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Speciale
18 luglio 2014, 15:09

Dota 2 – Guida Introduttiva per principianti

Finalmente, dopo centinaia di ore passate davanti allo schermo, sia per giocare che per vedere i famigerati International, siamo riusciti ad ottenere il più ambito dei riconoscimenti: scrivere una piccola guida riguardante Dota 2, il MOBA targato Valve che spadroneggia, insieme a League Of Legends, nel campo dei free to play multiplayer. Questo piccolo vademecum si fissa come obiettivi quelli di guidare passo passo il lettore ad una comprensione più ampia del gioco e della sua parabola di apprendimento. Non si tratterà di regole fisse da seguire pedissequamente e neanche dell’unico modo per approcciare al meglio il prodotto. Si cercherà invece di garantire al giocatore quella conoscenza delle dinamiche utili a poter affrontare la sfida (che è ardua) in maniera da arrivare senza troppi traumi ai livelli più alti del gameplay. In questa prima parte del “corso” ci occuperemo di alcuni concetti di base, partendo in sede di introduzione con un rapidissimo excursus riguardante il MOBA in quanto tale. MOBA, acronimo di Multiplayer Online Battle Arena, è la tipologia di giochi nel quale, in una mappa prestabilita, si affrontano due team avversari, con scopi variabili. I team sono formati da eroi, PG dotati di peculiarità uniche, i quali guadagnano esperienza e soldi solo nell’ambito del match. Entriamo adesso nel vivo della guida, ricordando ai lettori di cliccare sulle immagini presentate per visualizzarle nella loro interezza.

Concetti di base

La mappa e le lane di gioco

In Dota 2 l’obiettivo è sempre lo stesso: distruggere il cosiddetto antico, struttura situata al centro della base avversaria. La mappa si snoda lungo tre lane (linee) principali, dotate di torri difensive (tre per lane, a cui si aggiungono le ultime due a difesa dell’antico). La distruzione delle torri di almeno una lane e delle ultime due torri permetterà di colpire la struttura finale. Importante quindi è avere a mente che si vince distruggendo l’antico, e non uccidendo nemici a raffica (la qual cosa è utile, ma non deve far perdere di vista l’obiettivo principale). Vedremo quindi come l’ambiente di gioco sia diviso diagonalmente a metà, diagonale rappresentata da un fiume, una parte assegnata ai Radiant ed un’altra ai Dire. La conformazione della mappa fa sì che ogni squadra abbia a disposizione una foresta, nella quale spawneranno mostri neutrali di diverso livello, utili ai fini del farming (cioè della raccolta rapida di oro e punti esperienza). Oltre alla foresta saranno presenti anche, per entrambi i team, i cosiddetti antichi (da non confondere con le strutture finali delle basi), un mercato laterale (che contiene tutti gli strumenti utili per costruire gli oggetti di partenza) ed un mercato segreto (che invece contiene alcuni strumenti acquistabili in via esclusiva). Per tutto il resto tenete a mente che la propria base funge anche da market.

In questa mappa la lane easy viene definita "safe". Quella più difficile è la "long".

In questa mappa la lane easy viene definita “safe”. Quella più difficile è la “long”.

Le due zone della mappa sono speculari: una delle due lane lunghe sarà considerata easy, più facile, perché conterrà la propria foresta e perché avrà le due torri difensive più distanziate. Il fulcro del sistema attraverso il quale si distrugge una torre è basato sullo scontro dei creep. I creep sono mostriciattoli, creati ad intervalli regolari dalle caserme situate dietro la terza fila di torri delle lane. Ogni lane, avversaria ed amica, sarà attraversata da queste orde di omuncoli, i quali reagiscono a tutti gli incontri ostili (compresi quindi anche i neutrali) ed hanno come scopo ultimo la distruzione delle strutture. In condizioni di assenza di eroi quindi le due ondate semplicemente si equivalgono. Spetterà ai giocatori pushare (spingere, uccidendo in fretta i creep per arrivare prima alla torre) o pullare (attirare l’ondata, con sistemi variabili, sotto la propria torre). Perciò la linea easy, a causa della sua conformazione, fa sì che i creep si incontrino vicino alla propria torre, un netto svantaggio per gli avversari, costretti a fronteggiare il nemico in posizione molto scomoda.

Il last hitting ed i deny

Altro concetto fondamentale è il farming, la raccolta di oro, necessario per acquistare prima degli altri giocatori gli oggetti. In Dota 2 è presente un roster fisso di una novantina di personaggi selezionabili (ma in campo non possono scendere doppioni), ognuno con particolari abilità, che lo rendono più o meno adatto a determinati tipi di approccio.

Queste nozioni verranno approfondite con il tempo. Rimane però vitale allenarsi da subito al last hitting, ovvero all’ultimo colpo: i creep nemici ed i neutrali nelle foreste rilasceranno oro solo a colui che riuscirà a dare il colpo di grazia. Non è necessario perciò colpire a ripetizione le ondate (anzi, se non serve pushare risulterà anche deleterio), ma solo dare il colpo finale, per poter raccogliere gold. Tutto questo servirà a comprare gli oggetti, molti dei quali situazionali rispetto al proprio ruolo ed all’andamento della gara, che risulteranno essere il vero elemento con il quale cambiare le sorti del match. Uccidere un eroe nemico darà invece soldi a tutti gli eroi in zona, sebbene colui che lo ucciderà raccoglierà un più ampio bottino. Gli eroi nemici forniscono molto più oro dei creep, ma non bisogna cadere nella tentazione di cercare con troppa insistenza le kill, si potrebbe finire per morire spesso, con evidente vantaggio per gli avversari. I punti di gioco “morti” dovrebbero al contrario essere utilizzati per il farm dei creep, il push delle lane e, per i neofiti, per la pura sopravvivenza.

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A sinistra un deny, a destra un last hit.

Elemento molto importante, se non da padroneggiare, quanto meno da conoscere e provare con il tempo, è quello delle negazioni. I deny o appunto negazioni, sono i colpi che vengono dati ai creep amici, aiutando il pull e, se fatti con il giusto tempismo, togliendo oro ed esperienza al nemico. Se infatti diamo il colpo di grazia ad un creep alleato quest’ultimo verrà sacrificato, con un evidente punto esclamativo, negando i gold di un eventuale last hit nemico, e non concedendo nemmeno gli eventuali XP. Vedremo nel successivo articolo quali ruoli dovrebbero occuparsi delle negazioni e di altre manovre più complesse, ma rimane importantissimo prendere subito confidenza con questi aspetti di gioco. I creep amici possono essere colpiti nel caso in cui la barra della salute sia sotto il 50%, utilizzando il tasto A seguito dal click sinistro sul target.

La nostra prima partita

Allenamento e matchmaking

Una volta conosciute le tecniche di base, lungi dall’essere pronti ad affrontare la pugna, il primo vero consiglio è quello di affrontare rapide ed indolori partite con i bot. In questa modalità di allenamento (ridicola a livello facile, più interessante a livello normale ed ostica a difficile) riuscirete non solo a provare tecniche di gioco senza morire in una vera partita, con conseguente report da parte di amici ed avversari, ma potrete anche iniziare a conoscere il numerosissimo roster di Dota 2. Il gioco infatti presenta una moltitudine di eroi, ed è bene saperli padroneggiare tutti. Non lasciatevi ingannare da partite andate male o bene con determinati personaggi: sono tutti utili in determinate situazioni, ma possono essere allo stesso modo contrastati efficacemente. Importante poi risulta giocare con qualche amico, per evitare di incontrare i soliti buontemponi, di cui il gioco è pieno soprattutto nei livelli bassi. Il livello di gioco si acquista con il passare delle partite e contribuisce, insieme ad un valore più complesso basato sulle proprie percentuali di vittoria, al matchmaking. Se c’è un vero problema infatti in Dota 2 è la facilità con la quale ci si ritrova insieme o contro a delle vere scimmie da tastiera, che rovinano spesso il gioco e non aiutano il neofita a fare esperienza. Sotto questo punto di vista la soluzione, lo ribadiamo, è solo trovare dei buoni amici e tenere duro.

Gli oggetti e le abilità

Come già detto gli oggetti rappresentano spesso, soprattutto a livelli medi, l’ago della bilancia della partita. Dipendono ovviamente dal farming, dalle kill e dalle torri distrutte (tutte azioni remunerative), ma devono anche saper essere gestiti. Comprare oggetti al momento giusto, fare gli oggetti giusti, iniziare a padroneggiare il corriere (il buffo animaletto che viene usato per portare gli item dalla base alla posizione degli eroi), splittare gli oggetti (in maniera da godere dei benefici degli strumenti di base che andranno poi a comporre quello finale): sono tutti concetti che vanno imparati quanto prima. Per poterlo fare senza troppi traumi si consiglia di usare delle build, che vengono caricate dal sistema ad inizio partita e che possono essere selezionate a partire dal tasto a forma di libro in alto a sinistra dello schermo. Le build, di cui si raccomanda un uso prudente ed attento, indicheranno al giocatore gli oggetti, di solito divisi nell’arco temporale delle durate medie della partita, che servono secondo l’autore all’eroe scelto per poter giocare in maniera competitiva. Ovviamente queste mini guide in game vanno lette con cura, visti anche i molteplici ruoli che alcuni eroi possono assumere, ruoli che cambiano diametralmente le dinamiche di gioco e di acquisto degli oggetti. Ad ogni modo seguire le build risulterà utile, soprattutto agli inizi della vostra carriera.  Sebbene quindi siano scelte sempre sensibili alla situazione di gioco i primissimi oggetti da avere sempre sono il tango, una chiarezza, se necessario uno scudo o due rami di ferro. Appena iniziata la fase di gioco vera e propria focalizzatevi sugli stivali della velocità e sull’avere sempre una tp (teleport o pergamena del portale) in inventario, da usare per teletrasportarsi in base o su qualsiasi torre amica ancora in gioco.

Un esempio di build per Bloodseeker

Un esempio di build per Bloodseeker.

Discorso analogo per quanto concerne le abilità degli eroi. Questi ultimi in partita arrivano fino al livello massimo di 25, sebbene le skill siano solo 4, con altrettanti punti assegnabili per ognuna. In poche parole dei 25 punti abilità a disposizione solo 16 saranno usabili sulle skill, gli altri andranno messi sulle statistiche che aumentano contemporaneamente i tre valori base dei personaggi di Dota: intelligenza, forza ed agilità. Ovviamente quasi sempre si arriva al livello sedici aumentando solo le abilità, e mai le statistiche, ma non è sempre una strategia vincente. Anche in questo caso insomma si consiglia l’uso delle build (che sono ambivalenti, contengono sia il suggerimento delle abilità che degli oggetti). Tenete comunque a mente che questo è l’aspetto da padroneggiare il più presto possibile e che in Dota gli eventi di gioco sono sempre diversi: avere la magia giusta al posto giusto diventa vitale, ed è una cosa che nessuna build potrà mai fare, ma solo l’esperienza. Le abilità sono disposte sulla plancia di gioco e vengono richiamate con i tasti da tastiera o con il click del mouse (usate i tasti, sono più rapidi). Le prime tre hanno usi dei più diversi, e non è questa la sede per discuterne, mentre invece l’ultima (detta ultimate) è la mossa più potente a nostra disposizione, ed ha spesso un tempo di ricarica piuttosto alto. Potrà essere inserita solo allo scattare dei livelli 6,11 e 16. Cercate, a meno che non si tratti di un eroe particolare, di avere sempre l’ultimate inserita in questi tre livelli.

Concludiamo questa guida numero uno, ideata per coloro che si avvicinano ora al gioco (i cosiddetti noob) con un piccolo schemetto, utile per fare memento di tutti i concetti richiamati fino ad ora. Ricordate che questo articolo ha come scopo quello di dare degli input per facilitare un processo di apprendimento, che è comunque complesso ed a volte traumatico. Dota 2 è un gioco, ma è un gioco diabolicamente intricato, se giocato con lo spirito giusto. Come sempre cercate prima di tutto di divertirvi, e non mancate al prossimo appuntamento con la guida per giocatori intermedi!

Schema riassuntivo

  • Fare pratica con i bot;
  • Per le prime partite ufficiali usare gli eroi limitati (sono quelli consigliati);
  • Una volta selezionato l’eroe leggere attentamente le skill (bisogna sapere sempre cosa si è in grado di fare);
  • Giocare safe, cercare di non morire e di non regalare mai le kill (meglio sopravvivere che tentare aggressioni azzardate);
  • Controllare sempre le caratteristiche degli oggetti e splittarli per l’acquisto (shift+click sinistro selezionando l’oggetto finale);
  • Stare attenti alle torri nemiche, fanno molto male;
  • Non perdere di vista l’obiettivo: distruggere l’antico, non fare più kill;
  • Non arrabbiarsi troppo.
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