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Recensione
TESTATO SU WII U
12 dicembre 2012, 16:18
New Super Mario Bros. U
New Super Mario Bros. U mobile

New Super Mario Bros. U – Recensione

Numerosi rinvii, lamentele riguardanti freeze e caricamenti lenti, possibilità di brick durante gli aggiornamenti, le ultime settimane hanno davvero minato il mio entusiasmo per Wii U, soprattutto pensando al rischio di dover mantenere per diversi mesi inutilizzato un fermacarte particolarmente costoso nel caso in cui i (pochi) giochi di mio interesse disponibili al lancio avessero deluso le mie già precarie aspettative. Fortunatamente una volta spacchettato l’imponente scatolone e installata la console ogni dubbio è andato scemando, e le soddisfazioni nel corso di questa settimana non sono mancate, anche da parte del solito tormentone che conosci da ormai decenni e dubiti riesca più a sorprenderti come un tempo.

Sto parlando ovviamente di New Super Mario Bros. U, quarto capitolo dell’idraulico con la dicitura “New” (notare l’ironia), che dal suo debutto nel 2006 ha invaso ogni piattaforma targata Nintendo. L’edizione DS era un ritorno al tanto agognato 2D, e la qualità intrinseca del software ne ha decretato il memorabile successo sia critico che commerciale; discorso simile su Wii, dove l’implementazione del multigiocatore locale ha permesso anche a un’utenza meno esperta (leggasi casual) di fruire appieno del titolo, rimarcando quel leggero senso di già visto da parte di chi aveva spolpato il gioco su DS, che comunque non ne ha intaccato più di tanto il valore. L’arrivo improvviso nell’agosto del 2012 di New Super Mario Bros. 2 ha però segnato il limite di “mungitura” che una saga può sopportare, e nonostante abbia venduto lo stesso un casino, la freschezza e l’originalità che da sempre contraddistinguono ogni avventura di Mario sono andate a farsi benedire, e il tentativo di innovare la formula di gioco classica con un approccio quasi arcade non ha convinto appieno.

Capite quindi come l’annuncio di un altro esponente del brand a distanza di pochi mesi abbia decisamente frenato la solita scimmia durante l’attesa, tanto che, seppur le prime recensioni fossero in gran parte molto lusinghiere, l’uscita di Mario U è stata presa molto freddamente dal sottoscritto, solitamente molto legato al baffone rosso e a ogni produzione in cui fa la sua comparsa. Ma come gli zombie di Ubisoft sono riusciti per la prima volta dopo 16 anni a farmi saltare dalla sedia, allo stesso modo il buon Mario è tornato alla ribalta con un platform degno di questo nome, e che dà lustro alla line-up povera di esclusive della nuova ammiraglia della grande N. Ma quale è stato il catalizzatore che ha fatto scattare la scintilla? Scopritelo nella nostra recensione.

BACK TO THE WORLD

Pensate che siano troppo mainstream i continui rapimenti della principessa Peach, ormai più abituata alla prigionia nel maniero di Bowser piuttosto che alla compagnia dell’idraulico? Non avete tutti i torti, e infatti, solo per questa volta, il re dei Koopa ha avuto un’idea illuminante: cacciare di casa Mario e compagni e stabilirvi la sua nuova reggia…Sì, alla fine il concetto è lo stesso: otto mondi e tanti livelli per ognuno da conquistare. Similmente anche il gameplay non si discosta affatto dal passato e non ne ha l’intenzione, con il solito trionfo del platform nella sua forma più pura, condito da svariati power-up, tra cui alcuni inediti, anche se non particolarmente ispirati. Interessante inoltre la nuova impostazione della mappa che funge da HUB, ora molto più ampia, mostrando l’intera superficie di gioco, e articolata, tessendo una rete di scorciatoie e bivi che tanto ricorda l’età d’oro dello SNES.

Scene d’intermezzo senza fronzoli, curva di difficoltà che sale progressivamente dopo il propedeutico 1-1, Goomba calpestati, Funghi faticosamente ottenuti dai blocchi ?, Pinate Piranha incenerite, combo straripanti d 1-UP riuscite, bandierine issate…tutte pratiche ricorrenti centinaia, se non migliaia, di volte in questi decenni trascorsi a zonzo per il Regno dei Funghi, ma spulciando tra i ricordi più recenti questo Super Mario Bros, questo New Super Mario Bros per la precisione, ha decisamente una marcia in più rispetto ai suoi coetanei, nonostante i canoni collaudati siano stati riproposti fedelmente e senza innovazioni rilevanti. E’ come se il brand fosse giunto a maturazione in questi sei anni di passaggio da una piattaforma all’altra, come se la struttura di gioco contemplata fino ad ora fosse solo un prototipo degli standard raggiunti su Wii U, per permettergli di ambire a sfidare capolavori del passato come SMB 3 o World, che tutt’ora rimangono una spanna al di sopra della “nuova generazione”, ma da cui il divario sembra essersi ridotto.

Forse è solo un’impressione, ma giocando su Wii o DS, fatta eccezione per alcune dimostrazioni di level design sopraffine, l’idea generale era quella di stage votati al semplicismo (relativamente parlando), sia dal punto di vista della forma che dell’esecuzione, ben al di sopra della media, su questo non ci piove, tuttavia lungi dallo stupire, soprattutto un veterano della serie, a differenza ad esempio di 3D Land, il quale, per quanto il livello di difficoltà fosse piuttosto basso, veniva divorato con gli occhi, un fotogramma dopo l’altro (senza menzionare i due Galaxy). Al quarto appuntamento con una saga che di “New” ha davvero ben poco oramai, è facile sentirsi subito a casa, capire come e quando muoversi, puntare il dito contro una parete sospetta e dire “Lì c’è qualcosa!”, scoprendo poi di avere ragione, intuire insomma dove il gioco vuole andare a parare; ma  allo stesso tempo è inusuale rendersi conto che, pad alla mano, ogni deja-vu e riciclo cede il passo a lunghe sessioni in completa spensieratezza, piacevoli, impegnative e appaganti come ai vecchi tempi. Questo perché New Super Mario Bros. U è la summa di ogni elemento visto e apprezzato a partire dal 2006, espanso e perfezionato per l’occasione, il ché si traduce in livelli ben architettati, ingegnosi, complessi, difficili, bastardi, la perfetta celebrazione degli ideali che da sempre caratterizzano l’idraulico e che ne incorniciano la rinascita sul nuovo hardware Nintendo. Non c’è nulla di realmente rivoluzionario, nulla che non abbia riferimenti con il passato più o meno remoto, ma tutto qui appare sotto una luce sfolgorante, genera la linfa vitale fresca che tanto serviva al platform più celebre di sempre per tornare in carreggiata. Ogni stage, ogni passaggio, ogni singolo pixel è prova del capace lavoro svolto dai level designer nel confezionare un’esperienza  “hardcore” per i cacciatori di monete solitari ed esilarante per le partite affollate, ideali per spegnere il cervello e buttare al macero le vite accumulate (purtroppo sempre in eccedenza anche questa volta…). In sunto la modalità principale tiene occupati per decine di ore senza mai un momento di stanchezza, grazie anche a un ritmo di gioco sempre frizzante e ben scandito, dozzine di segreti da scoprire e Monete Stella da acchiappare.

Alla già corposa offerta si affianca la Modalità Mii, un notevole valore aggiunto che garantisce ulteriore rigiocabilità e propone alcuni degli obiettivi più ardui da portare a termine, ma anche materiale extra per darsele di santa ragione, potendo condividere l’esperienza sia in cooperativa che competitiva (locale s’intende). Il Time Attack e la caccia alle monete in stile Febbre dell’oro trovano il loro tempo, ma la vera manna per gli appassionati dei platform sono sicuramente le Sfide, la chicca che mancava alla serie: suddivise in diverse categorie, presentano scenari completati in precedenza o allestiti appositamente, da affrontare attenendosi alle istruzioni fornite, come schivare palle di fuoco, collezionare vite saltando sui nemici o sopravvivere a sezioni particolarmente ostiche (e molto altro), per migliorare il proprio punteggio e vincere una bella medaglia (d’oro possibilmente). Difficili, stuzzicanti, una tira l’altra e offrono un degno livello di sfida (di quelli d’altri tempi), peccato solo non aver previsto delle classifiche online per confrontarsi con il resto del mondo, sarebbe stato perfetto.

I’M WATCHING YOU… FROM MY PAD

A differenza di Nintendo Land, New Super Mario Bros. U non fa abuso delle feature offerte dal GamePad, rilegandole a un ruolo marginale in modo da offrire un’esperienza quanto più tradizionale. Nelle impostazioni base è infatti possibile giocare visualizzando l’azione interamente sullo schermo tattile, ma questo verrà disattivato durante questi frangenti. Le sue funzioni trovano sbocco collegando uno o più Wii Remote, nella modalità denominata Gioco Assistito, in cui, mentre fino a quattro giocatori si comportano esattamente come su Wii, un quinto (o qualcuno del gruppo portato per il “multitasking”) può intervenire sulla conformazione del livello per spianare la strada al gruppo, piazzando con un tocco piattaforme monouso, indebolendo i nemici e rallentando le minacce ambientali (o perché no, ostacolando gli altri). L’idea è simpatica, e non snatura l’essenza del gioco, ma questo piccolo “boost” nasconde un’arma a doppio taglio, trasformandosi nelle mani di un giocatore esperto nello strumento “lamer” per eccellenza. Avete presente quegli angoletti degli scenari raggiungibili solo correndo come dannati dopo aver premuto un interruttore, possedendo un determinato power-up o saltando al momento giusto su un Bullet Bill di passaggio? Bene, dimenticatevi del trial and error selvaggio, perché poggiando comodamente il vostro GamePad sulle ginocchia, con poche chirurgiche raffiche di stilo potrete fare quello che normalmente vi riuscirebbe solo masticando il vostro stesso fegato. Certo, qui subentra l’onore di un vero videogiocatore, ma dato che non c’è modo di sapere se le Monete Stella ottenute siano frutto del Gioco Assistito o meno…occhio non vede, cuore non duole. Va detto che così facendo riempire la teca non sembrerà più un miraggio, ma le soddisfazioni si ridurranno di pari passo: idraulico avvisato…

Ma sulla copertina c’è logo del Nintendo Network, ciò significa che è implementata una qualche componente online? Si, ma unicamente il supporto al Miiverse, feature di cui onestamente si sarebbe potuto fare a meno. In pratica, ogni qual volta si completerà un livello, sarà possibile inviare ai server un commento, che sarà visualizzabile in game dagli altri utenti connessi alla rete, con tanto di nick e profilo del Mii, e viceversa. Come concetto di fondo ci siamo, peccato non abbia alcuna applicazione pratica all’interno del gioco, è come lanciare in mare un messaggio in una bottiglia: voi non lo vedrete mai più, e il destinatario non saprà che farsene (tranne forse appuntarsi il vostro nome nel suo Death Note ndr). Si sarebbero potute intavolare brevi discussioni a mo di topic, o contattare in tempo reale il mittente senza dover ricorrere al software principale, ma così non è stato e se ne sente la mancanza. Se a questo aggiungiamo i classici commenti scritti giusto per infastidire o provocare, tipici della community italiana, tanto vale disabilitare il servizio dalle opzioni e continuare a giocare per i fatti propri. Il margine di miglioramento per creare un’infrastruttura social funzionante e funzionale sussiste insomma, e anche parecchio.

SALTANDO SU PIATTAFORME E L’ALTA DEFINIZIONE

Wii U è la prima piattaforma della casa di Kyoto ad usufruire dell’artificio scenico noto come alta definizione, ormai indispensabile ai comuni mortali per contare anche i peli del naso dei loro beniamini preferiti. Mentre i fanatici dell’hardware tuttora si svenano nel tentativo di capire da quale Radeon derivi la GPU della console, lo stesso New Super Mario Bros. U ha dato notevoli grattacapi prima del suo rilascio riguardo la risoluzione che il motore grafico avrebbe supportato, un dilemma di grandissima importanza mediatica a cui rispose Nintendo giusto qualche mesetto fa per placare le acque. Premettendo che in un platform le differenze tra 720p e 1080p siano minime, anzi la prima, in base all’ottimizzazione, può garantire prestazioni superiori, il titolo in questione figura nella line-up di lancio, vale a dire un prodotto sviluppato ben prima della distribuzione dei dev-kit definitivi, pertanto lungi dall’offrire una panoramica accurata delle capacità del sistema su cui gira. Come avrete ben capito il buon Mario non riesce a dimostrarci la vera potenza di Wii U, ma delizia lo stesso i nostri occhi con mondi estremamente colorati, curati maniacalmente dai level designer, e solidi sui 60 frame al secondo, caratterizzati dallo stile inimitabile che da sempre contraddistingue le avventure dell’idraulico, tanto quanto basta per far cascare la mascella a un fan accanito. Ad un occhio inesperto le differenze rispetto a New Super Mario Bros. Wii potrebbero sembrare minime, ma il salto generazione è evidente, non tanto prendendo in esame modellazione poligonale o animazioni, ormai standardizzati, quanto fondali e giochi di luce, sufficienti per dare un piccolo assaggio della next-gen made in Nintendo. Discorso diverso se si sceglie di visualizzare il gioco sul GamePad, sul quale risoluzione e luminosità inferiori minano la resa complessiva, ma si lascia ancora apprezzare, e il refresh rate inferiore a quello dello schermo ha un suo perché. In futuro però gradiremo cordialmente qualche ambientazione inedita, i canonici otto mondi e strutture annesse iniziano vivamente a stancare.

Deludente la colonna sonora, con i soliti brani riproposti tali e quali alle loro precedenti incarnazioni. Forse è chiedere troppo, ma in ere remote ogni Super Mario Bros. uscito dettava legge nel suo campo, in ogni ambito, audio incluso, proponendo di volta in volta melodie rimaste scolpite nel cuore di coloro che le hanno udite, jingle di una maestosità tale che la stessa software house le ha inserite nel suo vocabolario quotidiano, ma allora perché troncare le gambe al filone New riciclando gli stessi pezzi dai tempi del DS, abbellendoli giusto con un paio di effetti, gradevoli ma incapaci da soli di eliminare il sentore di muffa dai “Pah! Pah!” di turno? Koji Kondo, io ti invoco!…

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=K4pJnV5OxPI[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Le responsabilità che gravavano su New Super Mario Bros. U non erano poche, ma Nintendo è riuscita brillantemente nell'intento di traghettare la sua star di punta nell'universo dell'alta definizione, battezzando la sua nuova console con un titolo eccellente sotto tutti i punti di vista, su cui alle volte pesa un'eredità un pò invadente, che porta a considerarlo come una "conseguenza" della trilogia iniziata nel 2006, affermazione non del tutto falsa. Preso come gioco a sé stante, NSMBU è al momento uno dei motivi più validi per acquistare Wii U, accessibile a tutti, fonte di soddisfazioni per qualunque fascia di videogiocatori, dannatamente impegnativo sotto un substrato di semplicità disarmante, una chiara dimostrazione della rinnovata Nintendo Difference, tornata sotto i riflettori dopo un paio di annate decisamente sottotono. Se solo non fosse uscito New Super Mario Bros. 2 un paio di mesi fa, questa trasposizione dell'idraulico su Wii U avrebbe potuto ambire a valutazioni maggiori, ma allo stato attuale non trovo particolari pecche di cui lamentarsi, auspicando in futuro una direzione stilistica più originale e un'implementazione più profonda delle feature online, se proprio si vuole continuare sulla via del social network. Scendete in strada gente, e cominciate nuovamente a saltare di gioia, Mario è tornato, e stavolta non pare proprio intenzionato a farsi scalzare dal suo trono di re dei platform 2D.
Pro-1
Mario è tornato in piena forma
8.5
Contro-1
Per alcuni, potrebbe essere il solito Super Mario
Pro-2
Il miglior New Super Mario Bros. in circolazione
Contro-2
Un po' troppi ricicli
Pro-3
Level Design sopraffino
Contro-3
Componente online appena abbozzata (non che sia necessaria)
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