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Anteprima
10 settembre 2014, 13:00
The Tomorrow Children
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The Tomorrow Children

La kermesse tedesca negli ultimi tre anni è stata un crescendo, da semplice copia/incolla dei contenuti portati un paio di mesi prima all’E3 di Los Angeles si è passati pian piano a una fiera che ha assunto sempre più una sua personalità grazie a una serie di nuovi annunci. Del resto la grande affluenza di gente che puntualmente riempie le hall del Koelnmesse e le aspettative dei giocatori da un nuova fiera, oltre al fatto che è possibile svincolarsi dall’ombra dei grossi annunci dell’evento losangelino e avere maggior risalto, sono motivi importanti per i publisher per mostrare qualcosa di nuovo. Se in campo retail dalla conferenza Sony non sono usciti grossi annunci, dal reparto indie invece si è presentato alla platea e ai giocatori un nuovo progetto che abbiamo trovato da subito davvero interessante. Parliamo di quel The Tomorrow Children (no, non ha nulla a che vedere con la serie televisiva The Tomorrow People) che con un trailer prima e una manciata di informazioni dopo, ha catturato il nostro interesse. Sviluppato da Q-Games, coadiuvata dal supporto tecnico di Japan Studio, The Tomorrow Children appare essere un progetto davvero promettente, scopriamo il perché…

RIPARTIAMO DA ZERO

Il gioco è un’esperienza single-player ambientata in un mondo aperto al quanto bizzarro, che racconta la storia di un futuro distopico in cui il fallimento di un esperimento, che voleva riunire tutte le menti della razza umana in un’unica coscienza globale, decimò la popolazione terrestre. I pochi sopravvissuti ci misero quasi un secolo per costruire una società basata sugli ideali marxisti, e noi giocatori, inizieremo proprio da questo punto. L’alter-ego virtuale avrà la forma di un essere che sembra il risultato di una fusione tra una bambola matrioska e una di legno; uno stile orientale che trova un senso in questo futuro divergente ambientato nella Russa Sovietica. I giocatori inizieranno vestendo i panni di un cittadino normale alla ricerca di risorse da utilizzare per costruire nuovi edifici piuttosto che postazioni  di difesa, tutto per far crescere la società. Ogni azione fornirà al giocatore dei buoni da riscuotere presso l’ufficio del lavoro, buoni che serviranno per comprare nuovi materiali e per accrescere le proprie abilità. Il risultato delle nostre azioni si rifletterà anche nel modo in cui la società ci vede, facendoci quindi salire di rango.

Il gioco si divide tra la Città e le Isole, queste sono i luoghi dove reperire la maggior parte delle risorse, scavando con gli strumenti a disposizione à la Minecraft per intenderci, oltre che tesori o bambole, queste ultime vanno riportate in città perché contengono delle tracce di DNA e possono essere trasformate in esseri umani, aumentando di conseguenza la popolazione della città e perseguendo quello che è uno degli scopi finali del gioco, ovvero ripristinare l’umanità. Il progetto di ricostruzione non sarà tuttavia semplice. A metterci il bastone tra le ruote ci saranno delle creature, anche alcune giganti chiamate Izverg, che irromperanno alle porte della città per distruggere tutto. Se non affrontate in modo tempestivo ed efficace si dovranno raccogliere i pezzi e ricominciare la ricostruzione della città, e immaginiamo, nel peggiore dei casi, anche arrivare al game over. Si potranno costruire mezzi di trasporto, auto, ma anche carri armati per difendersi, perfino eleggere un sindaco, tutti elementi che indicano come The Tomorrow Children sia un gioco gestionale in primis. Ma sembra esserci anche un po’ di strategia e di survival sandbox, che aumentano la profondità di un gameplay di certo non banale.

Abbiamo detto che il titolo Q-Games è un’esperienza single player, tuttavia il gioco ha anche una componente multiplayer, sulla carta interessante, che segue l’impostazione asincrona. La popolazione della nostra città sarà comandata da altri giocatori che chiaramente perseguiranno gli stessi scopi: trovare risorse e favorire l’espansione della città. Come anche altri giochi che hanno usato questa impostazione non ci sarà modo di interagire con gli altri utenti se non con gesti o suoni; niente chat vocali o testuali. Sul multigiocatore non è stato detto altro perché è ancora in fase di sviluppo e di fatto anche il suo funzionamento non è ancora chiarissimo; le poche informazioni rilasciate aprono comunque a scenari abbastanza intriganti. Altrettanto interessante è l’aspetto grafico che grazie alla tecnologia che sta alla base unitamente allo stile peculiare del setting, ha un look molto cinematografico. La tecnologia usata è la Cascaded Voxel Cone Ray Tracing grazie alla quale il comportamento della luce viene calcolato in tempo reale basandosi su vere rifrazioni, restituendo una resa di grafica dei materiali della luce davvero importante.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=9bnfz3XjUxQ[/youtube]

IN CONCLUSIONE
The Tomorrow Children è davvero un gioco dal grande potenziale, non parte da presupposti narrativi di certo originali, ma il particolare mondo in cui è ambientato, il concept da gestionale con elementi sandbox esplorativi e survival, il multiplayer asincrono e una componente tecnica di rilievo sono aspetti che non vediamo l’ora di sviscerare. Molti di questi aspetti appaiono ancora poco chiari o ancora in fase embrionale (vedi il multiplayer) ma forse di qui all’uscita prevista per il prossimo anno, ci sarà spazio per una prova della beta che dovrebbe arrivare nel corso dei prossimi mesi. Le premesse ad oggi sono comunque molto allettanti vedremo in futuro quando il quadro andrà delineandosi cosa dovremo aspettarci.
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