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Recensione
TESTATO SU X360
14 maggio 2012, 18:00
Max Payne 3
Max Payne 3 mobile

Recensione | Max Payne 3

Sono ormai passati nove lunghi anni dall’uscita di Max Payne 2: The Fall Of Max Payne, e dopo un attesa estenuante, ora siamo finalmente qui per analizzare l’attesissimo terzo capitolo della saga, che vede nel ruolo di sviluppatori non più i ragazzi di Remedy, bensì quelli di Rockstar Vancouver.

Insomma un cambio drastico alla rotta del glorioso Max, ma un cambio che potrebbe dare una nuova linfa vitale a quello che si prospetta come l’ennesimo capolavoro targato Rockstar. Non ci resta che scoprire insieme se questa lunga attesa da parte di tutti i fan più affezionati sarà ben ripagata, e se il “nuovo Max” sarà all’altezza di quello visto nei due precedenti capitoli, cioè cinico e senza nulla da perdere.

Il buon Max è letteralmente divorato dai fantasmi del suo passato

SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Non appena inseriremo il nostro disco, si attiverà una breve presentazione che precede il menu di gioco, nella quale possiamo subito notare quanto il nostro protagonista sia cambiato.

Se guardi troppo a lungo nell’abisso prima o poi l’abisso guarderà dentro di te’, chi ha giocato il secondo capitolo ricorderà questa citazione quasi profetica, sono infatti passati all’incirca nove anni dalle vicende narrate nel titolo precedente, ed ora Max è un uomo divorato dal suo passato, in preda all’abuso costante di alcool ed antidolorifici.

La sua città è diventata Sao Paulo, in Brasile, dove convinto da un amico il buon Max entra a far parte della sicurezza privata di uomini dalle tasche piene di denari. La situazione nel paese brasiliano è infatti molto difficile e i vip locali sono in cerca di uomini dal grilletto facile e dalle poche parole, ed è così che il nostro eroe inizia a lavorare per Rodrigo Branco, filantropo e imprenditore locale, e la sua movimentata famiglia.

Max si ritroverà quindi in un mondo completamente nuovo, dal quale si sente completamente estraneo. Tutto però cambierà quando un gruppo di malviventi cercheranno di rapire l’avvenente moglie di Rodrigo, ovvero Fabiana Branco. Da qui in poi si darà il via ad una storia molto matura, come da tradizione Rockstar, e dalle tinte noir che non andiamo ad approfondire ulteriormente per lasciarvi il piacere di scoprire da soli in ogni suo singolo dettaglio.

Lanciarsi in tuffo da una copertura è molto divertente

MASSIMO DOLORE E’ TORNATO

Il gameplay del titolo è rimasto sostanzialmente invariato dai predecessori, se non per l’aggiunta di alcune novità che hanno solo migliorato il tutto. Il gioco si presenta infatti come un classico sparatutto in terza persona, che fa largo uso del Bullet Time, capacità che ci permette di rallentare momentaneamente il tempo e colpire con accuratezza i nostri avversari. Fanno il loro ritorno anche i painkillers, i classici antidolorifici che (in quantità molto limitata) permetteranno al nostro protagonista di ripristinare la salute, dal momento che questo terzo capitolo non si è abbandonato alla moda del recupero automatico dell’energia.

Una delle novità più evidenti è l’introduzione della copertura, che con il tasto quadrato ci permetterà di nasconderci dietro ai vari ripari per poi sbucare all’improvviso con il tasto dedicato al tuffo. Non poteva infatti mancare il tuffo che attiverà automaticamente il tempo rallentato (attivabile altrimenti con la pressione dell’analogico sinistro) e potrà essere eseguito in qualunque direzione, con la possibilità poi di rimanere sdraiati  al suolo e sparare a 360 gradi. Il bullet time entrerà poi in funzione ogni qualvolta elimineremo l’ultimo avversario di un gruppo, attivando quindi una telecamera direttamente sul nostro proiettile (killcam). Tale modalità è stata ampliata ulteriormente, infatti durante queste scene non solo potremo rallentare il tempo tenendo premuto il tasto X, ma potremo continuare a “bucherellare” il malcapitato continuando a sparare. I proiettili avranno conseguenze visibili sui corpi, anche sul nostro protagonista, che si sporcherà una volta andato a terra e porterà i segni dei proiettili sulla sua pelle. Anche l’effetto rag doll è come sempre reso magnificamente, con i corpi dei nemici che reagiranno ai colpi e si accasceranno sempre in maniera naturale e in base all’arto colpito. Da segnalare poi la possibilità di eseguire feroci esecuzioni premendo il tasto dedicato al fuoco una volta vicini all’avversario.

Ulteriore novità è la possibilità di riscattarsi una volta che ci ritroveremo in fin di vita, infatti quando la nostra energia sarà prossima allo zero, al prezzo di un antidolorifico si attiverà automaticamente un bullet time in cui ci si potrà rialzare solo se riusciremo ad eliminare un avversario, in caso contrario ci sarà il classico game over.

A cambiare radicalmente rispetto ai predecessori è invece la gestione dell’inventario, dove non sarà più possibile portare ogni arma del gioco contemporaneamente. Un menu radiale attivabile con il dorsale sinistro ci permetterà infatti di scegliere tra un arma a due mani e due ad una mano, utilizzabili singolarmente o insieme che non devono essere necessariamente uguali. Non sarà però possibile conservare l’arma primaria, dal momento che una volta equipaggiate le doppie pistole Max la getterà al suolo, non avendo più modo di mantenerla. Le armi sono davvero numerose, il gioco ci permetterà infatti di impugnare un totale di circa 30 bocche da fuoco, ognuna di esse riprodotta in maniera molto accurata.

Max porterà scompiglio anche nelle favelas brasiliane

BULLET TIME IN TUTTE LE SALSE

Il gioco ci offre la classica modalità storia, vero pilastro del gioco, affrontabile in ben 5 difficoltà (facile, normale, difficile, hardcore, old school). Le ultime due saranno bloccate sino al completamento del gioco e tutte (tranne la modalità facile) offrono un livello di sfida decisamente sopra la media dei giochi attuali (il gioco è stato testato a difficoltà normale, e l’impresa è stata abbastanza ardua), il che gioca tutto a favore del titolo Rockstar. Sarà poi possibile decidere tra ben tre sistemi di mira, ovvero assistito, semi-assistito e manuale. Sebbene il sistema di mira manuale sia quello che più in grado di regalare soddisfazioni, i giocatori meno smaliziati troveranno il titolo molto più divertente con gli altri due, viste le dimensioni del mirino e la freneticità dell’azione.

Chi non ne avrà abbastanza del single player e del multiplayer, potrà cimentarsi nella modalità Arcade, divisa a sua volta in due sotto modalità: Sfida a punti e Ultimo Respiro (completando il gioco ne sbloccheremo anche la versione hardcore). Nella prima ci troveremo a rigiocare i capitoli della campagna con il solo scopo di fare quanti più punti possibile con tanto di classifiche online, mentre nella seconda modalità dovremo affrontare una corsa contro il tempo in cui ogni uccisione ci regalerà preziosi secondi. Queste modalità, in particolar modo la sfida a punti, sono molto divertenti e ci spingeranno più volte a ripetere i vari capitoli per superare il nostro record e quello degli amici, considerando poi che man mano che proseguiremo nel gioco sbloccheremo vari personaggi e costumi da utilizzare.

Non è però ancora finita, poichè saranno presenti numerosi extra da raccogliere durante la campagna come indizi e componenti delle armi d’oro (utilizzabili una volta completate) e tantissime sfide denominate Sgobbate, che ci chiederanno di eseguire diverse azioni in cambio di punti esperienza come ad esempio effettuare un tot di headshot o di uccisioni in bullet time.

Il titolo è piuttosto cruento e le ferite saranno visibili sui vari personaggi

Il titolo è piuttosto cruento e le ferite saranno visibili sui vari personaggi

GUERRA TRA GANG

Ad ampliare la  più che sufficiente longevità del titolo (10-12 ore la campagna) giunge la componente multigiocatore, che ci permetterà di affrontare altri giocatori in varie modalità, come le più classiche, tutti contro tutti e deathmatch a squadre, ed altre che risultano particolarmente innovative, come gang wars e payne killer.

In payne killer due giocatori impersoneranno Max Payne e Raul Pasos, i quali saranno più forti e partiranno con due antidolorifici anzichè uno, e dovranno vedersela con un intera squadra di giocatori “standard”. Gang wars si prospetta invece come una modalità molto interessante, poichè vedrà due team scontrarsi in cinque round dinamici, intervallati da cut scene variabili in base ai precedenti risultati, e le cui modalità saranno scelte casualmente tra quelle disponibili, come una variazione del cattura la bandiera (si trasporterà una borsa) o conquista.

Ovviamente sarà presente il bullet time anche in questa modalità, e si attiverà solo ed esclusivamente sui giocatori che andremo ad inquadrare (alleati inclusi), e non rappresenterà l’unica abilità particolare. Saranno presenti infatti diverse classi, ciascuna delle quali possiederà una skill peculiare (per esempio le spie si mimetizzeranno tra gli avversari, chi sceglie l’assalto potrà usare un potente lanciagrantate e così via)che andrà a caricarsi man mano che uccideremo avversari, fino a riempire le tre tacche.

Il nostro alter ego digitale sarà poi completamente personalizzabile esteticamente e tramite perks man mano che avanzeremo di livello, con la possibilità di equipaggiare delle particolari protezioni che ne aumenteranno la resistenza inficiando però nei movimenti, andando a costruire un ottimo rapporto gestionale tra le parti.

Sarà infine possibile creare la propria crew, ovvero un clan con il proprio logo che verrà rappresentato sul personaggio, e sfidarne le altre in una rivisitazione delle classiche clan war. Inoltre la propria crew manterrà le proprie caratteristiche anche nel futuro GTA V, dal momento che chiunque voglia ha la possibilità di creare il proprio clan sul sito di Rockstar Games, anche senza possedere il gioco.

Come sempre il bullet time la fa da padrona negli scontri più concitati

TECNICAMENTE PARLANDO….

Graficamente il titolo è davvero notevole, grazie ad una versione potenziata del RAGE, motore grafico che abbiamo già visto in GTA IV e Red Dead Redemption, con una gestione delle animazioni davvero ben fatta e una buona distruttibilità dell’ambiente. Stesso discorso vale per il motore fisico, dal momento che tutti i corpi si comportano in maniera realistica ai colpi ricevuti dalle nostre bocche da fuoco.

Per quanto riguarda invece il comparto sonoro, il gioco è davvero perfetto, sia per quanto riguarda l’ottima colonna sonora sia per quanto riguarda l’impeccabile doppiaggio in inglese. Unica nota dolente riguarda i sottotitoli, realizzati davvero male, la cui scarsa (in alcune scene nulla) visibilità, il colore grigio e le dimensioni non particolarmente generose non aiutano chi ha problemi con la lingua inglese a comprendere pienamente ciò che succede.

La modalità Arcade è un ottimo espediente per aumentare la longevità complessiva del titolo

IN CONCLUSIONE
Max Payne 3 è un ottimo titolo sotto ogni punto di vista, segno di quanto i ragazzi di Rockstar Vancouver siano stati all'altezza di un compito cosi difficile. In analisi finale è davvero difficile trovare dei difetti ad un gioco caratterizzato da un gameplay collaudatissimo ma allo stesso tempo vario e originale, una storia molto matura e diverse modalità che di fatto aumentano la longevità a dismisura. Seppur non possiamo in alcun modo lamentarci del comparto tecnico e sonoro, bisogna sottolineare il grosso problema dei sottotitoli, che sebbene non rappresenti un vero e proprio difetto, è fattore di grande fastidio per chi non mastica l'inglese. Andando a concludere vogliamo ricordare a tutti che stiamo parlando di un vero e proprio must have del genere, consigliato ovviamente a tutti gli appassionati della saga, agli amanti dei third person shooter e, perchè no, anche ai neofiti, i quali possono entrare in questo mondo tranquillamente da questo terzo capitolo ed essere avvolti dalla luce "brasiliana" di questo nuovo Max Payne.
Pro-1
E' Max Payne!!!
9.5
Contro-1
Sottotitoli orribili
Pro-2
Gameplay tradizionale ed innovativo al tempo stesso
Contro-2
Mancano i fumetti di intermezzo tipici della serie
Pro-3
Tecnicamente stupendo
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