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Recensione
TESTATO SU PC
7 maggio 2015, 13:00
Solarix
Solarix mobile

Solarix – Giochiamo a nascondino?

Abbiamo già parlato di Solarix nella nostra passata anteprima ed ora abbiamo finalmente avuto la possibilità di completare la nostra avventura in questo stealth in prima persona in salsa horror e cyberpunk prodotto da Pulsetense Games che ci mette nei panni di Walter, un ingegnere elettrico che si risveglia in una colonia desolata in cui un virus sconosciuto ha preso il sopravvento, uccidendo gran parte dei suoi abitanti e rendendo i restanti dei pazzi assassini. Questo è l’incipit che da inizio alla nostra avventura in questo titolo dall’ambientazione non così originale, ma totalmente incentrato sulla furtività che andiamo ad analizzare meglio nella recensione che segue.

Ce ne sono di cliché

Se pensiamo ad un videogioco horror con un’ambientazione futuristica e spaziale il primo nome che salta in mente è quello di Dead Space. Tuttavia siamo davanti ad un gioco totalmente diverso che cerca di avere una sua personalità riuscendoci in gran parte. Fatta eccezione per le ambientazioni, che risultano poco ispirate e con un level design tutt’altro che memorabile, ma comunque piacevoli da visitare ed esplorare, Solarix cerca di distinguersi attraverso un gameplay con visuale in prima persona incentrato sul rimanere nascosti ai nemici piuttosto che affrontarli faccia a faccia e infine anche grazie ad una trama dai risvolti etici. Poiché gran parte dei problemi di questo titolo risiedono proprio nel suo gameplay, analizzeremo quest’ultimo più avanti, mentre ora ci concentreremo sulla trama.

Solarix ricalca uno dei grandi classici del mondo videoludico, System Shock, con la presenza di un’intelligenza artificiale che ci guida alla ricerca di una cura del virus che ha ucciso molti abitanti della colonia e delle astronavi in orbita, trasformando i sopravvissuti in esseri senza volontà pronti ad attaccare non appena riescono ad individuarci, mentre una persona sconosciuta si metterà fin da subito in contatto con noi per avvisarci, senza dare alcun dettaglio o spiegazione, sulle vere intenzioni dell’IA, lasciando il giocatore nel dubbio più totale. Il problema principale è dovuto a come la storia viene man mano svelata e la quasi totale prevedibilità dei colpi di scena che non riescono a dare maggior risalto alle situazioni. A causa di una totale linearità degli eventi, nonché delle ambientazioni, e una durata totale fin troppo breve che consente esplorando gli scenari nel dettaglio a difficoltà massima di completare il titolo in appena 6 ore, non dà il tempo al giocatore di conoscere i personaggi principali né di affezionarsi in qualche modo al protagonista, che in alcuni rari momenti è stato pure doppiato affinché possa dire la sua, ma senza per questo corrispondergli un’adeguata caratterizzazione. Anche le varie note e audiolog sparsi per le mappe risultano dei riempitivi che ben poco aggiungono ad una trama, che in breve inizia ad annoiare proprio perché non in grado di entusiasmare, risolta velocemente e piena di cliché classici del genere, risultando un minestrone di avvenimenti appena abbozzati e che culminano in un finale fine a se stesso.

Sono nell’ombra… forse

Nonostante tutto non è la trama il vero problema di Solarix ma il suo gameplay. Sulla carta, e anche nella nostra prima prova, lo stile di gioco ci è sembrato interessante. Poche munizioni e un buon numero di nemici che pattugliano diverse aree illuminate nei punti chiave da fonti di luce quasi sempre distruttibili, dove gli infetti sono in grado di vederci costringendoci quindi a lanciare oggetti sparsi nello scenario per farli spostare e permetterci così di avanzare rimanendo accovacciati per evitare di produrre rumori, sono gli aspetti principali di questo titolo. Inoltre, la reattività dei nemici agli stimoli sensoriali come passi, quando non si è accovacciati, od oggetti lanciati è abbastanza buona. Ogni volta cercheranno infatti la fonte del rumore prima di tornare al loro classico percorso di pattugliamento, inoltre alcuni di loro hanno delle torce che illuminano verso la direzione in cui sono diretti, in modo tale che la partita non si traduca in un semplice valzer fra i nemici, anche perché i loro tempi di pattugliamento son diversi, quindi non è detto che entrambi si trovino sempre nello stesso punto allo stesso momento. Tuttavia, basta un po’ di attenzione per notare come la totale cecità dei nemici nelle zone buie assieme alla totale silenziosità del nostro personaggio quando si muove accovacciato, vadano a minare la difficoltà di gioco che già dopo poco scema tantissimo, riuscendo a portare a compimento tutto il gioco senza mai danneggiare una qualsiasi fonte di luce, proprio perché son presenti fin troppi percorsi totalmente al buio e un campo visivo degli infetti piuttosto limitato. La difficoltà maggiore viene offerta non tanto dalla presenza dei nemici, quanto dall’assenza del nostro segnalino sulla mappa – 12, una per capitolo – in cui abbiamo ben poche possibilità di deviazioni. Tale assenza non sarebbe un grosso problema se non fosse per il pessimo sistema di salvataggio basato su checkpoint. In ogni livello sono infatti presenti diversi checkpoint che si attivano una sola volta, sfortunatamente a volte ci viene richiesto di completare più obbiettivi sparsi per la mappa e se ne saltiamo uno rischiamo di utilizzare i salvataggi prima del tempo e saremo costretti a tornare indietro senza più la possibilità di salvare, situazione piuttosto snervante in caso di morte.

Durante la nostra avventura abbiamo anche incontrato diverse porte chiuse o terminali da hackerare utilizzando due diversi strumenti, il cui funzionamento risulta però identico. Basta infatti selezionarli e tenere premuto il tasto fuoco per qualche secondo affinché completino il loro compito, risultando piuttosto noioso. La ripetitività delle situazioni, basate principalmente sul vai da un punto A ad un punto B attivando o disattivando diversi interruttori e hackerando terminali, diventa pesante fin dai primi capitoli e viene ancora più accentuata dalla presenza di nemici sempre uguali, armati con armi da fuoco oppure senza nulla, che si comportano tutti allo stesso modo. Nel caso venissimo visti possiamo fare però affidamento su due diverse armi da fuoco, di cui una che verrà ottenuta solo nei livelli finali, e una per il combattimento ravvicinato, anche se è meglio evitare ogni lotta data l’alta resistenza di ogni infetto e il difficile utilizzo dello storditore, che ci costringe ad essere alle spalle di un nemico, ravvicinati ed in piedi per colpirlo alla testa con una scossa per renderlo inoffensivo. Purtroppo tale arma funziona male e spesso avrà solo l’effetto di rivelare la nostra posizione.

Se però nel complesso il gameplay potrebbe risultare ancora godibile, viene purtroppo rovinato da altri grossi problemi. Il principale è che in alcune mappe non si riesce a capire quali sono le zone al buio e quali alla luce, se non grazie ad un apposito indicatore, a causa di un sistema di illuminazione a volte imbarazzante, che fa sì che alcune zone sembrino in ombra quando in realtà sono alla luce e viceversa, causando delle morti assolutamente evitabili se solo la differenza tra aree illuminate e non fosse stata leggermente più marcata. A ciò si aggiungono una miriade di bug come l’impossibilità di muoversi accovacciati nelle zone in cui il terreno è in pendenza o vi è un piccolo ostacolo, che ci ha causato grossi problemi per tutta l’avventura. A volte siamo stati infatti costretti ad alzarci in situazioni pericolose, attirando l’attenzione di diversi nemici nell’area che ci hanno brutalmente massacrato. Nei capitoli finali invece siamo diventati immortali senza un motivo apparente, anche se ciò ci ha permesso di notare meglio le terribili animazioni di movimento degli infetti quando ci colpiscono, ma per rovescio della medaglia, quando dovevamo attivare l’interruttore finale quest’ultimo non funzionava e una volta ricaricata la partita abbiamo iniziato a cadere nel vuoto. Altre volte sia noi che gli infetti siamo rimasti bloccati negli oggetti lanciabili sparsi nella mappa, così come i corpi dei nemici spesso restano a mezz’aria. Infine condiamo il tutto con diversi bug grafici che comprendono zone palesemente incomplete in cui è possibile incastrarsi, anche grazie alla presenza di muri invisibili poco nascosti, o da cui è possibile vedere il “vuoto”.

Horror? Dove?

Dal punto di vista grafico non gridiamo al miracolo, ma puntiamo alla sufficienza. I modelli tridimensionali dei nemici sono decenti, anche se poco ispirati e originali, e lo stesso si può dire delle ambientazioni, che seppur non particolarmente belle, sono abbastanza credibili e discretamente dettagliate e ogni tanto riescono a regalare anche qualche scorcio interessante. Peccato però per un generale riciclo dei modelli e delle texture, che avrebbero giovato di una maggiore definizione e che rendono ogni capitolo un déjà vu continuo, anche a causa di un level design che raramente riesce a sorprendere. Infine riescono a risollevare un po’ la qualità finale di Solarix gli effetti audio come le voci dei nemici che parlano da soli, a sottolineare la loro pazzia, e i rumori improvvisi in grado di dare un po’ di spessore all’aspetto horror di questo titolo, che di spaventoso ha ben poco se non qualche raro momento in cui un jump scare ben posizionato ha ridestato la nostra attenzione.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=39BcC5-ZUdI[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Nella nostra anteprima eravamo rimasti abbastanza soddisfatti della nostra prova ed attendevamo con ansia la versione completa, purtroppo siamo rimasti molto delusi dalla qualità finale del titolo. Una durata troppo breve con rigiocabilità pari a zero, un riciclo continuo delle situazioni e una trama veramente sottotono che difficilmente ricorderete una volta finito, non aiutano Solarix a brillare, ma avrebbe comunque ottenuto la sufficienza se non fosse per un numero troppo alto di bug che rovinano l'esperienza di gioco e anziché divertire il giocatore non fanno altro che infastidirlo. Finché tali problemi non verranno corretti ci viene difficile consigliare questo titolo, a meno che non cerchiate qualcosa da giocare in stealth, ma con la consapevolezza che le componente horror praticamente non esiste e i problemi, sia a livello di trama, design e bug non mancano.
Pro-1
Ambientazioni (in parte) riuscite
5
Contro-1
Bug ovunque
Pro-2
IA dei nemici reattiva
Contro-2
Trama scialba e priva di mordente
Contro-3
Troppo breve
Gravi imperfezioni ancora da limare
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