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Retro
13 giugno 2011, 18:06
F355 CHALLENGE Passione Rossa
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F355 CHALLENGE Passione Rossa

Quest’anno alla GDC 2011 è stato consegnato il premio di Pioneer Award al game designer Yu Suzuki. Una riconoscenza destinata ai pionieri dell’industria videoludica, a coloro che ,grazie a particolari capacità, hanno innovato drasticamente il media stesso. Ma Suzuki non è solo il padre di titoli innovativi come shenmue o space harrier ed out run, ma anche di un grande classico arcade che brilla ancora oggi per una sua particolare caratteristica: l’essere LA simulazione di guida. Tra le passioni del nostro Yu vi è anche quella sfrenata per la rossa di Maranello, precisamente della Ferrari 355. Una leggenda narra che proprio dopo l’acquisto di questo bolide italiano, il game designer , si sia deciso a sviluppare un gioco che riuscisse a ricreare nel videogiocatore le stesse sensazioni che prova un pilota al volante di questa vettura. Leggende a parte , F355 , è ad oggi la simulazione di guida numero 1 e non ci sono gran turismo o forza motorsport che reggano.


Dalla sala al salotto il passo è breve…

La versione destinata alle sale giochi era un capolavoro di cabinato: 3 Schermi separati e la bellezza di 4 schede Naomi al suo interno. Non a caso sin dal lancio della sua scheda arcade , Sega, aveva specificato della possibilità di cablare più Naomi così da ottenere una maggiore potenza di calcolo oppure elaborazioni parallele con risultati stupefacenti e semplici da raggiungere per gli sviluppatori. Nel cabinato di F355 3 di queste schede erano intente nel renderizzare le immagini sui 3 monitor mentre la quarta si dedicava al comparto audio mai stato più vicino alla realtà in nessun altro gioco di guida. Anche l’interno era identico a quello dell’abitacolo della F355, con cambio manuale , volante da corsa e 3 pedali: freno, acceleratore e frizione. Visto l’enorme successo di questo titolo nelle sale giochi di tutto il mondo , Suzuki, si decise a portarlo anche su console , ovviamente su Dreamcast, e nelle case di tutti gli appassionati di videogiochi ma anche di motori e macchine. Il primo ostacolo era l’adattare la conversione ad una sola scheda (il DC era identico alla Naomi) ma grazie all’esperienza del team AM2 la conversione riuscì perfettamente, ovviamente con i downgrade del caso. I 3 schermi del cabinato furono ovviamente eliminati e il comparto audio-visivo ritoccato leggermente. Ma non aveva importanza l’aspetto tecnico in F355, il suo cuore, la sua anima, erano solo il gameplay. Non si era mai visto prima niente di più vicino alla realtà e anche su Dreamcast tale aspetto rimase invariato regalando al mondo consoles LA miglior simulazione di guida mai creata in tutta la storia dei videogames.


Difficile… ma appagante…

Il gameplay di F355 era paragonabile ad un nemico da sconfiggere armati solo di dedizione e pazienza. Tutto fu calcolato al centesimo, se una Ferrari in accelerazione impiegava un tot di tempo per avanzare di un tot di metri , nel videogioco accadeva esattamente la stessa cosa. Guidare quei mostri italiani sui vari circuiti del mondo diventava un’impresa eroica. Per aiutare i meno “esperti” vi era la possibilità di attivare alcuni aiuti alla guida, i classici presenti anche in altri racing game, come l’ ABS e la frenata automatica in curva ma va da se che così facendo l’esperienza offerta da questo simulatore perdeva la quasi totalità del suo dannato fascino. Per apprezzare realmente il lavoro di Suzuki, tutti gli aiuti dovevano essere disabilitati così che fosse solo la maestria del pilota virtuale la ragione del successo e della vittoria. A fare da contorno ad un gameplay decisamente ostico vi erano avversari altrettanto agguerriti e pronti a tutto pur di vincere. A differenza di molti altri prodotti arcade , in F355, difficilmente si correva da soli, le caratteristiche identiche delle auto in pista e lo scarso margine di errore degli altri piloti, facevano si che la gara si disputasse praticamente in blocco e anche una volta raggiunta la prima posizione vi erano sempre una o due auto attaccate al deretano. Ad alimentare ancor più il grado di simulazione non vi era modo di selezionare una visuale esterna all’abitacolo. In F355 versione Dreamcast si poteva correre solo ed unicamente in visuale interna, nella conversione per playstation 2 di qualche anno dopo invece, sega introdusse inspiegabilmente anche una seconda visuale posta subito dietro alla vettura che una volta selezionata riusciva a disintegrare totalmente la natura del gioco. Una natura quella di F355 che lo rendeva un prodotto altamente di nicchia alimentata da un concept fortemente arcade. In questo titolo ,di fatti, vi era solo un’automobile selezionabile, disponibile magari in diverse livree, ma sempre e solo la F355. Anche per questo motivo il livello di simulazione fu così alto. Un numero esiguo di piste e le classiche modalità di gioco presenti in questo tipo di prodotti facevano il resto. Niente world tour lunghi mesi ,solo un breve campionato , un gameplay profondo e tecnico ed un incredibile appagamento sensoriale in caso di vittoria ma come ciliegina sulla torta anche una stupenda modalità online!! La versione Dreamcast disponeva di questa possibilità (non nella versione giapponese), bastava collegare la console alla grande rete, con il modem di serie o gli adattatori a banda larga , per poi godere di un modalità dove gareggiare sfidando i “fantasmi” di altri piloti di tutto il globo (E scordatevi di realizzare il tempo migliore con gli aiuti attivi ndr) una modalità davvero divertente ed inaspettata, poi eliminata nella versione Playstation 2. A tal proposito ci tengo a sottolineare che l’unico vero modo per godere al 100% di F355 sia giocarlo in sala giochi, il cabinato ha davvero dell’incredibile, anche nella sua versione economica con un solo schermo, ma se si sceglie una versione casalinga allora Dreamcast a priori. La versione Ps2 impallidisce tecnicamente al cospetto di quella per la console Sega.


Il PowerVR2 alla massima potenza…

Sul fronte tecnico abbiamo un prodotto miracoloso, più che altro per quanto riguarda la conversione su console. Viste le caratteristiche del cabinato molte perplessità affogarono i pensieri dei fans , ma Suzuki riuscì nel miracolo e la versione Dreamcast godeva di un motore grafico devastante al pari della controparte da sala se non addirittura superiore sotto alcuni aspetti. I modelli poligonali delle 5 vetture avversarie in pista correvano fluidi ancorati a 60 frames al secondo ricoperti dalla miglior mappatura ambientale di sempre (per allora ndr) unita ad effetti di rifrazione della luce e a mappe di riflessione. Le piste si allungavano in avanti mostrando tutta la potenza di un engine mai afflitto da pop-up o cali di frame-rate nonostante l’ampio orizzonte visivo e gli effetti particellari del fumo e della polvere chiudevano un quadro tecnico realmente impeccabile. Come se non bastasse , F355, era pienamente compatibile con il cavo VGA del Dreamcast e godeva della risoluzione di 640*480p a 60hz anche in versione PAL, senza dimenticare l’ottimo filtro di Anti-aliasing che levigava tutte le scalettature di troppo. L’audio infine era una vera chicca, i rombi delle ferrari uscivano dalle casse e vibravano nell’aria della stanza sino alle orecchie del giocatore causando tremiti di adrenalina e forti brividi lungo la schiena. Un titolo tecnicamente mastodontico. Peccato solo per la mancanza di danni visibili e per un sistema di collisioni imperfetto.


Commento finale:

Vi sentite dei veri piloti virtuali? Imbattibili quando si tratta di usare un volante? Siete tra i migliori quando si parla di racing game incentrati sulla simulazione? Beh, se avete risposto affermativamente a queste 3 domande credo che F355 sia pronto quando volete a farvi ricredere. Qui si tratta di un prodotto senza tempo, un livello di simulazione tale che rasenta la perfezione, un titolo in grado di impegnare ed appassionare tutti gli amanti del genere allora come oggi. Ovviamente siamo ben lontani dagli standard di Gran Turismo o Forza Motorsport, F355 è un titolo nato in sala giochi e come tale presenta ben pochi contenuti, una sola vettura, una manciata di piste e qualche settaggio relativo alle caratteristiche della nostra auto. Non ci sono nemmeno i danni, per lo meno non visibili. Ma quando si scende in pista, che si sentono le urla dei pistoni del motore Ferrari, qualche goccia di sudore sulla fronte, occhi socchiusi sintomo di profonda concentrazione… 3…2…1…Go!! Una colonna sonora hard rock come sottofondo, aiuti disabilitati e quel tempo record da superare. Questa è l’essenza di F355, questa è l’essenza dei racing game. Peccato che i server del Dreamcast ormai siano chiusi da tempo, ricordo come fosse ieri la vittoria per pochi decimi di secondo su quel giapponese sul circuito di Monza e ricorderò sempre lo stupore e la rabbia protagonisti di ogni partita fatta ad F355. Se credete di essere i migliori… Dimostratelo a voi stessi e giocate F355.

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