Journey
Con alle spalle titoli come Flow e Flower, la software house: thatgamecompany si è sicuramente fatta un nome importante nel campo delle offerte di gioco uniche che sanno toccare le corde emotive e deliziano ogni minimo senso del videogiocatore. Rilasciando poche informazioni per volta e facendo letteralmente morire dalla voglia di sapere di più su codesto titolo. Il team californiano si ritiene pronto a regalare ennesime soddisfazioni ai giocatori di tutto il globo con la loro ultima fatica: Journey, ed ovviamente la vostra forzuta (per non dire altro ndr) redazione ha avuto la fortuna di toccare con mano quest’opera d’arte ed è pronta a narrarvi i segreti del deserto in questo succulenta anteprima.
ALLA SCOPERTA DI MISTERI
Le prime cose da imparare parlando di questa nuova avventura, si rivolgono inizialmente all’approccio del giocatore con il prodotto. Sappiate bene, che il titolo di thatgamecompany non cerca e non vuole niente, non pretende di elevarsi nel limbo dei videogames, ne tanto meno di essere un’esperienza non-ludica, ma solamente di stravolgere i canoni quotidiani andando proprio a toccare i tanto citati sensi del giocatore di turno, che non potrà tirarsi indietro una volta calato nel bel mezzo di questo magnifico deserto. Proprio per portare il giocatore a non tirarsi indietro è quasi curioso che i programmatori puntino tutto sul fattore “curiosità umana” complice ad un interazione ridotta all’osso dove tutto dovrà essere capito ma niente ci sarà spiegato. Per quanto riguarda la parte giocata: Journey prende molto dai capolavori di Fumito Ueda riproponendo un’avventura simile dove al giocatore viene fornito il minimo indispensabile per risolvere gli enigmi e portare a termine l’avventura principale, con a disposizione solamente la possibilità di emettere un suono ed in seguito un salto che andrà ricaricato dopo ogni uso.
Dalla demo dai noi provata ci è stato possibile solamente “scivolare” per la bellissima sabbia del deserto ed osservare un ottimo gameplay legato all’esplorazione più totale, impreziosita proprio dal fattore curiosità che ci ha reso difficile staccarci dalla demo per far posto ad altri redattori. Le aree coinvolte vedono la presenza di una strani pezzi di pergamene di luce, nascoste in vari punti, il cui reperimento permetterà di potenziare il salto attraverso bonus che allungheranno a dismisura la nostra sciarpa permettendoci addirittura di volare da un picco all’altro, alla ricerca di questi frammenti che molto probabilmente saranno lo scopo portante di tutta l’avventura. Purtroppo la nostra avventura finisce in una decina di minuti, ma è quanto basta per farci capire che Journey non sarà il solito titolo da massa, ma sarà un gioco per pochi eletti, dove i livelli andranno affrontati con meraviglia e stupore piuttosto che con ansia e la volontà forzata di portarlo a termine. Per aiutarvi nella comprensione di quello che abbiamo detto, vi informiamo che la morte dello sconosciuto protagonista non è contemplata e che è praticamente impossibile rimanere bloccati davanti un enigma, perché quest’ultimi saranno solo alcuni luoghi di scoperta nascosti nell’immenso e bellissimo deserto preparato dai talentuosi thatgamecompany.
Sicuramente la caratteristica più interessante e curiosa di questa demo e il multiplayer. Per rendere unica tale esperienza è stato innanzitutto eliminata la totale competitività tra giocatori , che ha portato alla rimozione di ogni aggressività contro altri esploratori, ma la curiosità più eclatante e che non è stato introdotta nessuna collaborazione fra essi visto che l’interazione sarà completamente assente e di rimando non sarà possibile comunicare con altri giocatori ma solo scambiarsi sequenze di versi emessi il cui scopo ci risulta ancora sconosciuto. Per concludere oltre citare lo stupendo comparto grafico ricreato sulla potenza di Playstation 3 vi diciamo che il titolo è completamente full multiplayer, dove in qualsiasi momento un altro giocatore potrebbe entrare in modo completamente anonimo nella vostra partita, anzi per lui entrerete voi nella sua ed il bello è che nessuno dei partecipanti alla sessione saprà chi sono gli altri pellegrini in cerca di arte e pezzi di sciarpa.

21-07-15 
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6-07-15 
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