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Recensione
TESTATO SU WII U
13 novembre 2015, 10:26
Rodea the Sky Soldier
Rodea the Sky Soldier mobile

Rodea the Sky Soldier – È un uccello? È un aereo? No, è una reliquia vecchia di 1005 anni!

Tortuosa è stata la strada che Rodea the Sky Soldier ha dovuto percorrere per giungere sino a noi. L’ultima fatica del papà di Sonic era infatti in origine un titolo per Wii, tuttavia per cause a noi ignote non riuscì mai a vedere la luce sul monolite bianco della casa di Kyoto, nonostante fosse stato ultimato da diverso tempo. Se ne persero le tracce, ma il progetto non venne abbandonato, ed ecco che un paio di anni fa Rodea spuntò nuovamente sulla scena con una duplice release per Wii U e 3DS. La carenza di informazioni a riguardo e i continui rinvii impedirono però di tirare un sospiro di sollievo, specie consultando gli archivi della disgraziata home console Nintendo e il suo effimero rapporto con ogni forma di third party, eppure eccoci qua, dopo qualcosa come un lustro dal suo primissimo annuncio, a rimirare la nostra copia digitale (tranquilli, non mancano edizioni fisiche, collector compresa) con aria curiosa; l’attesa è stata ben ripagata? Scopriamolo…

Rodea The Sky Soldier logo

NiGHTS the Hedgehog HD Remaster

Un’idea di fondo estremamente semplice per una formula di gioco intuitiva ed immediata, un level design ispirato e ricco di sfaccettature, e più in generale un’esperienza votata al puro divertimento videoludico, privo di vincoli o inutili complicazioni; l’età avanza, ma l’estro creativo di Yuji Naka è ancora vivo , ed è possibile percepirlo chiaramente nei meandri del software per Wii U, al cui interno confluiscono ispirazioni provenienti da diverse opere del celebre designer nipponico. A voler etichettare il titolo di Prope, lo descriveremmo come il felice connubio tra NiGHTS into Dreams e Sonic the Hedgehog: perno del gameplay di Rodea the Sky Soldier è infatti l’abilità del protagonista di librarsi in volo a piacimento, interagendo con l’ambiente circostante tramite una variante del sempiterno spin attack del porcospino blu. Una trama filo-fantasy dal sapore classicheggiante (di quelle che sai già come andranno a finire ma non puoi fare a meno di avere a cuore), a base di amnesie di comodo, salti temporali, dilemmi esistenziali, umorismo giapponese e villain sopra le righe, e atmosfere rilassate, quasi bucoliche, fanno quindi da sfondo a un platform dai toni action inaspettatamente esigente nei confronti del giocatore. Gli stage (una ventina in totale),  si snodano all’interno di enormi arcipelaghi fluttuanti, pullulano di nemici, trappole, barriere ed enigmi architettonici, collezionabili da arraffare, e nascondono parecchi segreti, celati alla vista… e al buon senso talvolta. Solcarli indenni richiede polso fermo, riflessi fulminei, e una conoscenza minuziosa delle capacità di Rodea, specie se si ambisce a perlustrare ogni anfratto e ad accaparrarsi le valutazioni migliori; un proposito più facile a dirsi che a farsi, ma ci arriveremo. 

Trattandosi di un’ex-produzione Wii, nella sua trasposizione in alta definizione il titolo ha ereditato lo stesso mindset che caratterizzava molti dei giochi della passata generazione casual firmata Nintendo: controlli elementari e al tempo stesso dannatamente impacciati; di norma faremmo ricadere la colpa sui limiti congeniti imposti dal Wii Remote, ma in questo caso pare trattarsi più di una falla di design che altro. Le modeste origini di Rodea the Sky Soldier sono abbastanza evidenti, tuttavia sembrano trovare terreno fertile sulla più tradizionale impostazione del GamePad (le cui feature comunque non vengono minimamente sfruttate, se si esclude l’off-screen), presentando un rinnovato schema dei comandi piuttosto funzionale alla formula di gioco: con lo stick destro si direziona il reticolo di puntamento, si agganciano i bersagli a portata di tiro con una discreta scioltezza, e ci si lascia trasportare verso l’obiettivo seguendo una rotta automatica (invero un po’ random alle volte), stando attenti a non esaurire per strada il carburante, che si rigenera automaticamente a contatto con la terraferma, ma si svuota nel giro di pochi secondi una volta decollati. Utilizzando lo spin attack durante il volo è possibile accorciare i tempi, pratica che costituisce il meccanismo principe alla base del sistema di combo: sfracellandosi contro casse, minacce o quant’altro, Rodea rimbalzerà indietro, guadagnando altitudine e riempiendo il serbatoio in caso entri in contatto con le particelle di Graviton (monete? Anelli? Come vi pare NdR) sparse in giro, permettendo ai giocatori più abili di eliminare in un batter d’occhio gruppi di nemici o accumulare punteggi stratosferici, fino a completare intere sezioni senza mai toccare terra. L’essenza di Rodea the Sky Soldier è racchiusa in queste poche righe, la creatura di Naka non ha davvero bisogno di altro per funzionare al meglio delle sue potenzialità, tuttavia a ispessire ulteriormente le sue fondamenta ci pensano una manciata di gadget equipaggiabili, che aggiungono varietà e semplificano non poco la vita se sfoderati al momento opportuno (tranne il blaster, alcune aree richiedono tacitamente il suo impiego), inoltre dai robot abbattuti si ricavano materiali per migliorare le caratteristiche di Rodea e della sua attrezzatura e sbloccare nuove abilità. Il ritmo frenetico, il costante senso di crescita, e la ripida curva di difficoltà denotano un’esperienza dai canoni arcade destinata a impennare rapidamente nel giro di un paio di tutorial, idea che non ci dispiace affatto data la bontà delle location e l’euforia scaturita dal dinamico combat system… non fosse che manovrare il piccolo androide si rivela in tante, forse troppe circostanze, un malessere di proporzioni bibliche.

Forse è bene precisare: quando Rodea è ben disposto a seguire le vostre indicazioni? Quando la meta è in bella mostra, immobile, e di dimensioni generose; pareti, la minima movenza, oggetti sovrapposti, persino le più piccole increspature nella morfologia del terreno, e andremo per frasche, sprecando tempo e risorse preziose, incastrandoci contro qualcosa, o peggio subendo danno, o ancora schizzando a caso verso l’ignoto come una biglia impazzita a causa del lock automatico che si prende la briga di decidere per noi la rotta qualora il mirino non sia perfettamente al centro del bersaglio. Ok, si può ridurre la sensibilità dell’invadente assist fino a farlo tacere, ma così facendo verremo penalizzati contro alcune tipologie di nemici, boss in primis, e non è mica l’unica falla nel sistema di controllo. La telecamera ad esempio non è in grado di seguire i guizzi di Rodea, lenta com’è e incapace di districarsi tra gli ostacoli sul suo percorso, il passo “slittante” del protagonista rende quasi impossibile eseguire manovre di precisione, non senza aver preso bene le misure e aver fatto almeno un paio di tentativi a vuoto, ed evitate di farmi menzionare le scalate verticali, o i magheggi per scollarsi dai soffitti; i primi livelli scorrono lisci, ma non appena i trucchetti dell’IA aumentano e la conformazione delle isole si fa più complessa i vicini dovrebbero cominciare a sentire le vostre imprecazioni, garantito. Potete comunque considerarla una sfida supplementare per un titolo che non brilla certo per longevità: la campagna infatti non vi porterà via più di 10 ore, tuttavia i vari stage vantano una notevole rigiocabilità, offerta dalla raccolta di materiali e medaglie, per non parlare delle valutazioni e svariati bonus acquistabili in-game; domarne il temperamento focoso non è che la ciliegina sulla torta.

Il comparto più trasandato è sicuramente quello tecnico. L’opera di Naka non sembra aver apprezzato il salto generazionale forzato: texture, modelli poligonali ed effetti speciali sono rimasti immutati dalla versione Wii, fatta eccezione per l’aumento di risoluzione, che non fa altro che enfatizzare gli angoli spigolosi e le geometrie minimali, rovinando inoltre le peculiari tinte pastello, ridotte a macchie slavate e tratti d’ombra “zigrinati” abbastanza fastidiosi se fissati a lungo. Una presentazione mediocre per una produzione targata 2015, afflitta tra l’altro da improvvisi e ingiustificabili cali di frame rate, tuttavia in sua difesa le location offrono un sacco di scorci niente male, valorizzati da un’elevata draw distance e il discreto senso di velocità, che culminano in occasione delle colossali boss fight; la ricerca del dettaglio non sarà uno dei punti di forza di Rodea the Sky Soldier, ma il pregevole colpo d’occhio compensa questa mancanza, per quanto piuttosto influente sul giudizio globale. Anche i filmati in CGI sono “invecchiati” maluccio, audio compreso, che gracchia in modo assai doloroso per i timpani, fortunatamente i normali dialoghi statici non hanno subito la stessa sorte, esibendo ancora artwork finemente dettagliati e un ottimo doppiaggio (giapponese, l’adattamente inglese è stato cestinato a priori). Buona infine la colonna sonora, sebbene nel trambusto dell’azione fatica a imporsi, limitandosi a mantenere l’atmosfera idilliaca dei cieli di Garuda.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=t7O_Uf_TiOY[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Non è il canto del cigno che tutti si aspettavano dal Wii, tanto meno il nuovo capolavoro da parte del maestro Naka, ciononostante Rodea the Sky Soldier vanta un fascino tutto suo, una filosofia old-school che si lega a dinamiche relativamente moderne per dar vita a un'esperienza elettrizzante e di grande intrattenimento... quando tutto funziona come dovrebbe. La telecamera deleteria e il frustrante combat system minano sensibilmente la fruibilità del titolo di Prope, trasformando una divertente formula arcade in un tormento insopportabile; manca di equilibrio, manca di pulizia, fattori che assieme al motore grafico parecchio indietro con gli anni ci impediscono di consigliarne l'acquisto a prezzo pieno, se non ai collezionisti incalliti, che potranno trovare all'interno delle prime edizioni una copia della versione Wii, giusto per farsi un'idea del vero volto del gioco, sistema di controllo compreso. La versione 3DS è ovviamente esente dalle critiche legate al comparto tecnico, ma le restanti permangono, ergo siete avvisati. Ci dispiace che questa lunga attesa non abbia dato i suoi frutti, tuttavia il designer nipponico ha mostrato interesse nella realizzazione di un sequel, probabilmente per plasmare meglio la sua visione del brand (e magari smussare qualche spigolo), quindi chissà... Rodea non avrà avuto un esordio con i fiocchi, ma la sua storia potrebbe essere tutt'altro che finita.
Pro-1
Il primo impatto è galvanizzante...
6.5
Contro-1
... È il secondo a lasciare i segni peggiori
Pro-2
I panorami di Garuda possono essere mozzafiato...
Contro-2
... Peccato si riescano quasi a contare i poligoni
Pro-3
Impronta arcade, tasso di sfida impegnativo, ed elevata rigiocabilità...
Contro-3
... Ma a fasi alterne, come l'efficienza dei controlli
Vola come una farfalla, precipita come un macigno
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