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Recensione
TESTATO SU WII U
3 agosto 2013, 11:54
Pikmin 3
Pikmin 3 mobile

Pikmin 3 – Recensione

Nove anni. Tanto abbiamo atteso Pikmin 3. Dopo il rilascio dei primi due capitoli nella collana New Play Control per Wii qualcosa sembrava essersi smosso, eppure la terza installazione di una delle IP più acclamate dell’era GameCube mancò ancora una volta di mostrarsi al pubblico. Persino dopo l’annuncio ufficiale nel corso dell’ultimo E3 il titolo del maestro Miyamoto scimmiottò qualunque ipotetica data di rilascio, figurando dapprima nella line-up iniziale, quindi nella launch window, per giungere finalmente a noi nell’ultima settimana di luglio, ben 8 mesi dal rilascio di Wii U, i cui indici di vendita ancora sentono davvero la mancanza di una killer application. Questa attesa interminabile è stata ben ripagata?

pikmin3

DIARIO DI BORDO DI UNA VERDURA

Dopo due avventure a caccia di tesori in compagnia di Olimar, i riflettori si spostano per la prima volta su un terzetto di eroi completamente nuovo: Alph, Brittany e Charlie. Il loro pianeta natale, Koppai, è sull’orlo del collasso a causa della carenza di fonti di sostentamento, pertanto viene dato il via ad un’intensa campagna di scansione delle galassie vicine, in cerca di cibo compatibile con il suolo locale. La loro missione dapprima infruttuosa li porta a scoprire un piccolo astro remoto, apparentemente ricco di vita, ma dopo un lungo viaggio interstellare per giungervi, la loro nave va in avaria al momento del rientro in atmosfera, sbalzando i suoi occupanti ai quattro venti. Smarriti e senza punti di riferimento, gli obiettivi della squadra sono ora ricongiungersi al più presto, trovare del cibo che possa sostituire le razioni perdute nello schianto, collezionare quante più varietà possibili di vegetali coltivabili e recuperare la chiave di attivazione, necessaria per tornare a casa. Le regioni in cui muovono i loro passi incerti pullulano di ostacoli e bestie feroci, ma in loro aiuto accorrono i Pikmin, le buffe creature metà animali e metà piante, che seguiranno fedelmente la guida dei loro comandanti a costo della propria vita pur di assicurarne l’incolumità.

Che si tratti insomma di pezzi di astronave, tappi di bottiglia o arance, l’anima del brand è rimasta intatta anche in questo Pikmin 3; espansa, rifinita, migliorata, ma essenzialmente la stessa che ricordiamo con nostalgia dal lontano 2004. Per chi non abbia la più pallida idea di cosa sia Pikmin invece, vi basti sapere che si tratta di una delle più felici trasposizioni di uno strategico in tempo reale su console fissa, studiato meticolosamente per adattarsi alle caratteristiche di un pad rispetto alla classica accoppiata mouse e tastiera, e impreziosito da quell’entità ancora oggi viva, conosciuta come Nintendo Difference. Pikmin è a conti fatti è un RTS, ma sfugge alla definizione canonica del genere, non muoveremo infatti armate di soldati, né troveremo schieramenti nemici a fronteggiarci, ma saremo al comando di piccole creature colorate in lotta per la sopravvivenza con tarli, girini, coccinelle e altre amenità in quello che sembra un immenso giardino, una location affascinante dalle molteplici sfaccettature ed applicazioni. Le caratteristiche dei Pikmin e la loro gerarchia ricorda quella delle formiche: vulnerabili se presi singolarmente, in gruppo diventano una forza impressionante, e ne esistono di diverse specie, ognuna con un ruolo e abilità particolari; si riproducono portando sostanze nutritive e i corpi delle bestie abbattute alla Cipolla, la loro nave madre, tuttavia mancano di organizzazione, hanno bisogno di leadership, di una figura che li coordini e riesca a tirar fuori il loro vero potenziale, qualcuno da cui possano dipendere interamente, insomma. Caso vuole che vedano nel nostro protagonista questa sorta di “divinità” e la loro natura altruista fa il resto. Tra comandante e Pikmin si sviluppa un forte rapporto simbiotico e di pari passo anche l’affezione del giocatore nei confronti delle sue adorabili truppe. Non importa quante centinaia di semi possano germogliare in un giorno, quel Pikmin divorato, annegato o abbandonato al suo fato è un groppo sullo stomaco insopportabile. Aggiungiamo al quadro una formula di gioco eccellente, che fonde strategia, rompicapo e un pizzico di manageriale, ed una concezione stilistica inimitabile e abbiamo la ricetta dei due piccoli capolavori che meglio rappresentano la Nintendo di due generazioni addietro.

Tornando al presente, Pikmin 3 si identifica maggiormente con il primo capitolo della serie. Rispetto a Pikmin 2 è stata infatti abbandonata la struttura dungeon crawler per concentrarsi sull’esplorazione delle regioni esterne, inoltre l’enfasi sui combattimenti è stata sensibilmente ridotta. Le occasioni per menare le mani non mancano, anzi le boss fight sono addirittura aumentate, tuttavia lanci e manovre di accerchiamento, data la posizione tatticamente scomoda di ogni singolo nemico, devono essere calcolate al millimetro, pena la perdita di preziosi alleati, il ché si traduce in battaglie più lente e ragionate; dimenticate quindi sciami all’arrembaggio e il mitico Pugno Razzo, gli azzardi non saranno perdonati. Quest’impostazione ci ha riportato alla mente il Pikmin del 2002, decisamente più crudele con il giocatore, un survival in piena regola, con il quale Pikmin 3 fortunatamente non condivide i tempi di completamento circoscritti dagli infausti 30 giorni, o meglio, c’è l’urgenza di trovare frutta per assicurarsi il loro succo da usare come razione, ma il ritmo è più disteso e consente di prendersela comoda, a patto di tenere sempre d’occhio la dispensa (in caso di gravi errori si può sempre ricominciare la giornata o tornare indietro nel tempo). Ammettiamo di sentire un po’  la mancanza degli inquietanti varchi nel terreno, specie se consideriamo le stramberie che si potevano incontrare al loro interno, ma il team di sviluppo si è fatto perdonare sviluppando i livelli in estensione e perfezionando il gameplay come mai avremmo creduto possibile.

SE DUE TESTE SONO MEGLIO DI UNA, PERCHE’ NON TRE?

Uno dei principali “difetti” di Pikmin era l’impossibilità di poter controllare una vasta fetta di territorio, nonostante l’intento degli sviluppatori fosse stato proprio permettere al giocatore di gestire ben 100 unità in modo da poterle distribuire su più fronti. I Pikmin se lasciati innanzi ad un muro iniziano senza indugio a demolirlo, trasportano gli oggetti nelle loro immediate vicinanze al quartier generale, picchiano qualunque cosa gli capiti a tiro, ma una volta terminato il lavoro si arrestano in attesa di nuovi ordini, quindi la vivacità dell’azione dipendeva sostanzialmente dalla portata del braccio di Olimar. Con Pikmin 2 e l’introduzione di Louie a fare da spalla l’elasticità aumentò, ciononostante l’assenza di una gestione efficiente ne minò il potenziale strategico, poiché, dal momento che il duo si separa e il giocatore se ne va per i fatti suoi con uno dei capitani, l’altro diventa inevitabilmente un cane da guardia, una statua impassibile in attesa che gli venga ceduto il comando, lasciando a suo volta il collega sguarnito. Nove anni fa questa soluzione tutto sommato funzionava, ma ciò non sarebbe accettabile oggi, soprattutto considerata la mappatura degli ambienti piuttosto complessa, ecco perché in Pikmin 3 troviamo finalmente una più profonda e attiva interazione tra mondo di gioco e comandanti. Questi potranno infatti essere lanciati come Pikmin per superare dislivelli e piccoli baratri, molti dei quali  alla base di enigmi e operazioni multidimensionali che coinvolgono fino a tre squadre contemporaneamente, inoltre è possibile impartirgli l’ordine di marciare verso un’area scoperta precedentemente (niente paura, sceglieranno il percorso più sicuro per le truppe al loro seguito) direttamente tramite GamePad, che si rivela un ottimo supporto.

Dal punto di vista prettamente ludico, dobbiamo elogiare l’eccellente level design e l’opera di scrematura ed armonizzazione di elementi vecchi e inediti. Le location sono come un grande enigma, una matassa da districare lentamente sfruttando al meglio tutte le risorse a propria disposizione, tanto che una volta sviscerate nella loro interezza la loro geografia appare quasi irriconoscibile, tra ponti costruiti ciottolo su ciottolo, lampadine alimentate per illuminare le grotte, pareti abbattute, scalini addolciti ed altro ancora. Appena si mette piede in una landa sconosciuta si è come disorientati dalla mole di cose da fare, ma rimboccandosi le mani si scopre che procede intuitivamente a passo spedito, in particolar modo una volta abbattuta ogni minaccia e liberate le scorciatoie. Tra le nostre fila di Pikmin abbiamo come da tradizione i veterani Rossi, resistenti al fuoco e bellicosi; Gialli, resistenti all’elettricità e in grado di collegare circuiti elettrici, e Blu, gli unici che possono muoversi liberamente sott’acqua, più due new entry: i Rocciosi (i nostri preferiti), veri e propri sassi immuni allo schiacciamento e capaci di frantumare strutture e corazze di quarzo quando lanciati, micidiali, salvo la loro impossibilità di aggrapparsi alle superficie a causa del loro corpo spigoloso; quindi i Volanti, che, per l’appunto… Volano! Sono scarsi in attacco, seguono rotte tutte loro che li mette spesso in serio pericolo, ma sono indispensabili per sbarazzarsi di alcuni nemici, trasportare frutta in punti scomodi e sollevare cancelli e botole. Aggiunte interessanti e dall’uso intelligente, peccato solo per l’assenza (comprensibile) di Bianchi e Viola, presenti comunque nelle modalità extra.

La formula di gioco non sarebbe però completa senza il GamePad, nato per ospitare interfacce dinamiche come quella presente in Pikmin 3. Lo schermo tattile traccerà in tempo reale la posizione di Pikmin e tesori sulla mappa, permettendoci di avere una visuale ancora più dettagliata della situazione corrente e recuperare senza noie eventuali dispersi. Il suo utilizzo è estremamente comodo, ma non fondamentale, in qualunque momento basta infatti premere ‘-‘ per passare alla modalità off-screen, inoltre è supportato sia il sistema di controllo tramite Wii Remote che Pad Pro: il primo per maggiore precisione (un po’ latente con lo stick data l’elevata sensibilità), il secondo per un’esperienza tradizionale. In entrambi i casi il GamePad resterà acceso per una rapida consultazione (i consumi purtroppo rimarranno pressoché invariati, quindi tenete sempre l’alimentatore a portata di tiro).

GIRO DEL MONDO IN 30 GIORNI

Pikmin 3 regala un’esperienza memorabile, divertente e impegnativa quanto basta, ma complessivamente piuttosto breve. Ovviamente la rapidità con cui scorrono i titoli di coda dipende in larga misura dall’abilità dell’utente, ma indicativamente la campagna si attesta intorno alle 10-15 ore, incluso il traguardo del 100% degli obiettivi, stima che lascia lo stesso spazio a ulteriori limate (o ritardi), non molto rispetto agli standard odierni, tuttavia il titolo Nintendo gode di una buona rigiocabilità e sparsi in giro ci sono svariati documenti sulle creature locali (più info su come farle fuori che altro, niente Piklopedia…) e diari lasciati da una figura misteriosa da rintracciare. Come contorno abbiamo la modalità Missioni, suddivisa in tre sottocategorie, in cui all’interno di scenari appositi dovremo totalizzare il miglior punteggio possibile portando alla sonda tutti i tesori o eliminando i mostri in zona prima dello scadere del tempo, oppure affrontare nuovamente i Colossi della modalità principale per stabilire nuovi record. I risultati saranno automaticamente caricati nelle classifiche online, aggiornate periodicamente dal servizio Spot Pass, in più ogni livello è predisposto per ospitare fino a 2 giocatori solo in locale; qualcuno potrebbe obiettare che ciò è dovuto alla necessità di coordinarsi con il proprio compagno, ma come ben sappiamo il GamePad ha un microfono perfettamente funzionante, e usarlo di tanto in tanto non dispiacerebbe, senza contare l’appeal che ne deriverebbe. Chiude Bingo, una variante del “deathmatch” apprezzato in Pikmin 2, perfezionata e con un ventaglio notevole di arene tra cui scegliere. Un’ottima fonte di insulti e risate, che anche in questo caso avremmo gradito condividere con qualche amico online…

Considerati i suoi trascorsi incerti, ci saremmo aspettati che Pikmin 3 non brillasse particolarmente sul profilo tecnico e invece dobbiamo ricrederci: il pargolo di Miyamoto si è dimostrato graficamente il miglior titolo per Wii U al momento: lo stile minimale, i colori vivaci e il design semplice ma al tempo stesso ricercato dei personaggi risultano caricati dall’alta definizione e anche a voler essere pignoli, tolto un leggero aliasing e un paio di texture poco definite sugli schermi più grandi (che evidenzia i 720p nativi), Pikmin 3 sfoggia giochi di luce meravigliosi ed effetti visivi impressionanti, alla faccia di chi lamenta carenza di elementi “next gen” nell’ammiraglia Nintendo. L’incresparsi dell’acqua al nostro passaggio, l’ondeggiare delle foglie sulla testa dei Pikmin, la lucentezza delle pelle degli anfibi, i riflessi sulle rocce, il suolo che si incendia al momento del decollo, concentrandosi sui dettagli c’è veramente tanto di cui stupirsi, il tutto condito da ottime animazioni e incollato ai 60 frame. Altrettanto meritevole la colonna sonora, con jingle che garantiscono la giusta atmosfera in ogni circostanza, anche se buona parte dei brani sono stati ri-arrangiati dai capitoli passati, nulla per cui strapparsi i capelli comunque, udirli nuovamente è una gioia per le orecchie. Da oscar, infine, gli effetti sonori: le vocine dei Pikmin e le loro canzoncine sono più adorabili che mai.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rIIPkyWaiu0[/youtube]

IN CONCLUSIONE
La perla che ogni possessore di Wii U aspettava, un titolo sublime, adatto ad ogni palato e che chiunque dovrebbe provare, anche se non ha mai approcciato il brand prima d'ora. Sono tanti i fattori per cui non possiamo fare a meno di consigliarvi l'ultima fatica della casa di Kyoto, ma il sunto porterà sempre ad un solo responso: Pikmin 3 è un gran bel gioco, unico nel suo genere, curato nei minimi dettagli e coinvolgente come pochi. Non un capolavoro a tutto tondo, l'assenza di una componente online e la longevità limitata si fanno sentire, ma il tempo che trascorrete in compagnia dei vostri Pikmin saranno ore di pura gioia ludica, di quelle che ormai non si trovano più in giro. E scusate se è poco!
Pro-1
Ludicamente ineccepibile
9
Contro-1
Cortino
Pro-2
Tecnicamente formidabile
Contro-2
Il multiplayer online sarebbe stato una gradita aggiunta
Pro-3
Stilisticamente geniale
PICCOLO MONDO, GRANDI LEGNATE
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