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Recensione
TESTATO SU PS4
3 agosto 2014, 14:00

The Last of Us: Remastered – Recensione

Parole chiave come Collection o Remastered sono stati sicuramente i termini più utilizzati nei motori di ricerca in questa prima parte del 2014 in ambito videoludico, per la felicità di alcuni utenti e per lo sconforto di altri che hanno visto una partenza a rilento di questa nuova generazione, la cui grande attesa è stata ampiamente dimostrata dalle statistiche di vendita. Insomma, in un anno in cui di grosse uscite ce ne sono state poche queste riedizioni hanno trovato spazio nel mercato e tra queste vi è appunto The Last of Us Remastered, l’edizione Goty dell’ultima fatica dei Naughty Dog rimasterizzata per PlayStation 4, pronta per essere giocata da chi non l’ha ancora fatto o chi magari non ha fruito di tutti i suoi contenuti.

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BUON ANNIVERSARIO

A un anno di distanza ritorniamo a parlarvi di The Last of Us, il canto del cigno di PS3, portato anche su PS4, con tutti i contenuti usciti finora e le dovute migliorie tecniche. Per tutti quei dettagli che vengono analizzati in sede di recensione vi rimandiamo all’articolo sul gioco e a quello specifico sul DLC legato alla storia, Left Behind. La Remastered offre dunque il gioco compreso Left Behind, le 8 mappe aggiuntive e la modalità Interrogatorio in Multiplayer, il nuovo livello di difficoltà Realismo che elimina tutti gli aiuti anche quelli del HUD e fornisce scarsissime risorse per sopravvivere, per un’esperienza davvero dura e cruda per gli appassionati. Tutti i contenuti disponibili quindi, con la possibilità di importare in maniera gratuita le armi e gli accessori per il multigiocatore già acquistati. Per valorizzare poi una bontà grafica indiscutibile è stata inserita la modalità foto, attivabile con la pressione del tasto L3 (escluso nelle cutscene) per catturare gli istanti di gioco. Un’aggiunta che cavalca l’onda del successo avuto in inFAMOUS: Second Son e più in generale della “screenshot mania” spinta dalle caratteristiche social della console. A differenza della modalità foto inserita dai Sucker Punch qui troviamo qualche opzione in più: otto in totale su cui agire, dalla profondità del campo visivo alla messa a fuoco di particolari zone del quadro, passando per l’aggiunta di uno dei dieci filtri alla visuale della telecamera, finendo con l’inserimento di vignette, cornici o dell’effetto “pellicola”. Insomma diversi parametri con cui divertirsi e che sicuramente in tanti utilizzeranno. Inoltre nella sezione delle Cinematiche dal menù principale è stato inserito anche un “Making of” del gioco.

Se i contenuti inseriti fanno di questa versione anche un’edizione Goty, a cui si aggiungerà in futuro un altro DLC per il Multigiocatore, sono le migliorie tecniche apportate al gioco che ne fanno una Remastered. Un argomento che interesserà soprattutto chi il gioco lo ha già giocato a suo tempo e che potrebbe far propendere al riacquisto. Risoluzione di 1080p e 60 fotogrammi quasi sempre fissi sono gli obiettivi raggiunti dagli sviluppatori, e specie la fluidità del gioco è la caratteristica che più invita a rigiocarsi l’avventura di Joel ed Ellie, dimostrandosi altresì utile anche in ambito Multigiocatore. Tra l’altro c’è anche un’opzione per poter bloccare il frame rate a 30, utile solo nella Storia magari oltre ad aumentare la nitidezza delle ombre, ma una volta gustato il gameplay a 60 fps è difficile tornare indietro. Controlli più reattivi garantiscono una migliore precisione che specie nel competitivo torna molto utile, ma in generale l’esperienza di gioco ne beneficia molto. La risoluzione a 1080p affiancata da una pulizia d’immagine migliore rendono gli scenari più belli e più vivi; il lavoro sulle texture degli ambienti è ben riuscito e più di una volta giocando non abbiamo potuto non ripensare come il gioco in termini di poligoni e mole di dettagli ancora oggi non sfigura con i giochi rilasciati per le piattaforme next gen. Un lavoro di fino è stato poi fatto sui personaggi principali, su tutti Joel che è incredibile per rappresentazione, e stesso discorso vale per le scene d’intermezzo. Il sistema di illuminazione che già su PS3 mostrò i muscoli presentandosi in forma next gen, in questa Remastered fa ancora dei passi in avanti regalando alcuni scorci ancora più avvolgenti.

I lavori di rimasterizzazione non potevano non coinvolgere la vegetazione, elemento ricchissimo negli scenari del gioco, ora abbellita a dovere quasi in ogni dove, con alcuni scenari che sono quasi completamente diversi come quando Joel ed Ellie ammirano le giraffe dalla terrazza. Tuttavia non è tutto oro quel che luccica, nonostante il lavoro massiccio costato diversi mesi agli sviluppatori, la Remastered non riesce a scrollarsi di dosso alcune magagne ereditate dalle linee di codice su PS3. La linea dell’orizzonte visivo è aumentata ma gli elementi distanti continuano ad avere alcuni problemi di pop-in piuttosto che essere poco definiti, creando quell’effetto “luce intermittente” che spesso abbiamo visto nella passata generazione. Gli sviluppatori hanno infine inserito anche delle nuove opzioni sul fronte audio dedicate agli amanti dell’audio posizionale e i possessori di un home theatre: si possono impostare le preferenze per i canali audio, il range dinamico e i valori del azimut per migliorare la provenienza del suono. Un’aggiunta indicativa del fatto che anche in questo ambito troveremo delle migliorie su PS4. Per quelli che invece non posseggono un home cinema ma hanno invece le cuffie ufficiali PlayStation possono usufruire dei settaggi audio dedicati a The Last of Us Remastered, inseriti tramite una patch nell’applicazione dedicata. Sul fronte delle caratteristiche specifiche di PS4, l’altoparlante del Dualshock 4 è usato per riprodurre il click della torcia all’accensione o allo spegnimento e per ascoltare gli audio log del gioco.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=ygVPHxkokAE[/youtube]

IN CONCLUSIONE
The Last of Us Remastered è ovviamente indirizzato a tutti quelli che non hanno giocato il gioco un anno fa, che con questa versione potranno godere del gioco nella sua totale interezza e al suo massimo splendore, sia dal punto di vista dei contenuti sia dal punto di vista grafico. Su quest’ultimo aspetto possiamo dire a quelli indecisi se rimettere le mani oppure no su The Last of Us che i miglioramenti grafici non sono tali da meritare da soli l’acquisto. Il lavoro di Naughty Dog sotto questo profilo è stato importante ma la differenza con il predecessore non è abbastanza marcata da essere la scintilla che accende la miccia, nonostante i quasi 50 GB d’installazione; diversamente, se avete il piacere di rigiocarlo, i 60 frame per secondo sono un valore aggiunto importante che cambiano l’esperienza di gioco, soprattutto in Multiplayer. Ovviamente anche se non avete giocato Left Behind o se volete ritornare a calcare i territori abbandonati della divertente modalità Multigiocatore – che al momento soffre di alcuni problemi legati alla ricerca e al caricamento delle partite specie quando si è in gruppo con gli amici – l’acquisto è più che consigliato; in tal senso apprezzabile la mossa di Sony di proporre il gioco a 50 euro, al contrario, deprecabile la scelta di non offrire un programma di upgrade per i possessori del gioco su PS3.
Pro-1
Tutti i contenuti disponibili ad un prezzo conveniente
9.5
Contro-1
Nessun programma di upgrade
Pro-2
Buon lavoro di rimasterizzazione
Contro-2
Qualche difetto residuo dalla versione PS3
Pro-3
I 60 fps fanno la differenza
Contro-3
Qualche problema in Multigiocatore
COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA
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