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Recensione
TESTATO SU PSVITA
30 aprile 2013, 9:00
Soul Sacrifice
Soul Sacrifice mobile

Soul Sacrifice – Recensione

Mostratosi in una versione demo circa due settimane addietro, finalmente tra qualche giorno Soul Sacrifice arriverà sugli scaffali dei principali negozi di videogiochi, oltre che in una versione digitale acquistabile direttamente via PlayStation Store. Grazie a Sony, per noi è già tempo di recensione e verdetto finale per uno dei prodotti videoludici più attesi dell’anno su PlayStation Vita.

Annunciato circa un anno fa, Soul Sacrifice ha saputo richiamare a sé grande interesse sia per la struttura di gioco che i team di sviluppo impegnati nel progetto erano intenzionati di proporre, sia perché la volontà di renderla una esclusiva, sulla quale stavano lavorando addetti ai lavori stimati, lo ha proiettato di diritto nell’ancora poco fornita lista di nuove IP d’un certo peso e spessore che potrebbero ammaliare il giocatore, convincendolo a fare propria una console portatile di questo genere, piuttosto che riferirsi alla concorrenza.

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SCRIVERE LA STORIA È UN MODO PER SBARAZZARSI DEL PASSATO

“In questo mondo, i deboli di cuore soccombono alla brama. Ma i loro crimini non passeranno inosservati. Perché gli stregoni vigilano costantemente. E sono loro che infliggono la punizione per il peccato: sono loro che uccidono in nome della giustizia.” – tratto da Soul Sacrifice

Così come la demo ci aveva mostrato nella prima parte di gioco che rendeva disponibile, Soul Sacrifice narra la storia del potente stregone Magusar dal quale, nel corso dell’avventura, avremo tanto da imparare per venir meno al terribile destino che ci attende, chiusi all’interno di una putrida e disgustosa cella. Il libro si rivela, proprio dopo che la vita del suo precedente possessore cessa di esistere, e tutt’intorno solo e soltanto desolazione. Obbligati in uno spazio angusto e deprimente, sospeso nel vuoto, siamo circondati da morte, ossa e sangue e la terribile scena che ha visto sopperire il proprietario di quel libro, che a breve diverrà così speciale anche per noi, è soltanto la conferma finale, se mai fosse servita, che il nostro destino non sarà dei migliori rimanendo fermi ed impassibili. Cosa potrebbe aiutarci a venirne fuori?

Qui l’ingresso in scena di Librom, un libro incantato che cela al suo interno un grande potere: i racconti al suo interno narrati, storie di continue lotte e mostri e stregoni, possono essere rivissuti in prima persona! Senza nulla togliere all’intreccio di trame e personaggi, Librom è tanto importante quanto possibilmente definibile come protagonista, magari come un protagonista un po’ particolare: al suo interno storie via via sempre più interessanti, di stregoni caduti in tentazione o che non son stati poi così bravi nel compiere il proprio dovere. Una quantità di contenuti immensa, tra sezioni grazie alle quali è possibile personalizzare il proprio personaggio di gioco a quelle che consentono di schiarirci le idee su mostri e luoghi, così arrivando al racconto vero e proprio, al racconto che cambierà, anzi che potrebbe cambiare, il nostro destino. Librom di certo non gode di bell’aspetto, ma sa come introdurci in questo nuovo mondo; sa come farci riflettere avanzando nelle quest di gioco, forse perché crede in noi o semplicemente perché vuol essere sfogliato e conosciuto, letto, fino in fondo. Almeno una volta. La trama di Soul Sacrifice, sebbene le aspettative di alcuni fossero tutto fuorché esaltanti, è intrigante e scorre via liscia, andando a comporre un quadro esaustivo e chiarificatore. La stupenda voce narrante, opportunamente e magistralmente accompagnata da musiche ricercate e piene di stile, ci racconterà di storie non sempre dal lieto fine, attraverso pagine ingiallite e scolorite ed effetti, immagini, animazioni, che donano al videogioco un tocco artistico non privo di valore. Ad ogni racconto è legata una missione; missione che spesso ci chiederà di far strage di questa o quell’altra creatura, per poi presentare un conto via via sempre più salato: lo scontro col boss, e non sarà affatto una passeggiata.

Nei panni di una povera anima sacrificabile, tenteremo così di acquisire potere ed esperienza ripercorrendo, ma sulla nostra pelle, la collezione di storie e racconti presenti in Librom che, per certi versi, potrebbe essere considerata quasi come un’enciclopedia. Ma dalla copertina brutta. Librom però nasconde molto altro, quel “tanto” in più capace di renderlo uno dei perni e indiscutibile fulcro di Soul Sacrifice: come era già possibile osservare dalla versione demo, attraverso il suo utilizzo è possibile editare il proprio stregone (sesso, voce, aspetto, abito), sbloccando ulteriori personalizzazioni mentre si avanza nel gioco; o la selezione delle abilità da poter usare in battaglia: attraverso la scelta di set da tre abilità ognuna, alternabili in-game alla pressione del grilletto destro ‘R’, l’esito dello scontro potrebbe esser dalla nostra o meno. Ma non vanno dimenticate le sezioni dedicate al braccio destro demoniaco, personalizzabile con incisioni che aumentano le nostre abilità in battaglia, quindi quella dei rituali che andranno a modificare pesantemente il nostro corpo, donandoci un attacco potentissimo da utilizzare quasi in punto di morte al quale corrispondono molti aspetti negativi, annullabili solo e soltanto tramite l’utilizzo delle Lacrime che Librom, quasi gentilmente, ci chiederà di raccogliere dal suo brutto occhio!

TATTICA E SANGUE, PER DEI SACRIFICI A REGOLA D’ARTE

Focus più che d’obbligo per quanto concerne il menu delle abilità che, come detto poc’anzi, rappresenta uno degli aspetti fondamentali nelle almeno venti ore di gioco che impiegherete per terminare Soul Sacrifice. Partendo da una scelta iniziale molto limitata, il numero di abilità in nostro possesso incrementerà di unità col procedere ed il portare a termine le missioni proposte. Ognuna di queste consentirà d’ottenere ricompense come oggetti o abilità che potremo così usare in battaglia. Sostanzialmente suddivise nelle categorie utili all’attacco, al supporto in battaglia ed alla difesa (potrete provarle per valutarne il reale effetto e la specifica utilità negli scontri), le abilità potranno essere utilizzate un numero limitato di volte, pena il consumo; questo è uno degli aspetti per cui Soul Sacrifice non può che essere elogiato, regalando così alle fasi di gioco un’impronta fortemente tattica, che in un certo senso mette in mostra l’aspetto tipico dei survival, che richiederà di approcciare al boss di turno facendo uso di materia grigia, pazienza, prontezza di riflessi e, se non manca quel pizzico di fortuna, il gioco è bell’è fatto. Portare all’esaurimento una abilità è decisamente sconsigliabile visto che per ripristinarla occorreranno delle Lacrime, da custodire e centellinare dato che torneranno molto utili nelle fasi avanzate del gioco; sarà quindi indispensabile sapersi muovere all’interno delle arene di gioco, alternando le tipologie di attacchi a nostra disposizione e girovagando all’interno della location per la creazione di armature ed armi in punti specifici, o semplicemente per ripristinare le abilità ormai giunte agli sgoccioli per quanto riguarda il loro utilizzo. Altresì, la preparazione allo scontro, ovviamente ci riferiamo a quelli contro i boss, risulterà di grande importanza anche per l’eventuale selezione di scelta riguardante il potenziamento delle abilità di base possedute o per il rituale di turno da utilizzare, piuttosto che da ripristinare.

Non da meno il braccio destro demoniaco nella cui sezione, accessibile da Librom, sono riportate le proprietà fisiche del nostro personaggio, influenzabili dal livello raggiunto grazie ai sacrifici compiuti e dalle creature salvate. Rispettivamente, parliamo di aspetti quali la potenza d’attacco e la difesa unita al recupero. Le incisioni, inoltre, consentiranno il raggiungimento di effetti quali il miglioramento della magia, o della salute di base, quindi dell’attacco con le armi, o la loro magia e così via. Dallo stesso menu, la selezione degli Alleati: questi ci daranno una grossa mano durante il racconto e le tantissime missioni, facendo quasi venir meno l’assenza di quel fattore cooperativo molto forte e che sfocia tutta la sua potenza nel comparto multigiocatore (online e ad-hoc) a cui, magari, non tutti potranno prender parte. Aspetto, questo, sul quale torneremo a breve.
Grazie all’uso dei due stick, quello a sinistra consentirà il movimento ed il secondo, a destra, gestirà la telecamera di gioco, Soul Sacrifice si lascia giocare deliziosamente grazie anche al semplice richiamo delle abilità (legate ai tasti quadrato, cerchio e triangolo) ai quali si affianca un lock-on sui nemici col grilletto sinistro, utile per certe tipologie di attacchi, e delle freccette direzionale che attiveranno dei particolari sensi come l’Occhio della Mente, utile per visualizzare i punti deboli del nemico o i particolari coi quali è possibile interagire all’interno della location di turno. Ogni nemico sconfitto fornirà l’elemento chiave di tutto il gioco, che ci consentirà di salire così di livello: la sua anima. Assorbendola, quindi salvandola o sacrificandola, cambierà l’esito degli eventi e, per molti patti da portare a termine, saremo costretti a tornare su un particolare boss più di una volta, per immagazzinare ed ottenere gli effetti sia in caso di sacrificio, sia nel caso in cui si decida di compiere la scelta opposta. Tutto questo consentirà al nostro PG di ottenere benefici sempre più consistenti in battaglia. Gli scontri coi boss rappresentano senza dubbio alcuno la ciliegina su una torta di base molto buona, ma con un ripieno che alla lunga non si mostra così sofisticato e delizioso, come inizialmente poteva sembrare. Affrontandoli in compagnia c’è bisogno di coordinare bene le azioni, così come nella modalità offline, nella quale potreste trovarvi in mezzo ad un attacco lanciato da un vostro alleato; a tal proposito, l’attenzione durante ogni singolo secondo di gioco dev’essere alta, così come in caso di attacco di una o più creature nei nostri confronti: utilizzando lo stick sinistro e, in contemporanea, premendo il tasto ‘X’, il nostro personaggio eseguirà una schivata nella direzione desiderata e non c’è bisogno di dire che molto spesso eseguire delle ottime schivate farà la differenza, rivelandosi d’importanza vitale.

Anche il sistema di ricompense si mostra decisamente ben realizzato. Ad ogni missione portata a termine otterremo ricompense sotto forma di offerte utili ai combattimenti (ce ne sono delle più disparate: da quelle che trasformano parti del nostro corpo in enormi pugni col potere del fuoco ad armi, forconi, scudi di tutti i tipi) ad altre che ci consentiranno di ristabilire la salute, oppure di lanciare speciali attacchi sotterranei, che automaticamente andranno alla ricerca ed all’attacco dei nemici nelle vicinanze. Utile anche il sistema di ranking, secondo il quale verremo classificati come stregoni principianti, modesti, magari eccezionali, a seconda del punteggio stabilito in battaglia che sarà direttamente influenzabile dalle azioni eseguite, dalle tipologie di attacchi andati a segno, dall’eventuale successo in breve tempo o dalla bravura nell’aver superato la missione senza perdere un briciolo di salute. Infine, uno sguardo al multiplayer che rappresenta una modalità che farà di certo la felicità di chi ama affrontare questa tipologia di giochi in compagnia. Superando le prime fasi del gioco, in Soul Sacrifice sbloccheremo la modalità Network, composta dal multigiocatore online e ad-hoc, chiaramente distinguibili per definizione. Fino ad un massimo di quattro giocatori potremo accedere ad una stanza già creata, oppure crearne una per conto nostro, selezionando la missione fantasma da portare a termine insieme a tre altri giocatori reali, per sconfiggere una creatura o un boss che abbiamo trovato particolarmente ostico e duro da abbattere. O solo per divertimento, per passare qualche piacevole momento di svago. La bellezza di questa modalità è che oltre al poter confrontarsi con qualcuno che non sia la CPU, come avviene per gli Alleati nella modalità in singolo, in caso di atterramento di uno dei nostri valorosi amici-combattenti potremo compiere le stesse scelte, probabilmente meno dolorose in singolo, adottate nei confronti dei mostri uccisi o degli alleati di default rimasti senza vita: salvare un compagno caduto, perdendo metà della nostra vita, oppure sacrificarlo per rendere più potenti i restanti del gruppo? Ecco, se le vendite in America ed in Europa saranno soddisfacenti come quelle ottenute in Giappone, Soul Sacrifice potrebbe rivelarsi uno dei giochi online più appassionanti e divertenti mai approdati su PlayStation Vita; se non altro, è stato pensato proprio per regalare grossi dosi d’intrattenimento ed ore di gioco tra amici, o semplicemente tra giocatori connessi online tramite PlayStation Network. Tutto questo si traduce in fasi di gioco più frenetiche che mai e dalla difficoltà media sopra la media (per quanto riguarda i boss, ovviamente), che potrebbero convincere molti degli amanti di giochi come Monster Hunter, giusto per tirarlo in ballo, a dare una seria chance a questa meritevole e nuova IP targata Sony.

Probabilmente, però, non tutti apprezzeranno Soul Sacrifice: chi predilige uno sviluppo più classico o un action-RPG meno focalizzato sull’azione in multiplayer, nonostante si stia parlando di un gioco denso di contenuti e trovate azzeccate, con centinaia di abilità e particolarità da conoscere appieno e testare man mano, potrebbe non rimanerne così folgorato dato l’incedere di missioni alla lunga molto ripetitive anche se alternate ad un racconto interessante e a boss battle di rara bellezza.

UNA LACRIMA SUL VISO

PlayStation Vita non si fa certo mancare potenza di calcolo, ma ad oggi manca ancora un prodotto che ne sfrutti davvero appieno ogni sua potenzialità. Soul Sacrifice è un altro chiaro esempio: se complessivamente tutto il comparto grafico fa la sua bella figura, è impossibile fare a meno di notare scenari di gioco poco dettagliati e con texture dalla qualità non proprio elevata, quindi decisamente sotto la media per quanto siamo abituati a vedere nel 2013, anche su una console portatile. A parte questo, attraverso un numero di ambientazioni sufficientemente ampio, risalta tutta la maestria artistica di cui Soul Sacrifice è pregna, oltre che dell’ottima realizzazione di nemici, boss di turno ed alleati, o degli effetti scatenati da attacchi speciali, quindi di tutto il comparto delle animazioni. Le aree di gioco si rivelano sempre ben ideate nel garantire fasi di gioco frenetiche, ma allo stesso tempo tattiche, ed hanno grandezze variabili a seconda della missione in corso: spesso saremo rinchiusi in vere e proprie arene, in altre occasioni questa impressione sarà alleggerita grazie a location di gioco più ampie e all’aperto, magari collegate tra loro attraverso percorsi che potremmo definire dei corridoi di raccordo tra più arene. Certamente, un’ottima gestione delle risorse ed operazioni di calcolo non così elaborate per una resa grafica non molto dettagliata, hanno contribuito a rendere i tempi di caricamento molto ridotti e questo è un aspetto da non sottovalutare per un titolo fruibile su una console che potrebbe essere sempre a portata di mano.

Un particolare elogio va mosso nei riguardi di tutto il comparto sonoro, al quale hanno prestato servizio anche Wataru Hokoyama e Yasumori Mitsuda, i cui curriculum ed opere precedenti non hanno bisogno di presentazioni perché brillano tuttora di luce propria. La soundtrack segue, per certi versi, questa dualità che si viene a creare in tutto il gioco, tra l’essere uno “stregone buono” od uno “stregone cattivo”, alternando a brani soavi e deliziosi, ma al tempo stesso passionali e malinconici, altri dal ritmo più sostenuto e pressante. I primi vanno a comporre e migliorare l’intrattenimento offerto dalla lettura del racconto del diario; gli altri fungono da sostegno agli scontri, siano essi contro un discreto numero di nemici o contro gli epici boss di turno. Come non elogiare anche l’ottimo lavoro compiuto nella narrazione? Attraverso Librom, come detto in fase di apertura, rivivremo molte epiche battaglie e verremo a conoscenza di dettagli e particolari che comporranno una descrizione solida ed esaustiva, opportunamente narrata in lingua Inglese (ricordiamo la presenza dei testi in Italiano), dando quel senso di compiuto e di maggior vigore a tutto il racconto.

[youtube]http://youtu.be/pOq4DJxI-W4[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Soul Sacrifice è, probabilmente, il titolo sul quale poggiavano le migliori aspettative da parte dei possessori di PlayStation Vita, desiderosi riguardo l'arrivo di carne fresca, da tradurre come “nuove IP”, per la propria console. Cosa non da poco, dato anche l'enorme interesse generatosi attorno ad esso negli ultimi mesi, ma l'obiettivo è stato raggiunto, pur se con qualche imperfezione. Un comparto artistico pregevole, accompagnato da melodie sempre di sicuro effetto, consentono di perlustrare per ore ed ore le Terre suddivise in quattro regni, grazie alle quali è impossibile non apprezzare l'evolversi dei difficili combattimenti coi boss di turno. Una difficoltà di base elevata rendono questi scontri a dir poco epici in singolo, e decisamente meno frustranti se riterrete la modalità online un obbligo, piuttosto che una scelta. Marvelous AQL, comcept e Japan Studio hanno dato tanto e bene: dall'ottima idea del diario, pienissimo di contenuti, alle infinite abilità da gestire, arrivando al concetto di sacrificio che risulta essere basilare ed indispensabile nel corso di tutta l'avventura. Dove Soul Sacrifice ha peccato di presunzione è nella ripetitività delle missioni che si inseriscono, facendo giustamente tirare un attimo il fiato, tra una boss battle e l'altra. Un vero peccato, questo, perché il racconto sostenuto da trame perfettamente narrate avrebbe di certo meritato un susseguirsi di vicende di gioco più varie, meno ripetitive ed un po' più profonde in tal senso.
Pro-1
Boss battle gustose
8.5
Contro-1
“Missioni di stacco” ripetitive e poco ispirate
Pro-2
Tante ottime trovate lo rendono semplicemente imperdibile
Contro-2
Qualità texture ambientali non elevata
Pro-3
Bene in singolo, strepitoso online
SACRIFICAMI, SE HAI IL CORAGGIO!
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