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Speciale
25 aprile 2015, 10:00

#ModGate – Il nuovo conflitto nel mondo dei videogiochi

23/04/2015 – Valve rilascia un nuovo aggiornamento, o meglio, introduce una nuova policy che permette a coloro che frequentano ed utilizzano il Workshop di Steam di monetizzare grazie alle loro mod. La reazione di internet non si fa attendere, pagine molto frequentate come >Implying Video Games are fun e Corruption in Video Game Journalism, siti importanti come ad esempio Nexus prendono subito posizione, anche in maniera molto netta (pur non mancando di litigi interni tra chi ha opinioni anche molto differenti).

Il principale problema della comunità non è quello che ci si aspetterebbe: a molti non sembra giusto incolpare un modder che vuole guadagnare grazie al proprio operato. In fondo il bottone “dona” su Nexus stesso, esiste da tempo.

Il vero problema sono le politiche a detta di molti ridicole di Valve, che sembrerebbe non pensare a tutelare la nuova fonte di guadagno, così come non sembrerebbe tutelare in maniera efficiente nemmeno i nuovi consumatori. Per ora tramite il Workshop è possibile acquistare mod per The Elder Scrolls V: Skyrim, sapientemente aperto al pubblico gratuitamente (al contrario delle mod) da Bethesda per il weekend. Sono comparse subito moltissime mod in vendita, di cui un buon numero è costituito da elementi singoli: spade, personaggi e piccole aggiunte varie. Una mod, come ci fa sapere PC Gamer è già stata rimossa a poche ore dall’aggiornamento per una controversia da parte di uno degli asset che ha permesso la creazione della mod Chesko’s Fishing. Questo è un esempio concreto di quello che delle policy sommarie possono creare: ovvero scompiglio e frustrazione tra la comunità di gamer e modder, prima amalgamate quasi alla perfezione, e ora divise su vari fronti. Ma visto che parliamo di politiche scorrette, ci pare giusto citarle una per una.

In primo luogo la percentuale di guadagno di chi crea la mod in vendità è veramente controversa: Valve (e in questo caso Bethesda) prendono il 75% del profitto, mentre chi scrive, testa e inventa il codice solamente il 25% – Già motivo sufficiente per storcere il naso di fronte a questa mossa. In secondo luogo il tempo di approvazione di una mod da parte della comunità del Workshop è di 24 ore, tempo apparentemente non sufficiente per capire se un prodotto è effettivamente originale, o se mero copia-incolla del lavoro di terzi. 24 ore sono anche il tempo che un utente ha per tornare sui propri passi dopo l’acquisto di una mod, sembra abbastanza? Citiamo un modder ed utente di Steam, in questo caso:

[…] you have a “return policy,” if it is even worth of the name, that is full of holes. First, 24hrs isn’t much time to test if a mod will glitch out or not. Ever heard of a standard 14 or 30 day return policy? Let’s say a consumer buys a mod, then one week later the modder releases an update. This update has a bug, and the game crashes or glitches out. Then let’s say, for whatever reason (even a good one. Like real life got in the way) the modder doesn’t release an update to fix the bug. Before today, big deal. You could either uninstall the mod or revert to a previous version. Given it was free, most people wouldn’t complain too much. But NOW, a consumer will likely be stuck with a useless piece of software they paid good money for. Software that now is worth zilch. They will be, understandably, really upset, with no way to get their money back.

Un altro problema molto grave è la tutela di terze parti: come nel caso sopracitato, molte mod vengono alla luce grazie anche all’utilizzo di prodotti realizzati (molto spesso gratuitamente) da altre persone. Si tratta in fin dei conti, di poter monetizzare lavoro che non abbiamo fatto noi, cosa che non sembra eticamente corretta.

La comunità di modder in fine si lamenta che l’introdurre un metodo di vendita diretto potrebbe portare a un distacco della comunità: perché collaborare e lasciare gratuitamente il materiale che si produce a persone che potrebbero poi utilizzarlo per creare contenuto vendibile?

In buona sostanza queste sono le lamentele che la comunità ha rivolto in queste ultime ore a Valve tramite numerosissimi thread ed una petizione che in meno di ventiquattro ore ha superato le 25.000 firme.

Molti si aspettano da Valve una risposta diretta, o quanto meno una rivisitazione delle politiche di vendita non proprio corrette nei confronti di chi modda e di chi acquista.

Voi cosa ne pensate?

La risposta di Nexus
Le discussioni su Steam
PC Gamer – Paid-for Skyrim mod removed in a matter of hours
Change.org – Remove the paid content of the Steam Workshop

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