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Recensione
TESTATO SU XONE
24 aprile 2014, 16:23
Trials Fusion
Trials Fusion mobile

Trials Fusion – Recensione

Correva l’anno 2012 quando Trials Evolution fece la sua comparsa sullo store digitale di Xbox 360, in quello che fu, senza dubbio, l’ultimo fiorente periodo della ormai pensionata console di Redmond. In quei giorni, difatti, il titolo di Ubisoft e RedLynx fece da apripista ad altrettanti titoli che poi avrebbero, nel bene o nel male, segnato gli anni successivi: vedi Fez o The Witcher 2. Oggi, anche se disponibile già da qualche giorno, vi parleremo del “nuovo” Trials Fusion, che non si è concesso in esclusiva come accadde col predecessore, aprendosi fin da subito alle nuove arrivate PlayStation 4 e Xbox One, non dimenticando Xbox 360 e, a confermare il vizietto di “famiglia” Ubisoft, con otto giorni di ritardo in versione PC Windows.

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MORE OF THE SAME, NEL FREDDO FUTURO CHE DESTA PERPLESSITÀ

“Welcome to the future”, così recita il ritornello del brano d’apertura inserito nel menu principale da quelli di RedLynx; un tema musicale appropriato, considerato il rinnovamento stilistico apportato dagli sviluppatori, che hanno deciso di mettere da parte gran parte degli scorci paesaggistici delle precedenti esperienze per affidarsi a location futuristiche, in cui la mano dell’uomo s’è fatta pesante tra immense costruzioni, dighe, strutture che deturpano il paesaggio; o meglio, quello che un tempo era il paesaggio. La serie Trials – a parte le variazioni che stavolta si è concessa sul tema – è una tra le più conosciute tra i videogiocatori, perché coniuga la semplicità di un inizio travolgente e privo di intoppi a sezioni di gioco a dir poco frustranti; perché è immediato e scontroso, e bastardo allo stesso tempo, perché in fondo si è imparato ad apprezzarlo e, con l’episodio di due anni fa, Trials Evolution, raggiunse la maturità che gli spettava, utile ed indispensabile per far sì che rimanesse tra i top game venduti su Xbox Live Arcade; e così fu, finché l’ormai già vetusta piattaforma di gioco (ci riferiamo chiaramente a Xbox 360) smise di rischiare, incapace di regalare ai suoi possessori titoli di rilievo in tutto l’arco del 2013, periodo che di fatto sancì la vittoria dopo un lungo rincorrere di PlayStation 3, partita malissimo. Le generazioni però vanno avanti, i modi di fare e di intendere videogiochi anche, e per Trials Fusion si è deciso di investire contemporaneamente su più piattaforme, nessuna esclusività, disponibili anche in formato retail, ma la sostanza alla base di tutto non cambia. Grilletto destro e sinistro per acceleratore e freno, stick analogico sinistro per spostare il peso del pilota e stick analogico destro per compiere trick (new entry); il resto è fatto di adrenalina pura, pazzia, pericolo, avvitamenti in aria, errori spesso madornali, imprecazioni, medaglie e tempi da record.

L’anima del gioco è la modalità carriera, grazie alla quale verremo iniziati a programmi di allenamento specifici, utili per prendere un po’ di dimestichezza coi comandi, anche se tali insegnamenti bisognerà farli fruttare all’interno di un discreto numero di stage, che danno vita a campionati, il cui livello di difficoltà e progressione è molto discutibile. Una partenza soft, adatta a tutti, che si protrae per almeno il 60% del gioco, caratterizzato da un livello di difficoltà risibile, poi l’inferno, appena sbloccata la Viper, un piccolo bolide a due ruote che spazzerà via ogni vostra convinzione nel saper padroneggiare i controlli, nell’essere infallibili visti i risultati fino a poco prima ottenuti: medaglie d’oro in ogni stage e sfide sbloccate, tre per ogni livello, che vanno ad aumentare un po’ una longevità altrimenti imbarazzante. Per ogni vittoria una medaglia, dal bronzo all’oro, in base agli errori commessi ed al tempo stabilito sul percorso; e per ogni grande risultato un numero di punti esperienza grazie ai quali potremo salire di livello, non per fare in modo che le nostre sensazioni di guida o di abilità migliorino, ma solo ed esclusivamente per consentirci di sbloccare personalizzazioni per moto e pilota, nuovi campionati o tracciati. Discutibile, nel futuro sempre sognato avremmo voluto un sistema di crescita più intelligente, e sarebbe bastato davvero poco per ottenerlo. In Trials Fusion è quindi chiaro il distaccamento dal precedessore, che proponeva una difficoltà graduale e ben ponderata dei tracciati – a nulla servono i frequenti checkpoint – e dei veicoli, sì diversificati e più difficili da guidare salendo di potenza e cilindrata (che qui è un concetto astratto), ma non così tanto da pregiudicare gran parte dell’intrattenimento offerto al giocatore di turno. L’esempio più lampante è rappresentato dalla presenza di un quad, utilizzabile soltanto in stage appositi e di una facilità incredibile, che nonostante l’enorme peso aggiuntivo e le quattro ruote motrici – al contrario dell’unica di cui dispongono le moto – non si differenzia in maniera opportuna e credibile da queste ultime, sintesi di almeno due aspetti negativi, gli stessi che dominano in tutta la produzione: fretta nel chiudere un videogioco evidentemente non pronto e non rifinito a dovere, ed incoscienza – per un team esperto come RedLynx – di non apportare modifiche indispensabili al bilanciamento della difficoltà ed alla guidabilità di alcuni veicoli, che risultano essere mancanti anche al meno fan del genere, dotato però di un buon giudizio d’analisi e di tanta attenzione nei dettagli. Proseguire e raggiungere il finale di gioco senza accumulare stress è impossibile, in Trials è sempre stato così del resto, ma mai come in questo caso giungere agli stage finali è al limite dell’impossibile, talmente tanto da sbatterci la faccia più e più volte; attimi di pena intervallati da qualche rage quit, in cui si capirà quanto poco contino bravura ed abilità. Spesso sarà la fortuna a ricoprire un ruolo fondamentale, all’interno di una vera e propria battaglia di nervi e tensione. Non basta, perché le piste ufficiali proposte dallo sviluppatore presentano anche uno squilibrio in termini di percorrenza, con tantissimi stage dalla durata esigua e fastidiosi dialoghi, sui quali ritorneremo a fine articolo, che tentano di giustificare (?) le nostre peripezie in quei tracciati così astrusi ed indecifrabili per scelte stilistiche e per niente ispirati o memorabili per design, come erano quelli di un tempo.

Poco o niente riesce a contrastare quelle che non possono che essere etichettate come gravi mancanze: gli amanti delle classifiche online potrebbero decidere di farne una questione di vita o di morte, impegnandosi al massimo per la realizzazione di tempi incredibili, anche soltanto per risultare i più veloci rispetto ai propri amici; server che in alcune circostanze hanno evidenziato anche più d’un problema di connessione, fortuna vuole che l’utilizzo di uPlay non sia obbligatorio nella versione per Xbox One da noi testata, al contrario di quella PC; meglio non pensare alle probabili conseguenze. Nemmeno gli stage dediti alla spettacolarità spicciola, li ammirammo ad esempio anche in titoli come Dirt 3 con sezioni gymkhana all’interno di spazi attrezzati, che in Trials Fusion ci vedranno impegnati in mini-percorsi eseguendo salti e trick, riescono a sollevare la qualità del lavoro svolto, anzi. Riconosciamo che la possibilità di eseguire acrobazie in volo, tramite la levetta analogica destra, possa rivelarsi utile per l’esecuzione di manovre al limite dell’impossibile, aumentando di conseguenza la frenesia delle fasi di gioco, ma è proprio il sistema in sé a non rivelarsi convincente a causa della sua grande imprecisione. Sospesi in aria, mossa la levetta per i trick in una delle tante posizioni illustrate nelle fasi di training, il pilota inizierà a muoversi in maniera buffa e disarticolata; emergono animazioni imprecise, da produzione di serie B, compenetrazioni poligonali ed una risposta al nostro input lenta e farraginosa, impacciata. In poche parole, la fisica dei trick è oscena in ogni caso. In ogni circostanza.

Delle due aggiunte lanciate col “vecchio” Trials Evolution (la modalità multigiocatore online e l’editor condiviso con tutta la community) soltanto una risulta essere presente al momento, infatti il gioco online per il momento è del tutto assente; altra grave mancanza. Difficile capire come sarà impostata questa componente, che in Evolution funzionava piuttosto bene, ma su questo torneremo eventualmente a tempo debito, capiti i piani dello sviluppatore a riguardo. Ancora presente invece la modalità multigiocatore in locale fino a 4 giocatori, utile sia per chi non dispone di un abbonamento a Xbox Live Gold o al PlayStation Plus e sia per chi apprezza titoli del genere in compagnia di amici o familiari, piuttosto che contro avversari reali dislocati in giro per il mondo. In tal caso, non basterà arrivare primi al traguardo, ma il sistema di punteggio premierà anche chi ha totalizzato il minor numero di errori.

Cosa possiamo salvare, in definitiva, di questo Trials Fusion? Davvero poco, e tra le peculiarità che si son confermate troviamo l’editor dei tracciati che ci consentirà di dare sfogo alla nostra fantasia creando e condividendo livelli online, o di godere di contenuti già creati dalla community – al momento sono circa duemila e non occorre un abbonamento al Live Gold – che mettono una pezza al lavoro approssimativo compiuto dal team di sviluppo ed innalzano non di poco il fattore longevità.

COMPITINO OGGI, DLC A PAGAMENTO DOMANI

La serie non ha mai primeggiato per pura bontà grafica, ricordiamo ancora i problemi che affliggevano Trials Evolution, comunque nato su una console che era alla fine del suo ciclo vitale, come textures sottotono e caricamenti delle stesse non proprio impeccabili, ma che la prima versione next-gen presentasse in parte gli stessi problemi e ne aggiungesse di altri ben più gravi a nostro avviso, vedi frame rate ballerino (60 fps dichiarati, per una risoluzione di 1080p nelle versioni PC e PlayStation 4, di 900p in quella per Xbox One e 600p per Xbox 360), non ce lo saremmo aspettato. Sintesi perfetta ed insindacabile di un titolo ambizioso, ma non rifinito e curato coi tempi e le risorse di sviluppo giuste. I tracciati folli e spietati d’un tempo ora sono una chimera, non tanto per la difficoltà che certi stage proponevano, quanto per la qualità degli scenari, del design delle piste, degli elementi di contorno che contribuivano nel dare qualcosa di più ad un titolo immediato per meccaniche tanto quanto facile da capire, meno da gestire negli stage più avanzati. L’effetto di pista in movimento osservato e proposto in Trials Evolution è stato riconfermato, offrendo al giocatore disattenzioni assortite sullo sfondo, mentre palazzi o dighe, costruzioni di nuova concezione e fabbriche piene zeppe di piattaforme mobili, crollano o esplodono, ma se prima erano filtri speciali e saturazione di colori ad aggiungere un tocco artistico e stilistico a certi percorsi, oggi – salvo un paio di eccezioni – regna sovrano un panorama futuristico che desta perplessità e non convince mai appieno, lascia interdetti, poco convinti del risultato ottenuto, soprattutto quando a fondersi a tali scorci si trovano distese collinari e percorsi fangosi che creano un contrasto forte e netto rispetto a quello che è il tema principale attorno a cui Trials Fusion è stato creato.

Tutto questo salta all’occhio del videogiocatore attento ai dettagli, all’amante ed appassionato della serie, che troverà peraltro noiose e fini a se stesse le ridicole “fasi di dialogo” (disabilitate l’audio dedicato dal menu principale) proposte a ripetizione nei vari stage, come se all’acquirente di Trials servisse un valido motivo per affrontare sfide impervie e strazianti, frequentemente frustranti e mortali – letteralmente, per il nostro avatar di gioco – appena giunti al traguardo, come da routine. Non fa meglio il comparto sonoro, buono per effettistica delle moto ed ambientale, ma che presenta una soundtrack discutibile, che cerca di ricamarsi un ruolo privilegiato attorno al tema futuristico di cui sopra, non riuscendosi quasi mai; da salvare le urla del pilota, che giunto a fine stage non farà a meno di esprimere attraverso urla tutta la sua disapprovazione sull’ennesimo finale, poco stimolante per lui, divertente per chi si trova davanti alla TV, joypad in mano. In chiusura, risulta quindi evidente il passo indietro compiuto dallo sviluppatore, che ha tentato di effettuare una “fusione” tra il “vecchio” Trials ed una versione più avanti negli anni, ma solo per setting ed ambientazioni, perché tutto ha subito un ridimensionamento: longevità della modalità carriera, numero di stage e di modalità, a favore di un Season Pass già annunciato, anzi già comprato per chi è in possesso della versione scatolata, e che vedrà comparire sei contenuti aggiuntivi entro maggio 2015… Un modo per diluire i tempi di sviluppo e rendere completo un titolo che – allo stato attuale – non lo è affatto? Una semplice scelta commerciale, inevitabile visto l’approdo del gioco anche su console next-gen? O entrambe? Solo il tempo ce lo dirà, anche se sarebbe bastato utilizzarlo per bene; visto quanto fatto da RedLynx ed Ubisoft a questo giro, si direbbe proprio che se ne sia soltanto perso molto, invano.

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IN CONCLUSIONE
Laddove Trials Evolution trionfò – migliorare in tutto e per tutto il predecessore – Trials Fusion fallisce in maniera piuttosto evidente. La solita formula di gioco a distanza di così tanti anni, nonostante l'introduzione di ambientazioni futuristiche, non basta a giustificare un'operazione commerciale di questo tipo, soprattutto se da accaniti fan – come chi vi scrive – si penserà di trovarsi dinnanzi ad un prodotto più longevo per contenuti offline e con qualche ingrediente in più nella ricetta che da troppo tempo viene riproposta. A maggior ragione, con una versione scatolata prezzata al doppio di quella digitale – di fatto, pagherete anche senza volerlo un Season Pass per sei futuri DLC, che potrebbero essere anche tutto tranne che imperdibili – ci si aspettava di più da questa serie, che nella sua prima versione next-gen ha evidenziato svariate lacune, anche per quanto riguarda l'aspetto tecnico; ora più che mai, ci chiediamo a cosa siano servite queste nuove console “next gen”, dato che di sfruttarne appieno le potenzialità ancora non se ne parla... Per questo, lo consigliamo soltanto ai fan, ma con riserva: la versione digitale venduta a circa venti euro al momento è quella più indicata, ma il predecessore, Trials Evolution, a distanza di due anni dall'uscita si è confermato come il capitolo da battere. Chi pensa che al prossimo giro andrà meglio?
Pro-1
Immediato e divertente, nel breve periodo, soprattutto in compagnia...
6.5
Contro-1
... Ma frustrante a causa della difficoltà mal bilanciata nella modalità carriera
Pro-2
L'editor lo rende decisamente longevo...
Contro-2
... Quanto compiuto dagli sviluppatori no, ragion per cui riteniamo alto il prezzo di lancio
Contro-3
Comparto grafico ancorato al passato e tracciati mai memorabili, fisica dei trick oscena
PIÙ CHE FUSION, FUSO...
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