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Speciale | Il multiplayer approda in Mass Effect
MULTISpeciale del 7 marzo 2012, 12:00

Speciale | Il multiplayer approda in Mass Effect

Tentativo di rinnovare o acuta mossa commerciale? Ventata di aria fresca o riciclo di aria viziata? Insomma, dev’essere ben vista o mal vista la svolta che Bioware ha deciso di attuare per intraprendere un rinnovo così significativo nei confronti del suo titolo più gettonato?

Sappiamo bene come a questo giro (anno 2012) Mass Effect ci verrà mostrato pompato di una manciata di features votate all’azione e di una componente multiplayer forse non troppo inerenti al pacchetto che siamo abituati a vedere.

Ma c’è  forse motivo di credere che il brand tanto amato sia diventato uno shooter? (Non abbiate timore dell’immagine in evidenza)

COS E’ MASS EFFECT?

Tutti sappiamo che il titolo in questione ripone la sua identità primaria nel genere dei GDR , eppure un neofito che ad oggi guardasse un trailer di gioco inerente a Mass Effect 3 potrebbe dire: “quanto è figo questo tps!”, dimostrazione tangibile del fatto che ogni nuovo capitolo sfornato per il brand trasmette sempre meno l’impressione di appartenere a tal genere videoludico.

Certo… è di frequente uso anche la parola “action-rpg“, per catalogare parecchi dei titoli che, pur avendo delle meccaniche più strettamente vicine a quelle di un titolo puramente action, rimangono comunque ancorati al loro genere videoludico primario che li definisce come giochi dentro il quale ci si può muovere liberamente, far progredire a proprio piacimento il PG e dove è importante o comunque rilevante il compimento di scelte.
Ma un multiplayer, così concepito, chi lo aveva mai visto dentro un gioco di ruolo?

Eppure l’idea di aggiungere un multigiocatore cooperativo, provvedimento che di per se fa rabbrividire chi abbia a cuore saldamente la definizione di GDR, potrebbe non essere una scelta così nociva, in quanto il termine stesso “cooperazione” rappresenta uno dei punti cardine che muove la storia narrata da Mass Effect, ed un focus su di esso votato ad un’utenza connessa tramite server non suona in effetti così inadeguata nel contesto.

Una delle due mappe presenti nella beta multigiocatore oramai chiusa all’utenza.

SI PUNTA IN ALTO

Tuttavia pare proprio che sia l’itento di accontentare l’intera platea di utenti (e quindi di racimolare ovviamente più profitti) l’input che più abbia spinto la Bioware ad applicare tale politica.
A conferma di tale tesi troviamo ad esempio l’entrata in gioco di tre inedite modalità con le qualipotremmo lanciarci nell’esperienza ludica: la prima focalizzata sulla storia, nella quale i combattimenti saranno ridotti all’osso e con un livello di sfida abbordabile ed atta a chiunque non sappia ancora cosa sia un videogame, la seconda incentrata sugli scontri a fuoco, priva della componente ruolistica rappresentata dal compimento delle scelte nei dialoghi, e la terza accomunante in toto entrambe le caratteristiche

A conti fatti le prime due modalità presentano il gioco in maniera mutilata, mentre la terza rappresenta il titolo nella sua interezza. Ma perchè un amante dell’azione dovrebbe voler giocare un Mass Effect proprio per la caratteristica nel quale non eccelle, rifiutando a priori l’interesse per la storia raccontata e per le scelte da compiere in game, che sono invece il cuore della saga? Mah… vi lascio con il beneficio del dubbio…

C’è una bella macedonia di specie, ma all’appello mancano un Krogan, un Drell e un Quarian

L’IMPUTATO DEL CASO

Tornando al discorso multiplayer, è comunque vero che non dovrebbero esistere muri tra una tipologia di gioco ed un altra, e può quindi far piacere quando uno sviluppatore decide di valicare le differenze per accorparle in un unico grande titolo. Ed e questo che ha deciso di fare la Bioware con il suo brand, un esperimento, quello della modalità cooperativa, che , seppur di per sia mirato esplicitamente ad allargare l’ara di influenza del brand, resta pur sempre un’esperimento che se ben supervisionato potrà apparire gradevole.

Iniziamo col dire che la sua natura di coop, agli antipodi con il multiplayer online competitivo che siamo abituati a vedere in titoli come i vari Call of Duty etc. (ormai sono comunque troppi) , sicuramente non potrà garantire le stessa longevità di questi ultimi, in quanto l’assenza di un sistema di upgrade consistente e di uno scontro diretto con altri giocatori online non spingerà il classico Pro-gamer nella scalata delle classifiche.

Una partita tipica consisterà infatti nel fronteggiare, in compagnia di altri tre compagni di squadra, 10 ondate di attacchi da parte di una tipologia di nemico scelta dall’host della partita, all’interno di variegate e sapientemente caratterizzate mappe di gioco dall’appeal rispettivamente inconfondibile, ognuna delle quali riservanti ottimi spunti per i vari approcci al gaming di cooperazione nella divisione dei ruoli.

il’intelligenza artificiale nemica non è da sottovalutare. Cooperare sarà necessario.

COOPERAZIONE

Le ondate che via via si susseguono potrebbero semplicemente chiedervi di sventare l’offensiva eliminando tutte le truppe nemiche sulla mappa, oppure di controllare dei terminali per un certo tempo prestabilito ed entro una scadenza di circa tre minuti, in una formula simile alla modalità “assedio” presente nel multiplayer di Uncharted 3.Altre richieste potrebbero essere quelle di eliminare dei determinati bersagli (lockati sulla mappa) prima dell’esaurimento di un countdown, e altre ancora di andare alla ricerca di 4 computer disseminati per il terreno di gioco mentre il resto della squadra vi copre e tiene lontani gli avversari (ottima occasione per testare la validità e l’integrità del gruppo in gioco).

Ma nonostante una non troppo povera varietà delle situazioni, si capisce come non sia questo il fattore che più di tutti può rendere godibile a pieno questo tipo di esperienza, che invece realizza in altri elementi caratteristici la propria appetibilità. Primo su tutti ad esempio troviamo la possibilità di poter realizzare quanti più personaggi vogliamo, all’unica condizione di aver sbloccato la determinata razza all’interno della classe di gioco desiderata,  e modificarne i colori della tuta o dell’armatura in una sistema di personalizzazione povero ma comunque esistente, dare loro un nome a scelta per renderli subito riconoscibili e pronti al campo di battaglia, ed equipaggiarli distintamente con le armi e gli equipaggiamenti che possediamo.

sarà possibile assegnare ad ogni arma due potenziamenti ad essa applicabili, che varieranno da amplificatori di raggio e di potenza, a modificatori del caricatore

DIETRO LE QUINTE DI UNA BATTAGLIA

Le classi disponibili saranno le stesse presenti nella ormai ben nota campagna singleplayer, vale a dire: Adepto, Soldato, Ingegnere, Sentinella, Incursore e Ricognitore, ognuna con a disposizione dei poteri base legati sia alla classe che alla razza del personaggio che sceglieremo di selezionare.

Le abilità in questione potranno essere perfezionate seguendo un percorso di tre slot principlali, grazie ai quali spendendo i punti accumilati con l’eseprienza acquisita durante le performance in game potremmo ampliare l’effetto, il raggio, la durata, o il tempo di ricarica del potere selezionato.
Questi primi tre slot di potenziamento si diramano poi in un bivio di altri due percorsi da tre slot l’uno, solitamente il primo incentrato sulla concentrazione dei danni e degli effetti immediati e l’altro focalizzato sulla versatilità, velocità e durabilità dell’abilità selezionata, da intraprendere quindi con molta attenzione ondevitare modifiche che mal si adattano al nostro stile di gioco.

La personalizzazione dei nostri altereghi, che siano umani o alieni, si presenta piuttosto scarna, limitandosi ad un semplice cambiamento di colore dell’abbigliamento e dei riflessi della luce su di esso, quindi se qualcuno (come me) spera di poter creare il proprio Drell (faccio un esempio) ad immagine e somiglianza della propria fantasia, purtroppo non potrà utilizzare più che un semplice alieno confondibile nella marmaglia.
Tuttavia la mancanza di una costumizzazione davvero valida viene compensata dalla possibilità di nominare i propri PG, rendendoli comunque tutti inconfondibili agli occhi del padrone.

Un’altra interessante caratteristica è rappresentata dalla possibilità di acquistare dei pacchetti che, un pò come fossero bustine dei calciatori da scartare, contengono al loro interno componenti vari, che possono essere armi, personaggi o bonus momentanei (applicabili prima di una partita ma validi unicamente per quest’ultima o fino ad esaurimento scorte), che andremo poi ad accumulare tra i nostri possedimenti. Questi saranno acquistabili con i crediti ottenuti grazie al superamento delle sfide, e ogni tipologia di pacchetto avrà un determinato genere di contenuto.

Inoltre sul campo di battaglia i movimenti e le possibilità che avremo saranno esattamente le medesime della campagnia, ad eccezione ovviamente della ruota delle abilità, ed ogni razza sarà distinguibile l’una dall’altra anche per come si comporta sul campo: ad esempio un Drell sarà veloce e flessibile in capriola, mentre un Krogan sarà lento e incapace di giravoltare su se stesso.

Un gioco così grande che merita di concedersi anche nel particolare di semplici battaglie in multiplayer

UNO SCENARIO PARTICOLARE DI UN UNIVERSO IMMENSO

In conlusione, soprattutto per un amante della saga di Shepard, è bello ritrovarsi a combattere fianco a fianco gli scontri galattici che lo caratterizzano in compagnia di commilitoni reali, e nonostante fossi assolutamente imparziale riguardo l’entrata del multiplayer in questo brand, adesso credo che combattere nei panni di un Krogan, di un Turian, di un Quarian, di un Salarian, di una Asari, di un Drell, possa ampliare la sensazione di immersione in questo mondo così perfettamente ricreato, e sento quindi che nonappena avrò il gioco tra le mie mani non mi negherò di certo qualche sporadica partita in multigiocatore.

Cover di Mass Effect 3
Mass Effect 3
Sviluppatore:
Uscita: 09/03/2012
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