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Speciale
10 luglio 2014, 12:00

Nintendo Showcase Post E3 2014 – Evento

Giusto qualche giorno fa, in quel di Milano, abbiamo avuto il piacere di partecipare all’evento stampa post E3 organizzato da Nintendo Italia e di testare con mano molte delle novità presentate dalla major nipponica alla fiera losangelina di cui vi proponiamo qui il nostro resoconto. Partendo dall’ovvio presupposto che molte delle numerosissime novità presentate della grande N alla fiera statunitense non potevano essere presenti qui perché non ancora pronte in forma giocabile (Xenoblade, Zelda, Devil’s Third e via dicendo) possiamo senza dubbio ritenerci ben soddisfatti di quanto testato, ma procediamo con ordine e iniziamo dall’ammiraglia di casa Nintendo, ovvero Wii U.

WII U TUTT’ALTRO CHE MORENTE

Partiamo subito dal titolo che è stato l’autentico mattatore a sorpresa della giornata: Splatoon. Il particolarissimo free to play Nintendo – di cui attendiamo ulteriori lumi sulle modalità e sul rapporto tra contenuti gratis ed eventuali micro-transazioni, viste le non ottime esperienze recenti su qualsiasi piattaforma – è stato una sorpresa ben oltre le nostre aspettative e, svaniti i pregiudizi iniziali, si è rivelato essere una vera e propria droga competitiva. Se tecnicamente il gioco non stupisce più di tanto (pur mostrando una fluidità eccellente e shader di primissimo livello) il gameplay si rivela essere assolutamente esplosivo tanto da rendere difficilissimo smettere di giocarlo, nonostante, allo stato embrionale attuale del progetto, sia disponibile solo una mappa giocabile. Nintendo ha sempre amato ibridare generi ludici e da queste misture crearne di nuovi, e con Splatoon pare aver fatto nuovamente centro, questo stravagante melting pot di sparatutto in terza persona con meccaniche simili a quelle di De Blob si rivela essere dannatamente divertente e appagante del lato competitivo dell’essere umano (violenza verbale e amicizie terminate malamente incluse) con meccaniche tanto semplici quanto di fatto riuscite: due squadre di quattro persone controlleranno due gruppi di altrettanti personaggi che provvisti di buffi “liquidator” caricati ad inchiostro (avremo a disposizione, previo caricamento di apposita barra, anche un bazooka e delle granate, ovviamente sempre inchiostranti) dovranno imbrattare la maggior parte possibile di territorio in un dato lasso di tempo, la squadra che deposita più colore vince. Tutto ciò sembra estremamente semplicistico, ma in realtà il gameplay poi si rivela ben più complesso di quanto appaia perché l’inchiostro del nostro spruzzatore non è infinito e va ricaricato costantemente trasformandosi in… Calamari! Questa feature rende il gameplay parecchio più profondo e intrigante in quanto potremo ricaricare l’inchiostro solamente “sguazzando” sotto forma di cefalopode all’interno dell’inchiostro del nostro colore perché l’altro, oltre che rallentarci, sarà dannoso per la salute del nostro personaggio. Aggiungendo poi che se si spruzzerà inchiostro sulle pareti (che non verranno prese in considerazione nel conteggio finale) potremo spostarci su di esse sotto calamaresca forma, e che uccidere i propri avversari serve a ben poco nello scopo ultimo del gioco (è utile solo per rallentare la conquista di “predominio territoriale” dell’avversario), vi renderete conto che la semplicità del titolo è assolutamente solo apparente e converrete con noi che questo free to play di Nintendo è un progetto da tenere decisamente sott’occhio.

Un altro gioco che ci ha positivamente colpiti è Captain Toad Treasure Traker su cui si avevano perplessità sul fatto di riuscire a mantenere alto il livello di interesse costruendo un gioco intero su quelli che di fatto erano dei piccoli livelli bonus di Super Mario 3D World, ma anche qui possiamo dire che le perplessità sono completamente svanite. Il bislacco puzzle-platform con protagonista il nostro funghetto antropomorfo funziona dannatamente bene mostrando un level design decisamente ispirato e creativo in tutti e quattro i livelli, di difficoltà crescente, che abbiamo avuto il piacere di provare. Certo resta da vedere se riuscirà ad esserlo, a prodotto finito, con tutti gli altri livelli che verranno inseriti, ma la decisa diversità tra i livelli proposti (ispiratissimi) e numerosissime meccaniche di risoluzione dei suddetti fa assolutamente ben sperare tanto che, sbilanciandoci un pochino, ci ha più volte fatto tornare alla mente giochi come Solomon’s Key (bisogna avere qualche primavera sulle spalle per ricordarlo), il primissimo Donkey Kong su NES e altri puzzle-platform “stanza singola” di cui sembra essere il naturalissimo erede tridimensionale. Visivamente infine nulla da dire, se non che il prodotto appare realizzato benissimo sia dal lato tecnico che da quello puramente stilistico e che, se l’ispirazione dei livelli mostrati rimarrà tale anche in quelli aggiunti nel prodotto finale, questo Captain Toad Treasure Traker potrebbe risultare una graditissima sorpresa per l’utenza Wii U.

Passiamo poi a Yoshi Woolly World, altro titolo estremamente piacevole e che, se le perplessità che elencheremo fra poco verranno sconfessate dal prodotto finale, potrebbe rendere giustizia al dinosauro verde e ripagare della mezza delusione della sua ultima incarnazione su 3DS. Partiamo subito da un presupposto insindacabile: Yoshi Woolly World è esteticamente assolutamente delizioso, sia dal lato tecnico che da quello puramente estetico. Siamo su livelli assolutamente d’eccellenza e sembra di poter toccare con mano i soffici gomitoli e filamenti di cui è composto tutto il mondo di gioco (un effetto simile a quello che si provò una paio di generazioni ludiche fa con il famigerato “effetto pelo” presente in giochi come il remake di Conker sulla prima Xbox e Starfox Adventures su Gamecube). Anche a livello di gameplay il gioco si difende benissimo e, soprattutto, sfrutta con ingegno la “lanosità” di livelli e personaggi per creare un level design assolutamente ispirato e funzionale (soprattutto in coop). Le uniche perplessità che ci rimangono dopo la prova riguardano una certa brevità dei livelli e una forse eccessiva facilità di completamento degli stessi, ma non possiamo di certo dare un giudizio definitivo in questo campo fino alla prova del prodotto completo.

Discorso simile ma con decisamente più perplessità lo si può fare per il nuovo Kirby and The Rainbow Course, di cui parleremo poco, proprio perché non ci ha convinti moltissimo e per il quale vorremmo riservarci una prova più approfondita in futuro: a livello tecnico-estetico, pur essendo tutt’altro che disprezzabile, perde decisamente il confronto con il sopraccitato Yoshi Woolly World; certo è simpatico, colorato, pacioccoso, ma non riesce a esprimere quella cura nel dettaglio e quell’ispirazione generale che ci ha colpiti così tanto nel gioco del dinosauro verde e anche a livello di level design e gameplay non riesce a convincere appieno risultando pericolosamente semplicistico e, come sopra detto, poco ispirato. Speriamo vivamente che Nintendo sappia correggere il tiro in tempo per l’uscita del gioco e che il prodotto finale sia più convincente perché siamo convinti che la storica pallina rosa di Hal meriti decisamente di meglio e possa dare molto di più di quanto mostrato in questa demo.

Proseguiamo poi con uno dei futuri system seller di Wii U (e di 3DS, ma di quello parleremo più avanti) ovvero l’attesissimo Super Smash Bros. Il picchia-picchia Nintendo, come prevedibile, si rivela essere un prodotto assolutamente eccellente e pad alla mano (quello del GameCube per giunta, che abbiamo avuto la possibilità di provare con l’annunciato adattatore) è il solito delizioso, frenetico e appagante delirio multiplayer. Non c’è molto da dire qui in quanto il prodotto lo si conosce benissimo, e ben poche novità sono presenti in un concept decisamente collaudato. Possiamo solo dire che sia a livello tecnico che di gameplay il gioco è assolutamente fantastico ma, e questo forse interesserà solo ai “puristi”, lo abbiamo trovato forse più simile a Brawl che a Melee e quindi di fatto privo di certi “tecnicismi” che tanto vengono apprezzati dagli aficionados del picchia-picchia Nintendo. Tutto ciò non stona affatto in un prodotto che, come detto, si presenta eccellente sotto quasi tutti gli aspetti, ma crediamo che qualche nostalgico potrebbe storcere un po’ il naso.

Successivamente abbiamo avuto il piacere di provare Mario Maker, il nuovissimo platform-editor annunciato all’E3. In realtà qui non c’è molto da dire in quanto è abbastanza comprensibile la natura del prodotto (che per inciso funziona benissimo): trattasi appunto di un editor basato sui vari episodi bidimensionali dell’idraulico più famoso del mondo sul quale poter creare (e poi ovviamente giocare) i propri personalissimi livelli di gioco sbizzarrendosi nei modi più disparati (e sadici… possiamo assicurarvelo) arrivando, tramite tantissime possibili combinazioni, alla creazione di veri e propri deliri platformistici bidimensionali. Non possiamo che confermare che il prodotto funziona alla grande e che saprà di certo stuzzicare la fantasia (e le perversioni ludiche) dell’utenza Wii U.

Altro gioco in cui menare le mani è il musou a tema zeldoso sviluppato in collaborazione con Tecmo Koei: Hyrule Warriors. Che dire? Il gioco di per sé è più che valido e non si discosta molto, se non per le atmosfere ovviamente, dai classicissimi Dynasty Warriors: tecnicamente più che valido, estremamente solido e ovviamente frenetico come gameplay, questo musou si presenta decisamente bene con tonnellate di nemici a schermo, senza peraltro rallentamenti di sorta, boss estremamente spettacolari ed una decisa tamarragine di fondo (che forse però stona un po’ con l’atmosfera generale della saga Nintendo) propria del genere di appartenenza. In definitiva quindi non possiamo che definirci soddisfatti del prodotto e della collaborazione tra Nintendo e Tecmo Koei con gli unici dubbi rimasti, che sono destinati a rimanere tali fino all’uscita effettiva del gioco, quelli riguardanti l’effettiva difficoltà della fanbase storica della saga ad accettare uno spin-off mai così lontano (escludendo i terrificanti episodi per CD-I dei primi anni ’90) dal concept originario.

Prima di passare all’ultima prova “clou” dell’evento facciamo una rapida carrellata di quei giochi per l’ammiraglia Nintendo a cui dedicheremo pochissime righe, vuoi perché alcuni ancora in stato embrionale, altri semplici evoluzioni di IP consolidate e altri ancora infine progetti “minori”. Iniziamo dunque con i due fantomatici nuovi progetti del maestro Miyamoto: Project Giant (un simulatore di lotta tra robot basato sulla fisica) e Project Guard (una specie di tower defense che sfrutta molteplici telecamere). Su entrambi pochissimo da dire seppur abbiamo avuto la possibilità di provarli, fin troppo embrionali ambedue per poter esprimere un giudizio anche approssimativo. Certo entrambi hanno mostrato del potenziale e qualche intuizione brillante nell’uso del gamepad, ma è ancora decisamente troppo presto per poterne trarre qualsiasi conclusione. Discorso opposto ma considerazioni simili invece per Mario Party 10 e Mario vs Donkey Kong, totalmente simili ai capitoli precedenti e quindi non necessari di qualsivoglia approfondimento in questo articolo, ci limitiamo a dirvi che entrambi sono prodotti ben realizzati e rispettosi (anche troppo…) dei precedenti capitoli. Chiudono la carrellata una manciata di titoli indie quali Guacamelee! Super Turbo Championship Edition, Shovel Knight, Stealth Inc. 2, Affordable Space Adventures e Swords & Soldiers II.

Chiudiamo la nostra carrellata di prove per Wii U con quello che di fatto è il pezzo da novanta dell’evento (insieme al sorprendente Splatoon trattato a inizio articolo) ovvero l’accoppiata Bayonetta-Bayonetta 2. Già allo showcase dello scorso anno avevamo avuto modo di metter le mani sul secondo capitolo delle avventure della sexy strega di Umbra, ma questa volta in aggiunta alla demo precedente abbiamo avuto la possibilità di provare ben altri tre livelli e dulcis in fundo anche il primissimo capitolo della saga riconvertito per Wii U con l’aggiunta dei fantomatici costumini a tema Nintendo. Come detto poc’anzi, di Bayonetta 2 abbiamo parlato approfonditamente nell’anteprima dello scorso anno (che trovate qui) e possiamo assicurarvi che i pareri entusiastici espressi non sono affatto cambiati, anzi semmai si sono amplificati e di molto, sì perché i tre livelli aggiuntivi che abbiamo provato mostrano un level design eccezionale e tutta una serie di aggiunte di gameplay estremamente sfiziose (e molteplici cutscene che abbiamo volutamente saltato per evitarci ogni spoiler quindi NON CHIEDETE!): la nostra strega preferita ora oltre che mutare in una sinuosa pantera, tuffandosi in acqua potrà trasformarsi in un serpente marino, mentre nel suo già ben fornito arsenale troviamo l’aggiunta di due lanciafiamme da collegare alle caviglie e di un fantastico arco con cui impalare gli angelici nemici. Molto appaganti anche le boss battle che abbiamo affrontato e lo scontro con il misterioso nemico (probabilmente un saggio di lumen) che appare nel primissimo trailer presentato all’ E3 oramai due anni or sono, nemico temibile, complesso da affrontare e mostruosamente veloce. In definitiva, questo Bayonetta 2 ci ha convinto in maniera totale mostrandosi già da ora come una killer application imprescindibile (non ci è piaciuto soltanto il fatto di non poter scegliere la difficoltà di gioco, settata decisamente verso il basso in questa demo): tecnicamente eccezionale e curatissimo, esteticamente eccessivo oltre ogni immaginazione, questo Bayonetta 2 si presenta molto semplicemente come un Bayonetta elevato al cubo e tutto ciò non può che farci estremo piacere e alimentare ancor di più l’impazienza per i mesi che ci separano dalla data i uscita. Cosa? Ah sì, ci stavamo dimenticando del primo Bayonetta, beh, qui in realtà c’è pochissimo da dire, se non che la conversione ci pare assolutamente perfetta (e ci mancherebbe altro) e che i nuovi costumini sono estremamente sfiziosi (chi scrive ha un debole per quello di Samus…); per il resto, gameplay compreso, il tutto rimane inalterato e, data anche la sua natura di “regalo” da parte di Platinum Games e Nintendo con l’acquisto del sequel, ce lo rigiocheremo più che volentieri.

3DS DECISAMENTE IN OMBRA

Se abbiamo appena decantato le lodi di Wii U e del suo parco software, paradossalmente (rispetto al passato) è il 3DS questa volta a rimanere un pochino in ombra. Intendiamoci, niente di grave visto il notevolissimo parco software antecedente della portatile Nintendo, ma dobbiamo necessariamente ammettere che ci aspettavamo un pochino di più e infatti questa ultima parte dedicata al gioiellino stereoscopico della grande N sarà decisamente breve. Abbiamo potuto provare Super Smash Bros. nella sua versione portatile e, seppur estremamente godibile (con tutte le limitazioni tecniche del caso), possiamo dire che non si discosta moltissimo, lato tecnico a parte, dalla controparte casalinga; Sonic Boom si è rivelato decisamente piacevole e abbastanza old style nella sua ostentata bidimensionalità (ben più che il 2.5D di Sonic Generations 3DS) e abbastanza comoda si è rivelata la possibilità di selezionare in tempo reale il personaggio desiderato tramite il touch screen. Poi, ci siamo trovati davanti a Pokémon Art Academy che, come si può intuire dal nome, altro non è che un Art Academy a tema Pokémon con le solite lezioncine di “disegno” questa volta tematicamente incentrate sui mostriciattoli tascabili di Nintendo. Infine era presente Monster Hunter 4 Ultimate che è sembrato essere anche notevole, ma rimandiamo la nostra disamina ad un’anteprima approfondita nei prossimi giorni.

IN CONCLUSIONE

Questo showcase post E3 di Nintendo ci ha lasciati con parecchie certezze sulla direzione intrapresa dalla grande N: il parco software delle macchine Nintendo si dimostra solido sia nelle vecchie glorie che nei nuovi progetti e la line-up della tanto bistrattata Wii U, sia in uscita a breve che più futura, può far dormire tranquilli gli estimatori della major nipponica. Nintendo c’è, eccome se c’è! Dispiace un pochino che non sia stata portata anche una demo di Xenoblade: Chronicles X, ma siamo sicuri che ci sarà tempo per visionarlo nel prossimo futuro, e per questo, ovviamente, restate sintonizzati su Z-Giochi per aggiornamenti.

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