Z-Giochi.comZ-Giochi.com Mobile

Z-Giochi chiude i battenti. La Redazione continua il suo cammino all'interno delle pagine di Tom's Hardware.
Il Canale YouTube e la Pagina Facebook continueranno ad essere gestiti da DevilChry. Grazie di tutto, ci vediamo su Tom's!
Recensione
TESTATO SU PS3
3 ottobre 2013, 16:36
Grand Theft Auto V
Grand Theft Auto V mobile

Grand Theft Auto V – Recensione

Cinque, è arrivato Grand Theft Auto V. Beh, in realtà già da due settimane abbondanti, ma a causa di alcuni problemi logistici noi di Z-Giochi siamo entrati in possesso della nostra copia con un po’ di ritardo, anche se giusto in tempo per l’uscita della componente online rilasciata da poco, analizzata grazie a qualche notte insonne e svariati momenti di esaltazione divina a causa dei problemi che tutti conoscerete, così congiunta all’analisi del single-player che abbiamo avuto modo di provare per una cinquantina di ore totali. Il numero cinque è un numero importante, tanto quanto il numero tre che rappresenta la trinità e viene definito il numero perfetto per eccellenza. Il numero cinque, a detta degli esperti che per una volta faremo finta di prendere sul serio, è sinonimo di molteplicità ed esplorazione, di cambiamento per la ricerca di un nuovo punto di partenza. Dicono che sia il numero adatto a racchiudere l’amore per i viaggi, verso terre remote, per fare nuove esperienze, e a fronte di ciò non possiamo fare a meno di notare che in sé si tratta di un buon numero per celebrare l’ennesimo Grand Theft Auto. È stato un numero importante anche nei “grandi calcoli” dei Maya e per i Romani, ma nella smorfia napoletana rappresenta soltanto la mano. Mano, anzi mani, senza le quali questa recensione non sarebbe mai stata scritta.

Tutto torna, perché in un modo o nell’altro avrebbe dovuto comunque farlo, per l’ultimo capitolo della serie Grand Theft Auto (in ordine di tempo) arrivato nella giornata del 17 settembre su PlayStation 3 e Xbox 360. Vediamo però di chiarire subito una cosa: non si tratta del quinto capitolo assoluto, perché dal 1997 ad oggi la serie ha visto arrivare numerosi titoli su tutte le tipologie di console: dal primo GTA con annessi London 1969 e London 1961, a GTA II e III, e poi Vice City, San Andreas, Grand Theft Auto Advance, Liberty City Stories e Vice City Stories, quindi GTA IV nel 2008 (con le espansioni The Lost and Damned e The Ballad of Gay Tony) e Chinatown Wars su console portatili e iOS. Ma basta introdurlo e giocare coi numeri, entriamo nei dettagli…

grand-theft-auto-v-evidenza-01

AMICI NEMICI

Per il ritorno al vertice Rockstar Games non ha badato a spese per la campagna di marketing e nell’investimento di risorse utili allo sviluppo per quello che, già da mesi, è stato annunciato come il più grande Grand Theft Auto di sempre. Nella realtà, così come nel videogioco, gli anni passano, i tempi cambiano, l’economia di luoghi magari già conosciuti subisce progressioni o regressioni nel tempo, e con essa la società, la popolazione che abita quei posti. Siamo di nuovo a Los Santos, in quel che vuole essere un ritorno un po’ dolce ed un poco amaro, contea ora in crisi e nella quale svariati gruppi multiculturali tentano, con enorme difficoltà, di arrivare a fine mese. Un tempo patria del bel vivere e delle grandi opportunità, ora paese quasi allo sbaraglio, governato e giostrato da incompetenti e “pezzi grossi”, che di grosso hanno però solo il portafogli, e pieno zeppo di mezze celebrità, o presunte tali, che farebbero di tutto, ma proprio di tutto, per avere un ruolo di rilevanza in TV; quella TV pattumiera a cui siamo purtroppo abituati anche nella vita di tutti i giorni. Come presentazione non c’è male, considerando le evidenti analogie con la vita reale, ma chi può vantarsi di avere come “vicini” personaggi quali Michael, Franklin e Trevor, i tre protagonisti del gioco?

Quella dei tre personaggi giocabili è senz’ombra di dubbio una delle novità più importanti introdotta in Grand Theft Auto V, che nel corso dell’avventura si rivelerà ben concepita soprattutto nel corso di particolari missioni che a breve analizzeremo, pur se con qualche zona di buio. Sbloccato il trio e fatta la loro conoscenza, Michael è un ex-rapinatore ormai in pensione, abita in una deliziosa villa e convive forzatamente con una famiglia che lo odia, anche a causa della sua vita ormai vuota e priva di mordente; Franklin è un delinquente alle prime armi, che però si impegna per diventare un rispettabile “uomo d’affari” di colore e Trevor è un disperato, pazzo, sadico, malato e drogato farabutto, con un passato fatto di abusi e brutalità ed alquanto evidenti momenti di complicità un tempo avuti col primo dei personaggi di gioco succitati, è facilmente apprezzabile lo sforzo compiuto dal team americano (in realtà la divisione Rockstar North è situata in Scozia) nel fornire un contesto ed una sceneggiatura quanto più possibile idonea alla convivenza di tre delinquenti molto diversi tra loro, seppur molto simili per pazzia innata, sbalzi d’umore e comportamenti al limite della pazzia, tanto che il più “normale” (virgolette d’obbligo, NdR) sembrerà proprio Franklin, il ragazzotto di colore pieno di voglia di uscire dal ghetto e dalle lotte tra bande, che giornalmente si massacrano per qualche grammo di droga, per il controllo di questa o quell’altra zona disadattata e per altri affari illeciti minori. Gli screzi tra i restanti due, che proprio non riusciranno a mettere una pietra sui trascorsi difficili da dimenticare, non fanno altro che fornire ulteriori spunti a livello di trama (anche se arrivati ai titoli di coda ben due del trio, Trevor e Franklin, deludono le aspettative, rimanendo di fatto dei personaggi piuttosto piatti e che meritavano una fase di crescita ed evoluzione che non c’è stata), che scorre fluidamente e senza annoiare il giocatore di turno, anche attraverso un numero di missioni principali (69, per essere precisi), varie e che ci vedono impegnati in situazioni disparate, annullando così ogni sorta di preoccupazione iniziale e lasciandosi alle spalle quel fattore persistente di monotonia che regnava negli incarichi portati a termine con Niko Belić, nel Grand Theft Auto IV arrivato sugli scaffali ben cinque anni fa. Certo, non tutte sono ispirate e molte di queste paiono piuttosto banali o inserite con forza nel corso degli eventi, che per dirla tutta in alcune situazioni mettono in evidenza un leggero fondo d’incoerenza generale, almeno per quel che certi personaggi di gioco dimostrano di saper fare col ferro in mano… Ed è proprio in molte di queste circostanze che si mette in opera l’utilizzo alternato dei tre protagonisti, tramite una semplice selezione da pad, anche se ciò nelle missioni principali avviene in maniera molto guidata, lasciando di fatto una ristretta libertà al videogiocatore; al cambio di personaggio seguirà qualche secondo di attesa, causa tempi di caricamento, ma la selezione in questi casi rimane comunque vincolata alla volontà dello sviluppatore: se non è previsto uno switch, non l’avrete. Il cambio di personaggio invece non risente di tali restrizioni al di fuori delle missioni da svolgere, così facendo sarete soltanto voi a decidere quando sarà arrivato il momento di concedere a Franklin una visitina al night club, o quando fare ubriacare Trevor, piuttosto che concedere un momento di yoga a Michael! E queste son soltanto alcune delle attività con cui cimentarsi, che nella loro totalità ci vedranno affrontare numerose missioni secondarie, ottime per staccare dal filone narrativo principale, o semplicemente esplorare la grande mappa di gioco che alterna alla città la campagna, alla campagna dei rilievi montuosi e ai rilievi montuosi le spiagge, i laghi e l’oceano; potremo dedicarci alle corse su auto, al triathlon, giocare a tennis o a golf, far pazzie nei salti acrobatici, provare il paracadutismo, andar di ricerche subacquee, cacciare animali e tanto altro, oltre che ricercare pazientemente i tanti collezionabili utili per completare il gioco in tutto e per tutto.

La longevità diventa così elevata grazie alle tante attività secondarie, attestandosi però intorno alle 25/30 ore di gioco per la trama principale, nella quale si inseriscono e fanno la loro comparsa comprimari spesso riusciti, che riescono a rendere le fasi di gioco più allettanti dal punto di vista della trama e degli eventuali risvolti. La famiglia di Michael in particolar modo, così come Lester, vecchio “collega” di Michael e Trevor che si occupa dell’organizzazione dei colpi, per il quale Rockstar (almeno a nostro avviso) potrebbe pur decidere di dedicargli un DLC specifico che, magari, si basi fondamentalmente sulle rapine, purtroppo in numero molto ridotto nel gioco single-player. Nonostante ciò, son proprio le rapine ad aver raggiunto un risultato qualitativamente elevato, sia per divertimento concesso che per fasi di gioco immersive, diverse dal solito “compitino” a cui speso Grand Theft Auto ci ha abituato negli anni. Comunque niente per cui strapparsi i capelli, visto che in fin dei conti si tratta di una serie di incarichi e compiti, che vanno dalle fasi conoscitive a quelle di raccolta dati e preparazione/pianificazione sul da farsi, che nell’insieme compongono un quadro credibile a supporto di momenti clou della storia dei protagonisti. Potremo scegliere tra due tipi di approccio, solitamente quello astuto e quanto più silenzioso e quello aggressivo, fattore questo che spinge a rigiocare le singole missioni per vedere poi effettivamente cosa cambia, e scegliere il team di supporto a nostro servizio, a seconda delle loro abilità nei ruoli di competenza ricercati, tenendo ovviamente conto della percentuale del bottino da loro richiesta. Bene introdotte anche le tre abilità speciali dei tre protagonisti, messe in evidenza dalla barra gialla appena sotto la mini-mappa a schermo, che aiutano nelle fasi concitate di gioco e garantiscono un po’ di varietà in più nelle fasi shooter, per quanto riguarda Michael col quale potremo rallentare il tempo e per Trevor che potrà entrare in modalità violenza aumentando così i danni inflitti all’avversario e diminuendo quelli subiti sulla propria pelle, ed in quelle di guida, con Franklin abile nello sfruttare il tempo rallentato durante la guida di un veicolo, potendo così affrontare curve strette, cieche e tornanti senza correre il rischio di incidenti e distanziando, al contempo, gli eventuali e diretti inseguitori. Decisamente meno utili le statistiche del giocatore, di partenza diverse da personaggio a personaggio, che all’atto pratico non hanno influito per niente durante la nostra prova. Si tratta di parametri quali la Forza, la Mira, la Resistenza, la Guida e così via, da poter sviluppare dedicandosi a questa o quell’altra attività, ma che risentono pesantemente di quella che è la bravura del giocatore, potendo in tal caso sopperire a questa sorta di micro mancanza iniziale che differenzia minimamente un protagonista dall’altro.

Poteva esser fatto di più anche in termini di personalizzazione dei personaggi, quanto meno in aspetti quali il taglio dei capelli ed i vestiti, che in quest’ultimo caso seppur di notevoli quantità non sempre permettono di vestire come vorremmo il nostro alter ego; piccoli particolari che fanno la differenza, così come per l’acquisizione di proprietà spesso non visitabili, come locali e bar, che in questo Grand Theft Auto V sono ancor minori del predecessore, già ampiamente criticato a riguardo dalla nutrita fanbase. Non dimentichiamo, inoltre, l’importanza degli smartphone, diverso per ognuno dei protagonisti, grazie ai quali potremo interagire con amici per uscite spassose, fare fotografie tramite una applicazione dedicata (Snapmatic), quindi consultare il web (addio Internet Cafè) pieno di siti interessanti ed i due social network che “scimmiottano” Facebook e Twitter, ossia Life Invader e Bleeter, quindi fare acquisti di armi e veicoli online (moto, scooter, bici, auto, SUV, imbarcazioni, velivoli d’ogni tipo ed automezzi speciali) o consultare/investire in Borsa, tramite l’acquisto di azioni di questa o quell’altra compagnia, ed attraverso due mercati azionari: l’LCN, che evolve in base al nostro avanzamento nel gioco e grazie al quale potrete acquistare e vendere azioni anche se non connessi al PlayStation Network o a Xbox Live, ed il BAWSAQ che è controllato e strettamente dipendente dai dati di vendita ed acquisto fatti registrare da tutti i giocatori tramite il Social Club, per il quale servirà essere connessi ai server Rockstar. Anche qui, considerando l’importanza vitale di questi dispositivi nelle fasi in-game, sentiamo di dover muovere delle critiche: potevamo esser sfruttati meglio ed in maniera più amplia, in modo tale da creare una infrastruttura intelligente ed efficace composta anche da siti virtuali (che già ci sono, ma non sono sfruttati) presso cui ordinare pasti, pizza, bibite, e perché no, film da riprodurre sul proprio televisore, qualora lo stupendo cinema non vi bastasse, o prenotare dei posti in locali chic ed alla moda, situati nei quartieri ricchi di Los Santos. Peccato, così come per l’acclamato Chop, il cane a cui baderà Franklin, in fin dei conti forse rappresenta una delle aggiunte più futili e superflue mai viste in un videogioco del genere.

Dove Rockstar Games ha puntato sul sicuro, perché frutto delle esperienze di rilievo per qualità e divertimento ottenute con Red Dead Redemption e Max Payne 3, è sulle meccaniche shooter che prendono a piene mani da questi due titoli e si discostano (finalmente) dai precedenti Grand Theft Auto. La selezione delle armi, che potrete anche personalizzare tramite Ammu-Nation con silenziatori, torce, mirini, caricatori e via dicendo, avviene tramite la classica ruota richiamabile col tasto ‘L1′ nella versione PlayStation 3 da noi testata, e donano il giusto divertimento nelle sparatorie, pur se il livello di difficoltà non è esaltante vista la ricarica automatica della vita fino al 50% e la presenza della mira assistita (disabilitatela, a guadagnarne sarà tutta l’esperienza di gioco, NdR). Al contempo è buono il sistema di ripari, pur mostrando qualche incertezza in sporadiche circostanze, legate soprattutto ad un comparto animazioni non così profondo che ha bisogno degli sviluppatori per risolvere qualche piccolo glitch riscontrato. Altalenante l’intelligenza artificiale, che se può essere “corretta” grazie al nostro switch tra i personaggi di gioco principale, poco può esser fatto, anzi nulla, qualora tra gli amici al nostro fianco ci siano personaggi secondari, non gestibili direttamente e che evidenziano rilevanti lacune in questi termini; buona, invece, l’IA dei nemici. Intelligenza artificiale che ha interessato anche quelli che sono i comportamenti della polizia locale, mostrandosi decisamente più “umana” rispetto al predecessore tanto che rompere la linea visiva, magari prendendo scorciatoie fermandosi in zone appartate, è ben più semplice; a quel punto, per accelerare il processo o semplicemente per esser più tranquilli riguardo a problemi futuri, potremo riverniciare il nostro mezzo, oppure modificarlo con pneumatici antiproiettile, armature per limitare i danni scaturiti da eventuali incidenti o posti di blocco e a livello prestazionale, andando a ritoccare potenza del motore, sospensioni, freni, turbo e tanti altri accessori utili più che altro ad un aggiornamento estetico: finestrini oscurati, vasta gamma di cerchi in lega, spoiler, paraurti speciali, serigrafie, griglie, spoiler e minigonne. Particolari e dettagli che però, ahinoi, riguardano soltanto alcuni veicoli, mentre per tutti gli altri saranno disponibili modifiche di base che non prevedono accorgimenti estetici di particolare pregio ed importanza. Visto che siamo in tema, è impossibile non spendere qualche riga per quel che concerne il modello di guida, decisamente più arcade rispetto a quello di GTA IV che invece strizzava l’occhio (molto alla lontana) alla simulazione; l’alleggerimento delle fasi di guida lo si percepisce anche nelle fasi acrobatiche in volo, potendo controllare la direzione del veicolo tramite analogico anche senza asfalto o terra a farci da base, o ripartire dopo un cappottamento semplicemente muovendo la stessa levetta, che ci consentirà così di rimettere le ruote a terra. Il feedback alla guida è buono soprattutto alle medio/basse velocità, mostrando però più di qualche limite alle alte, anche a seconda del veicolo scelto, che non sempre è accompagnato da un sistema fisico coerente e che spesso si ripercuote anche nel sistema di collisioni. È invece molto migliorato, risultando divertente ed al tempo stesso godibile in qualsiasi condizione e tipo di velocità, quello legato alle moto ed ai quad, coi quali è consigliato scorrazzare allegramente in spazi più aperti e desolati che in quelli facenti parte del tessuto urbano.

GRAND THEFT AUTO ONLINE

L’attesissimo lancio di GTA Online ha sconvolto tutti i nostri piani di pubblicazione, dati i gravi problemi che hanno afflitto il lancio di questa sezione del gioco. Finalmente, dopo ore ed ore di tentativi, all’inizio inutili perché lo sviluppatore tentava il più celermente possibile di rimediare alla situazione di per sé piuttosto grave data la sicurezza con la quale da tempo quel primo ottobre veniva indicato come LA data del lancio di una delle componenti online più solide e stabili di sempre, siamo riusciti a provare abbondantemente la modalità multigiocatore. Grazie ad una patch di 39 MB, che andava a risolvere alcuni degli svariati problemi presenti nel single-player ed aggiungeva una utile sezione galleria nel menu di gioco, oltre che concederci la possibilità di “entrare” poco a poco nel mondo online tramite la creazione di un personaggio per il multiplayer, è subito emerso un particolare non da poco: c’è la possibilità di creare fino a 5 avatar virtuali online, con due dei cinque slot disponibili e sbloccati fin da subito. Per ognuno di questi ritroviamo le statistiche, che avevano poco impatto in single-player, ma che si rivelano essere ben più importanti nella componente online: Guida, Mira, Volo, Furtività e Resistenza, ed altre legate ai nostri movimenti ed alla nostra forma fisica, con annesse icone atte ad evidenziare il possesso di veicoli quali auto, barche, elicotteri o jet. Superata questa prima fase, e venuti a conoscenza del fatto che GTA Online fosse richiamabile sia tramite menu, direttamente dalla modalità in singolo, e tramite lo switch tra i personaggi (più lento di quello tra i tre del gioco in singolo), che dalla schermata di caricamento iniziale appena avviato il gioco, si è entrati nel vivo della personalizzazione vera e propria, che ci ha lasciato un po’ basiti e sinceramente poco contenti. Attuando scelte riguardanti la nostra origine (possibilità di scegliere i volti ed i tratti somatici dei nostri nonni paterni e materni, e dei nostri genitori) otterremo in cambio per il nostro personaggio un aspetto somigliante a quello dei nostri parenti, con qualche sorpresa legata alla possibilità di selezionare tra papà speciali come Niko di GTA IV, John Marston visto in Red Dead Redemption e Claude di GTA III (alcuni di questi solo se siete in possesso dell’edizione da collezione).

Il passaggio successivo riguardava lo stile di vita, con l’assegnazione di un numero di ore da dedicare al sonno, agli amici ed alla famiglia, allo sport ed all’allenamento in generale, al lavoro legale ed a quello illegale, da passare sul divano e nelle feste. Ciò influirà sulle nostre statistiche di base. Infine, la modifica dell’aspetto, dall’età al taglio di capelli con colore annesso, quindi trucco ed eventuali personalizzazioni con cappelli, occhiali e maglietta, sulla quale poter inserire anche il logo della crew di cui facciamo parte. Tutto sommato, una scarsa personalizzazione iniziale, che ha mostrato evidenti limiti ed una approssimazione di fondo, ma il bello deve ancora arrivare… Perché superati i problemi che ancora adesso investono questa modalità, pur se a sprazzi e senza rispettare una regola di base, si entra nel tutorial che ci vedrà sbarcare in quel di Los Santos con Lamar (esatto, lo stesso della modalità in singolo) a presentarci in breve il mondo online pensato da Rockstar Games. Neanche il tempo di guardarsi un po’ attorno che si ottiene una pistola e si viene catapultati in una gara tra due autovetture, che ci consentirà di scegliere il nostro veicolo iniziale e l’eventuale gesto di vittoria del nostro avatar. Ciò, in breve, per mettere in evidenza il sistema di crescita e ricompensa, legato sia ai punti attività (JP) che alla reputazione guadagnata (RP), quest’ultima strettamente collegata all’innalzamento del rango online, quindi alla classica ricompensa in termini di denaro che potrete spendere come preferite, dal meccanico per customizzare il vostro bolide, per vestiti e tagli di capelli, garage ed abitazioni. Ovviamente, il processo di crescita è lento e graduale, in modo tale che pian piano le possibilità offerte dal mondo di gioco siano sempre più vaste ed ampie, ma vengono immediatamente a galla particolari che differenziano questa modalità online da quella offline: innanzitutto una personalizzazione più profonda per tutto ciò che riguarda direttamente il nostro avatar, poi alcune trovate interessanti come il segnalatore e l’assicurazione per gli autoveicoli, in modo da poterli sia rintracciare facilmente e sia ottenere un mezzo sostitutivo qualora il nostro finisca magicamente disintegrato nel corso del gioco. Allo stesso tempo, è inevitabile non constatare come ogni attrezzatura, sia essa legata al tuning delle autovetture che agli abiti, è effettivamente molto più costosa rispetto al single-player, proprio per fare in modo che il giocatore di turno sia stimolato nel rimanere sul server ad accumulare risorse in denaro, che consigliamo di depositare frequentemente in banca, tramite bancomat, onde incappare in brutte sorprese… Rockstar ha però pensato anche ad un “sistema d’onore”, che già abbiamo visto per altre produzioni soprattutto su PC, chiamato sistema antisportività: se non vi comporterete bene sarete relegati in particolari server pieni di criminali e brutti ceffi come voi, ma non è tutto, perché potrete anche decidere di investire 100 dollari (ogni volta che entrerete nel gioco online) per fare in modo che gli altri giocatori non se la prendano con voi, riversando i loro caricatori alle vostre spalle senza motivo. Feature, questa, davvero interessante, che si dimostra intelligente ed idonea a debellare del tutto la frustrazione che regnava sovrana, e lo fa tutt’ora, nel multiplayer di Red Dead Redemption, ormai popolato da pochi e non-sportivi “videogiocatori”.

Le attività con cui potersi cimentare son tante, ma senza una crew appropriata difficilmente riuscirete a godervele appieno; per molte di queste serve un numero di partecipanti considerevole, cosa che potreste facilmente non ottenere data una certa lentezza nel trovare player interessati alla stessa vostra attività, tanto da ritrovarsi (al momento) in match composti dal minimo numero di giocatori richiesto. Attraverso corse su strada, su moto, o acquatiche, deathmatch a squadre e non, o rapine e tantissime missioni che ci saranno proposte da molti dei personaggi secondari incontrati in single-player, ma anche attività sportive come tennis, golf, freccette, con un gruppo di validi amici potreste passare dei lieti momenti di svago. Oltretutto, con l’avanzare delle missioni criminali portate a termine il nostro livello da ricercato aumenterà man mano, rendendo a lungo andare le cose più difficili ed interessanti. Diciamo pure che di carne al fuoco GTA Online ne ha abbastanza, anche se l’esperienza di gioco al momento non è proprio fluidissima e a testimonianza di ciò il team di sviluppo ha momentaneamente disabilitato anche le tanto discusse microtransazioni che consentono di acquistare, con denaro reale, dei crediti virtuali (chiamati dollari GTA) utili per l’acquisto di mezzi, accessori e proprietà come garage ed abitazioni. Poc’altro da aggiungere su questa componente, se non che è fin troppo evidente un downgrade grafico, necessario per far scorrere meglio il gioco e per restringere i tempi di caricamento, ma necessario anche per poter tener d’occhio in maniera fluida gli altri partecipanti alle partite, anche se la stupenda Los Santos ammirata nella modalità storia qui è smorta, lontana parente di quella viva, frizzante e credibile che fungeva da sfondo alle peripezie di Michael, Trevor e Franklin.

SU OLD GEN CON QUALCHE RIMORSO?

Abituati a grandi sforzi, necessari per rendere quanto più fluida e spettacolare l’esperienza di gioco nei titoli free roaming in termini di ambientazioni (vedi Red Dead Redemption), Rockstar North non si è smentita, confezionando una vastissima area di gioco curata nel più piccolo dei particolari. Il tessuto urbano e quello rurale immergono il giocatore in un mondo credibile, dove ogni cosa è al suo posto: parcheggi multipiano e grattacieli fanno da sfondo a locali alla moda e concessionari; autolavaggi e quartieri in stato d’abbandono, quindi aree industriali e di ricerca, aeroporti e basi militari, quartieri residenziali di pregio che a distanza di pochi chilometri si distinguono enormemente da quelli residenziali di tipo economico, ancora una volta a sottolineare la profonda diversità sociale, e non solo, che vige in quel di Los Santos e dintorni. Siamo rimasti favorevolmente colpiti dalle ampie distese rurali, fatte di boschi e laghetti, campagne coltivate e vigneti costeggiati da piccoli torrenti o fiumi, rilievi montuosi con percorsi e pale eoliche a primeggiare, tristemente, in zone verdi perlopiù abbandonate: “energia pulita” la chiamano. Non è tutto, perché c’è l’oceano a circondare tutto questo ben di dio, con la presenza di piccoli isolotti contro cui impatta il moto delle onde, supportato dai venti che insieme allo skyline vanno a comporre paesaggi e scorci mozzafiato, suggestivi quasi quanto quelli visti a cavallo, nei panni di John Marston. È tutto più calmo sott’acqua, se si vestono i panni del sub intento all’esplorazione dei fondali, oppure ci si vuol cimentare in missioni secondarie dentro un piccolo sottomarino, ed anche in tal caso la realizzazione degli ambienti sottomarini pare strepitosa: condizioni di luce permettendo, riuscirete a godervi ogni centimetro cubico dell’acqua presente nell’oceano, squali permettendo ovviamente, particolare non di poco conto se lo si affianca a quanto detto in precedenza, che aiuta a rendere più verosimile il mondo di gioco grazie alla riproposizione di fauna e flora nei luoghi aperti all’esplorazione, che insieme al ciclo giorno/notte ed alle condizioni meteo variabili non possono che stupire per qualità realizzativa e per passione generale.

Non si è rinunciato a dare credibilità a questi dettagli, con effetti sonori azzeccati e che compongono e rappresentano al meglio un ambiente vivibile, seppur differenti come possono essere quello urbano e rurale, o viceversa. La città è viva, con pedoni e traffico, e gente che urla, che fa shopping, che si getta in disperate corse in auto perché in ritardo a lavoro; la montagna e la campagna, invece, sono più pacifiche, calme e rilassanti, con uomini al lavoro nei campi su trattori super accessoriati, o turisti che salgono sulle vette percorrendo stretti sentieri e sfidando qualche pericolo offerto dalla fauna di quei posti. Non è tutto oro, però, perché tanta vastità e tanti dettagli hanno portato Rockstar a scendere a dei compromessi, soprattutto a causa dell’hardware obsoleto delle console di gioco PlayStation 3 e Xbox 360. Partendo da un fastidiosissimo ed evidentissimo aliasing ed arrivando a cali di frame rate, soprattutto su alcuni specifici modelli di console, fino a svariati casi di ritardo di caricamento o di salto delle texture ed effetto pop-up, problemi coi quali noi stessi abbiamo avuto a che fare in più d’una circostanza. Texture che, soprattutto in aperta campagna, si son mostrate come facenti parte del gruppo di bassa risoluzione a cui, molto spesso, ci hanno abituato vasti free roaming su hardware così vetusto. Svettano anche numerose imprecisioni, che spesso provocano buffi momenti pieni di risate (o il contrario, per chi fosse solitamente sempre poco allegro), a livello di fisica, con un engine che non fa sempre il proprio dovere. Buffe le cadute, assolutamente poco credibili, e non molto veritieri i tamponamenti e le collisioni tra due o più auto, almeno non sempre, fattore questo che va a braccetto col tipo di guida piuttosto arcade succitata, consentendoci di chiudere un occhio in qualche circostanza.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, oltre a quanto già accennato per quel che concerne gli effetti sonori ambientali, il team di sviluppo ha ultimato il lavoro con effetti motore di auto e moto differenziati da modello a modello e decisamente realistici, oltre che con una colonna sonora non epica ma di buon livello, che spazia tra più generi attraverso più radio alternabili sia tramite tasto sinistro della ‘croce’ sul pad PlayStation 3, e sia tramite selezione sulla ruota a comparsa nel caso in cui la pressione sullo stesso tasto venga prolungato nel tempo. A tutto questo, unite un ottimo doppiaggio in Inglese e numerose sequenze animate, in TV e Cinema, perfettamente recitate oltre che sottotitolate in Italiano. Per un approfondimento più esaustivo sulla soundtrack, vi rimandiamo alla lettura del Gamemusic pubblicato qualche giorno fa sulle nostre pagine.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=YKNyWnIO2q0[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Grand Theft Auto, nel bene o nel male, è sempre Grand Theft Auto. È una serie che smuove le masse, che tiene perennemente vivi gli ardenti focolai che si scatenano tra gli spietati hater e gli instancabili fan; un gioco che diverte o non diverte, che piace o non piace, un concetto di base che però significa tutto e nulla, che può essere esteso per qualsiasi contenuto, per qualunque cosa circondi la nostra vita quotidiana. Se ne è parlato tanto di questo capitolo e sarà così ancora per molti mesi, diventando il titolo col punteggio più in alto in Italia, il secondo su Metacritic dietro ad un certo Grand Theft Auto IV (media 98 su 100), che però di “capolavoro della gen” o di “imperdibile” aveva ben poco. Se siete attenti lettori, così come attenti giocatori con rilevanti capacità di giudizio, non ci vuol tanto nel capire quanto maestoso ed immenso sia stato il lavoro compiuto da Rockstar Games per questo GTA, che negli ultimi anni ci ha abituato a titoli di una certa importanza e potenziale, rivelandosi capace di gestire pressione e carichi di lavoro enormi, a cui i dipendenti della software house sono ormai avvezzi. Altresì, come avvenuto in passato per altri titoli ritenuti da molti capolavori del videogioco (con molta probabilità non dal sottoscritto), anche in tal caso manca quel quid che avrebbe permesso al gioco di essere davvero mastodontico ed inattaccabile fin nel più piccolo dei dettagli, ma che l'hype delle prime settimane trascina comunque molti a ribadirlo più e più volte, attraverso l'uso di motivazioni banali. È mancata la perspicacia nel confermare, di fatto, quanto detto in fase di pre-rilascio, di inserire molti dei contenuti annunciati e che non abbiamo proprio visto, o quella di sfruttare a dovere “novità” come le statistiche (inutili), il cane Chop (di nuovo inutile), lo strepitoso “Internet fake” tramite cellulare, che permette poca interazione viste le infinite potenzialità non sfruttate, così come un miglior modo per dare un senso ai nostri soldi attraverso l'acquisto di proprietà (poche e non visitabili). A questi difetti cerca di rimediare la componente online, ancora acerba, instabile, spesso afflitta da lag, crash e problemi di cloud per il caricamento dei salvataggi, mostrandosi come un cantiere ancora aperto, che allo stato attuale non eleva affatto (o per alcuni, ulteriormente) quel che abbiamo visto nella modalità in singolo. Però Grand Theft Auto V è sicuramente uno dei migliori esponenti della serie, propone una trama a larghi tratti accettabile che sorprende in qualche circostanza, con missioni finalmente molto varie e che si concedono qualche particolare exploit, rivelandosi però in svariate circostanze incoerenti ed un poco banali; ci mette difronte a tre personaggi che assieme compongono un trio esplosivo, con un numero di comprimari elevato e che spesso intralcia l'importanza dei tre (vedi Lender), e l'aggiunta delle (poche) rapine lo rendono decisamente più piacevole da giocare che in passato, anche grazie alle attività ed alle tante missioni secondarie, eventi casuali, salti acrobatici e così via. Decine e decine di ore garantite, spesa di certo ripagata, ed un online divertente, ma ancora non perfetto, se giocato in compagnia dei propri amici di crew, riassumono questo Grand Theft Auto V, a cui però va stretto il vestitino ormai sgualcito di PlayStation 3 e Xbox 360 e non fa niente per nasconderlo: ai famosi problemi tecnici riguardanti il frame rate (variabile da modello a modello di console) si aggiungono un numero di bug elevato, dovuto anche alla vastità del mondo di gioco e ad una fase di beta testing (se mai ci fosse stata) poco riuscita, texture slavate e di qualità spesso molto bassa, un motore fisico quasi sempre esilarante, compenetrazioni poligonali come se piovessero dal cielo ed un comparto animazioni limitato; si contrappongono però vedute mozzafiato, albe e tramonti da pelle d'oca, una buona riproduzione dei veicoli e degli specchi d'acqua, così come la realizzazione dei personaggi principali. Rimaniamo comunque dell'idea che tanto impegno e dedizione avrebbero meritato più lungimiranza e più potenza hardware, dato che le ormai prossime PlayStation 4 e Xbox One sono distanti appena poche settimane avremmo gioito forse più nel vedere GTA V come titolo di lancio della “next gen”, che come videogioco nato, cresciuto e sviluppato nei panni del “rivoluzionario”, poi gettato in pasto a “moderate” e “conservatrici” console di gioco!
Pro-1
Il più grande di sempre e con tre personaggi giocabili
8.5
Contro-1
Alcune tra le novità inserite sono inutili o mal sfruttate
Pro-2
Trama (accettabile) con qualche bel risvolto e le rapine
Contro-2
L'hardware di PS3 e X360 gli va stretto
Pro-3
GTA Online potrebbe regalare infinite ore di gioco...
Contro-3
… Ma ha bisogno di tempo per fix ed ingranare al meglio
WELCOME BACK TO LOS SANTOS
COMMENTI