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Recensione
TESTATO SU PC
7 ottobre 2013, 8:11
FIFA 14
FIFA 14 mobile

FIFA 14 – Recensione

Ancora freschi del non brillantissimo Pro Evolution Soccer 2014, ci siamo subito buttati nelle mani di Electronic Arts e del suo simulatore calcistico per eccellenza, FIFA 14. Nessuna sfida si è tratta davanti a noi di Z-Giochi.com, FIFA batte PES in partenza, non per merito del primo, ma per demerito del secondo, che era palese non potesse dare il massimo in questa edizione, essendo ripartendo da zero, mentre da FIFA 14 ci aspettavamo molto ma molto di più e non il solito ed identico titolo che ormai sguazza nel suo successo da troppi anni. Ma probabilmente dovremo attendere ancora un paio di mesi per vedere il vero nuovo FIFA all’opera, su Xbox One e PlayStation 4.

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Il RE senza corona

Parliamoci chiaro, FIFA rimane la miglior simulazione calcistica presente sul mercato, ma l’introduzione delle console di nuove generazione ha scatenato in EA la voglia di portare i suoi “veri” nuovi brand su queste piattaforme, grazie al nuovo motore “Ignite” (del quale parleremo nelle recensioni che verranno), lasciando all’utenza PC e console attuali l’amaro in bocca, presentando i suoi gloriosi titoli annuali con pochissimi miglioramenti, i quali, come vi spiegheremo, non sono così importanti ed eclatanti da differenziare in maniera evidente FIFA 14 dai titoli giocati negli anni precedenti. Ovviamente non tutto si presenta identico, ed anche se non abbiamo apprezzato parecchi passaggi di successione mancati, ne abbiamo trovati altri ottimi, come i nuovi menu Metro oriented, che risultano piacevoli da scorrere e molto comodi, con informazioni importanti tutte in evidenza e ben visibili, raggiungibili dal giocatore tramite pochi click. Ovviamente anche tutte le modalità presenti prevedono questi nuovi HUB, infatti da questo punto di vista è stato rivisto un po’ tutto il concept della serie, dove ora anche la gestione della squadra nel pre-partita prevede cambiamenti di formazione rapidi, semplicemente muovendo lo stick destro e selezionando la formazione da noi desiderata. Peccato solamente che questa formula non sia stata implementata anche nella sostituzioni dei giocatori, configurazione che è rimasta identica (e scomoda) alle versioni precedenti, con fattori come il morale e la forma fisica rimasti anch’essi identici alla versione dell’anno passato; certo, è un particolare sorvolabile dai più, ma è giusto segnalare la mancata evoluzione di quella che è fondamentalmente l’opzione più usata da tutti.

Per quanto riguarda le modalità (ora molto più gestibili grazie alla nuova interfaccia), anch’esse sono rimaste pressoché identiche a quelle da tutti noi conosciute nel corso di questi anni. Torna il “fanta” Ultimate Team, con nuove opzioni a contorno, ma identico al predecessore nello scopo e nella forma, torna “supporta il tuo club” ed altre funzionalità online che grazie ad EA SPORTS Football Club fanno di FIFA 14 il social network del calcio, con database aggiornati praticamente in tempo reale, formazioni e stato di forma dei giocatori. Tornano ovviamente anche il campionato e la coppa online, l’allenamento, ora più raffinato e con nuove sfide e prove di abilità, e soprattutto torna la modalità Carriera, questa volta improntata sulla ricerca dei giovani talenti, grazie ad un sistema di scouting, sì interessante, ma ancora molto distante da quelli proposti nei titoli manageriali. A parte questa interessante, ma non così complicata feature (basterà impostare osservatore e regione ed il tutto avverrà in automatico), la modalità Carriera non porta nessuna novità di rilievo e lo sviluppo rimane sempre il solito: si sceglie se partire come allenatore o giocatore, si crea il calciatore (opzioni identiche a quelle provate nelle scorse edizioni) e subito dopo si parte alla volta di conquiste nazionali e mondiali.Infatti come nell’edizione scorsa sarà possibile allenare anche una nazionale insieme al nostro club, ma i risvolti saranno sempre i soliti (cioè solo partite in più) ed anche da questo punto di vista le novità sono veramente poche, non rendendo tale modalità tanto interessante, o almeno non come quella che secondo noi è invece il vero fulcro del gioco: la modalità online.

Anche se prima abbiamo detto che il nuovo gioco targato EA Sports ha funzioni simil social network, motivo per cui saremo sempre connessi globalmente con altre migliaia di utenti, il vero fulcro del gioco rimangono le competizioni online. Qui è dove FIFA 14 regna: contro altri giocatori in grado di pensare, al contrario dell’IA che presenta routine molto simili alle passate versioni, con partite che sembrano destinate a finire con un certo punteggio sin dall’inizio. Questa brutta sensazione è presente soprattutto ai massimi livelli di difficoltà, ora molto più abbordabili, ma sempre affetti da quella sensazione di “già scritto” che ogni edizione del simulatore calcistico canadese porta con sé. Ma se a livello di difficoltà e modalità abbiamo pochissime novità, lo stesso non si può dire del gameplay, che agli occhi sembra migliorato pochissimo, ma guardando più nel dettaglio denota uno sviluppo del gioco del tutto simile alle grandi partite di calcio, con innovazioni apportate ad un sistema di gioco quasi perfetto, pensate per permettere di creare gioco a centrocampo, dettando il ritmo della partita. Questa nuova funzione è stata studiata appositamente per far sì che il gioco non si concentri solamente su lanci lunghi e su attacchi prepotenti che durano per tutta la partita con ribaltoni assurdi; ora saremo costretti a passare dalla fitta rete di centrocampo, creare ed impostare il gioco per permettere alle punte di smarcarsi, in modo da scardinare le difese più agguerrite che mai. Se c’è una cosa che abbiamo apprezzato tantissimo è appunto il potenziamento delle difese ed i difensori in sé, che, grazie al nuovo sistema di protezione del pallone, lottano e prendono posizione rispetto ai “depotenziati” attaccanti. Ok, depotenziati non è forse la parola giusta, perché adesso andare in porta con un attaccante è più verosimile, infatti giocatori veloci come Messi, Gervinho o Giovinco non sono più cosi devastanti in corsa, anche perché il sistema di scatto è stato rivisto e naturalizzato (allungatevi troppo la palla e la perderete, dato che ora i giocatori senza palla saranno molto più veloci), ed il gioco si sviluppa molto più lentamente, dimenticando la foga delle edizioni passate e portando il giocatore a ragionare sempre e comunque sull’azione in svolgimento.

Inutile dire che, finalmente, avere Pirlo come regista sarà una peculiarità non da poco, un playmaker con i piedi buoni ora farà la differenza, mentre nelle edizioni passate, permettetecelo di dirlo, era praticamente inutile. Tutto questo è reso grazie alla possibilità di proteggere palla (a nostro parere l’introduzione che ha fatto veramente la differenza in questa edizione), ma anche grazie al nuovo passaggio filtrante ad effetto che favorisce i lanci lunghi e precisi agli inserimenti purtroppo non sempre perfetti degli incursori. Ma difesa e centrocampo non sono gli unici reparti ad aver subito migliorie. Anche gli attaccanti hanno guadagnato qualcosina in termini sia di realismo che di tecnica, e di difficoltà nella gestione, con cambi di direzione migliorati, tocchi variabili durante i dribbling (ora più difficili da eseguire, ciò dovrebbe fermare in fantomatici “fintatori” online) ed i nuovi tiri chiamati “perfetti”, che secondo noi non sono poi così distanti dall’edizione 2013. Certamente ora la casualità dell’azione, una deviazione e quant’altro, giocano un ruolo fondamentale, ma probabilmente il merito di queste conseguenze è da affibbiare ad un perfetta fisica della palla in campo, una costante che è stata parecchio ricercata da EA nel corso di questi anni. Insomma, abbiamo parecchie, anche se poco eclatanti, migliorie a livello di gameplay in questo FIFA 14, migliorie che rendono l’esperienza calcistica di Electronic Arts ancora più ricca e completa di quanto provato fino ad oggi. Ma attenzione, perché non è tutto oro quel che luccica e le pecche sono molteplici, stonate e sinceramente molto fastidiose, soprattutto se teniamo conto che da un paio di anni non si nota un’evoluzione completa e su tutti i fronti.

La prima pecca della nostra lista include sicuramente l’IA dei portieri, mai migliorata nel corso di questi anni. Gli estremi difensori mostrano vari limiti, come parate inverosimili alternate ad interventi goffi, poi si passa a vari errori generali nella fase di costruzione di un’azione o di fisica generale, con giocatori che sbattono l’uno contro l’altro o ammucchiate selvagge contro l’arbitro (sempre in mezzo ai piedi). Certo, non sono una costante, ma alcuni errori di contatto fisico sono ben visibili agli occhi dei giocatori, senza contare alcuni piccoli bug sul contatto palla-giocatore, che, se è vero che il rotondo pallone fisicamente si muove perfettamente, su alcuni stop mostra rimbalzi inverosimili o azioni mal eseguite. Non da meno sono i tiri che, come abbiamo detto sopra, non sono proprio bilanciati alla perfezione, con giocatori che da qualunque posizione del campo, ed in qualunque posizione, riescono a tirare in porta senza problemi. Anche le modalità, volendo essere pignoli, non sono così ricche di appeal e di agonismo, le nuove e poche novità introdotte non rendono il piatto appetibile, portando irrimediabilmente l’utente a giocare suon di partite online, quest’ultime ottime come sempre, anche se i precoci abbandoni del campo da parte degli utenti non risultano ancora puniti severamente, come vorremmo.

Insomma delle piccole novità ci sono e la più concreta ed eclatante è l’uso della forza fisica, ma di problemi ce ne sono ancora tanti e molte cose sono rimaste troppo simili alle scorse versioni, considerando l’aria che si respira in questa “nuova” edizione di FIFA. In ogni momento di gioco abbiamo sentito e quasi toccato con mano la sensazione di giocare ad un titolo vecchio e già visto, le poche migliorie non rinfrescano il titolo, sebbene il campo regali grandi giocate e soddisfazioni, ed il presentimento che EA abbia puntato tutto sulla versione di nuova generazione ora è reale, mentre le ore di gioco scorrono inesorabili verso la noia, scaturita a causa di un gioco che senza modalità online e sfide all’ultimo sangue avrebbe ben poco da dire, anche sul fattore della longevità. Dentro a tutto questo ci mettiamo il mancato aggiornamento dei volti dei giocatori e la mancanza di un aggiornamento di punti abilità, con alcuni giocatori ancora troppo forti o deboli rispetto alla controparte reale, quindi un comparto grafico e sonoro che va proprio a braccetto con i difetti da noi elencati qui in sede di recensione. Siamo rimasti molto delusi dalla resa grafica di FIFA 14, soprattutto da quella offerta dalla versione PC (versione afflitta da problematici e continui crash di avvio, per chi possiede Windows 8 il consiglio è quello di avviare in modalità XP o 7). Anche qui, come dicevamo poc’anzi, la sensazione di vecchio è altissima: solite condizioni climatiche, tifoserie inguardabili e modelli poligonali dei giocatori parecchio arretrati, un FIFA 13.5 con piccoli miglioramenti al gameplay, ma pochissime altre differenze. Se valutiamo principalmente sotto il profilo tecnico la versione PC, quella da noi testata, c’è da restarne ancor più delusi, viste le pochissime e quasi inesistenti possibilità di potenziare il lato grafico, con la sola possibilità di impostare V-Sync, risoluzione e poco altro. Le differenze tecniche tra le versioni finora disponibili sono inesistenti e, come dicevamo nella nostra anteprima: “La scelta di provare FIFA 14 su Personal Computer non è stata affatto casuale (il gioco non sfrutterà il nuovo motore grafico Ignite che verrà implementato nel rilascio futuro su PlayStation4 e Xbox One) perché volevamo godere al massimo delle potenzialità tecniche dell’ultima fatica di EA Sports ed anche se la scelta di non utilizzare Ignite è comprensibile, le nuove console non sono ancora uscite e ciò sarà uno dei grandi cavalli di battaglia della stagione natalizia per PS4 e XOne, il risultato lascia un po’ l’amaro in bocca.” Male dunque, molto male sul lato tecnico questa versione del gioco che mostra il fianco a diversi difetti in parecchie occasioni, ma a nostro avviso ciò che delude ancora di più è il comparto audio, con il solito, odioso e sempre identico commento del duo Sky: Caressa e Bergomi. Anche i campionamenti delle tifoserie non hanno subito ritocchi rispetto alle passate versioni e le partite rimangono inchiodate a quella classica sensazione di irreale, visto che dopo le ottime introduzioni (le solite di FIFA 13, ma comunque ottime) il clima partita si spegnerà inesorabilmente, tanto che pure le partite più importanti diverranno normalissimi match di terza categoria. Ottimo invece il fattore “licenze”, con squadre e campionati completamente licenziati ed oltre 15.000 giocatori.

[youtube]http://youtu.be/APMrtUd4WW8[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Ricapitolando, FIFA 14 è il titolo che abbiamo amato e odiato nelle scorse edizioni. Se il gioco non vi è piaciuto nella scorsa stagione difficilmente vi farà cambiare idea quest'anno, visto che i cambiamenti apportati da EA Sports sono pochissimi e riguardano praticamente solo alcune fasi di gameplay che risultavano stonate nell'edizione 2013. A nostro avviso c'era tanto altro da migliorare, come spiegato nella recensione, e speriamo che queste lacune vengano risolte con l'arrivo della versione next gen, dove probabilmente il nuovo motore fisico "Ignite" giocherà un ruolo fondamentale nella corsa alla "freschezza" di un titolo ormai troppo uguale di anno in anno. Per il momento, ovviamente, consigliamo FIFA 14 a tutti i milioni di fan del “gioco più bello del mondo”, ma rimandiamo tante critiche al mittente, su quello che è sicuramente il miglior gioco di calcio in circolazione, forse perché ultimo baluardo rimasto in un campo dove PES non decolla ed EA fa copia-incolla.
Pro-1
Tutte le licenze ufficiali, con rose aggiornate
8
Contro-1
Si è puntato tutto sulla versione next gen?
Pro-2
Componente online buona come sempre
Contro-2
Comparto grafico e sonoro assolutamente da rinnovare
Pro-3
Il miglior gioco di calcio in circolazione
Contro-3
Sa di già visto
Are We FIFA 14?
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