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Recensione
TESTATO SU PS4
31 gennaio 2014, 23:57

Tomb Raider: Definitive Edition – Lara Croft in salsa next gen

Seguendo in tutto e per tutto la moda delle edizioni rimasterizzate per l’attuale generazione di console, anche il reboot di Tomb Raider si è dato un’incipriata per mostrare (o almeno cercare di farlo) i muscoli delle neonate PlayStation 4 e Xbox One. Dopo esserci quindi goduti il gioco nel migliore dei modi su PC, cerchiamo di capire quali sono le principali differenze tecniche tra questa edizione definitiva e la controparte PC, per poi passare alla tanto amata analisi delle differenze tra la versione PS4 e One. Proseguite con la lettura per scoprirne tutti i dettagli.

Tomb-Raider

LA VERA EDIZIONE DEFINITIVA?

Come ben saprete, la trama alla base del titolo non è particolarmente intricata, infatti impersoniamo una giovane Lara alle prime armi a bordo di un’enorme imbarcazione in compagnia di diversi lupi di mare, una troupe televisiva e altri archeologi, tra i quali Sam, cara amica della protagonista sin dai tempi dell’università. In cerca di un luogo misterioso l’intero gruppo si imbatterà nel Triangolo del Dragone, dove a causa di una fortissima tempesta naufragheranno su di un’isola sconosciuta. Sarà qui che avrà inizio la nostra avventura, in cui la bella Lara si ritroverà a dover cercare i suoi compagni e affrontare numerosi pericoli, dal momento che la popolazione locale non è delle più accoglienti. Non approfondiamo però ulteriormente la trama per non rovinarvi la sorpresa, ma vi assicuriamo che non mancheranno tantissimi colpi di scena e momenti particolarmente spettacolari. L’unica cosa che però va assolutamente sottolineata è la grande cura riposta dagli sviluppatori nel cambiamento di Lara dal momento del naufragio sino al termine del gioco, infatti la nostra archeologa non si trasformerà in una killer spietata dalla sera alla mattina, e anche la sola uccisione di un animale per la propria sopravvivenza avrà un certo peso sulla sua psiche.

Passiamo ora a quello che è il cuore del gioco, ovvero il gameplay. Dimenticatevi completamente dei vecchi capitoli in cui il sistema di salti era particolarmente macchinoso, la possibilità di gestire l’inventario e la presenza dell’ormai (purtroppo, o per fortuna a seconda dei punti di vista) vetusta barra dell’energia. A livello di gameplay questa volta il titolo si ispira in maniera piuttosto palese ad Uncharted (che paradossalmente si basava su titoli come Tomb Raider), infatti il sistema di movimento è estremamente simile a quanto visto nel titolo targato Naughty Dog, con una gestione del salto più libera e maggiore focalizzazione sulle fasi sparatutto. Durante il corso dell’avventura oltre a diverse bocche da fuoco disporremo di un utilissimo arco, il cui utilizzo non sarà limitato ai combattimenti, ma attraverso diversi upgrade potremo sfruttarlo anche nelle fasi di esplorazione e per risolvere svariati enigmi ambientali. Il nostro equipaggiamento ovviamente non sarà costituito dal solo arco, ma comprenderà ad esempio un’utilissima accetta che servirà ad aprire porte, scalare pareti rocciose e altro ancora. La sensazione di progressione che si ha nel corso della storia è però costante: ogni upgrade e nuovo oggetto che verrà sbloccato man mano che andremo avanti ci darà la possibilità di scoprire sempre cose, persino in prossimità dell’end game. Tale senso di progressione non riguarderà esclusivamente la quantità di cose presenti nel nostro inventario, ma anche la loro qualità e le abilità stesse della giovane protagonista. Sparsi per la mappa ci sono dei falò il cui ruolo è molto simile a quello visto in Dark Souls. Infatti oltre a spostarci tra i falò visitati in precedenza, potremo potenziare Lara sotto diversi punti di vista grazie ai punti abilità che otterremo cacciando animali, scoprendo tesori ed eliminando nemici. Potremo quindi sbloccare nuove mosse corpo a corpo, migliorare la resistenza ai colpi avversari, trasportare più munizioni e così via. Per andare invece a migliorare le varie armi avremo bisogno di raccogliere quella che rappresenta la moneta di gioco, ovvero dei generici “materiali” attraverso i quali ad esempio potremo aumentare la precisione dell’arco piuttosto che le dimensioni dei caricatori della pistola.

La campagna di gioco richiederà una decina d’ore per essere portata a termine, ma state certi che se mai vi venisse la voglia di sbloccare i vari segreti e completare il titolo al 100% sarà richiesto un quantitativo di tempo decisamente maggiore. Come accennato poco sopra infatti, tra una missione e l’altra saremo liberi di muoverci all’interno della mappa, le cui dimensioni non sono particolarmente generose, ma non mancano certo di nascondere al suo interno un gran numero di segreti. Come il più classico dei metroidvania ci ritroveremo, man mano che il nostro arsenale sarà più ricco, a poter aprire nuovi varchi per accedere, ad esempio, alle caverne che contengono dei segreti più corposi, e che richiederanno la risoluzione di piccoli enigmi per essere risolte. Le difficoltà disponibili sono tre, ovvero facile, normale e difficile, tutte sbloccate sin dal primo istante. Il nostro consiglio è quello di iniziare direttamente con la più alta, visto che la sfida offerta non è particolarmente elevata. Anche nella sua versione definitiva torna ad essere presente la componente mltiplayer, che risulta decisamente accessoria ed evitabile.

Ovviamente la componente più interessante di questa Definitive Edition è il comparto tecnico, ovviamente superiore rispetto alle versioni old gen. Sebbene però entrambe le versioni girino a 1080p, vi è una “sottile” differenza per quanto riguardo il framerate, che è limitato a 30 sulla console Microsoft mentre viaggia a 60 non stabilissimi sull’ammiraglia Sony. Il miglioramento tecnico non si limita però alla mera risoluzione, poiché anche gli utenti console potranno godere dei benefici di alcuni effetti quali il TressFX, che dona un realismo mai visto prima ai capelli della bella Lara, oltre ad un viso della protagonista rivisto e migliorato rispetto persino alla versione PC, di fronte alla quale la versione in questione non sfigura per niente, anzi. Gli sviluppatori hanno poi dedicato attenzione anche alle features peculiari delle nuove console, infatti grazie a Kinect e alla PS Camera potremo gestire, in alcuni frangenti, la telecamera tramite il sensore di movimento. Anche le caratteristiche del DualShock 4 vengono sfruttate a dovere, con il led che assumerà un colore diverso in base alla situazione su schermo e all’altoparlante integrato che aumenterà il senso di immersione. Non è stato lasciato a bocca asciutta nemmeno chi fa uso del Remote Play su PS Vita, visto che il titolo supporta l’utilizzo del touch screen per gestire, ad esempio, la mappa di gioco.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=nPNnYC9wIsQ[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Come suggerisce il titolo stesso, Tomb Raider: Definitive Edition è probabilmente la versione migliore del titolo attualmente disponibile. Considerata la carenza di giochi di rilievo attualmente disponibile su PS4 e One, il titolo in questione è una scelta decisamente azzeccata sia per chi non ha avuto modo di giocare il titolo, sia per i super appassionati che hanno intenzione di rigiocarlo nella sua versione tecnicamente più performante, in attesa del prossimo capitolo. Nel caso infine doveste avere possibilità di scelta, non possiamo che suggerirvi l'acquisto in versione PS4, poiché seppur non rappresentino un elemento fondamentale (almeno in un titolo del genere), è indiscutibile che i 60 frames al secondo possano offrire un'esperienza di gioco più fluida e godibile.
Pro-1
Comparto grafico di tutto rispetto
9
Contro-1
Tecnicamente presenta qualche differenza tra le due versioni
Pro-2
Lo stesso ottimo titolo giocato su 360, Ps3 e PC
Contro-2
Niente di nuovo sul fronte del gameplay
Contro-3
Il multiplayer è un semplice accessorio
STESSA LARA, MA IN FULL HD
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