Metal Gear Solid : The Twin Snakes
Questo lunedi’ cari lettori voglio seguire le orme dei miei colleghi e parlarvi anche io di un metal gear, andando cosi a chiudere la serie e la nostra analisi sul mondo ricreato dal maestro Hideo Kojima. Infatti oggi andremo ad analizzare un gioco diventato leggenda, Metal Gear Solid: The Twin Snakes, ovvero il remake del primo e grande Metal Gear Solid, uscito nel 1998 per PSX. Questo remake uscito nel 2004 a cura degli ottimi Silicon Knights, come grande esclusiva per Nintendo Gamecube si potrebbe benissimo definire come l’unione del primo episodio con il secondo, in quanto utilizza le meccaniche di gioco di Metal Gear Solid 2: Sons Of Liberty utilizzando la trama narrata nel primo. Questa scelta si rivela veramente azzeccata in quanto ha soddisfatto tantissimi fan che sognando ad occhi aperti pensavano al primo capitolo con la grafica e la giocabilità del secondo. Dai primi istanti di gioco si rimarrà a bocca aperta in quanto chi aveva giocato già in passato il primo episodio non solo riconoscerà le aree ma noterà con piacere delle aggiunte veramente utili per il nuovo arsenale di mosse messo a disposizione per il mitico Solid Snake, come la disposizione in determinati punti di armadietti, potremo poi spostare i corpi dei nemici e nasconderli, scuoterli per ottenere munizioni ed altri oggetti, sporgerci dagli angoli, appendersi nei corrimani ed anche fruire di una visuale in prima persona, sistema di puntamento ideale per mirare ai punti deboli dei nemici più corazzati. Alla luce di queste nuove possibilità, gli sviluppatori si sono dati da fare per riscrivere in gran parte le mappe, spostando stanze, scambiando oggetti e aggiungendo armadietti e corrimano in gran quantità. Inoltre è stato fatto anche un ottimo lavvoro sull’Intelligenza artificiale dei nemici: le guardie non solo sono aumentate di numero, ma si sono fatte ancora un pochino pi furbe. Ogni più piccolo rumore potrebbe insospettirle, mettendole in allarme e facendole allertare. Bisognerà quindi muoversi in maniera silenziosa e prudente come nella migliore tradizione stealth, prestando ancora più attenzione ai nostri movimenti per non correre il rischio di far scattare allarmi o venire localizzati e cercando quando possibile di evitare i conflitti a fuoco per risparmiare le preziosissime munizioni.
NAKED SNAKE
All’interno del gioco prenderemo il controllo del giovane Solid Snake, ex agente dell’unità FOX-HOUND. Dove il nostro compito principale sarà quello di salvare il direttore della DARPA Donald Anderson e il presidente della Arms Tech, Kenneth Baker, presi in ostaggio da un gruppo di terroristi che minacciano di lanciare una bomba nucleare, se non verranno consegnati un milione di dollari e i resti di Big Boss, noto militare e padre genetico dei vari Snake. Ciò che sorprende maggiormente è che Snake che sembra ancor convinto di voler partecipare alla missione e anzi è anche contrario ai modi in cui è stato prelevato, ma il suo stupore è grandissimo nel vedere la foto del capo dei terroristi che oltre ad aver lo stesso nome in codice “Snake” , sono completamente identici. Alla fine Snake si convince e si prepara per raggiungere Shadow Moses che da una semplice missione anti-terrorista diventerà un riscontro con i fantasmi del passato di Solid Snake e un’avventura profonda con nuovo prospettive di vita per la stessa leggenda.
In Metal Gear Solid: The Twin Snakes, tutto è stato migliorato, cominciando dalle migliorie apportate al gameplay fino alla grafica, infatti le complesse vicende di Shadow Moses saranno stavolta narrate con un realismo visivo di grande impatto che prevede superfici “bumpmappate”, ombre dinamiche proiettate dai personaggi non solo sugli elementi del fondale ma anche su se stessi e sugli altri protagonisti, numerose fonti di luce in tempo reale presenti contemporaneamente in una scena, nebbia, fumo ed effetti atmosferici di gran classe, come il vento che fa svolazzare qua e là i fiocchi di neve. Mentre le prime impressioni, poi, erano positive solo per quanto concerneva il modello poligonale di Solid Snake, pare che i SK si siano dati da fare per portare allo stesso livello tutti i numerosi altri protagonisti, buoni e cattivi, del gioco; minore attenzione è stata riservata, per motivi perfettamente comprensibili, ai cattivi “convenzionali”, che comunque godono di immensi miglioramenti rispetto all’originale PlayStation.
IN CONCLUSIONE
Il primo grande Metal Gear Solid o questo remake per Gamecube, rappresenta sicuramente la più alta espressione del concetto stealth/action voluto da Konami, ovvero un’avventura dove l’obiettivo non è uccidere tutto ciò che si muove, ma avanzare senza essere scoperti. Un’ approccio certo non convenzionale, ma estremamente adeguato per un videogioco con temi ed ambientazioni militari. Lo stesso Kojima ha definito in passato Metal Gear Solid una sorta di “nascondino digitale”. Ma i temi del successo di questa saga sono sicuramente da cercare oltre che nel genere, anche nell’ offerta data dal prodotto ludico di Kojima, come la caratterizzazione fenomenale dei personaggi -a mio parere la migliore mai vista in un videogames- oppure la trama che farebbe tremare il miglior Spielberg, senza tralasciare un gameplay mozzafiato che sa stabilire un mix perfetto tra action e stealth come il titolo vuole.


