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Recensione
TESTATO SU PC
11 settembre 2013, 8:07
Lost Planet 3
Lost Planet 3 mobile

Lost Planet 3 – Recensione

Lost Planet 3 è l’ultimo capitolo della serie di sparatutto Capcom ambientata sull’ammasso celeste ghiacciato chiamato E.D.N. III. Dopo il tentativo di portare la serie verso le meccaniche tipiche degli sparatutto in cooperativa, operato con Lost Planet 2, il terzo capitolo della saga di Lost Planet, prequel del primo, nelle intenzioni degli sviluppatori in outbound di Spark Unlimited ha l’obiettivo di riportare l’IP Capcom ai fasti dell’originale, che vanta ancora oggi un ottimo 7.9 su Metacritic. Vi proponiamo la nostra recensione.

lost-planet-3-release-date-trailer

UNDER THE ICE

Uno degli elementi di spicco della serie Lost Planet è senza dubbio quello di potere pilotare un RIG, un enorme Mech di metallo, dotato di trivella per perforare il ghiaccio e di arti meccanici. Protagonista del titolo è Jim Peyton, un mercenario  pilota di RIG che ha come unico scopo quello di guadagnare e mantenere la moglie (la quale annoierà abbastanza il giocatore in una serie di messaggi strappalacrime durante il corso dell’avventura) ed il figlio rimasti a casa. E’ probabile che l’operazione di sviluppo in outbound che Capcom ha deciso di adottare sia causa della riuscita sottotono di Lost Planet 3. Infatti, il gioco di Spark Unlimited è uno sparatutto piuttosto piatto. Né la trama, molto stiracchiata in realtà, né il sistema di gioco scelti riescono a fare breccia in chi stringe il pad in mano.

È infatti possibile sintetizzare il gameplay di Lost Planet 3 in un misero trascinarsi dal punto A al punto B, a piedi o a bordo del nostro RIG, che non è ancora provvisto di armi da fuoco, per cercare di incapsulare la quantità maggiore di energia possibile, rilasciata dalla razza aliena degli Akrid, una sorta di creature piuttosto stupide che talvolta attaccheranno in branco, a volte da soli utilizzando sempre le stesse tattiche d’offesa, che nella maggior parte delle volte altra non è che quella di precipitarsi addosso al povero Jim, non un personaggio dal carisma memorabile.  Il problema principale, per l’occhio attento, sta proprio in questo, l’intelligenza artificiale è scarsa, benché alcuni scontri con boss di fine livello o creature più massicce siano piuttosto divertenti, e non sarà difficile prevedere il punto dove gli Akrid salteranno fuori dalle pareti. E la piccola mappa posizionata sul bordo superiore dello schermo che indica la direzione da cui proverrà l’attacco rende tutto più scontato e prevedibile, piuttosto che aiutare il giocatore a fronteggiare la minaccia in modo tempestivo. La scelta poi di introdurre una sorta di modalità copertura è del tutto superflua, infatti basterà fronteggiare a viso aperto le orde di Akrid che come gamberoni arriveranno in fila indiana e sparare a ciascuno di essi in ordine per averla vinta. Le battaglie a bordo dei RIG, realizzate esclusivamente come quick time event, sono poi oltremodo svogliate. E non sono realizzati meglio gli enigmi, proprio tutti identici, risolvibili o utilizzando il braccio sinistro del RIG, che aggancerà un punto preciso e servendosi della levetta analogia sinistra bisognerà sbloccare tale meccanismo, o un mix del radar di Batman ed il lavoro sui circuiti di Isaac di Dead Space utilizzando Jim a piedi.

Presenti anche quattro modalità multigiocatore che consentono la creazione di match fino ad un massimo di 10 giocatori. Sfortunatamente i server sono al momento ancora deserti, pur vero che trattasi di modalità accessorie e di poco stimolo per molti dei fan della serie. Tuttavia, sarà possibile prender parte a scontri 5vs5 in classici deathmatch a squadre o in modalità più ricercate come quella Scenario, quella Sopravvivenza e quella Estrazione. Nella prima due team di cinque giocatori saranno chiamati a dare il meglio in una serie di sfide all’interno di scenari presenti nella modalità Storia; nella seconda, due team di tre player avanzerà indipendentemente attraverso una serie di ondate ostili di Akrid, prima di arrivare ad un testa a testa finale sotto forma di ultimo round PvP. Infine, ma non meno importante, la modalità Estrazione che vedrà impegnati nell’estrazione di risorse energetiche due gruppi di cinque combattenti; chi avrà raccolto più energia verrà proclamato vincitore.

LA PUNTA DELL’ICEBERG

Se il gameplay è quello di uno sparatutto noioso,  il comparto tecnico è invece in grado di stupire e non solo perché l’Unreal Engine 3 col quale è sviluppato il gioco è ormai un motore grafico conosciuto ed utilizzato, ma anche per una sorta di poeticità nella realizzazione del pianeta ghiacciato. Giocare il gioco su PC così come abbiamo fatto noi, alla risoluzione di 1080p e con un frame rate fisso a 60fps, ottenuto con la nostra GTX 660ti SC leggermente overcloccata, è davvero una gioia per gli occhi. Anzi è possibile dire che si gioca con il Frostbite 3 dell’ultimo Dead Space la palma d’oro per la migliore realizzazione della neve e del ghiaccio. Gli enormi scenari di E.D.N III che potrebbero sembrare tutti identici non sono però mai noiosi e talvolta la veduta a campo profondissimo regalata da Lost Planet 3 è in grado di fare strabuzzare gli occhi.

Nella generale resa grafica dignitosa stonano le scene realizzate interamente con il motore grafico che, come se fossero prese ed “incollate” dalla versione console, viaggiano a 30fps e con una risoluzione più bassa rispetto al motore grafico in-game. Le animazioni di Jim poi non sono il massimo e anzi risultano piuttosto buffe. L’intero doppiaggio, anche in Italiano, e in generale tutto l’impianto sonoro sono più che buoni, sottolineano lo svolgimento dell’azione puntualmente, l’unico aspetto irritante è la scelta di brani orrenda e limitata alle sessioni a bordo di RIG. E’ sicuramente divertente poter personalizzare la propria colonna sonora delle nostre scampagnate a bordo del nostro Mech ma, purtroppo, i brani sono tutti insulsi e fastidiosi, come una compilation dei peggiori brani dell’ottimo Cowboy Bebop. Forse sarebbe stato meglio dare la possibilità ai giocatori di caricare i propri MP3 (ma questo non è il futuro) o non mettere proprio nulla.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=G66yF0sWfHY[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Lost Planet 3 è uno sparatutto sciatto, ma tecnicamente valido. Chi cerca un titolo lineare che possa occupare qualche ora senza rappresentare una sfida appassionante può trovare in Lost Planet 3 un tappabuchi ideale, in attesa magari di qualche videogame più raffinato. Ed è un vero peccato perché l’Unreal Engine 3 praticamente fa metà del lavoro da solo e Lost Planet 3 è molto bello a vedersi. Purtroppo è anche molto tedioso. I nemici che attaccano sempre nello stesso modo, un protagonista insulso, le missioni tutte uguali e nemmeno la modalità multiplayer è in grado di risollevare le sorti di un titolo che non è insufficiente, ma non è neppure memorabile. Lost Planet 3 svolge il proprio compitino e nulla più. Un peccato originale che alla fine di questa generazione non è più perdonabile.
Pro-1
Grafica notevole
6.5
Contro-1
Lineare
Pro-2
Sonoro di qualità
Contro-2
Scontato
Pro-3
Accessibile
Contro-3
Il protagonista è insipido
FREDDO
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