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Recensione
TESTATO SU X360
10 novembre 2011, 14:01
The Elder Scrolls V: Skyrim
The Elder Scrolls V: Skyrim mobile

The Elder Scrolls V: Skyrim

Ci sono videogiochi che non hanno certo bisogno di presentazioni; esperienze multimediali pure ed altisonanti, che il solo nominarle rende tutto il resto un po’ sciocco e superfluo. Per tutti gli amanti dei giochi di ruolo occidentali quel titolo, anzi, quel nome tanto ricercato risiede nella gloriosa serie: The Elder Scrolls, una serie che da anni or sono, rappresenta una delle massime espressioni del genere se non addirittura la migliore, se presa per immersione, innovazione e la totale libertà elargita al giocatore nel corso della propria esperienza sia nelle scelte, sia nell’esplorazione più totale.

A tutt’oggi recensire un titolo come questo, oltre che ad essere un vero e proprio onore, non è cosa facile viste le basi e la vastità proposte dal nuovo titolo Bethesda, per non parlare dell’immensa attesa che si è andata ad accumulare nel corso degli anni nei milioni di fan in trepida attesa sin dall’annuncio di Skyrim. Ma noi, coraggiosi professionisti incauti di tutto, ci prendiamo tale responsabilità, ed oggi 11/11/11 (domani ndr), data tanto strana quanto speciale, tutti coloro (compresi noi ndr) che sognavano quelle libere, ma sopratutto pericolose passeggiate nelle leggendarie terre di Tamriel saranno accontentati, sapendo che il tempo delle attese è finalmente giunto al termine.

Noi di Z-Giochi ci siamo preparati a dovere per accompagnarvi in questo viaggio sublime, in quest’epica avventura che narra leggende “dragonesche” e mitologici cavalieri mezzosangue, ovviamente racchiusi all’interno di un titolo votato e nato per essere IL vero must have di questa generazione.

UN INIZIO SENZA FINE

Raccontandovi solamente le basi su cui poggia la storia di Skyrim, onde evitare gravi spoiler che potrebbero rovinare le sorprese che Bethesda ci ha riservato, vi diremo solamente che lo script non è certo tra i più originali, ma non mancheranno i colpi di scena, ed il salto in avanti rispetto ad Oblivion è al quanto tangibile; e finalmente avremo la voglia matta di portare a termine la storia principale, questa volta stracolma di carattere, colpi di scena e di una spettacolarità degna dei migliori titoli apparsi in questi anni.

All’inizio del titolo come di consueto ci verrà chiesto di creare il nostro alter ego attraverso un ottimo editor che ci permetterà di andare a modificare ogni singolo aspetto tramite perfetti slider, e di selezionare la propria razza “classe” di appartenenza, tra le dieci disponibili, che ovviamente avranno riscontri e bonus totalmente diversi sulla modellazione delle abilità e sulle ideologie etniche e razziali del continente. Una volta creato l’ultimo discendente dei Dragonborn, esseri in grado di assorbire l’anima dei draghi e tramutarla in straordinari poteri, verremo lanciati nella classica mezz’ora di tutorial ambientata in luoghi angusti e stretti che ci lancerà nella main quest fino ad arrivare nelle leggendarie terre nordiche di Tamriel, dove inizierà per l’appunto un’avventura senza fine.

Una volta completato il tutorial un immenso mondo si aprirà davanti ai nostri occhi ed è quasi imbarazzante il senso di libertà e dispersione che si prova nel muovere i primi passi in queste magnifiche terre. Come gli amanti della saga sapranno, all’inizio non avremo un preciso obiettivo e nessuna quest sul nostro diario, in modo che i sensi descritti sopra siano ancora più accentuati e che il giocatore sia lasciato alle sue scelte, tra le quali la più plausibile è quella di cercare contatti con la civiltà, o improvvisando, per esempio salendo sulla vetta più alta per ammirare lo splendido panorama offerto dall’ultima ed epica fatica targata Bethesda, oppure, all’interno di un dungeon alla ricerca del vampirismo o del potere Lycan, verso il mare per ammirarne le fredde onde increspate. Insomma tutto ci sarà concesso sin dall’inizio, come l’accesso alle leggendarie gilde e le numerosissime side-quest. Infatti non saremo costretti a seguire la storia (anche se ad un certo punto dovremo rispondere alle nostre origini ndr), ma potremo liberamente affrontare qualsiasi missione ci venga affidata, oppure andare in pellegrinaggio in cerca di gloria fino ai confini delle terre di Skyrim, od in visita ai capoluoghi della città andando alla scoperta di luoghi sacri o semplicemente cercare un lavoro come falegname, cucinare, cacciare, vivere come un malvivente, ovviamente portando sempre attenzione alla popolazione e alle guardie, che saranno lì pronte a punire con severi giorni di galera lo “straniero” arrivato in città.

L’importante è tenere sempre l’attenzione al massimo, perchè, seppur bellissime, le ghiacciate lande nordiche di Tamriel sono pericolose, imprevedibili e disseminate di trappole ovunque o peggio di animali affamati, tutti guidati dalla Radiant IA, ovvero l’impressionante cervello portante della produzione, che animerà ogni singolo pezzo di poligono e lo trasformerà in un perfetto essere vivente, capace di decidere, parlare e muoversi con algoritmi sempre diversi, imprevedibili oserei dire, intaccando non poco l’universo sand-box di Skyrim, modulando le quest secondarie e accendendo veri e propri rapporti tra il nostro Dragonborn ed i png. Ovviamente questa importantissima feature non sarà dedicata solamente ai cittadini, ma muoverà anche la parte malvagia, con nemici sempre più agguerriti e pronti perfino ad aggirarci, tenderci imboscate od aspettarci fuori dal castello di turno, mostrando per la prima volta nell’era del videogioco un vero e netto passo in avanti e tracciando quel roseo futuro che tutti gli sviluppatori stavano cercando. Ogni passo sarà una meraviglia per gli occhi, vera magia…ed è proprio questa costante sensazione a rendere Skyrim il nuovo punto di riferimento per tutti gli esponenti del genere.

NON DIMENTICARE DI PORTARE LA SPADA

Per quanto riguarda il gameplay, Skyrim effettua un altro passo in avanti rispetto al passato e strizza un po’ l’occhio agli action game di nuova generazione, segno importantissimo per un titolo che sa innovarsi per offrire il meglio del meglio ai suoi giocatori. Innanzitutto le abilità sono state ridotte da ventuno a diciotto, mentre sono state eliminate completamente le classi come eravamo abituati a vedere in passato e sono state introdotte delle costellazioni, che vi permetteranno di modellare il vostro personaggio come preferite. In perfetta linea con la libertà che si respira in tutta la produzione, i perk non ci costringeranno a seguire una sola via e soprattutto non ci costringeranno ad acquisire tutti i potenziamenti che non ci interessano, andando subito al sodo una volta accumulati i punti necessari.

Tuttavia col tempo e con il salire di livello, si formerà lo stesso una determinata classe, in quanto usando armi ad una mano aumenterà la specifica abilità legata ad essa, mentre lanciando incantesimi di illusione, l’abilità in quella determinata magia aumenterà e così via, permettendo di personalizzare al massimo il personaggio, senza le solite classi preimpostate e trovando pure vie di mezzo, che faranno felici un po’ tutti. Oltre all’avanzamento automatico, salendo di livello sarà possibile acquistare nuovi talenti anche manualmente, visto che accedendo dall’apposito menù (che vedremo dopo ndr), ci verrà chiesto di scegliere se potenziare la nostra magia, salute o vigore (ovviamente ognuna a discapito dell’altra, ndr) e successivamente di scegliere un bonus, ossia un potenziamento speciale tra le diciotto abilità presenti, iniziando dalla principiante fino a salire all’ultimo gradino, scegliendo ovviamente nella maniera più libera ed assoluta.

Mentre per quanto riguarda il gameplay nudo e crudo, i pulsanti sono rimasti invarianti. Ciò vuol dire che con i dorsali destri comanderemo tutto ciò che è inerente al braccio destro, mentre con l’altro quello sinistro, avanzando tra prese e contromosse, impugnando due armi contemporaneamente, un’arma ed una magia, oppure due poteri magici, che se attivate contemporaneamente sommeranno la loro efficacia, creando una sorta di super potere attivabile tramite i tasti RB su Xbox 360 e R1 su Ps3. Dite dunque addio agli ingessati combattimenti di Oblivion, visto che Bethesda ha migliorato proprio tutto, rendendo il titolo più action, più divertente, bello a giocarsi e allo stesso tempo più aperto ai neofiti.

Il tocco di novità non ha risparmiato quasi nulla ed è andato ad incontrare anche il comparto magie, dove i punti mana hanno lasciato il posto ad un inedito sistema di incantesimi. Infatti le magie saranno lanciate urlando speciali gridi di battaglia in “lingua dragonesca”, che dovremo innanzitutto acquisire assorbendo l’anima di un drago e secondariamente imparare a concatenare tra loro per avere vere e proprie combo dagli effetti multipli e devastanti, pagando ovviamente con un piccolo istante, lasso di tempo in cui verremo privati dei nostri divini poteri. Appare chiaro quindi che si dovrà per forza di cose scendere a compromessi, oppure evitare di legare troppi gridi di battaglia fra loro, per avere anche quel mezzo secondo di ricarica in meno, in modo da non restare indifesi contro il nemico che avanza, aggiungendo quindi al titolo anche quel tocco di strategia che non guasta mai.

NON BASTA UNA VITA…

Un’altra importante novità risiede sicuramente nel nuovo menu di gioco. Entrando in pausa, con la semplice pressione del tasto B, su X360, o cerchio, su Ps3, potremo entrare nell’inventario generale che, rispetto a quanto visto in Oblivion, sarà completamente testuale e dovremo pertanto scorrere le varie voci  sia in verticale che in orizzontale per raggiungere le opzioni desiderate. Ora più scorrevole che mai e sicuramente adatto anche ai neofiti del genere che non si perderanno fra le varie schermate di opzioni, il nuovo menu ci consentirà inoltre di modificare abbigliamento, armi e oggetti vari e gestire le magie, tra le quali, le migliori potremo inserirle tra le preferite in modo che compaiono in un menù rapido attivabile con la pressione della croce digitale. Inoltre da tale menu potremo altresì vedere le statistiche del personaggio, aumentare di livello osservando le costellazioni, ed infine consultare l’immensa mappa di Skyrim che ci consentirà di viaggiare velocemente una volta scoperto un qualsiasi luogo.

Finchè non ci sarà consentito di viaggiare velocemente da un posto all’altro, l’unico modo per scoprire le centinaia di luoghi nascosti in Skyrim consiste semplicemente nel guardare, girovagare per gli affari nostri, oppure spulciare la bussola seguendo le missioni sul diario, cominciando così ad incamminarsi; oppure ancora (se il nostro portafogli lo consente, ndr) potremo comprare presso i rivenditori un fedele destriero, che ci aspetterà comodamente alla stalla del paese o fuori da un dungeon e ci aiuterà sicuramente a tagliare i tempi del tragitto. Personalmente ritengo che su tale opzione si poteva fare di più, poichè dal momento in cui saremo a cavallo diventeremo praticamente immortali, visto che non subiremo danni e attacchi di nessun tipo ed allo stesso tempo non potremo apportarne nemmeno noi. Insomma queste limitazioni fanno pensare ad una feature inserita in extremis che, seppur utile, non riesce ad amalgamarsi per bene con il resto della produzione.

Tuttavia, nolenti o dolenti,  cavallo sarà comunque necessario per attraversare le fredde terre di Skyrim: saremo giocoforza costretti a comprare l’immortale destriero spendendo un mucchio di soldoni alla stalla del paese. Nel caso i soldi per acquistare un cavallo o quant’altro non ci bastassero, il quinto episodio della serie The Elder Scrolls offre a chi ha voglia di lavorare succulente opportunità, che aiuteranno a racimolare dei bei gruzzoletti per acquistare quello che più ci aggrada. I lavori sono molteplici e per tutti i gusti: potremo diventare forzuti fabbri, magici alchimisti, esperti boscaioli, oppure ottimi chef di cucina, un espediente mediante il quale, oltre che farci guadagnare denaro, ci aiuterà anche nella creazione personale di pozioni, cibi, armi ed armature, che ovviamente potranno essere potenziate tramite magia o pietre sopraffine, dando così un dono unico alle nostre scorte. L’unico vero peccato è che tutte queste operazioni vengano effettuate tramite menù testuali e non attraverso mini-giochi, che forse alla lunga avrebbero stancato ma, se ben realizzati, avrebbero reso tali gesti meno meccanici e sicuramente più intuitivi.

CHE NUMERI SIGNORI…

Tirando in ballo un po’ di meri numeri e facendo un paragone stretto con Oblivion, dovrete tener conto di più di trenta ore per portare a termine la sola campagna  principale, mentre in preventivo ce ne sono circa trecento per tutte le quest secondarie, e nonostante una curva di difficoltà più abbordabile rispetto al passato potrebbe essere richiesto il livello massimo (75 ndr) per completare al 100% tutto questo ben di dio.

Inoltre la vasta zona nordica di Tamriel non si discosterà di molto da Cyrodill e si estenderà su circa 41km quadrati, sui quali ritroveremo disposti ben 150 dungeon, dove circa un’ottantina di questi ci porteranno via più di due ore per essere completati. Mentre per quanto riguarda le capitali, vi segnaliamo che quest’ultime sono state ridotte “solo” a cinque, ma è un numero prettamente stretto visto che sia le location che le cose da fare al loro interno sono centinaia.

Per quanto riguarda la longevità, possiamo dunque stare tranquilli, visto che sicuramente in futuro incomberanno patch e DLC di vario tipo ad aumenteranno ancora di più questa esperienza magnifica; perchè a quanto pare Bethesda non vuole che togliamo il gioco dalle nostre console per nessun motivo.

CHIUDERE GLI OCCHI E LASCIARSI TRASPORTARE

Premettendo che la nostra prova è stata eseguita su Xbox 360 e che su Pc vi assicuriamo che noterete vari miglioramenti apportati ovviamente ai limiti del vostro hardware, vi diciamo che, The Elder Scroll V: Skyrim, sfoggia un riciclato, ma ottimo motore grafico basato sulla storica tecnologia di casa Bethesda: Gamebryo, che anche per questa occasione è stata rispolverata ed aggiornata con le ultime chicche, anche se essendo sinceri, l’ultima fatica di Tod Howard e soci,  soffre ancora dei soliti nei che affliggono da sempre questa serie.

Ritornano dunque (e molto accentuati su console HD) le classiche texture ballerine, classici e sporadici bug, e vari effetti di Pop Up che si riscontrano su piccoli oggetti, ma purtroppo restano ben visibili all’occhio del giocatore. Anche le animazioni dei personaggi secondari non sono sempre impeccabili, soprattutto la fisica che riguarda le morti, le piccole azioni e qualche intoppo nelle “prese finali”. Se queste piccolezze possono passare in secondo piano, visto l’immenso mondo ricreato da Bethesda, la stessa sorte non possiamo lasciarla al vero neo della serie, ovvero i classici caricamenti che dovrete assorbire come una malattia infettiva tra zone aperte e zone chiuse, e purtroppo questi maledetti, anche se più corti rispetto ad Oblivion, finiscono per spezzare l’azione di gioco, l’immersione totale, la voglia di esplorare e tutta la magia che tale titolo può regalare.

Avendovi descritto le pecche che si debbono pagare in silenzio, spero non abbiate cambiato idea sul comparto grafico, visto che malgrado queste magagne il titolo di Bethesda si risolleva alla grande in numeri sulla carta e in un level design da lasciare il più esperto Peter Moulinex (creatore di Fable ndr) a bocca aperta. Il vastissimo mondo di Skyrim si espanderà davanti ai vostri occhi per chilometri e chilometri, mentre intorno al nostro eroe di turno la vita si svolgerà nella più crudele delle catene alimentari. Si passerà ad affrontare e godere visivamente tra foreste incantate, pianure innevate, spiagge ghiacciate aridi deserti, città, e dungeon oscuri, il tutto ricco e stracolmo di fauna e flora, nemici e personaggi non giocanti, che si muoveranno e vivranno con estrema naturalezza al nostro passaggio. Inutile negare che Skyrim sia uno dei giochi più belli da vedere di questa generazione, non tanto per la grafica super pompata, ma per il suo design da artwork, e i suoi numeri impressionanti, che nonostante tutto hanno permesso allo sviluppatore di erigere un ottimo comparto grafico, ed un frame rate sempre ancorato sui 30 fps, regalando quella magia effetto fiaba che farà innamorare milioni di utenti.

Sublime il comparto audio, che sfoggia un doppiaggio completamente in italiano puntuale e preciso, insieme a colonne sonore (potete sentire la main theme ufficiale in alto a destra ndr), che sanno essere sia epiche, sia commoventi e soprattutto in grado di variare il loro ritmo ed adattarsi ad ogni singola situazione, completando pienamente questa magnifica esperienza di gioco.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=7lCvW9iIcj4[/youtube]

IN CONCLUSIONE
The Elder Scroll V: Skyrim è senza ombra di dubbio uno dei migliori GDR di sempre. Potremo stare qui ore ed ore ad elogiare ed esaltare l'ultima fatica Bethesda, una fatica capace di reinventare e rivoluzionare completamente il suo genere, ricreando un mondo virtuale vivo, aperto e totale, che potrete esplorare liberamente in lungo ed in largo senza nessun senno di poi. Qualche imperfezione grafica e bug non fermano certamente un prodotto di altissima fattura come questo, che fa delle dimensioni, la magia e l'immersione le sue caratteristiche principali, che non potranno essere paragonabili a nessun'altra esperienza. Per tanto, consigliamo caldamente a tutti quanti, dagli amanti ai neofiti di farsi un enorme regalo per questo natale, cioè comprarsi questo Capolavoro Immenso, giocarselo, goderselo ed innamorarsi perdutamente delle fredde lande di Skyrim.

Signori e signore il gioco dell'anno vi è stato servito su di un piatto d'argento, ora resta a voi sfoderare le spade e diventare il dragonborn.
Pro-1
L'esperienza di gioco più profonda, immersiva ed appagante che abbia mai attraversato l'era videoludica
9.5
Contro-1
Agendo liberamente per il mondo incontrerete vari bug
Pro-2
Design da favola e carenze tecniche comprensibili
Contro-2
Le carenze tecniche del passato e i lunghi caricamenti
Pro-3
Un mondo vastissimo dove potrete agire liberamente
Contro-3
La fine della vostra vita sociale
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