Z-Giochi.comZ-Giochi.com Mobile

Recensione
TESTATO SU PC
2 luglio 2013, 7:00
Knights of Pen and Paper +1 Edition
Knights of Pen and Paper +1 Edition mobile

Knights of Pen and Paper +1 Edition – Recensione

Chi conosce anche solo marginalmente il mondo di Dungeons & Dragons sa quant’è dispendioso organizzare una partita: location, personaggi, quest, schede varie, ore di preparativi per un round che può durare anche giorni. E se per una volta trovassimo già tutto intavolato, aspettando solo il nostro cenno, cosa otterremmo? Knights of Pen and Paper, edito da Paradox Interactive, curioso indie che fonde i tratti tipici di un GDR vecchia scuola a un’interfaccia e delle meccaniche che richiamano il celebre gioco di ruolo da tavolo. L’edizione da poco disponibile su Steam e GOG (da noi recensita) è l’espansione dell’originale acclamato dalla critica su iOS, e aggiunge, oltre al supporto all’alta definizione, una sequenza aggiuntiva alla campagna, nuove missioni secondarie e diversi extra. Pronti con il vostro D20?

knight-of-pen-and-paper-plus-one-edition-evidenza

UN DADO PER DOMARLI…

La schermata di avvio e i primi minuti di Knights of Pen and Paper +1 Edition sono alquanto insoliti per chi (come il sottoscritto, NdR) pensava di trovarsi dinnanzi al solito “nostalgia-abuser”: all’interno di quel che sembra un appartamento di città intravediamo un grande tavolo e una figura seduta (il dungeon master) che ci chiede di selezionare gli “eroi” e le rispettive classi che impersoneremo nel gioco, il ché ci ha riportato alla mente il primissimo Final Fantasy, sebbene le ambientazioni differiscano leggermente. La rosa di personaggi è ampia e anche abbastanza spassosa, tra nerd, hipster, fanatiche dello shopping, fattorini della pizza, il signor Smith (?), ma tutt’altro che casuale, poiché ognuno detiene una skill passiva più o meno utile. Reclutarli ha un costo, che aumenterà proporzionalmente ai membri del party, ma, fino all’acquisto di un particolare oggetto, il massimo sarà di soli tre candidati. Una volta selezionati sarà il momento di assegnare loro una specializzazione. All’inizio dell’avventura ne avremo solo sei tra cui scegliere, piuttosto generiche, ma ideali per apprendere i rudimenti (le altre potranno essere sbloccate in futuro portando a termine alcuni obiettivi): il paladino, adatto ad incassare i colpi grazie ai suoi alti valori di salute e difesa, il guerriero, portato per l’attacco puro e tecniche di sfiancamento; il mago, probabilmente la classe migliore del gioco data la mole di danni che può infliggere con i suoi incantesimi, il chierico, incline alle magie di guarigione; poi il ladro, veloce e letale, merito delle alte percentuali di critico, e il druido, che come da tradizione trae potere dagli agenti naturali. Potremo averne una sola tipologia per volta e ognuna disporrà di quattro abilità, a cui assegnare un punto ad ogni aumento di livello, che ne aumenterà potenza, durata dell’effetto e ahimè anche il costo in mana.

L’infrastruttura di gioco è frammentata in numerose quest di breve durata, come raggiungere l’obiettivo sulla mappa, far fuori mostri, rintracciare risorse, consegnare oggetti, che vanno a comporre la trama, semplice e lineare, negli standard del genere (o almeno i primi esponenti del genere, quelli di fine anni ’80). Quel che ci ha positivamente colpito è il tono informale dei dialoghi e il modo in cui vengono introdotte le vicende, nulla di pomposo o vicino all’epica fantasy, come se tutto fosse inventato sul momento, il che rafforza l’idea di star giocando una partita di D&D con persone comuni, che anzi si lasciano spesso andare a gergo da internet, citazioni e commenti fuori campo che rendono i dialoghi molto scorrevoli e spassosi; non ci troviamo dinnanzi ad un colossal dall’alto tasso di coinvolgimento, ma è comunque un’esperienza leggera e piacevole. Ma che divertimento sarebbe senza un lancio di dado di tanto in tanto? A tal proposito, dobbiamo lamentare una certa carenza di elementi “ruolistici” nel titolo: il D20 viene utilizzato nel corso degli spostamenti per assicurare un viaggio sicuro e prima di forgiare equipaggiamento o estrarre minerali per stabilire se l’operazione vada a buon fine, ma come implementazione non è sufficiente, anzi sembra quasi una forzatura per aggiungere seccature gratuite. Intendiamoci, la soluzione degli sviluppatori è giusta, ma sarebbe stato interessante ricorrere alla casistica anche in altre circostanze, come ad esempio durante i dialoghi o le esplorazioni, lasciando al giocatore (o meglio alla sua fortuna) la possibilità di mutare, anche sensibilmente, il corso degli eventi, invece di lasciar fare ai lanci in background preimpostati, o ancora in battaglia, per determinare la riuscita di un attacco, un colpo critico, un effetto secondario o altro. Il ritmo di gioco sarebbe sicuramente diventato più lento e ragionato, ma con i dovuti accorgimenti l’aggiunta strategica avrebbe giovato non poco allo spessore del gameplay.

Allo stato attuale le meccaniche attorno a cui ruota il mondo di Knights of Pen and Paper +1 Edition sono veloci e intuitive, quasi mordi e fuggi (il concept originale era previsto per smartphone dopotutto), la cui chiave di volta universale è il denaro. Equipaggiamento e punti esperienza piovono dal cielo, raramente sentiremo il bisogno di far visita ai negozi locali o di grindare per superare un tratto ostico (anzi il livello di difficoltà globale è decisamente tarato sul basso), ma delle tintinnanti monetine che fanno tanto Super Mario Bros. avremo bisogno come il pane. Con le tasche piene farsi strada è una passeggiata, poiché praticamente ogni azione all’interno del titolo richiede un “piccolo” esborso, dal fabbro (neanche potete immaginare quale patrimonio abbiamo buttato al vento per uppare le armi, NdR), all’arredo della stanza nel “mondo reale” (fonte di bonus non indifferenti), persino viaggi a cavallo e resurrezioni, il ché significa che restare a secco equivale al blocco totale dell’avventura. Le uniche alternative sono rimboccarsi le maniche e decimare qualche famigliola di goblin (il tipo e il numero di mostri evocati fortunatamente è a discrezione del giocatore), o ricorrere al P2P per ricevere soldi… in cambio di altro soldi, pratica a cui non siamo molto favorevoli, anche perché lo stesso gioco ci ricorda che con un po’ di impegno è possibile accumulare ricchezze in breve tempo.

Colorata e stilosa la veste grafica 8-bit (i pixel non stancano mai), gli attenti accostamenti cromatici permettono le risoluzioni più elevate senza fondere le pupille, inoltre il tratto cubettoso non sembra infastidire in modalità schermo intero, anche sui monitor più ingombranti, almeno rispetto ad altri titoli dello stesso filone; orecchiabili e retrò quanto bastano i brani di sottofondo e gli effetti sonori, sebbene fatichino a farsi ricordare. Tutto sommato un comparto tecnico che tiene fede all’era a cui si ispira; tuttavia, gli sporadici crash che hanno funestato la nostra esperienza, con conseguente perdita di dati, hanno incrinato più di qualche volta i nostri nervi e ci auguriamo che gli sviluppatori stiano lavorando ad una patch correttiva. Anche senza dedicarsi alle quest secondarie, la longevità supera facilmente le dieci ore, rimarcate tra l’altro da un ritmo frizzante, senza contare che verranno rilasciate nuove campagne in futuro.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Knights of Pen and Paper +1 Edition ci ha convinto. La trasposizione su PC lamenta una formula di gioco a tratti esile, frutto delle origini del brand, ma lo stile, l'ironia e il carisma che caratterizza la bizzarra avventura fantasy confezionata da Paradox Interactive la rendono un'esperienza valida e adatta a tutti i palati. Un degno omaggio alla generazione 8-bit e un GDR "alternativo" godibile, questa "+1 Edition" non sarà esente da difetti, ma vale il prezzo del biglietto, e senza costi aggiuntivi.
Pro-1
Concept intrigante
7.5
Contro-1
Si poteva osare molto di più con il fattore "D&D"
Pro-2
Immediato e dal ritmo spedito per un GDR
Contro-2
Manca spessore alla formula di gioco
Pro-3
Una quest tira l'altra
Contro-3
Improvvisi crash di sistema
LANCIA IL TUO D20, NERD!
COMMENTI