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4 marzo 2014, 12:30
Il futuro di Nintendo – A Ruota Libera
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Il futuro di Nintendo – A Ruota Libera

Dopo i decisamente poco incoraggianti dati finanziari registrati da Nintendo negli ultimi nove mesi, pare che sia in corso nell’azienda di Kyoto una vera e propria riorganizzazione di quest’ultima, con tanto di lancio di una nuova piattaforma in un futuro non troppo lontano. Dall’ultimo incontro con gli investitori sono venuti difatti fuori dei dati abbastanza allarmanti: si è registrata una riduzione del reddito netto del 30% rispetto al 2012 e il numero di console vendute non ha soddisfatto in alcun modo i risultati che si era prefissata di raggiungere l’azienda. In questo articolo andremo quindi ad analizzare attentamente l’attuale situazione in casa Nintendo e i suoi piani per il futuro, cercando di comprendere dov’è che l’azienda continua a sbagliare nel suo modo di approcciarsi ai consumatori e al mercato delle console.

UN 2013 DA DIMENTICARE

Partiamo subito dalla console messa peggio, il Wii U, che dal suo lancio è riuscito a vendere solamente 5.86 milioni di pezzi e che ha visto ridimensionare drasticamente le sue previsioni di vendita. Nintendo contava difatti di riuscire a piazzare tra l’aprile del 2013 e il marzo del 2014 la bellezza di ben 9 milioni di console, cifra che è stata recentemente ridimensionata alla più realistica di 2.8 milioni, meno di un terzo rispetto alle previsioni dell’anno scorso. La console ha venduto poco per tutta la scorsa estate, risvegliandosi solamente un pochino con l’uscita di The Legend Of Zelda: The Wind Waker HD e con Super Mario 3D World in accoppiata con Wii Party U nel periodo natalizio. Le vendite si sono quindi riprese come di consueto a Natale, raggiungendo dei risultati abbastanza incoraggianti, ma l’idraulico baffuto non è comunque in ogni caso riuscito a trainare l’hardware come l’azienda si aspettava. Meno critica è invece la situazione di Nintendo 3DS che ha visto però anch’egli ridimensionare le sue previsioni di vendita, passando dai 18 milioni iniziali ai 13.5 previsti dall’azienda qualche settimana fa. Tutto questo ha portato quindi l’azienda ad una perdita di ben 336 milioni di dollari, dovuta perlopiù in gran parte ai pessimi risultati raggiunti dalla console casalinga. Non vanno però in alcun modo trascurati i dati del 3DS, visto che comunque si sta parlando di una console che ha visto una crescita limitata in tutti i mercati, con una netta contrazione in quello giapponese. E la cosa si fa ancora più grave se si pensa che a trainare l’hardware nella madrepatria vi erano due vere e proprie killer application nipponiche come i due nuovi giochi di Pokémon e Monster Hunter 4. Verrebbe quindi naturale prevedere un’ulteriore contrazione nelle vendite della console portatile per il 2014, dato che al momento non sembrano esserci titoli in grado di poter invertire questo trend.

Ma andiamo oltre i dati di vendita per analizzare quali sono le nuove proposte con le quali Nintendo si è presentata all’incontro con gli investitori lo scorso 30 gennaio. Per prima cosa, Iwata si è dichiarato ovviamente scontento delle vendite e si è assunto come di consueto tutte le responsabilità, andandosi a tagliare parte dello stipendio assieme a molti altri dirigenti dell’azienda. Si è poi passati a discutere di Wii U, dove è stata sottolineata ancora una volta la necessità di aumentare la pubblicità dedicata alla console casalinga, concentrandosi in particolar modo, anche attraverso lo sviluppo di giochi specifici, nell’esaltazione delle potenzialità del Wii U Gamepad e della sua tecnologia NFC. Ancora una volta è stato inoltre sottolineato il ruolo fondamentale che avrà Mario Kart 8 nel far decollare, si spera definitivamente questa volta, le vendite dell’hardware. Rendendosi quindi conto di non avere nuove garanzie da fornire agli investitori, Nintendo ha presentato un nuovo ambizioso progetto consistente in una vera e propria nuova piattaforma, attualmente denominata con l’acronomico QOL (Quality Of Life), che consisterà secondo le parole di Iwata in “una combinazione hardware-software mirata a migliorare la qualità della vita delle persone in modi divertenti”. Sostanzialmente, Nintendo sembra quindi intenzionata a cercare nuove fonti di guadagno oltre ai videogiochi più convenzionali che, stando a quanto detto dal presidente dell’azienda, rimarranno in ogni caso la priorità assoluta di quest’ultima. Il target di riferimento per questa nuova piattaforma sembra essere ancora una volta quello dei casual gamers, già conquistati in epoca Wii con giochi come Wii Fit. Target che si sta facendo sempre più fatica a trainare sulla nuova console casalinga Nintendo, nonostante la presenza su Wii U di software dedicati a questa categoria di videogiocatori, come per esempio Wii Sports Club o Wii Fit U.

E PER IL FUTURO?

Fatta quindi una panoramica dell’attuale situazione in casa Nintendo, sorge però spontaneo più di un dubbio su come essa intenda rilanciare le vendite del Wii U, attualmente fonte della maggior parte dei problemi dell’azienda. Non nascondiamo difatti che in molti di noi speravano in questi giorni di poter assistere ad un Nintendo Direct memorabile, ricco di novità, di nuovi annunci e di nuove collaborazioni. Quello che ci siamo ritrovati davanti è stata invece un’accozzaglia di trailer riguardanti giochi già annunciati da più di un anno, splendidi per carità, ma ancora una volta senza una data di rilascio o, in alcuni casi, addirittura di un nome. L’unica magra consolazione è stata la data di Mario Kart 8, fissata per il 30 maggio 2014, la quale delinea però un buco senza uscite, merito anche della totale assenza di giochi di rilievo sviluppati dalle terze parti, che durerà appunto da questo mese fino a giugno. Nessuna risposta concreta è stata insomma data, così come mancano ancora all’appello anche alcuni dei progetti precedentemente annunciati per Wii U come il nuovo gioco di Yoshi, del quale si sospetta a questo punto un trasferimento su 3DS visto l’arrivo a marzo di Yoshi’s New Island, o il misterioso Shin Megami Tensei X Fire Emblem, frutto di una collaborazione con Atlus, la quale a sua volta è stata acquistata recentemente da SEGA. Ancora in alto mare sembrano anche diversi altri servizi di Wii U come per esempio la Virtual Console: se difatti è stato confermato l’arrivo su di essa di alcuni giochi appartenenti alle librerie del Game Boy Advance e del Nintendo DS, nulla è stato detto sui titoli del Nintengo 64 (tra l’altro già scaricabili per Wii) e del GameCube.

Come se non bastasse, vi è il già citato totale abbandono da parte delle terze parti, dato che praticamente nessun titolo multi-piattaforma finisce per arrivare anche su Wii U e quei pochi che vi arrivano sono spesso castrati o tecnicamente mal sviluppati, come per esempio i recenti porting di Batman: Arkham Origins o di Splinter Cell: Blacklist. Spesso sui forum e sui siti si parla di questo problema scrivendo dei veri e propri romanzi sull’arretratezza dell’hardware, quando in verità il problema è uno solo: la base installata del Wii U è piccola e di questa minuscola fetta di videogiocatori solo una parte è interessata a questo tipo di giochi. Da qui ne consegue che le vendite dei titoli multi-piattaforma su Wii U sono mediocri e quindi gli sviluppatori si rifiutano di svilupparne di nuovi. È una sorta di circolo vizioso: i giochi su Wii U non vendono perché la console non vende, e la console non vende perché mancano i giochi. A questo punto Nintendo, essendosi ormai giocata definitivamente gli amanti dei multi-piattaforma e di giochi appartenenti a brand occidentali molto commerciali come per esempio Call Of Duty o FIFA, non può che virare su altre tre tipologie di gamers ancora da conquistare totalmente. La prima di queste è quella dei bambini, già in parte conquistata con i vari Mario ed altri giochi quali quelli appartenenti al brand dei LEGO, tipologia di videogiocatori sulla quale Iwata stesso ha dichiarato che si concentreranno molto attraverso lo sviluppo di giochi sfruttanti la tecnologia NFC, che si è dimostrata già vincente nel conquistare questo tipo di target con la serie degli Skylanders. La seconda è quella degli hardcore gamers di nicchia, che sicuramente non potranno farsi sfuggire titoloni come Bayonetta 2 o il nuovo JRPG dei Monolith Soft. E infine vi sono i nintendari ancora da convincere, che Nintendo proverà a portare definitivamente su Wii U con Mario Kart, Super Smash Bros, Zelda U ed un ormai quasi sicuro nuovo capitolo di Metroid. Per riuscire però al meglio in questa impresa, la grande N deve assolutamente rifare le sue strategie di marketing da capo, smettendola di cercare di emulare il successo del Wii e donando al Wii U un’identità propria, gestendo i Nintendo Direct in maniera più intelligente ed affidando lo sviluppo di alcune sue IP inutilizzate da tempo a team esterni per accrescere il parco titoli della console, cosa che tra l’altro lo stesso Iwata si è già intenzionato a fare. Sarà in grado quindi la grande N di risollevarsi da una situazione così brutta? Purtroppo solo il tempo potrà dircelo e sicuramente il prossimo E3 rappresenterà un’ottima occasione per dare i primi segnali di un’ ipotetica ripartenza. Anche perché sarebbe davvero un peccato vedere affondare definitivamente una console che già solo nel suo primo anno di vita è riuscita a sfornare dei veri e propri capolavori come per esempio Super Mario 3D World, The Wondeful 101 ed il recente Donkey Kong Country: Tropical Freeze.

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