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Recensione
TESTATO SU 3DS
31 agosto 2013, 8:00
SteamWorld Dig: A Fistful of Dirt
SteamWorld Dig: A Fistful of Dirt mobile

SteamWorld Dig: A Fistful of Dirt – Recensione 3DS

Certo, forse il titolo, tratto da una famosa pellicola degli anni ’70, può all’apparenza risultare fuorviante; in realtà non potrebbe esser più azzeccato per spiegare l’inaspettata sorpresa e la travolgente passione che ci ha colpito in questo ultimo, fortunatamente assolato, scampolo d’estate italiana, solitamente parco di novità, prima del risveglio settembrino.

Ciò che ha solleticato l’anima videoludica che alberga in ognuno di noi questa volta proviene dalle (pensavamo) fredde lande nordiche ed è opera dei ragazzi di Image & Form, software house svedese già responsabile del particolare e ben fatto tower defense Anthill (rilasciato per i dispositivi portatili della Casa di Cupertino) e della prima apparizione della serie SteamWorld, sempre un tower defense bello e difficile, che ha fatto la sua comparsa un paio d’anni fa nello shop digitale del “vecchio” Nintendo DS. La loro ultima fatica, SteamWorld Dig, disponibile sempre per via digitale nell’attuale shop di Nintendo 3DS è una piccola, grande, perla che sorprende e diverte come poche produzioni “low price” odierne riescono a fare.

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In un futuro lontano, lontano…

L’umanità è oramai un ricordo; tutto ciò che rimane, in una Terra spoglia e morente, sono dei robot dalle fattezze umane che si sono adattati, per poter sopravvivere (o meglio, per mantenersi attivi) alle difficili condizioni ambientali. Il set in cui si svolgeranno le vicende narrate è Tumbleton, una piccola, un tempo ridente, cittadina persa nel Far West in cui Rusty, il nostro volenteroso protagonista, giunge a seguito della morte di suo zio, il quale ha lasciato in eredità una miniera ricolma di segreti e di tesori pronti ad esser portati in superficie. Ed è proprio qui, senza tanti fronzoli di sorta, che prende piede la nostra avventura.

Rusty è subito chiamato a scavare, non solo per scoprire i molti segreti celati nella miniera, ma anche per aiutare i poveri abitanti di Tumbleton che, in cambio di gemme ed altri materiali, forniranno all’infaticabile minatore l’aiuto di cui ha bisogno. Ad un primo sguardo, la struttura di gioco risulta tanto semplice quanto accattivante, ricordando in maniera incredibile una vecchia gloria da sala giochi conosciuta col nome di Dig Dug della Namco. Man mano che si scende in profondità, gemme via via sempre più preziose consentiranno, una volta in superficie, di acquistare potenziamenti ed oggetti che permetteranno di scendere ulteriormente nei meandri della terra ed affrontare le numerose insidie che si nascondono nel buio. Una sorta di circolo vizioso che, va detto, inizia in maniera blanda e forse con un tono un po’ monocorde (cercare i primi materiali può risultare noioso); ben presto però scavare diventerà quasi un’ossessione, per potersi permettere tutti i potenziamenti e per scoprire ogni tesoro ed ogni area segreta della profonda miniera. Inoltre, le fasi di puro scavo sono molto ben bilanciate da sezioni platform pure e da enigmi sempre impegnativi e divertenti da risolvere, che costituiscono un buon diversivo visto che variano il ritmo di gioco ed aumentano, fortunatamente, la longevità globale. Quest’ultima è garantita anche dalla facilità, in caso di scarsa attenzione o di tanta incoscienza, con cui si giunge alla morte, con conseguente ripetizione del livello in corso. Una volta riportato in superficie e “ricostruito” al villaggio, Rusty potrà tornare nel luogo della prematura dipartita, recuperare il contenuto della propria sacca e ripartire. Al giocatore poi viene lasciato ampio spazio; starà a voi infatti scoprire le funzioni dell’equipaggiamento e, soprattutto, l’organizzazione delle sessioni di scavo, dato che non tutte le abilità saranno disponibili sin dall’inizio e questo permetterà anche di tornare in alcune zone precedentemente inaccessibili.

Considerato che Rusty deve scavare letteralmente per chilometri, bisognerà porre particolare attenzione alle funzioni vitali, come la barra della vita, l’importantissima luce (che, se non debitamente seguita, andrà a spegnersi) e il livello dell’acqua, necessario per alimentare alcune abilità del protagonista, nonché la pressione negli strumenti di scavo. Morire, specialmente nelle fasi avanzate dell’avventura, potrebbe risultare più di un semplice rischio.

Dig it!

L’azione di gioco è sempre estremamente fluida; questo anche grazie al semplice, intuitivo, ma soprattutto reattivo sistema di controllo messo a punto dagli sviluppatori, che permette di essere padroneggiato molto in fretta. L’azione si svolge totalmente nello schermo principale del nostro 3DS, mentre al touch screen è demandata, come spesso avviene, la consultazione dei menu, del contenuto della sacca contenente le gemme raccolte e di una piccola mappa stilizzata, utile per dare un rapido sguardo alla strada percorsa, ma forse poco funzionale, dato che non si può “maneggiare” con zoom o spostamenti laterali che permettano di avere una reale visione d’insieme dell’intera area.

All’efficace stile minimalista del sistema di controllo fa da contrappeso una realizzazione tecnica e stilistica veramente curata e ottimamente realizzata. L’ambientazione steampunk cartoonesca bidimensionale del titolo è una gioia per gli occhi, sempre fluida e molto colorata (persino sottoterra), così come la caratterizzazione dei personaggi che abitano il mondo di gioco, a partire dal nostro automa cowboy, fino ai pericolosi nemici che popolano le profondità della miniera. L’effetto 3D ha un valore assai trascurabile e serve unicamente ad accentuare lo stacco tra l’azione di scavo in primo piano e gli splendidi fondali che si rivelano allorquando le rocce vengono disintegrate a colpi di piccone. In tutto questo tripudio di beltà, stona un po’ la colonna sonora à la spaghetti-western (in chiave moderna) che accompagna il protagonista nei suoi scavi; rimane infatti costantemente sullo sfondo, senza mai grandi acuti e sempre uguale a se stessa.

[youtube]http://youtu.be/ZMGYQ40DzsU[/youtube]

IN CONCLUSIONE
SteamWorld Dig è forse uno dei migliori prodotti al momento disponibili per il negozio digitale della Casa di Kyoto assieme alla serie di Pullblox e, se fosse stato un po' più “completo”, si sarebbe meritato addirittura (e senza ombra di dubbio) la propria controparte retail. I ragazzi di Image & Form sono riusciti a realizzare una perla videoludica, bella, profonda ed intuitiva, adatta anche a rapide sessioni, con una formula che terrà impegnato il giocatore ben oltre il primo walktrough sotto Tumbleton, visto che il tutto potrebbe essere benissimo portato a termine sulle 8-9 ore al massimo. Superati i primissimi minuti di gioco, scavare diventerà un'ossessione ed i tesori saranno la droga che l'alimenterà. Durante questo ultimo scampolo d'estate passerete ore sotto terra senza accorgervene e le soddisfazioni (nonostante l'estrema facilità con cui si giunge alla morte) non tarderanno ad arrivare. Inoltre, non abbiate paura di consumare SteamWorld Dig; Image & Form ha annunciato di volersi rimettere al lavoro e dare un sequel a questo piccolo, imperdibile, capolavoro digitale.
Pro-1
Bello ed originale
9
Contro-1
Purtroppo finisce troppo presto
Pro-2
Splendidamente realizzato
Contro-2
Colonna sonora un po' sottotono
Pro-3
Dà dipendenza
Scavare non è mai stato così divertente
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