Il nuovo rpg firmato Cyanide Studios cavalca l’onda del successo planetario delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, complice la diffusione quasi virale delle prime due stagioni del telefilm HBO. L’opera di Martin però non fa breccia nel mondo dei videogiochi, lasciando molto amaro in bocca. Se c’è una cosa che davvero non delude è la trama. Lo script è stato supervisionato da Martin in persona, e la mano dell’artista si nota. Tutti i fan potranno stare tranquilli: il gioco si svolge durante il regno di Robert Baratheon, con Arryn come Primo Cavaliere del Re, evitando quindi fastidiosi spoiler. Impersonificheremo, a seconda del capitolo, un Guardiano della Notte (Mors Westford) o il figlio di un Lord (Alester Sarwyck), andato in esilio nelle terre meridionali e tornato per rivendicare il suo diritto di successione, nonché per diffondere la fede del suo dio: R’hllor.
Le storie sono ambientate in zone molto diverse, almeno all’inizio, e si divideranno tra la Barriera ed Approdo del Re, dipanandosi poi in maniera più sciolta, ed andando incredibilmente ad intrecciarsi, senza mai sembrare forzate ed anzi coinvolgendo molto il giocatore. Intrighi, misteri e feroci combattimenti saranno sempre dietro l’angolo, e questo rimane il vero punto di forza del titolo, che, almeno nella sua struttura narrativa, non ha nulla da invidiare ai libri della serie. I protagonisti saranno accomunati, oltre che dalle vicende del gioco, anche da un incredibile senso di appartenenza ai loro doveri.
Nonostante siano entrambi dei fuggitivi di lunga data (Mors ha preso il nero oramai da 15 anni, Alester è stato in esilio quasi altrettanto), non rinunciano a combattere per la propria fede, rispettivamente il compito di Guardiano della Notte e di Sacerdote Rosso. La caratterizzazione psicologica dei due è altrettanto curata, facendo si che il giocatore si affezioni ai modi brutali ma giusti del Guardiano ed alla feroce nobiltà d’animo del Lord. Non si potrà però dire altrettanto di alcuni personaggi secondari, a volte troppo “eterei” e poco partecipativi, nonchè della pessima resa delle location. Oltre alla evidente carenza tecnica, di cui parleremo dopo, balza agli occhi l’assenza di qualsiasi tipo di particolare che riesca a rendere i luoghi che visiteremo qualcosa di più che anonime fortezze e squallidi bordelli. Oggetti che si ripetono, pochi elementi singolari, totale mancanza di caratterizzazione, tutto ciò rende la Westeros del videogioco piatta e banale.
L’INVERNO STA ARRIVANDO (IL GAMEPLAY NO)
Il gameplay del gioco si snoda in maniera macchinosa attraverso tre fasi principali. Una di esplorazione, dove cercare monete ed oggetti (davvero pochi, per un gioco di questa mole), vendere e comprare. Un’altra di dialogo, attraverso la quale interagire con i personaggi non giocanti. E’ sicuramente la fase meglio realizzata: le nostre azioni di dialogo potranno cambiare sensibilmente gli accadimenti futuri, caratterizzare in maniera differente il personaggio o darci accesso ad azioni ed eventi particolari. In un certo senso, a volte, avremo l’impressione di essere dei guardiani della notte o degli inflessibili lord, alla cui mercè si prostreranno sudditi ed alleati. Ma l’ebrezza dura poco, spezzata dalla monotonia delle fasi di esplorazione (condite poi dal particolare metamorfismo di Mors, che potrà controllare il suo sbavante mastino) e dalle forse ancora più monotone fasi di combattimento.
Il combattimento si svolge attraverso il sistema di coda di azioni in tempo reale, con la possibilità di fermare il tempo per avere modo di pianificare meglio gli attacchi. Le azioni però sembreranno sempre molto simili, e non danno mai l’idea di colpire il bersaglio. Anche le mosse a nostra disposizione, nonostante differiscano molto per descrizione ed effetti, sembreranno all’occhio sempre molto simili. Ci sarà data anche la possibilità di controllare i nostri eventuali compagni di viaggio, sebbene questi ultimi non saranno da noi in alcun modo gestiti al di fuori del combattimento. Il sistema di evoluzione del personaggio merita invece qualche lode in più: ci saranno tre grandi categorie di combattimento per ognuno dei due protagonisti, alle quali si collegano differenti alberi di abilità (non molto grandi, ma piuttosto diversificati). A ciò si aggiunge l’intrigante idea dei “tratti caratteriali” i quali ci daranno bonus o malus a seconda del comportamento tenuto in determinate occasioni. Purtroppo però si tratta di punti di forza che, essendo strettamente collegati ad un combattimento fiacco e monotono, non rendono quanto dovrebbero.
OCCHIO NON VEDE CUORE NON DUOLE?
Purtroppo anche graficamente GoT non eccelle. Non parliamo di un prodotto scarso, e neanche di errori madornali. Ma rimane il fatto che se le skin delle armi e dei PG sono ben fatte e fantasiose, tutto il resto è di una piattezza sconcertante, vista invece la ricchezza di dettaglio delle opere di Martin. Texture grossolane che descrivono ambienti ancora più grossolani rendono il tutto poco godibile. Le musiche, così come i dialoghi, in inglese sottotitolato, sono al contrario eccellenti, una sottile corda che ci tiene legati al mondo fantasy di Westeros.
Rileggendo il servizio, sembrerà di scorrere la condanna a morte di un gioco macchiatosi di peccati gravissimi, ma non è così. Il vero errore di questo rpg (ed escludo la pochezza grafica, data forse più dall’assenza di una software house potente che da scelte di produzione) è la sua stessa natura rpg. Il gioco di ruole deve essere tale e, una volta imbrigliato in un mondo con missioni secondarie inutili, esplorazioni senza senso e combattimenti monotoni, finisce di esistere. Tanto valeva, considerata la validità dell’intreccio narrativo, farne un action senza pretese, ma con meno aspettative da deludere.

Gli alberi delle abilità saranno diversi per i due protagonisti





















Peccato…
Hanno sfruttato solo il nome per nulla…
Purtroppo (perchè avrei preferito un bel gioco) sono d’accordo con entrambi, anche se per quanto mi riguarda il gdr non sarebbe stato male, se ben implementato. Prima di parlare di errori nella scelta del genere, Cyanide deve interrogarsi sui clamorosi errori di sviluppo!
Non è l’universo giusto per un gdr, un rts full online si che sarebbe da sbavo