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Recensione
TESTATO SU PC
9 settembre 2013, 8:16
Total War: Rome II
Total War: Rome II mobile

Total War: Rome II – Recensione

Roma ha il suo destino. I segni e i presagi hanno una considerevole influenza e persuadono i romani a compiere grandi gesta. Questo grande popolo, il più duraturo che la storia ricordi, lascia il segno nel suo dominio su di un antico mondo, caratterizzato da figure leggendarie, politiche, intrighi e tradimenti, in un’epoca devastata da una guerra totale che incombe su tutto il continente. Tutto questo, oltre che sui libri di storia, lo si può trovare nel nuovo titolo di Creative Assembly, che ritorna in pompa magna con la più grande serie bellica di tutti i tempi, Total War: Rome II, dove starà a noi riscrivere totalmente la storia, glorificando Roma o abbattendola da nemico giurato.

Total-War-Rome-II

al nostro prossimo incontro, amico mio

Ogni qualvolta viene annunciato un nuovo capitolo della saga “Total War”, l’utenza globale si alza in coro, pompa i propri PC e attende con ansia il fatidico giorno dell’uscita del colosso tecnico/bellico di Creative Assembly & SEGA. Dopo il grande Shogun II, e l’annuncio di Rome II, era palese attendersi ancora di più da questo team e da questo titolo che in sede di anteprima prometteva di essere “la più grande campagna di guerra a turni con le più vaste e cinematografiche battaglie in tempo reale che si siano mai viste in un gioco”. Tagliando corto (nel frattempo sarete già andati a vedere il voto), il titolo mantiene tutte le promesse fatte, mostrando il fianco in rarissime occasioni. Prima di iniziare a fare sul serio con Total War: Rome II è cosa buona e giusta affrontare il lungo e bellissimo prologo basato sulle guerre sannitiche, onde evitare di tingere di rosso le nostre toghe, iniziandoci alle novità apportate in questo nuovo capitolo e facendoci conoscere l’utilissima Enciclopedia, che ci salverà la pelle in più di un’occasione. Il prologo funziona più che egregiamente tanto da essere uno dei migliori mai affrontati in un videogames. Una volta finito e apprese le basi della campagna a turni e delle battaglie in tempo reale, saremo più che in grado di iniziare una nuova campagna in singolo o in multiplayer, andando a scegliere se schierarci con Roma o con una delle altre fazioni messe a disposizione dallo sviluppatore. Ovviamente la nostra scelta sarà scandita da vari elementi unici che contraddistinguono una fazione dall’altra e risultano essere tutte pressoché molto equilibrate, guidandoci verso l’unico scopo, che è quello della vittoria e del controllo dei territori conquistati, tramite la presa di regioni e province. Ogni fazione ha i suoi obiettivi primari, peccato però che oltre alle guerre sannitiche viste nel prologo le citazioni alla nostra storia si fermino qui, a patto che non si avvii la modalità Battaglia Storica, lasciando libero sfogo al giocatore di prendere accordi commerciali, di difesa, alleanza o di muovere guerra contro chi esso voglia.

Ovviamente ogni accordo preso pacificherà le due fazioni, magari facendone arrabbiare altre, ma nulla ci vieterà di rompere il patto e scatenarci in una lunga carneficina tramite assedio della città stessa o risoluzione automatica dell’incontro determinata da una percentuale di forza calcolata dal gioco (perdendo ovviamente bonus), oppure potremo scegliere di lanciarci nel pezzo forte del gioco, ovvero le guerre in tempo reale.

Prima di passare alle guerre in real time, è giusto spiegare quali sono le novità che troveremo in questo Total War: Rome II. La prima cosa che salta agli occhi è sicuramente il nuovo sistema delle province, ossia un gruppo di regioni (massimo quattro) che semplificano la presa del territorio e ne influenzano l’intera capacità. Per esempio, se decidiamo di conquistare una città della Magna Grecia, questa non sarà sotto il nostro pieno controllo fino a che non conquisteremo tutta la provincia, solo allora potremo emanare editti, costruire edifici, far crescere e far contribuire la provincia all’accumulo di ricchezza della nostra capitale. Anche i mari della mappa sono stati divisi in regioni marittime distinte, anche se questi “grandi laghi salati” non possono appartenere a qualcuno, resteranno sotto il controllo della fazione che è in possesso del porto più vicino, traendo vari benefici, come la presenza ridotta dei pirati e la conseguente fioritura del commercio. In poche parole, gli imperi ora vengono gestiti a livello provinciale e non più regionale e nonostante ci siano più territori da conquistare rispetto al passato, la gestione del territorio è stata drasticamente ridotta, andando incontro ad un ottimo feeling tra una facile gestione ed un’accessibilità che solo un grande gioco di strategia può permettersi.

Per quanto riguarda il reclutamento degli eserciti e delle flotte, anche questi non avvengono più tramite regioni o provincie, e non vanno più spostati singolarmente, ora si potrà infatti creare eserciti sul campo che automaticamente risponderanno al nostro generale. Il tipo e il numero di truppe disponibili dipendono ovviamente dalla quantità delle regioni conquistate, mentre gli edifici militari costruiti ed upgradati in questa regione consentiranno la creazione di truppe di varietà e qualità presso ogni città. Ogni esercito potrà assoldare un massimo di venti combattenti o navi, poi starà a noi scegliere quali truppe creare facendo attenzione ai costi di addestramento e mantenimento. Ogni azione svolta avrà infatti una ripercussione politica positiva o negativa (altra novità) all’interno delle nostre regioni. Se per esempio decidiamo di costruire una grande armata e non facciamo attenzione al cibo, i cittadini affamati ed insoddisfatti potrebbero rivoltarsi contro il nostro volere, creando nei casi più estremi un esercito ribelle che cercherà di eliminare la nostra tirannia una volta per tutte. Per far sì che ciò non accada, è inutile spiegarvi che ogni azione deve essere saggiamente pesata (questo è il bello ed il difficile di Total War). Andando in guerra a testa bassa ed espandendovi con velocità e senza sapienza, molto presto vi ritroverete con le città in fiamme sotto eserciti nemici o rivolte per la scarsa attenzione verso il proprio popolo. Se agirete saggiamente, pesando ogni scelta, bilanciando le scorte di cibo, le costruzioni di fattorie piuttosto che le armerie, espandendovi con calma e pianificando ogni dichiarazione di guerra, allora avrete una possibilità concreta di una civiltà prospera e duratura.

Total War: Rome II punisce i giocatori poco attenti e senza voglia di fare in modo che la propria civiltà cresca e si dirami con armonia e felicità, facendo attenzione anche alle altre famiglie interne che la nostra fazione ci metterà in concorrenza. Infatti, all’inizio del gioco, ci verrà chiesto di scegliere una particolare famiglia o tribù al posto di un’altra, a quel punto rappresenteremo esclusivamente questo schieramento durante tutto il gioco, venendo chiamati anche a gestirne l’influenza ed il loro potere contro gli schieramenti rivali all’interno della fazione. Completando missioni ed obiettivi si acquisisce potere e questo andrà investito in azioni che cambieranno il panorama politico. Potremo per esempio eliminare il politico di un altro partito o assassinare un membro del nostro stesso schieramento, se i suoi interessi entrassero in conflitto coi nostri. Anche in questo caso, prima di agire è meglio prendere le dovute precauzioni e la dovuta cautela, visto che i grandi cambiamenti socio-politici spesso possono generare sfiducia, tradimenti o guerre civili. A rendere migliore l’immedesimazione nella commedia, sono stati introdotti anche gli Agenti (spie, dignitari e campioni ed ognuno con il suo scopo specifico), e i Sudditi: questi nuovi PG apportano una vasta gamma di bonus e penalità alla nostra fazione, trasformandosi in fieri gladiatori o maledettissimi maestri di complotti, diffusori di calunnie e voci in Senato. A quel punto si potrà decidere chi merita la morte e chi la vita, facendo sempre attenzione a non disseminare il caos ed il malcontento tra il popolo, anche e soprattutto tramite l’ordine pubblico, che “lavora” in base a fattori come gli edifici e le guarnigioni presenti all’interno di una città. Infatti il mantenimento delle truppe in una determinata zona, o la costruzione di edifici, faranno scendere gradualmente il rischio di rivolta da parte dei cittadini. Gli edifici e le varie espansioni cittadine sono sviluppabili invece spendendo denaro, attraverso un ottimo menu semplice e dinamico, ed anche se l’evoluzione non è nemmeno paragonabile a quella di Civilization V gli upgrade che andremo ad apportare saranno sempre utili alle nostre esigenze, aumentando il cibo, la forza bellica e via dicendo.

NOMEN OMEN

Se c’è una grande particolarità che distingue la serie Total War da altri giochi di strategia, queste sono sempre state le grandissime e fedeli battaglie in tempo reale. Se sul lato “gioco a turni” Creative Assembly ha svolto un ottimo lavoro, con tante novità ed un’ottima immedesimazione, migliorando ciò che abbiamo avuto modo di provare in Shogun II, è sul lato bellico che Rome II mostra i muscoli e si aggiudica la palma di miglior gioco di strategia sul mercato. Le battaglie di terra e quelle navali, in tempo reale, sono la vera chicca della produzione inglese: scontri epici tra eserciti enormi con migliaia di truppe che si muoveranno sotto il nostro comando. Lo svolgimento della battaglia è molto semplice, si avvia la partita quando la condizione climatica è favorevole, successivamente si dispongono le truppe con un semplice click sui vari gruppi di soldati, oppure pre-impostando una tattica o una formazione predefinita. Per esempio allontanando la visuale dal campo di battaglia passeremo automaticamente alla mappa delle tattiche, a quel punto le unità (massimo 40) saranno raffigurate da un logo che ne distinguerà l’abilità, offrendo una panoramica completa sulle nostre forze e quelle dei nostri avversari, aiutandoci ad impostare ordini di movimento e tattiche in estrema facilità, prima di tornare al campo di battaglia ed usare i comandi di attacco e abilità speciali.

Le abilità di attacco delle truppe si identificano sul ruolo da loro rivestito, per esempio le truppe leggere saranno equipaggiate ed addestrate per perlustrare e scrutare il campo di battaglia, mentre le truppe pesanti avranno difficoltà di movimento ed un campo visivo ridotto per colpa dell’elmo. Insomma, ogni truppa avrà i suoi pro e contro, ma facendo attenzione all’importanza del campo visivo e l’ambiente che ci circonda, potremo inanellare una sequenza di imboscate e tattiche degne della miglior disciplina romana. Anche il nemico non resterà a guardare e muoverà le sue pedine in modo da metterci in grande difficoltà, sebbene in questa fase Total War: Rome II mostri qualche lacuna sul lato dell’intelligenza artificiale. Alla massima difficoltà e soprattutto negli scontri impari avremo il nostro bel da fare per conquistare o difendere una postazione, fino alla vittoria. Per vincere uno scontro si devono conquistare i punti vittoria collocati sulla mappa della battaglia, in luoghi strategici sorvegliati dall’esercito nemico. Per ogni scontro avremo a disposizione tre punti vittoria in ogni campo, mentre le forze che attaccano devono riuscire a strapparli strategicamente a quelle in difesa. Più facile a dirsi che a farsi visto che, a differenza del primo Rome, a chi difende non basterà più ritirarsi nella piazza centrale, mentre per chi attacca lanciandosi a testa bassa contro il nemico conseguirà solo una grande quantità di sangue versato. Total War: Rome II spreme lo stratega bellico che è in noi fino all’osso e pretende di essere giocato in una certa maniera; passeranno centinaia di ore prima che possiate dire “so giocare a Rome II” e ne passeranno altrettante prima di conquistare il conquistabile.

Un gioco difficile al punto giusto, certo l’IA non è delle migliori e la gestione della civilizzazione non è cosi estrema come in altri titoli, ma se siete guerrafondai non avrete sicuramente problemi di sorta a perdervi nella sconfinata longevità che il titolo offre, soprattutto considerato il comparto multiplayer (campagna multi, battaglie storiche) che se giocate in compagnia saprà regalare altre sane ore di divertimento assicurato.

Una delle gioie e pecche più grandi, soprattutto la seconda, per chi non dispone di un super computer, è sicuramente il comparto grafico e tecnico di Total War: Rome II. Se da un lato il titolo di Creative Assembly si pone a noi come miglior esponente grafico del genere (tanta roba, NdR), dall’altra le sue “esosissime” richieste hardware fanno storcere il naso a molti, se non perfino rinunciare a giocare, a causa di mal funzionamenti ed una qualità grafica che tra un PC di fascia media ed uno di fascia alta cambierà radicalmente la faccia del titolo, soprattutto quando si attiverà lo zoom di gioco. Bisogna dire che texture in bassa risoluzione, penetrazioni poligonali ed i cali di frame rate saranno comunque all’ordine del giorno, ma questi sono dovuti soprattutto a bug grafici che lo sviluppatore sta già sistemando. Se da un lato possiamo fare a meno di dettagli ultra pompati, la stessa cosa non si può certo dire della velocità di processo del gioco, con tempi di caricamento, tra le nostre mosse e quelle delle altre fazioni, che in alcuni casi superano addirittura il minuto di attesa. Abbastanza snervante la questione. Anche i caricamenti pre-battaglia sul campo sono abbastanza lunghi, e questo la dice lunga su quanto sia gigantesco il database di Total War: Rome II, ma avremo senza dubbio apprezzato un netto taglio delle tempistiche: il titolo ne avrebbe sicuramente giovato. Per quanto riguarda il comparto sonoro invece, il gioco non è certamente al top di gamma. Per carità, le colonne sonore che ci accompagnano tra un turno e l’altro sono molto piacevoli, ma un doppiaggio interamente in Italiano non avrebbe guastato, anche perché scendere in battaglia sotto voce guida italiana e sentire parlare l’esercito di Roma con mille accenti diversi non è una cosa molto udibile, stonando parecchio con l’intera produzione.

[youtube]http://youtu.be/RscVeOzPiZE[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Total War: Rome II è il miglior gioco di strategia per PC. Creative Assembly ritorna in pompa magna con un altro titolo che, anche se non perfetto sotto tutti i punti di vista, riesce comunque a donare gloria e sostanza ad una serie oramai divenuta culto nel corso degli anni. Tutto quello che gli appassionati stavano aspettando lo troveranno con gioia dentro questa magnifica opera bellica, con annesse alcune novità che sicuramente faranno solo piacere. Purtroppo il titolo soffre di qualche magagna qua e là e di una richiesta hardware troppo esosa, insieme agli ormai noti bug che la software house inglese ha promesso di correggere (lo sta già facendo) nel corso di queste settimane, con l'aiuto della folta community che contraddistingue Total War da qualsiasi altra serie in circolazione. Insomma, se non avete mai amato i giochi di strategia (soprattutto non accessibili, come questo), di sicuro Total War: Rome II non potrà farvi cambiare idea, ma se siete alla ricerca di una vera sfida dalla Killer Application PC per eccellenza allora siete sulla giusta strada. L'antico Impero Romano ricreato dal duo Sega-Creative Assembly saprà colpire duro i vostri cuori, le vostre menti e le vostre passioni. Ave Cesare.
Pro-1
Il fascino impareggiabile di Roma
9
Contro-1
Richiesta hardware troppo elevata
Pro-2
Fasi di combattimento ben strutturate
Contro-2
IA non sempre perfetta e qualche bug
Pro-3
Tantissimi contenuti
Contro-3
Il comparto Multiplayer non è al pari della campagna
Tutte le strade portano a Rome
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