Che il cielo liberi un posto in paradiso per gli sviluppatori indipendenti: in un mondo dominato da produzioni hollywoodiane, milioni di poligoni terxturizzati e budget faraonici un piccolo team proveniente dall’est europa ci mostra la sottile leggerezza dell’essere un videogioco…ma non solo…
Nel corso dell’ultimo decennio i videogame hanno subito una profonda evoluzione (o involuzione? chi può dirlo..) sia a livello culturale che a livello puramente tecnico: tutto si è ingrandito esponenzialmente, i budget, la longevità, la complessità dei gameplay, la bruta potenza tecnologica, avvicinandosi più di quanto fosse mai successo in passato a un altro media di intrattenimento: il cinema.
Se questo sia poi un bene o un male non è in questa recensione che va stabilito, ma non si può altresì non notare che questa crescita esponenziale di tali caratteristiche sia andata un po’ a tarpare le ali a quello che in passato la faceva da padrone nel creare o meno una grande esperienza ludica: la forza di una grande idea.
Fortunatamente però ogni tanto c’è qualche eccezione alla regola e capita di trovare piccole perle dal budget irrisorio ma dalla grande anima e fiero esponente di tale categoria è questo Machinarium.

L’aspetto visivo del titolo Amanita Design è assolutamente debordante per pura bellezza pittorica.
UN’OPERA DI UNA DELICATEZZA SCONFINATA
“Solo ciò che è delicato, e concepito con delicatezza può dare nutrimento all’Amore”
(Oscar Wilde)
C’è tanto cuore nel download (o nel supporto ottico nel caso dell’edizione retail) di Machinarium, quello di un robottino insignificante e scassato che si risveglia in una discarica e come prima cosa deve recuperare i pezzi per ripararsi tra i rottami…è insignificante, ha la forma di un bidoncino di latta, è mezzo scassato, ma provoca una tenerezza inenarrabile vederlo affrontare le peripezie della vita alla ricerca della propria fidanzata-robot rapita, tra i ricordi dei bei momenti passati con la suddetta e i gli atti di bullismo subiti da gangster robotici molto più grossi e cattivi di lui…ma lui va avanti, imperterrito affrontando tutto quello che la vita gli getta contro e prosegue nella sua ricerca guardando sempre il mondo con quegli occhi tondi, sbilenchi e ingenui.
Si perchè nell’opera di Amanita Design, nonostante la componente giocosa sia ampia e ben strutturata, si trascende il videogioco comune e vi si addentra in una metafora ben più complessa: nel codice di Machinarium c’è la vita, ci siamo noi…persone insignificanti, signori nessuno, con i nostri piccoli problemi e tutto ciò che di brutto la vita ci getta contro, ma che dobbiamo affrontare se vogliamo andare avanti, pur con le nostre capacità da normotipo.

I “dialoghi” di gioco sono rappresentati da deliziose vignette estremamente naif.
PICCOLI ARTISTI CRESCONO
“Il poeta è sempre più piccolo e più debole della media degli uomini. Per questo sente più intensamente, con più forza degli altri la pesantezza della sua presenza nel mondo.”
(Ferenc Kafka)
Questa sottile e evanescente allegoria della vita comune è narrata con una storia semplice semplice ma mai banale e raccontata tramite delle vignette animate estremamente naif: si i personaggi di Machinarium non parlano, ma quelle semplici vignettine animate riescono a narrarci e trasmetterci molto di più di tantissime pretenziose storie narrate con mole di testo monumentale ma vuote dentro…senz’anima.
Se tutto questo non vi basta, allora fatevi tentare da disegni di inenarrabile bellezza: questa città del futuro con i suoi buffi personaggi è disegnata da questi artisti del pixel con amore e perizia, con un impagabile e ispiratissimo stile di impostazione steampunk, fatevi tentare da uno stile di videogioco che si credeva perso da anni, quello del punta e clicca, ma che, come dimostrato da questi genietti della Repubblica Ceca, se trattato con amore e con poche sapienti innovazioni sa regalare ancora un’impostazione di gioco estremamente intelligente e divertente, fatevi tentare da una colonna sonora, parto dell’ottimo Tomas Dvorak, tra le più ispirate degli ultimi anni, che seppur con semplici e trasognate musichette, riesce a trasmettere un calderone di emozioni inusitate. Se infine, dopo tutto questo, non volete proprio dare nemmeno una chance a questa piccola poesia di codice che per giunta costa un’inezia, beh, lasciatevelo dire…siete degli insensibili.


















Attenzione perchè potrei comprarlo.
già fatto XD
Meraviglioso, non credo gli servano altri aggettivi
Comprato e giocato tempo fa!
Anche il mio voto è da 9,5! Strameritato!!
Complimenti agli sviluppatori che con semplicità ci hanno strabiliato!!!
Uno dei giochi più magnifici che abbia Mai provato
Anche 10
Rileggo la rece dopo 1 mese e mezzo e mi hai fatto venire nostalgia dei punta e clicca *__* Monkey Island (fino al 3), Broken Sword, Runaway, Hollywood Monsters, Sam e Max T__T
Mi sa che lo prenderò