Conferirò nove a Lollipop Chainsaw, perché intrattiene con tanto stile… Il sottoscritto appena visionate le prime news su tale titolo e appena adocchiati i primi screen ha subito pensato: “Una cheerleader che maciulla putride carni con una motosega a cuoricini, un leccalecca in bocca e la testa del suo ragazzo appesa alle chiappe? Suda, hai già vinto…” Si gentaglia, perché già il nome stampato sulla copertina del gioco è una chiara dichiarazione di intenti: Grasshopper Manufacture… ergo Suda51, una delle menti più malate, visionarie e geniali presenti nel videoludo contemporaneo, e soci, sordido manipolo di schizoidi del pixel già responsabili di robetta quale i due No More Heroes, Shadow of the Damned, Contact, l’immenso e fin troppo sottovalutato Killer7 e parecchio altro materiale dall’alto tasso allucinogeno.
Va da sé che con queste premesse non c’è da aspettarsi altro che un calderone di follia, eccesso, nonsense, sarcasmo, citazionismo e tanto tanto tanto trash… e noi si è qui già con il popcorn e la birra in mano (bevete responsabilmente per carità che ci manca solo che mi licenzino per istigazione all’alcoolismo…), maglietta dei Misfits d’ordinanza e vinile (rigorosamente! I cd sono da fighetti…) dei Cramps che già ruota nel giradischi… siamo pronti per addentrarci in questa nuova follia made in Suda.
LOLLIPOP, LOLLIPOP OH LOLLI LOLLI LOLLI LOLLIPOP *POP!*
Il gioco inizia con la nostra avvenente Juliet che si sveglia in camera sua il giorno del suo diciottesimo compleanno tutta euforica per l’evento e ci racconta della sua allegra famigliola tanto caruccia e del suo nuovo boyfriend tanto figo, della sua squadra di cheerleader, della sua passione per i leccalecca e OVVIAMENTE della sua fobia di ingrassare, come nel più classico college movie americano se non fosse che… ci fa notare anche che la sua famiglia è un pochino, ehm, diciamo inusuale, salvo comunque poi accorgersi di essere in estremo ritardo per l’appuntamento col suo ragazzo prima delle lezioni e fuggire via in bicicletta.
“Quasi” tutto normale insomma se non fosse che, una volta arrivata al cancello della scuola, la nostra biondina si ritrova la strada inondata di zombie e non trova di meglio da fare che spiaccicarli brutalmente con la bicicletta salvo poi essere sbalzata a terra dopo un urto violento, estrarre dallo zaino una motosega a cuoricini e cominciare a segare ossa e carni putrefatte (offendendo liberamente tra l’altro) … MERAVIGLIOSO! Il plot narrativo di Lollipop Chainsaw, come avrete già notato, è di una scemenza totale e sarebbe degno rappresentante di quella schiera di B-Movie horror-comici tamarrissimi tanto in voga una ventina di anni fa ricordando per certi versi (ovviamente ci stiamo riferendo solo all’influenza narrativa) quell’oramai lontanissimo Maniac Mansion, genialissima follia ludica della Lucasfilm dei tempi buoni che furono.
Tutto l’evolversi della trama è di una idiozia fuori dal comune e ci porterà a confrontarci con situazioni dall’umorismo letale e grottesco con i nostri due eroi (si perché il nostro affezionatissimo ragazzo-portachiavi attaccato alla cintola avrà un ruolo di prim’ordine) i quali si troveranno loro malgrado invischiati in una epica odissea ai limite della scemenza totale tra professori non morti, zombie punkettoni, e altre meravigliose idiozie del genere, per riconquistare la loro scuola dall’invasione dei non morti e di conseguenza salvare il mondo intero dalla rovina… ovviamente con tanto tanto stile!
MOTOSEG…AHEM, PAD ALLA MANO
Il gameplay di Lollipop Chainsaw nei primissimi minuti di gioco trae in inganno: appare legnoso, semplicistico ed estremamente limitato ma servono solo pochi minuti di gioco (basta superare il livello tutorial insomma) per rendersi conto invece della reale complessità e della capacità di generare puro appagamento ludico di tale sistema. Si spendono i crediti guadagnati (in un meraviglioso shop online sito in alcuni punti del livello di gioco in cui oltre a nuove combo potremmo acquistare potenziamenti, consumabili, custumini alternativi, musiche, artwork e quant’altro) per acquistare nuove mosse e a poco a poco quello che all’inizio sembrava un combat system legnoso e semplicistico si trasforma in una fantastica e frenetica danza maciullatoria con la nostra affezionatissima che volteggia per lo schermo, inondato di putride carni scolastiche, in un frenetico e mesmerizzante volteggiamento continuo tra ossa segate e colpi di pon pon (!).
Si ragazzuoli perché Lollipop Chainsaw è progetto action veramente frenetico: dopo i primi stenti iniziali di cui si parlava si è catapultati all’interno dell’azione e non se ne esce più finché non sarà tutto finito. Il gioco ha l’immenso pregio di non avere un singolo punto morto e tra mattanza continua, minigiochi – quick time event (sempre diversi, assolutamente deliranti e appaganti), boss fight (veramente lunghe, divertenti e impegnative) e il naturale idiotissimo svolgersi della narrazione non si ha un singolo istante di relax in tutta la campagna. Va da sé che con tutta questa carne sul fuoco la campagna principale di Lollipop non duri che poche ore (tirando dritti abbastanza velocemente si può completare in circa 6 ore di gioco) ma non gliene faremo affatto una colpa perché seppur poche, vi assicuriamo che sono ore ben spese della vostra vita videoludica (lo sono state di quella del sottoscritto) e non andrà ad inificiare la valutazione finale.
E’ comunque estremamente rigiocabile e non solo per sbloccare i 20 costumi extra e tutte le mille altre diavolerie indispensabilmente inutili quali artwork, musiche eccetera, non solo per la chiara filosofia spaccapunteggi propria del gioco che ne fa quasi un arcade vecchia maniera in cui si è portati a ripetere ogni livello migliaia di volte alla ricerca del “punteggio perfetto”, no non solo per tutti questi validissimi motivi: Lollipop lo giocheremo e rigiocheremo fino alla noia anche solo per poter sentire di nuovo quel geniale dialogo idiota tra Nick e Juliet, anche solo per rivedere quell’impagabile filmato intruduttivo di quel dato boss, anche solo per… bah basta chiacchiere, lo rigiocheremo semplicemente per il fatto che è dannatamente divertente, punto. Un solo ultimo appunto: nonostante sia presente una modalità “normal” vi consigliamo vivamente di giocarlo da subito in modalità difficile, la vostra esperienza ludica ne gioverà non poco.
ESTETICA DEBORDANTE, MA LA TECNICA?
Sul lato puramente visivo c’è da far qualche doveroso distinguo sul titolo perché se a livello puramente estetico il titolo rasenta la pura eccellenza mettendo sul piatto uno stile grafico assolutamente eccessivo e fuori di testa, un design di location e personaggi decisamente letale e un cell shading empio di delirante ispirazione, sul lato tecnico il titolo mostra un po’ il fianco rispetto ad altre produzioni odierne: non tanto per il motore di gioco in sé che come detto presenta un ottimo cell shading e un frame rate decisamente stabile (nella versione da noi testata, Xbox 360 non sono stati rilevati cali di frame di alcun tipo nemmeno nelle scene più concitate) ma altresì mostra dei modelli poligonali un po’ poveri, delle animazioni (soprattutto facciali) che sovvengono invero un po’ legnose e una texturizzazione non proprio eccellente. Tutto ciò mina l’impatto estetico del gioco? Affatto, ci teniamo subito a rassicurarvi che a meno che non siate dei folli maniaci della tecnica tutto questo di certo non inificerà minimamente la bontà estetica del gioco in questione, lo stile azzeccatissimo e tutti gli altri plus citati poco in alto basteranno per rendere l’esperienza visiva di Lollipop assolutamente godibile e appagante.
Discorso a parte merita la colonna sonora: STRATOSFERICA! Oltre a l’ovvio e celeberrimo tema principale “Lollipop” delle The Chordettes la colonna sonora si fregia di robetta ad alto tasso di deflagranza musicale propria di artisti quali: Children of Bodom, Dragonforce, Arch Enemy, Skrillex o Atari Teenage Riot in aggiunta ovviamente a fantastici temi composti per l’occasione dall’ottimo Akira Yamaoka (il suo lavoro su Shadow of the Damned dava già ottime garanzie). Il doppiaggio (in inglese) è di eccellente livello e tutti ma proprio tutti i personaggi (anche quelli ben secondari) hanno una loro distinta e forte personalità. Per il nostro paese comunque è presente un ottimo lavoro di traduzione con sottotitoli, che fortunatamente riescono a trasporre abbastanza fedelmente la demenzialità dei dialoghi originari, e completa traduzione dei menù e testi di gioco di ottimo livello.














































Ti sei sfogato ragazzo :asd: ….. ma hai fatto bene!
Wow votone
Non vedo l’ora di giocarci. *____*
Però, vista la durata della campagna, aspetterò che scenda di prezzo prima per comprarmelo.
Eh no Neuro, Call of Doll è meglio perchè ha più armi ed è più realistico!!11!!
Ma chi voglio prendere per i fondelli!? Mi è bastato leggere la trama (?) per convincermi a prendere questo gioiello, e quando c’è di mezzo Suda51, dopo Contact e No More Heroes, posso andare a colpo sicuro. Sarò di parte, ma mi ricorda troppo High School of the Dead, non posso certo lasciarmelo sfuggire, zombie, gore ignorante e fanservice sono la miglior combinazione che si può sperare per passare un pomeriggio in panciolle sul divano. Però come ha detto Jaga 60-70€ per una manciata di ore di gioco ora come ora sono un pò troppi, ma il gioco finirà di sicuro nella mia collezione, prima o poi. E nel caso non si fosse capito, recensione galvanizzante, decisamente meglio dei soliti polpettoni tecnici che ho letto altrove
Come sempre le recensioni di Neuro invogliano a comprare il gioco, ma sia chiaro…anche prima di leggere questa recensione, avrei preso il gioco asd U_U
Dico solo: LO SAPEVO U_U! Gran gioco sarà sicuramente mio… Neuro rimpiango il giorno in cui ho deciso di non prenderlo al D1 dalle tue mani
… Beh rimedierò!
Grande recensione.
PS: COD resta uno dei miei giochi preferiti, non per bellezza o perchè sia innovativo ma perchè l’online è davvero divertente data l’anima quasi Arcade del titolo! Il suo problema è che manca di freschezza. Però ricordiamoci che COD non ha mai avuto alcuna pretesa
!
PPS: Non fraintendetemi non sto difendendolo a spada tratta. condivido pienamente ciò che ha scritto Neuro in merito!
eh te lo dicevo io che dovevi accettare la mia offerta
Confermo il votone,il gioco ha stile da vendere…per apprezzarlo a fondo dovete almeno aver giocato a videogames oldgen perche molte situazioni folli riprendono lo stile inconfondibile di alcuni giochi retro.Se sei un OTAKU non lo eviti anzi lo acquisti,se sei un COD,BF o GOW player allora puo esser che vedi il gioco come monnezza perchè non ne percepisci lo spessore
Solo per palati fini…
Vizioso buongustaio… XD
p.s. ragazzi grazie a tutti, sono contento vi sia piaciuto l’articolo