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Speciale
19 ottobre 2012, 12:58
Speciale | La Mecca: Museo del Videogioco – Intervista
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Speciale | La Mecca: Museo del Videogioco – Intervista

E’ un tema caldo vista l’immminente apertura del VIGAMUS; dopo aver intervistato Marco Accordi Rickards direttore di AIOMI e del Museo del Videogioco che aprirà a Roma, e ora il turno di Giansandro Rosasco, ideatore e fondatore della stessa iniziativa che ha fatto d’apripista lo scorso Maggio in quel di Genova: la Mecca. Con lui abbiamo quindi scambiato due parole sull’argomento e approfondito quanto di bello ha da offrici il suo Museo. Non è cosa da poco avere la possibilità di avere due esposizioni dedicate al Videogioco, ecco cosa vi aspetto alla Mecca…

UN’ALTRA TAPPA PER I PELLEGRINI VIDEOGIOCATORI

Ciao Giansandro, grazie della disponibilità. Ora come ora, parlare di “Museo del Videogioco” rimanda inevitabilmente all’apertura del VIGAMUS, però molti non sanno che una stessa iniziativa è nata lo scorso maggio, in Liguria: La Mecca – Museo del Videogioco. Per cominciare, puoi dirci come e da chi è nata l’idea?

L’idea è nata per conservare la storia e l’evoluzione di questo media, per farne comprendere la piena vocazione artistica ma soprattutto per condividere questa passione con altre persone. L’idea è mia e nasce dalla mole di materiale che è stata raccolta negli anni, ma senza l’aiuto di tante persone non sarei mai riuscito a metterla in piedi.

Puoi descriverci le modalità d’ingresso, il materiale in esposizione e le altre attività che si svolgono all’interno del museo?

L’ingresso è gratuito e lo rimarrà per sempre. Il museo è aperto l’ultimo sabato del mese e durante alcuni eventi ma vi si può accedere anche previo appuntamento (in quel caso non c’è la visita guidata). I pezzi in esposizione attualmente rasentano quota settecento tra giochi, console, memorabilia ed altro, abbiamo avuto dei problemi con infiltrazioni d’acqua in alcune stanze – dalle quali abbiamo dovute rimuovere il materiale –  ma contiamo di aumentare l’esposizione già nei prossimi mesi. Ma la Mecca non vuole essere solo esposizione: è infatti possibile giocare gratuitamente con console, computer, o coin op, i mitici cabinati che hanno fatto la fortuna di bar e sale giochi.
Anche il lato culturale è importante: abbiamo ospitato alcuni laureandi che desideravano avere informazioni per le loro tesi a carattere videoludico e vi anticipo che stiamo sviluppando una fanzine cultural-ludica che verrà distribuita a dicembre, prima di Natale.
Potete restare aggiornati su tutte le iniziative sulla pagina facebook della Mecca del videogioco, su twitter @museovideogioco e naturalmente sul sito internet www.lameccadelvideogioco.it

Com’è stata la risposta dei visitatori dall’apertura a oggi, e in particolare quali sono stati i commenti dei non appassionati a questa forma d’intrattenimento?

Il museo è di nicchia ma nonostante questo e nonostante non sia situato nel centro di una grande città la risposta è stata entusiasmante, con tanti articoli, servizi dei TG e soprattutto la felicità dei tantissimi visitatori. Abbiamo moltissimi visitatori ‘in coda’, ossia che ci hanno contattati per dirci che non vedono l’ora di poter venire a trovarci, perfino dalla Sicilia. Abbiamo in generale trovato molta apertura da parte di tutti anche perchè il videogioco ormai è visto un po’ meno come “stramberia”; ai miei tempi, come cantavano gli Articolo 31 “non lo capivano i genitori, lo sconsigliavano i professori”. Ora va un po’ meglio. C’è da dire che i nostri visitatori sono stupendi: da una parte i ‘giovani quarantenni’ come noi, e come noi cresciuti nelle sale gioco o nel bar di paese, che vengono con fidanzate, mogli e figli a riassaporare quell’atmosfera e giocare magari proprio al gioco preferito. Un vero tuffo nella nostalgia ma anche nella felicità di ritrovare qualcosa che pensavano ormai perso. Dall’altra parte abbiamo i giovani che spingono i genitori ad entrare e quando ci capita di veder giocare per la prima volta alcune mamme o papà assieme ai loro figli possiamo dire che un altro obiettivo è centrato. Capire che il videogioco è anche socialità familiare, un modo diverso di passare la serata interattivamente, ridendo e scherzando con i propri genitori non ha prezzo.

Sono in programma prossimamente eventi o esposizioni che vuoi anticiparci?

Ci sarà un evento significativo che si svilupperà verso fine primavera, inizio estate che stiamo organizzando ma al momento non posso anticiparvi niente in quanto è ancora in fase di studio. Sicuramente si farà in quel periodo.

C’è una discussione ancora in corso su quale sia il primo museo del Videogioco italiano, vuoi esternare il tuo punto di vista in merito?

Partendo dal presupposto che di musei del videogioco ‘più ce n’è meglio è’, resta il fatto che La Mecca ha aperto ufficialmente i battenti il 27 maggio scorso, in concomitanza con un evento regionale, il tutto ripreso con articoli su quotidiani e riviste nonché con servizi e interviste di radio e persino il TG3. E, a meno che non stiamo tutti vivendo in una realtà parallela, questo significa che ha aperto prima dell’ottobre 2012. A livello di “burocrazia” la delibera di Giunta del Comune è di quel periodo. Non esistendo però una procedura “standard” per certificare un museo (L’accezione di museo che possiamo prendere ad esempio dal Pabaac (Paesaggio, belle arti, architettura e arti contemporanee) del Ministero per i beni e le attività culturali http://www.pabaac.beniculturali.it (ma si può prendere qualsiasi altra definizione da qualsiasi altro vocabolario) è la seguente: “Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto”. Nella Mecca, tutti i criteri sono ampiamente soddisfatti. Non voglio entrare in discussione su altro se non sui dati di fatto. Sicuramente rivendichiamo con forza la primogenitura perchè è un dato oggettivo; su un “dato temporale” non ci può essere dubbio. Se poi manca il timbro rettangolare dell’ufficio pincopallo :-) non ci interessa e non credo che altri possano affermare il contrario o che tale tema possa interessare al visitatore. Le porte “fisiche” si sa bene chi le ha aperte per prime, in Fontanabuona siamo gente pratica, prima si fa una cosa poi si annuncia che è stata fatta.

Visto che siamo in tema, cosa ne pensi dell’apertura del VIGAMUS e quali sono gli aspetti che vi contraddistinguono?

Sono sincero, sono molto contento dell’iniziativa perchè credo che loro, possano dare un contributo importante al settore in quanto molte delle persone che gravitano in quella struttura “vivono” di videogiochi da professionisti. Loro sicuramente da quanto mi pare di capire eccellono per gli spazi espositivi (sicuramente migliori dei nostri) mentre noi abbiamo più pezzi; ma non c’è da fare nessuna corsa in questo senso ognuno farà quel che potrà. Credo che loro potranno dare un contributo maggiore ad esempio sull’aspetto convegnistico e divulgativo. Anzi già che ci siamo tendiamo una mano alla collaborazione attiva, l’obiettivo è comune.

Il vostro museo è molto aperto verso qualsiasi contributo o iniziativa da parte degli appassionati. Puoi dirci in che modo il pubblico interessato può contribuire ad arricchire il Museo?

Donando qualsiasi console, rivista, gioco, computer dedicato al mondo dei videogame (vecchio o attuale) o partecipando direttamente. Visto che il museo non ha sponsor o finanziamenti nè pubblici nè privati cerchiamo anche vetrine per migliorare l’esposizione. La collaborazione è anche aperta alle case produttrici di videogiochi, agli sviluppatori, alle colonne storiche del mondo videoludico etc… insomma chi può partecipi.

Credi che la presenza, ora di due musei dedicati al Videogioco, possa cambiare, anche velocemente, il modo in cui gli “estranei” al settore guardano questa forma d’arte, d’espressione, d’intrattenimento?

Di strada ce n’è ancora molta da fare, l’ideale è che aprissero altri musei, almeno uno per regione. Si potrebbero effettuare percorsi comuni, tappe interculturali, mille altre cose! Aggiungo che sono ovviamente un lettore di diverse riviste di videogiochi e faccio un omaggio a Accordi affermando che la definizione (quella sì creata per primi da loro) :-) di conscious gamer sia particolarmente azzeccata per immetterci tutti sul giusto binario. A chi ogni volta guarda con sufficienza (anche ignoranza in senso di ignorare) il nostro mezzo, dico semplicemente che un videogioco è formato da grafica, musica, scrittura, sceneggiatura, fotografia e chi più ne ha più ne metta. Anzi oso di più, per me è la forma d’arte più COMPLETA che possa esistere se aggiungiamo anche un fattore fondamentale come l’interazione. Avete mai provato ad interagire con la Monna Lisa? A me da’ molta più soddisfazione interagire con Guybrush Ulysses Threepwood!

Domanda finale, ormai di rito: per la realizzazione di questo progetto chi dobbiamo e vuoi ringraziare?

Michela De Rosa è il “segreto” del successo in tutte le cose che faccio. Nel senso che qualsiasi iniziativa porto avanti ho un supporto completo. Poi non posso non ringraziare Mauro Corbetta che arriva periodicamente dalla Lombardia e si adopera in mille modi, Massimo Pontello che si è occupato soprattutto della parte grafica del sito e ora sta spaziando su altre cose, Erik Nadotti per le traduzioni. Dovrei citare tutti, anche quelli che hanno donato qualcosa e quelli che hanno offerto la propria collaborazione per il futuro ma sarebbero troppi :-) posso fare un’integrazione la prossima volta? Ah dimenticavo il Sindaco Gabriele Trossarello e l’amministrazione comunale di Moconesi che ha compreso l’importanza di ottenere (gratuitamente) un’attrazione per il comune stesso ed ha messo a disposizione gli spazi espositivi.

Grazie mille Giansandro per il tuo tempo. Invitiamo tutti quindi a fare una tappa alla Mecca se siete in zona.

Grazie mille a voi!! GSR

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