma più importante tra tutte, la modalità online che rappresenta il fiore all’occhiello di tutta la produzione, sia perché è pratica ed immediata, adatta a brevi e lunghe sessioni, sia perché la possibilità di sfidarsi con avversari reali, sparsi per il mondo, appare decisamente più eccitante che sfidare una CPU sostanzialmente buona, ma che spesso mette in evidenza problematiche piuttosto serie a livello di intelligenza artificiale dei lottatori che governa.

Con la possibilità di confrontarsi fino a due lottatori in locale (mazzate e urla dentro la stessa stanza, divertimento assicurato) o di cimentarsi in match online veloci, così come in campionati e speciali tornei online, EA Sports UFC diventa quasi irresistibile, anche grazie ad un sistema di crescita legato al numero di vittorie (simile a quello visto in FIFA nelle ultime edizioni), almeno finché non si incontra qualche videogiocatore che di imparare qualche mossa, a parte il solito pugno e calcio, nemmeno a pensarci… All’euforia iniziale, a scontri online realmente stimolanti perché corretti e portati a termine contro giocatori capaci di collegare una serie di attacchi vari, in pieno stile UFC, si sostituisce la frustrazione di trovarsi dinnanzi a giocatori casuali che, selezionato il lottatore più forte nella boxe, si pongono come obiettivo di vita (momentaneo, ci mancherebbe, o almeno lo speriamo per loro, NdR) quello di “spammare” normali cazzotti e semplici calci a ripetizione. Così, alla strategia di scontri tecnici, da giocare come se si trattasse di una partita a scacchi, si giunge all’inutilità degli altri, e guai ad eseguire le vostre mosse preferite, alternandole in maniera opportuna: in questi casi, potreste andare al tappeto contro avversari che ignorano qualsiasi attacco un po’ più articolato, e non ci sarebbe nulla da stupirsi se si trattasse proprio di coloro che additarono il sistema di combattimento come “troppo complesso”, magari scrivendone. Messo in chiaro quest’aspetto e giustificata in parte la quasi totale assenza di combattimenti a terra online, per la rigidezza e scarsa fluidità dei comandi di cui parlavamo nel paragrafo precedente, la community è molto ampia e i server di gioco sempre ben popolati. Nelle nostre prove online non abbiamo trovato mai un numero inferiore ai 3500 utenti connessi, questo di per sé garantisce al prodotto una buona longevità, che appare risicata per numero di ore e qualità dei contenuti offerte dal gioco offline, ma ad un buon prezzo di sconto l’acquisto è consigliato ai fan, proprio come abbiamo fatto noi.

NEXT GEN FACEPALM

Perché rimettersi in discussione, solo su PlayStation 4 e Xbox One, se tecnicamente i livelli di produzione e realizzazione sono rimasti pressapoco identici a quelli delle console old-gen? Questa è una delle domande che vorremmo porre a quelli di EA Sports, ma in generale a gran parte degli sviluppatori che in questi mesi hanno dimostrato, non tutti chiaramente, la pochezza di idee ed il loro essere ancorati al “sicuro”, come se avessero perso del tutto la capacità di gettarsi nella mischia con qualcosa di nuovo, attraverso l’uso di nuove feature, o concept di gioco originali o stravaganti. EA Sports UFC è come tanti altri videogiochi approdati solo su console “next-gen”, un incrocio tra il vecchio (stavolta di THQ) ed il nuovo: di nuovo ha delle belle presentazioni agli scontri, più pulite e piacevoli che in passato, o i modelli dei personaggi; di vecchio ha delle animazioni limitate e identiche per le varie categorie di peso, oltre che piuttosto goffe, un sistema di illuminazione con più bassi che alti, un sistema di collisioni a tratti indecoroso. Questo si traduce in un gioco che di “next” ha davvero poca roba, tanto che il confronto tra questo EA Sports UFC giocato su Xbox One e un UFC Undisputed 2009 giocato su Xbox 360 è piuttosto chiaro: dov’è questa next-gen?

Nemmeno l’audio brilla come dovrebbe, il commento è altalenante: a tratti perfetto e delizioso, in altri bloccato e poco utile; la folla, il rumore della folla anzi, è spesso inspiegabile: in alcune situazioni molto concitate si è addirittura azzerato, ammutolito, instaurando così una situazione piuttosto surreale per degli scontri di UFC. In generale, insomma, quanto fatto sul versante tecnico è passabile, ma pieno di sviste e particolari che per niente al mondo vanno fatti passare in secondo piano, soprattutto se si sta parlando dell’unico esponente videoludico dell’UFC, venduto alla spropositata cifra di settanta euro.

[youtube]http://youtu.be/3HelBrTVi0s[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Se si fosse trattato di un esordio assoluto nel genere avremmo potuto considerare EA Sports UFC un "timido" buon primo tentativo, ma considerando che il team di sviluppo ha avuto a che fare con produzioni molto simili – i riferimenti riguardano la serie Fight Night Round, ma soprattutto quella EA Sports MMA – non possiamo non rimanere interdetti su quanto portato a termine. Sebbene il nuovo sistema di presentazione sia effettivamente interessante e agli amanti non dispiacerà affatto tornare a calcare le gabbie ottagonali, EA Sports UFC non si discosta dai vecchi titoli editi da THQ e le fasi di transizione durante gli scontri – così come i tanti altri piccoli particolari esposti nella recensione - non ci hanno convinto. La speranza è che questo sia soltanto l'inizio di un percorso che porterà la serie ad emergere in maniera brillante già dal prossimo capitolo.
Pro-1
Licenza ufficiale UFC
6
Contro-1
Pochi contenuti
Pro-2
Online diverte...
Contro-2
… Più che in singolo, ma la community è scorretta
Contro-3
IA e tecnica non al top
ZERO CONCORRENZA: ECCO IL RISULTATO
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