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Retro
28 marzo 2011, 15:00
Steel Battalion
Steel Battalion mobile

Steel Battalion

La nascita di Capcom risale all’ormai lontano 1979; in breve tempo questa compagnia è diventata una delle più amate e famose sviluppatrici che si siano mai viste; i suoi punti di forza sono sempre stati i mitici Street Fighter, Resident Evil e Dino Crisis, ma la software house si è fatta apprezzare negli anni anche per la creazione di nuovi ip. E proprio uno di questi nuovi ip, contro ogni aspettativa e prospettiva di mercato, Capcom ha deciso di sviluppare un titolo basato su una simulazione di Mech, un gioco sicuramente innovativo per la console Microsoft e se avete avuto la fortuna di fare parte di quella ristrettissima elite di giocatori che ha provato l’ebbrezza di pilotare i titanici mezzi di Steel Battalion o Tekki per i giapponesi, sapete benissimo di cosa andrò a parlarvi questo lunedi’. Circa un pò di tempo fà la  celeberrima software house del Sol Levante è stata estremamente esigente con i videogiocatori e li ha dotati del sistema di controllo definitivo (ma ad un prezzo troppo caro) pretendendo inoltre una dedizione assolutamente maniacale verso il suo simulatore. Steel Battalion è un titolo proibitivo per il giocatore occasionale: se non si impara a memoria il nome delle armi e il loro raggio d’azione, sul campo di battaglia non c’è scampo; se non si riescono a coordinare mani e piedi come si deve, il sistema di controllo si rivolta contro; se non si conoscono le caratteristiche dei vari modelli, si diventa presto carne da macello. Non a caso, a capo del progetto c’è Atsushi Inaba; un uomo che si odia o si ama, non esistono vie di mezzo. La sua spietata mente ha partorito Viewtiful Joe e il simulatore di mech più rigoroso di sempre: Steel Battalion.

DA GRANDE VOGLIO PILOTARE I MECH!!!

Corre l’ anno 2080 in Steel Battalion e l’umanità nel tentativo di mantenere l´equilibrio geopolitico mondiale conduce guerre locali in tutto il mondo servendosi massicciamente di battaglioni di Vertical Tank, ma stavolta però, sembra che ci sia qualche resistenza di troppo su di un’isola dove vige un oppressivo regime dittatoriale; così, nei panni di un´oscura recluta gettata nel tritacarne della guerra il suo primo giorno d´addestramento, dovremo fare la nostra parte in seno al trentaquattresimo battaglione della divisione speciale VT-panzer, la più avanzata e importante dell´esercito. La trama non è proprio il punto forte di Tekki ma poco ci importerà perchè avremo altro da fare nel corso delle missioni. Prima di entrare in battaglia ci ritroveremo all’interno dell’hangar dove dovremo passare per il rito di accensione,avremo i vari tasti sul controller che lampeggeranno indicandoci quale premere, per poi passare al check degli strumenti dove vedremo il controller accendersi tutto come un albero di natale. Bellissimo. Il controller di Steel Battalion è sicuramente uno dei più sofisticati e allettanti mai visti sul mercato. In effetti l’idea di mettere in commercio un simulatore di mech (Vertical Tank, VT) “realistico” è folle quanto geniale, a partire dalla scelta di una sola visuale fruibile,  ovvero quella interna, fino alla possibilità di “morire” e perdere il salvataggio; dalla simulazione ti aspetti cose come: il ribaltamento del mezzo, al surriscaldamento delle batterie, alla gestione delle armi, del carburante e dei pesi ammissibili ed è incredibile che tutto ciò che ti aspetti lo trovi all’interno di Steel Battalion. Ma, soprattutto, come non citare il mitico controller che ha fatto ormai storia? questo gioiellino è munito di più di 40 tasti, (fra i quali troveremo quello per l’eject) di due cloche e di una pedaliera a tre pedali in acciao (uno è l’acceleratore, l’altro il freno e il terzo la frizione). Tra le varie leve troviamo interruttori, manopole per cercare di capirne il funzionamento avremo a disposizione un “piccolo” manuale proveniente dalla nasa. Tutto cio’ che è presente sul controller è completamente funzionante, partendo da sinistra troviamo una leva joystick usata per muovere a destra e sinistra il nostro mech, e tramite una levetta posta sopra allo stick possiamo muovere la visuale per vedere quello che ci sta intorno; sempre sulla parte sinistra del controller troviamo un cambio a 5 marce piu’ retromarcia, infatti, avrete a disposizione un cambio da azionare per aumentare la velocità, facendo molta attenzione nel curvare per non far cadere il mech, ed infine troveremo una serie di sei interruttori da azionare per accendere il mech. Nella parte centrale del controller trovano posto una manopolona per le frequenze radio per mettervi in contatto con i vostri alleati o chiamare rinforzi e una serie di tasti dalle piu’ svariate funzioni, da quelle riservate alla radio a quelle per cambiare armamento o sganciare le taniche di fuel vuote, ed altre ancora che vi serviranno con il procedere delle missioni. Infine nella parte destra troverete la seconda leva joystick per spostare il cannone posto sul bracio del VT nelle quattro direzioni, un grilletto e due bottoni, uno piccolo per agganciare i nemici sul mirino e l’altro piu’ grande per sparare un missile. Poi sono presenti altri tasti per la mappa, le telecamere e, non difficile da notare un tasto rosso posto sotto un vetro per l’espulsione automatica nel caso veniste colpiti e distrutti.
La pedaliera è composta da 3 pedali con lo scopo di far muovere il mech, accelerare, o per fermarlo, o ancora per fargli schivare i colpi avversari con una rapidità disarmante.il tutto per una lunghezza di circa 80 cm. Questo controller è nello stesso tempo il fascino e la pecca del gioco, infatti da un lato il coinvolgimento nell’azione sarà totale sotto ogni punto di vista, ma dall’altro dovremo dire addio ad una consistente quantità di denaro dei nostri portafogli.

Molto vero simile e frustante anche il sistema di salvataggio, come avevo già accenato sopra, che sarà praticamente legato alla vostra carriera, nel senso che se sarete distrutti verrete ovviamente seppelliti con gli onori del caso, se invece riuscite poco prima di saltare per aria ad espellervi mediante il tasto rosso sul controller, questi lampeggierà per segnalarvi il momento giusto, riprenderete dalla misione ultima lasciata. Questo secondo alcuni puo’ essere un difetto o una limitazione, ma ricordiamoci che il gioco è una simulazione a tutti gli effetti e questo dovrebbe farvi capire che ogni minima cosa nel gioco non è stata lasciata al caso.

UNA GUERRA GREZZA E SPORCA

Il gioco sotto l’aspetto grafico è veramente stupendo e molto curato, con una grafica ben realizzata e dettagliata, ma anche e soprattutto, delle leggi fisiche estremamente realistiche. All’epoca Steel Battalion era un autentico spettacolo per gli occhi con filtri in grado di restituire un’immagine superba, come la gestione dell’illuminazione ambientale con tanto di riflessi sulle armature e soprattutto animazioni fuori dal comune, capaci di rendere estremamente verosimili i mostri metallici pesantissimi ricreati da Capcom. Forse l’utente più smaliziato potrebbe storcere il naso davanti al pop up che si verifica all’orizzonte o di fronte a qualche texture in bassa risoluzione o un alberino in 2D, ma davvero, tutto ciò non compromette assolutamente un comparto visivo di grande impatto. Anche il sonoro pressochè perfetto, si mantiene su livelli eccellenti nella resa delle armi da fuoco, delle esplosioni e dei rumori prodotti dal VT, con l’aggiunta di alcuni effetti sonori all’interno del cockpit e come sempre un’egregio utilizzo dell’audio posizionale, caratteristica molto gradita come supporto al radar!

IN CONCLUSIONE

Siamo di fronte ad un vero capolavoro del genere, uno di quei giochi che resteranno nella storia e nel cuore. Steel Battalion è un titolo curato nei minimi dettagli, praticamente quasi esente da difetti, unico nel suo genere. Il costo troppo elevato avrà fatto storcere il naso a molti, ma ragazzi cosa vi siete persi!!! Difficilmente ci saranno tanti altri prodotti di qualità elevata come questo o per lo meno, saranno rari. Un must have, consigliato a tutti i veri collezionisti e anche ai non amanti del genere, i quali rimarranno turbati dal fatto che un gioco a cui non avrebbero mai giocato avrà il potere di tenerli incollati allo schermo per ore, ore e ore.

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