Impire – Recensione
Eccoci arrivati alla recensione di un gioco che ha la fortuna di far parte di un genere sicuramente poco diffuso, se non quasi unico. Rischiando forse di essere un po’ cattivi possiamo dire già in prima battuta che forse è questo l’elemento che conferisce ad Impire un certo fascino, essendo un prodotto comunque raffazzonato e mal equilibrato. Analizziamolo meglio, perché comunque non è certo tutto da buttare, anzi…

PICCOLI BAAL CRESCONO
Il titolo è uno strategico originale, incentrato sulla gestione di un dungeon. L’occhio va subito su Dungeon Keeper, sebbene le features introdotte dal team di Cyanide Montreal siano molte di più. Nonostante la mole, esse risultano spesso amalgamate in maniera disordinata. La trama è semplice: un negromante da quattro soldi tenta di evocare il potente Baal (il nostro personaggio), purtroppo però l’evocazione non va molto bene ed il demone si ritroverà sotto forma di simpatico sgorbietto. Seguendo la campagna, dovremo completare una serie di missioni incentrate su una gestione via via più complessa del nostro dungeon, espandendolo, attaccando quello degli avversari e nel contempo evolvendo il nostro minion. Baal infatti non rimarrà sempre microscopico e con l’andare avanti del gioco potremo personalizzarlo in maniera massiccia. In generale, Impire offre una grande personalizzazione di gioco sotto il profilo dei personaggi. Molto meno personalizzabile però è la gestione della struttura del dungeon: potremo costruire stanze, scegliere dove collocarle, aprire passaggi e nulla più. Nessuna possibilità di ridimensionarle, di migliorarle, o di espanderle in qualche modo. Le stesse skin di queste ultime sono abbastanza povere e ripetitive. Il mondo di gioco si divide in ‘Sotterraneo’, nel quale ci muoveremo oltre che lungo la zona edificabile anche dentro ai dungeon rivali, ed uno ‘Esterno’, aperto alle nostre razzie. Nel contempo dovremo iniziare a raccogliere le risorse necessarie a sfamare e creare i minions, ovvero i nostri servitori. Essi sono di vari tipi (dagli operai ai guerrieri, passando per i sacerdoti), sbloccabili dopo averli uccisi per la prima volta. I minions saranno il fulcro delle nostre scorribande, divisibili in squadre di cinque unità, andranno dove vorremo, uccidendo e saccheggiando. A nostra disposizione ci sono anche vari tipi di magie e, nel finale di campagna, anche molte trappole.
I difetti di gameplay però non mancano. Innanzitutto dopo un po’ di tempo ci accorgeremo che il gioco si snoda lungo un percorso sempre molto simile. Dovremo creare più minions possibile, per poter tener fronte alle incursioni saltuarie (ma affatto sporadiche) degli Eroi dall’esterno. Perché non mettere un portone migliore al nostro Dungeon? Bé, umorismo di bassa lega a parte, queste numerose incursioni sono molto fastidiose. Ci impediranno spesso di perdere tempo per compiere razzie all’esterno, nonché limiteranno di molto gli attacchi ai dungeon confinanti (i quali sono comunque spogli e di poco rilievo). Abuseremo tantissimo della magia teletrasporto, la quale rende la strategia di gioco a tratti nulla: perché creare ronde o squadre di difesa quando potremo, con pochissimo mana, far rientrare sempre tutte le truppe e massacrare il nemico? Ecco perché le features introdotte, come le numerose magie, e le trappole, verranno ben presto scordate. Anche la mole di minions a disposizione, una volta trovata la tattica più efficace (che non predilige grande varietà di truppe) porterà ad abusare sempre delle stesse unità. Tutto sommato quindi, il titolo pur presentando un gameplay a tratti divertente soffre di monotonia. Che l’humour “black”, ma abbastanza pungente, riesce a volte a spezzare, senza però imporsi come elemento caratterizzante il gioco.
Tecnicamente, Impire è molto fluido, con delle skin simpatiche ed un design accattivante. Le animazioni dei filmati al contrario sono legnose e prive di brio, totalmente da bocciare. Anche la cura del dettaglio dei dungeon e delle stanze è un po’ grezza, sebbene si risolleva quando utilizziamo magie e trappole, che hanno molto appeal. Tutto sommato comunque il gioco è dignitoso, ma certo non rivoluzionario. Gradevole alla vista, come deve essere un buon strategico. Le musiche sono sufficienti, così come il comparto audio. Grande tirata d’orecchie per il tutorial: possibile che, ad ogni nuova campagna, bisognerà rifarlo da capo? E’ lunghissimo e semplice!
Tirando le somme si tratta di un titolo simpatico, ad un prezzo però un po’ meno simpatico. Venti euro su Steam non sono proprio pochissimi ed allo stesso prezzo troviamo gestionali sicuramente di maggior pregio. E’ un peccato poi che ci si ritrovi a dover fare queste critiche sempre al gruppo di Cyanide. Evidentemente, la software house (che ricordiamo per il mezzo flop del gdr di Game of Thrones) cerca di impegnarsi su fronti troppo variegati, tentando ogni volta di fare un salto di qualità che non c’è. Consiglierei una partenza più cauta, i presupposti sono sempre buoni. Chissà che Impire 2 non ci stupisca…
Irriverente e simpatico |
6.5 | Ripetitivo nel gameplay |
Buona personalizzazione dei personaggi | Scarno nella realizzazione del dungeon | |
... Implementate non sempre a regola | ||
| NON SPORCATEMI IL DUNGEON! | ||