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Shattered Haven – Recensione

Recensione del 30/03/2013

Cover Shattered Haven
PC
Pegi 18
TESTATO SU
PC

Genere:
Sviluppatore:
Produttore:
Distributore: Steam
Lingua: Inglese
Giocatori: 2
Data di uscita: 18/03/2013
Pro-1
Molto longevo.
Contro-1
Puzzle non eccezionali.
Pro-2
Trama molto interessante.
Contro-2
Survival mode appena accennata.
Pro-3
Coop locale!
Contro-3
A tratti ripetitivo.

Shattered Haven si presenta come un survival-puzzle, che manifesta sin dall’inizio la sua peculiare natura ibrida. Le prime sessioni ci daranno effettivamente questo effetto, per poi andare a perdersi in un classico puzzle-game contraddistinto da una discreta mole di oggetti ed una ambientazione sicuramente poco consona al genere, sebbene molto intrigante. E forse è proprio l’ambientazione, assieme ad una trama discretamente coinvolgente, a far guadagnare appeal a Shattered Haven.

shattered-haven

TERREMOTI ZOMBIE

La trama del gioco è, come appena ricordato, intrigante al punto giusto. Un padre di famiglia, con moglie e figlioletta, si ritrova di punto in bianco a dover proteggere la sua famiglia da un’orda di zombie molto cattiva (in realtà non proprio zombie nella più classica delle accezioni), da bestie feroci e da strani fenomeni sismici che creano delle fastidiosissime voragini nel terreno. A ciò si aggiunge anche l’arrivo di un altro ragazzino, il quale ha visto sparire davanti ad i suoi occhi la propria mamma, venendo però salvato dal buon padre di famiglia di cui sopra. Ed è poco dopo il salvataggio che il ragazzo, insieme alla figlioletta della coppia, con la quale stringe subito cordiale amicizia, si avventura nel giardino della famigliola. Fuori dal cancello scorgerà la mamma, oramai trasformata in uno degli “altri”. Inizierà così un inseguimento che separerà il gruppo: i bambini alla ricerca della madre del piccolo, i due genitori all’inseguimento della prole perduta.

Come si evince dalla nostra breve sinossi, l’intreccio del gioco non è per nulla brutto, ed anzi emozionante e pieno di elementi che ci siamo permessi di non raccontare, per non rovinare l’esperienza di gioco, ma che impreziosiscono il tutto. Anche la stessa presenza di queste sottospecie di zombie è particolare, contraddistinta da alcune particolarità quasi “esoteriche” che potrete avere il piacere di scoprire in gioco, e che sicuramente spezzano con la classica tradizione del genere. Vero scoglio del gioco rimane invece il gameplay. Ci muoveremo lungo delle mappe sempre piuttosto dettagliate e varie, con elementi anche suggestivi. Ovviamente si tratta di un 2-d a scorrimento sia verticale che orizzontale (ricordiamo la natura indie del gioco), che però non limita affatto le possibilità di giocata. Limitante è invece la struttura del gameplay: a delle belle idee (i mostri sono danneggiati solo dal ferro e non amano l’acqua), sono alternati livelli piuttosto noiosi e semplici. Se infatti verremo stupiti dal gran numero di oggetti nello scenario e da quello che sembra un complesso survival, scopriremo poi presto che le sessioni di sopravvivenza non hanno nessun elemento sandbox o variabile: ogni elemento si incastra perfettamente con il suo unico obiettivo, rendendo pertanto monotona l’esplorazione delle mappe ed il raggiungimento di determinati posti.  A questi quadri survival si alterna il cuore pulsante di Shattered Haven: i puzzle game. Entrando in dei misteriosi portali i protagonisti dovranno risolvere quesiti sempre diversi. Bisognerà essere fortunati: a volte si tratta di livelli davvero poco impegnativi, altre volte sono invece difficili ma divertenti, altre ancora semplicemente frustranti. Il titolo supporta anche il secondo giocatore (visto che i protagonisti si muoveranno sempre a coppie), ma onestamente oltre alla bellezza di giocare in locale con un amico, poco altro.

La resa tecnica di Shattered è ovviamente limitata alla natura indipendente del gioco. Visuale bidimensionale, stile che ricorda nel disegno i vecchi jrpg della generazione game-boy, ovviamente edulcorati dagli elementi horror. Non è però una resa malvagia, ed anzi si sarebbe sposata benissimo con un gameplay che avesse osato di più dal punto di vista dell’action/survival vero. Anche le musiche fanno il loro lavoro, così come il comparto sonoro più in generale. Un po’ macchinosi i controlli, che utilizzano i bottoni del joystick in maniera barbara, lasciando ai grilletti le azioni di gioco. Sono modificabili, ma considerando che il titolo è sviluppato basandosi su questo tipo di mappatura meglio non metterci mano.

Insomma un indipendente che probabilmente (visto il prezzo discreto) avrebbe potuto, anzi dovuto, fare qualcosa di più. Gli sviluppatori non hanno voluto osare, concentrando le energie su una bella trama, che poi però si sviluppa lungo una serie di numerosissimi puzzle. Non fraintendiamo comunque questa piccola critica: il titolo si presenta come tale, ma poi, appena entrati in gioco, fornirà un’eccezionale numero di elementi che strizzano l’occhio al gioco di sopravvivenza, quasi “sandbox” (ma ne è solo un sentore, un retrogusto), finendo poi per fornirci tonnellate di rompicapi, molti dei quali però (e qui sicuramente il voto si abbassa drasticamente) non all’altezza.

IN CONCLUSIONE

Shattered Haven ha, come quasi sempre nel campo indipendente, potenzialità. L'idea di un puzzle/survival, che spezzi i limiti tecnici dovuti alla visuale comunque un po' limitata è molto interessante. La software house però non si è assunta il rischio ed ha sfornato un puzzle game molto longevo, ma che contiene quadri di gioco davvero poco memorabili. La sufficienza è meritata, l'acquisto, al prezzo di lancio, solo per gli appassionati.
ZVOTO
6

ZOMBIE IN THE HOLE!
COSA SIGNIFICA PER NOI QUESTO VOTO? SCOPRILO LEGGENDO I NOSTRI CRITERI DI VALUTAZIONE!!!
COMMENTI

  1. Lenny scrive:

    Indie non è sinonimo di “risorse scarse quindi grafica di m***a”. E, scusa il linguaggio, ma questa è veramente di m***a. Nemmeno ci arriva alla sufficienza, ma li premiamo perché non possono permettersi un buon computer per fare i render? Non sono d’accordo.
    Fare un bel gioco, e non parlo di gameplay innovativo, trama, o cose del genere, solo di fare un gioco bello da vedere, con una grafica con personalità, non necessariamente deve essere in 3d e soprattutto fatto da centinaia di persone e promosso con campagne da milioni di dollari. Ce ne sono tanti di esempi che meritano nella categoria “indie” di Steam, prendi Lone Survivor o the Binding of Isaac, giochi con una grafica appassionata ed appassionante.
    Comunque tralasciando il voto 6.5, e i complimenti per la recensione che in effetti è ben fatta, mi ha spinto a commentare in questi toni il come è stata giustificata la povertà grafica: “La resa tecnica di Shattered è ovviamente limitata alla natura indipendente del gioco”
    Come se le cose di nicchia fossero tutte di merda.
    Scusate lo sfogo, magari ho frainteso.
    Lenny

  2. Michele LerdaMichele Lerda scrive:

    Ciao, inizialmente benvenuto.
    Su una cosa hai ragione la grafica di Shatterd Haven è bruttina, nonostante questo quando si parla di indie un po’ tutti tendono a chiudere un occhio visto che sovente nei team non c’è un vero e proprio grafico. Ci sono persone che cercano di realizzare il loro primo prodotto cercando di sviluppare il gameplay sia perchè non hanno i soldi per una uber grafica 3d sia perchè non ne hanno le capacità. Non posso entrare nella testa del recensore però conoscendolo, immagino abbia dato 6 alla grafica perchè anche se questa fa un po’ schifio è pulita e svolge il suo lavoro in maniera sufficientemente chiara.

  3. Lorenzo "quadrazza" QuadriniLorenzo "quadrazza" Quadrini scrive:

    Ciao Lenny!
    Scusa il ritardo ma ho letto solo ora il tuo commento. Effettivamente la grafica è brutta, poco da fare. Michele mi ha anticipato, effettivamente il mio pensiero è stato che, pur se con limiti ovvi, il sei fosse comunque raggiunto.
    Ammetto che la natura indipendente del titolo mi ha fatto chiudere più di un occhio e che a rigor di critica siamo di fronte ad una insufficienza tecnica. Ma ho sempre cercato, come tutta la redazione, di dare voti relativamente al gioco più che in senso assoluto. Mi spiego: lo sviluppo di questi indie principalmente è caratterizzato da poche risorse. Più il gioco è complesso, più il gameplay si fa lungo e di difficile resa grafica, più questa si semplifica. Binding of Isaac è un gioiellino, però è pur sempre un gioco breve, scritto in java, che sfrutta la difficoltà degli ultimi livelli per evitare che venga finito in cinque minuti secchi. Shattered invece deve gestire centinaia di puzzle e mappe interattive molto ampie. Si poteva fare meglio? Si, però l’ho trovato uno sforzo sufficiente.
    Comunque, sul voto alla grafica possiamo discuterne ore, e probabilmente sono stato troppo gentile con Shattered; ci tengo però a smentire la conclusione che i giochi di nicchia sono graficamente schifosi. Mi dispiace che il messaggio passato potesse essere quello, non la penso affatto così, ed anzi più in generale Z-giochi non la pensa così. Ci occupiamo di tantissimi indie, sempre apprezzandone la qualità, anche grafica. Sono d’accordissimo con te, ci sono tanti indipendenti che meritano sotto tutti i punti di vista.

    Grazie per averci commentato, continua a seguirci e scriverci!

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