Splinter Cell
La storia retro di questo lunedi’ cari lettori è una storia di luci ed ombre, una storia che ha inizio quel 10 Marzo del 2004, una storia che vede la CIA nettamente disperata, a tal punto di contattare addirittura l’NSA (National Security Agency), dopo aver perso sia le tracce di Alison Madison, un agente della CIA incaricata di monitorare i vari problemi di comunicazione riscontrati con l’ex-Repubblica Sovietica della Georgia, sia dell’agente, Blaustein, che a sua volta era stato inviato a T’bilisi, capitale della Georgia, per localizzare l’agente Madison, ma anch’essi scomparso dopo una settimana circa. Cosi preoccupata per le vite dei due agenti americani e con un rischio incombente di una probabile azione terroristica, l’Nsa incarica Third Echelon di richiamare ai suoi ordini l’ex agente Sam Fisher, un agente speciale addestrato nei Navy Seal per eseguire missioni di infiltrazione e commando, esperto in armi sperimentali, invisibilità e guerra informatica, diventato con lo scorrere del tempo una celulla fantasma, ovvero, Splinter Cell. Ora il destino dei due agenti e nelle sue mani.

PRIMO AMICO: L’OSCURITA’ – PRIMO NEMICO: LA LUCE
E già! la principale caratteristica del titolo Ubisoft e proprio quella di giocare con le varie fonti di luce, quasi fossero il vostro peggior nemico. Infatti sarà la furtività, la caratteristica più sviluppata di cui dispone Sam, quindi dovrete giocare a nascondino tra le tenebre e approcciare al gioco sempre con astuzia perchè uno scontro diretto porterebbe drasticamente al Game Over. Ovviamente anche il combattimento avrà la sua importanza e non mancheranno di certo le migliori armi disponibili sul mercato da quelle tradizionali, agli articoli speciali in dotazione alle cellule fantasma, ma Fisher sarà comunque costretto a ricorrere alla violenza solo allo scopo di rimanere invisibile, dunque per scopo difensivo. In poche parole in Splinter Cell bisogna essere invisibili, muoverci silenziosamente nell’ombra, sgattaiolare dietro ai nemici senza essere visti per coglierli alle spalle e metterli fuori combattimento. Potremo affrontare interi livelli senza uccidere nessuno, semplicemente stordendo i nemici, e senza lasciare alcuna traccia del nostro passaggio e per aiutarci nel nostro silenzioso cammino avremo a disposizione un’ampia gamma di tecniche di infiltrazione: tiro di precisione, salto con spaccata, scivolata sui cavi, scalata sui muri, scudi umani, ecc,ecc…. Da notare anche che nel corso dell’avventura Sam non sarà solo, infatti grazie ad un contatto radio verrà costantemente aggiornato sull’evolversi della storia e delle missioni dai membri della NSA che useranno Sam più come una pedina che una personaggio di importanza, fino a tal punto che negheranno la sua esistenza se Sam dovesse inevitabilmente fallire. Riguardo alla longevità il titolo targato Tom Clancy’s è ottimo, considerando che le strategie di gioco non sono semplici da pianificare ed eseguire, non è facile portare a termine le missioni velocemente e senza mai essere notati, dunque acquistando una certa difficoltà nel essere completato, senza mai cadere nella monotonia.

IN CONCLUSIONE
Splinter Cell è uno dei prodotti migliori della scorsa generazione. Un prodotto esaltante e curato in una maniera impeccabile, con vicende narrate intriganti ed una realizzazione tecnica sorprendente che non smette mai di stupire, livello dopo livello, con continui tocchi di classe, fino alla fine. La ciliegina sulla torta è il doppiaggio a cura di Luca Ward, che dona al protagonista un forte carisma, coinvolgendo il giocatore e accompagnandolo come un agente segreto verso Pandora Tomorrow.
