Special GTA Series
La serie Grand Theft Auto è nata nel lontano 1997 con la pubblicazione del primo capitolo omonimo per la prima PlayStation, sviluppato e pubblicato da Rockstar Games. Si trattava di un gioco caratterizzato da un gameplay che molti di noi immaginavamo soltanto a quell’epoca: fare quello che volevamo noi! Come: pestare qualcuno, rubare un veicolo, mettersi contro la legge, etc. ed il tutto era solamente reso parzialmente, perché la libertà c’era, ma non era ancora ai massimi livelli. Una sorta di Action/Free Roaming.
Il gioco ebbe successo è quindi vennero sviluppati numerosi seguiti, ed arriviamo nel 2001, precisamente il 23 Ottobre, quando viene rilasciato quello che è il primo episodio in 3D della serie, ovvero GTA III per PlayStation 2. Nonostante gli episodi siano molti, non ci sono collegamenti di trama o tra i personaggi, anche se capitano spesso piccole citazioni al passato oppure di avere a che fare proprio con qualche personaggio di un altro capitolo in un epoca di tempo differente; si, perché ogni GTA è ambientato in un periodo di tempo diverso. GTA III è ambientato nel 2001, quindi nel periodo di tempo pari ai giorni nostri di quando venne messo sul mercato, ma il suo sequel, GTA Vice City, fa un salto indietro di ben 15 anni ed è ambientato nei favolosi anni ’80, precisamente nel 1986, infatti l’atmosfera di questo titolo è unica siccome ci troviamo ad interagire in un periodo di tempo fantastico. Con GTA San Andreas si fa un ulteriore salto, in avanti questa volta, di soli 6 anni e ci ritroviamo nel 1992. Infine ci sono i due capitoli GTA Liberty City Stories e Vice City Stories che sono ambientati alcuni anni prima dei titoli rispettivi e vi raccontano la storia narrata prima dei capitoli principali. Originari per PSP, i due episodi, vennero anche convertiti per PS2, senza però alternare o modificare nulla, sia nel gameplay che nel comparto tecnico e purtroppo la cosa si nota.
Grand Theft Auto III
In GTA III si notano subito le differenze con i predecessori su PS1, innanzitutto dalla grafica in 3D, ma anche per un’ulteriore caratterizzazione del gameplay, reso più solido ed efficace con piccole nuove aggiunte che si implementano alla grande nella struttura di gioco.
Il titolo in questione, come detto prima, è ambientato nel 2001 e lo svolgersi della trama si sviluppa a Liberty City.
Tutto inizia col protagonista, Claude Speed, che si cimenta, insieme alla sua ragazza, Catalina (che ritroverete anche in GTA San Andreas), in una rapina alla banca di Liberty, ma durante la fuga viene sparato dalla sua ragazza che si porta via il denaro assieme ad un certo Miguel, ma per fortuna sopravvive e alla fine viene però arrestato. Durante il trasporto al penitenziario vengono attaccati dal Cartello Colombiano e quindi il nostro protagonista ne approfitta per scappare insieme ad 8-Ball, il quale è un esperto di esplosivi nonché un malavitoso e riesce subito, grazie alle sue conoscenze, a far prendere degli incarichi a Claude da parte dei membri più potenti della Famiglia Leone. Inizierà con svolgere degli incarichi per Salvatore Leone, il Don della famiglia, per suo figlio, Joey, e per altri membri come Toni Cipriani (protagonista in GTA Liberty City Stories) e Luigi Goterelli, ma conoscerà anche la donna del Boss, Maria Latore.
Lo scopo sarà quello di svolgere le missioni affidateci e nel completamento di ognuna si scopriranno cose importanti che porteranno il nostro protagonista ad effettuare varie scelte e ad avere a che fare sempre con malavitosi, criminali e tanti altri pezzi grossi.
Si inizierà con lo scoprire dove si trova la fabbrica della nuova droga SPANK, prodotta dal Cartello Colombiano, fino ad arrivare ad amori segreti, tradimenti e ancora tant’altro che non vi si può svelare per non rovinarvi le sorprese.
Ai tempi della pubblicazione, GTA III, non era male graficamente, ed era caratterizzato da uno stile più cartoon che realistico; scelta divertente ma allo stesso tempo condivisibile. Ottimi i design e grande utilizzo dei colori fanno si che l’esperienza visiva sia accettabile e allo stesso modo si comportano gli effetti sonori davvero ben sviluppati, come il rombo dei motori dei veicoli, il rumore degli spari con le armi che ci mette a disposizione il gioco, il suono dei pugni, etc.; tutto reso in modo convenzionale ed egregiamente. Peccato dunque per l’assenza delle moto anche perché nel primo GTA esse ci sono, ma faranno comunque il loro ritorno nel successore di questo titolo. Inoltre, come ogni GTA che si rispetti, abbiamo una colonna sonora composta da canzoni vere dove è possibile ascoltarle in auto mettendo le diverse frequenze delle stazioni radio disponibili, oppure potete accedere a queste direttamente dal menù di sistema.
La città del gioco è Liberty City, ossia una caricatura dell’originale New York, composta da tre città: Portland Island, Staunton Island, Shoreside Vale. Tutto si svolgerà esclusivamente in queste tre città che sono abbastanza grandi e all’inizio non sono accessibili tutte e verranno, con il completamento delle missioni principali, sbloccate man mano nell’avanzare del gioco. L’unica pecca di questo primo episodio per PS2 è l’assenza della mappa, visibile solo come navigatore nella modalità di gioco, ma non potrete visionarla completamente come negli altri episodi – infatti subito si rimediò al problema.
Questo Action/Free Roaming mette a disposizione una sana libertà d’azione, che non raggiunge i livelli altissimi ma permette di svolgere molte azioni. Seguendo la trama dobbiamo, come sempre, recarci nel punto che ci indica il gioco con una lettera che è di solito l’iniziale di colui che ci assegnerà la missione, dovendo così compierla per far si che vi venga data un’altra. Le locazioni ovviamente cambieranno nell’avanzare del gioco e si svilupperanno man mano tutte nelle tre città di Liberty City. Come detto nella prefazione, il titolo in questione mette a disposizione la possibilità di rubare veicoli (che non serve solo per divertimento, ma anche per raggiungere i punti di missione), pestare qualcuno, prendere il controllo di un’arma, ed il tutto servirà sia per svolgere le missioni principali, sia per il semplice svago. Il sistema di controllo è ben fatto, ma ha purtroppo delle pecche che verranno poi migliorate nel capito GTA San Andreas. Infatti si potrà agganciare un nemico con il sistema di puntamento soltanto se si ha un’arma da fuoco in mano, mentre a mani nude non è possibile farlo e questo implica nei combattimenti corpo a corpo di muoversi manualmente ed a volte capita di non gestire al meglio la cosa. Il sistema di puntamento è comunque abbastanza preciso e non si inceppa notoriamente e se ci troviamo sotto assedio da più nemici basterà premere, durante la mira, R2 o L2 per cambiare velocemente bersaglio. Per arricchire la longevità non mancheranno di certo alcune cose in più da fare, come il ritrovamento di punti appositi per eseguire un’acrobazia folle che prendono la denominazione di Acrobazie Uniche e ne dovrete ritrovare 20 nel corso del gioco. Potrete effettuare delle rapine in alcuni negozi e ci saranno anche delle Missioni di Violenza da trovare, le quali vi daranno un’arma specifica per eliminare un certo numero di membri delle gang. Infine abbiamo il ritrovamento dei Pacchetti Speciali che serviranno per sbloccare alcuni elementi nel gioco, per un totale di 100 pacchetti. Quindi la libertà d’azione non è efficace tanto per l’esplorazione senza senso nella città, bensì per il ritrovamento dei numerosi extra del gioco. Tra missioni e ritrovamento degli extra ci sarà davvero da divertirsi.
Passiamo dunque al successore che si rivela ancora migliore dell’episodio in questione e mette a disposizione delle migliorie sia nel comparto tecnico che nel gameplay.
Grand Theft Auto – Vice City
Arriviamo dunque nel 2002 quando viene pubblicato il grande GTA Vice City, detentore di un record di non poco rilievo, ovvero ben 9 milioni di copie vendute per PS2.
Questo titolo, come già accennato prima, è ambientato nei gloriosi anni ’80, precisamente nel 1986 e vede come protagonista non più il muto Claude Speed, bensì Tommy Vercetti, il quale torna in libertà dopo 15 anni di prigione per omicidio plurimo. Tommy Vercetti è un membro della famiglia Forelli, dove al comando c’è il boss Sonny Forelli, che ordina subito al nostro protagonista di andare ad un punto di incontro per uno scambio: acquistare una bella quantità di cocaina da due noti fornitori. Lo scambio non va a buon fine a causa di un’imboscata ma per fortuna Tommy riesce a salvarsi insieme all’avvocato Ken Rosemberg, ma purtroppo perde tutto, soldi e droga.
La cosa più difficile sarà dire al proprio capo che è andatto tutto a rotoli ed ovviamente Sonny si infuria moltissimo per l’accaduto, ma il nostro protagonista gli promette che recupererà tutto. Così inizia la strada di Tommy nel mondo malavitoso e grazie a varie conoscenze deciderà man mano di mettersi in proprio e di conquistare la città.
Tra i personaggi principali che avrà modo di conoscere ritroviamo sicuramente Lance Vance che deciderà di aiutare Tommy alleandosi con lui. Ci saranno anche altri come: Ricardo Diaz, il colonnelo in pensione Juan Garcia Cortez, Kent Paul e Avery Carrington.
La prima cosa che si nota subito è l’aspetto grafico cambiato con colori più accesi e vivi e via lo stile cartoon intrapreso nel predecessore. Inoltre, nel reparto veicoli, ritroviamo anche le moto a dar manforte alla complessità di questo titolo. Come se non bastasse gli effetti sonori sono stati curati maggiormente ed abbiamo a disposizione una colonna sonora davvero da incanto contenente tutti i migliori brani e le HIT degli anni ’80. Ritroviamo canzoni come: Billie Jean dell’ormai scomparso Michael Jackson (che parte subito a inizio gioco quando prendiamo il primo veicolo), Gold di Spandau Ballet, Pale Shalter dei Tears for Fears, Video Killed The Radio Star dei The Buggles, Self Control dell’ormai scomparsa Laura Braningan (vi ricordo che la canzone è del nostro cantante italiano Raf, ma devo ammettere che la versione di Laura è immensamente migliore), Wanna Be Startin Something sempre di Michael Jackson e tanti, tantissimi, altri successi. Non potevano essere omaggiati meglio che di così i grandi artisti di quell’epoca.
In questo episodio abbiamo a disposizione finalmente la mappa e sappiate che Vice City è composta da due grandi città.
Parlando della giocabilità non c’è molto da dire, siccome i titoli hanno sempre le stesse meccaniche di gioco, quindi da ora in poi cercherò di sottolinearvi le aggiunte e le migliorie disponibili in questo episodio e nei prossimi.
Per prima cosa abbiamo, come già detto, la mappa e l’aggiunta delle moto che permettono di eseguire impennate e stoppie, rendendo la guida ancora più divertente.
Ad incrementare la longevità, oltre agli extra disponibili già in GTA III, ci saranno una bella caterva di missioni secondarie che serviranno per far crescere la percentuale globale e per fare soldi. Visto che prima non ve l’ho citato, ma vale per tutti gli episodi della serie, sappiate che c’è un livello di sospetto che varia da 1 a 6 stelle; più danni ed uccisioni commettete, più aumenterà il livello di sospetto e dall’arrivo della polizia potranno aggiungersi la polizia in borghese, gli Swat, l’FBI e persino l’esercito.
Per il resto tutto rimane invariato.
Arriviamo dunque a parlare del colosso GTA San Andreas, che è sicuramente un titolo super longevo, con senso di libertà enorme, ma che purtroppo può rivelarsi anche troppo dispersivo, ma tutto questo lo scopriamo adesso insieme
Grand Theft Auto – San Andreas
Nel 2004 viene pubblicato quindi GTA San Andreas.
Ambientato nel 1992, 6 anni dopo Vice City, vede come protagonista Carl Johnson, meglio noto come CJ, ragazzo di colore che è andato via dalla sua terra nativa per recarsi a Liberty City (la Costa Orientale) dopo la morte del suo fratello Brian. Rimarrà lì per ben 5 anni, ma farà poi ritorno a Los Santos per il funerale della madre. Una telefonata, Sweet, il fratello di CJ, ad avvisarlo dell’accaduto. Al ritorno si imbatte subito a Frank Tenpenny e ad Eddy Pulaski, i membri in capo della squadra C.R.A.S.H. istituita per la lotta alle gang, ma agenti corrotti che hanno commesso l’omicidio dell’agente Pendelbury ed accusano il nostro protagonista di esserne il colpevole, cosa assolutamente falsa chiaramente. Così i due agenti mettono alle strette il nostro Carl, minacciandolo di sbatterlo dentro se non li aiuta nel momento del loro bisogno e lo rimangono con pochi soldi in tasca e lo rilasciano in un quartiere dei Ballas, la gang rivale numero uno dei Grove Families. Lo scopo del nostro protagonista sarà non solo quello di scoprire chi ha ucciso la madre, ma anche di riconquistare Grove Street ed avere il massimo controllo dei territori, nonché di incastrare una volta per tutte l’agente Tenpenny. Ovviamente le cose non saranno così facili, infatti vi troverete ad affrontare nemici di ogni specie e pericoli di ogni genere che complicheranno il tutto.
Questo titolo pecca un po’ nel comparto tecnico, non tanto per il sonoro che è maggiormente curato tra l’altro, ma per la grafica progressiva che non svolge al meglio il suo lavoro. Purtroppo la scelta possibile era soltanto questa per poter riproporre le tre grandi città di San Andreas: Los Santos (Los Angeles), San Fierro (San Francisco), Las Venturas (Las Vegas), ma si intravedono spesso problemi nelle textures e non è raro che vi capiti che la strada diventi trasparente. Precisiamo comunque che questi errori grafici sono dovuti dallo sviluppo non proprio eccezionale e anche perché l’Hardware in questione non poteva reggere un gioco più potente, ma il problema sussiste di più se non abbiamo un disco pulito. Comunque la cosa, nonostante i vari problemi tecnici, andava sicuramente rivista. Per quanto riguarda gli effetti sonori, come vi ho appena accennato, essi svolgono un buon lavoro e ritroviamo suoni molto più realistici e ben fatti. La colonna sonora sarà sempre composta da canzoni autentiche e anche qui non mancheranno artisti di rilievo come i Toto, i Guns ‘n’ Roses, i Depeche Mode e tanti altri, ma ovviamente l’ambientazione e lo stile degli anni ’80 in Vice City è inarrivabile – almeno è così che la penso io.
Anche se la grafica ha alcuni problemi dobbiamo comunque sottolineare l’ottimo lavoro svolgo per quanto riguarda il numero pressoché elevato di veicoli rispetto ai suoi predecessori e ai loro design. Ci ritroveremo infatti ad interagirne con tantissimi e renderanno l’esperienza di gioco davvero abissale. Qui potrete addirittura guidare un treno e negli aerei o elicotteri potrete finalmente volare più in alto, raggiungendo davvero una bella altezza, utile per esibirsi in azioni da paracadutista. Inoltre con la macchina fotografica potrete scattare delle foto e salvarle, perché se è vero che SA ha una grafica progressiva ed alcuni problemi nelle textures, è anche vero che alcune ambientazioni e paesaggi sono davvero straordinari.
Passiamo subito però alle aggiunte di questo titolo per quanto riguarda il gameplay e la longevità di gioco.
Per prima cosa viene modificato, finalmente, il sistema di agganciamento e puntamento che questa volta sarà possibile effettuare sempre, anche a mani nude e con le armi bianche nei combattimenti corpo a corpo, e potrete utilizzare anche un sistema di mira manuale con tutte le armi, cosa che prima non era possibile fare.
Come se non bastasse, SA, permette di modificare al meglio le statistiche, sia tecniche che estetiche, del nostro personaggio, facendo in modo di personalizzarlo come meglio vogliamo. Per le statistiche tecniche ritroviamo l’abilità con le armi, con i veicoli, in mare, mentre quelle estetiche come la muscolatura, l’obbesità, il Sex Appeal e tante altre; il tutto sarà reso nella massima forma del realismo. Tanto per fare un esempio: se mangiamo serve per incrementare energia, ma se mangiamo troppo CJ ingrasserà e diventerà più goffo nei movimenti e non riuscirà a scavalcare alcune sommità, ma se non lo farà proprio avrà fame e man mano l’energia vitale diminuirà. Andando in palestra si potrà quindi dimagrire in caso di obbesità, ma anche aumentare la resistenza che servirà per correre di più, oppure la muscolatura che servirà, oltre a farvi avere un fisico bello scolpito, ad aumentare la vostra forza d’attacco. Parlavo di abilità con i veicoli prima; ebbene si, qui la guida è stata resa un pochino più realistica rispetto al passato ed è possibile migliorare semplicemente guidando molto un certo veicolo oppure, per incrementare di molto le abilità, andare ad una scuola guida apposita; ce ne sono ben quattro: scuola guida delle auto, delle moto, delle barche e potrete persino prendere il brevetto di volo.
Per aumentare il senso di libertà SA introduce tanti elementi con cui poter interagire e potrete fare quasi tutto quello che volete (ovviamente non si potrà fare proprio qualsiasi cosa) ed è talmente enorme la possibilità di fare tutto che il titolo in questione può anche dimostrarsi un po’ dispersivo, ma questo dipende comunque da come si gioca: se si pensa solo allo svago è chiaro che le missioni principali non verranno mai svolte, in caso contrario, invece, non tenendo conto di tutto quello che abbiamo a disposizione, non vi goderete al meglio questo titolo. Ad aggiungere maggiore linfa al gameplay saranno comunque i territori da conquistare, indicati nella mappa con i colori appositi delle gangs rivali e in caso di conquista diventeranno verdi, ovvero il colore della vostra gang di appartenenza.
Ad aumentare la longevità ci saranno sempre le solite missioni: Vigilante, Pompiere, Tassista, Infermiere e anche di Pappone in questo capitolo, ma ci saranno degli elementi in più per arricchire il tutto. In primis cambiano gli extra da recuperare/trovare: a Los Santos dovrete trovare i graffiti delle gangs rivali e taggarli con la bomboletta spray per un totale di 100, a San Fierro dovrete scattare delle foto in punti stabiliti dal gioco, per un totale di 50 (ovviamente senza salvarle) e a Las Venturas dovrete recuperare alcuni ferri di cavallo per un totale di 50; come se non bastasse in tutta San Andreas dovrete recuperare in mare delle ostriche, sempre per un totale di 50. Potrete andare a ballare, giocare d’azzardo, giocare a biliardo nei bar, giocare a qualche cabinato e potrete anche fidanzarvi. Il tutto vi farà sicuramente staccare dalla trama principale per dedicare un po’ di tempo allo svago e al completamento globale, che è sicuramente immenso, può rivelarsi anche dispersivo è vero, ma basta saper alternare le cose e vedrete che non ci sarà da pentirsene nel provare a portare a termine questo GTA.
GTA Liberty City & Vice City: Stories

Faccio solo un piccolo accenno per questi due episodi, pur essendo usciti anch’essi per PS2sono comunque originari della PSP. Questi due titoli narrano rispettivamente la storia di altri personaggi alcuni anni prima degli episodi principali GTA III e GTA Vice City.
Uscito per PSP nel 2005 venne poi convertito per PS2 nel 2006; GTA Liberty City Stories è ambientato nel 1998 e troviamo come protagonista Toni Cipriani che, a causa di un omicidio commesso per conto della Famiglia Leone, alcuni anni prima, ha lasciato la città e al suo ritorno la speranza di ricevere una buona accoglienza va in fumo, infatti il nostro Toni si imbatterà in guerre frenetiche contro le gangs rivali.
Graficamente tende a somigliare all’episodio principale, anche se pecca clamorosamente sui fondali e nei design, non dando sicuramente il meglio della PSP e su PS2 le cose rimangono invariate e siccome la possibilità di migliorarle sulla Home Console c’erano ritengo ingiusto non averne approfittato. Forse l’avranno fatto per non perdere tempo, ma credo comunque che nello sviluppo di un gioco non si debba badare a questo.
Gli effetti sonori, invece, son ben sviluppati e la colonna sonora di questo titolo, non è certamente la migliore, ma è comunque composta da ottime tracce.
La struttura del gameplay si mantiene comunque solida e sempre fedele all’originale e in questo episodio non mancheranno ovviamente le moto, ma purtroppo non sarà disponibile guidare elicotteri o aerei.
Per quanto riguarda il sistema di puntamento sappiate che esso sarà simile a quello in GTA San Andreas, il che rende le tante sparatorie presenti in questo titolo davvero galvanizzanti.
Per quanto riguarda GTA Vice City Stories, invece, devo dire che Rockstar ha svolto davvero un buon lavoro, sia per quanto riguarda il comparto tecnico ed il gameplay, sia per quanto riguarda la trama. E’ stato pubblicato per PSP nel 2006 ed un anno dopo convertito per PS2.
Qui troviamo come protagonista Victor Vance, in arte Vic, che sarebbe il fratello di Lance Vance.
Il tutto è ambientato nel 1984. Victor è un Marine ed ha purtroppo la sfiga di avere come sergente lo spietato Jerry Martinez che purtroppo non farà altro che mettere nei guai il nostro protagonista, infatti da questi vuole che faccia tutto quello che gli chiede. Sarà proprio una richiesta che farà congedare Vic dal corpo dei Marines, ovvero il mantenimento della droga dello stesso Martinez, che infine lo accusa anche di detenzione di stupefacenti e favoreggiamento della prostituzione.
Così Vic comincerà ad imbattersi in tante vicissitudini che non gli renderanno facile la vita, ma il tutto per un unico scopo: incastrare Martinez! Più in avanti nel gioco si scoprirà che al capo del traffico della droga non vi è Martinez, bensì i fratelli Diego e Armando Mendez, essendo comunque un loro alleato.
La strada da percorrere sarà lunga, di certo non sarà un cammino facile, ma Vic si troverà poi coinvolto per vari motivi a lottare contro i Mendez e Martinez, ritrovandosi ad affrontare anche tanti altri nemici di un certo calibro.
In questo GTA, rispetto a LCS, ritroviamo dei netti miglioramenti grafici, grande utilizzo dei colori e ottimi design, nonché una buona cura del dettaglio dei personaggi. Sembrerebbe addirittura migliore dello stesso VC. Anche per quanto riguarda l’audio del gioco si intravede un buon lavoro ed infatti i rumori e i suoni vari dei veicoli, delle armi, dei pugni e di tutto il resto sarà caratterizzato in modo efficiente. Per quanto riguarda la colonna sonora anche qui non mancheranno altri successi degli anni ’80 come Heart of Glass di Blondie, oppure di In The Air Tonight di Phil Collins che tra l’altro dovrete anche aiutare in alcune missioni di gioco (una trovata davvero divertente).
Per quanto riguarda il gameplay ritroviamo come sempre le stesse caratteristiche degli altri, ma ne avrà alcune uniche, come ad esempio le attività. Queste infatti determinano il gioco e servono per fare soldi. Per avere un’attività bisogna ovviamente possedere una proprietà e per farlo bisogna “pulirla” dai membri della gang di appartenenza. Una volta conquistata sarà poi possibile scegliere tra tre livelli di grandezza ed infine si potrà decidere cosa trattare. Tra protezione, strozzinaggio, furto d’armi, prostituzione e droga ci sarà davvero da investire.
COMMENTO FINALE
Il viaggio nel mondo di GTA termina qui ed insieme ad esso anche questo appuntamento con la rubrica: Retrogames & Old Consoles. Abbiamo potuto vedere nel dettaglio tutte le caratteristiche di ogni GTA per la console PS2 e alla fine credo si possano tirare le somme.
Abbiamo a disposizione, solo per questa console, ben cinque capitoli che riguarderanno la serie GTA III (infatti su PS3 ed Xbox 360 ritroviamo GTA IV ambientato nel periodo della sua uscita). Di sicuro non è facile dire quale sia l’episodio più bello anche perché ognuno ha le sue particolarità. Di sicuro San Andreas è il più complesso e completo, ma per esempio in GTA Vice City ritroviamo una trama, che unita anche a quella di Vice City Stories, è davvero ben narrata. In GTA III e in Liberty City Stories ritroviamo certamente un mondo mafioso immenso e in questi due episodi avremo modo di svolgere le missioni con le più grandi sparatorie della serie.
Insomma, ogni GTA, nonostante la struttura di gioco identica, è una storia a se. Quello che vi posso dire è che debbano essere giocati tutti per trovare le vere potenzialità di ogni singolo episodio e non paragonandoli a vicenda come un unico titolo. Il mio consiglio è quello di provare “l’esperienza GTA” per il semplice motivo che non ci sarà da pentirsene. Non saranno capolavori ma riescono comunque a fare un mix tra divertimento, svago ed azione. Il problema incappa nello svago e nel divertimento, cosa che potrebbe rendere tutti i titoli dispersivi, ma, come vi ho già spiegato prima, basta non cadere nel monotono per apprezzarli tutti al meglio.
Bene, con questo vi mando a giocare! Magari ad uno dei titoli della rubrica di oggi, oppure a quello che volete, ma una cosa è certa: se non provate e toccate con mano fino a fondo non potrete mai apprezzare del tutto uno dei titoli in questione.
Con questo vi saluto e vi rimando al prossimo Lunedì con il nuovo appuntamento della rispettiva rubrica.
Saluti dal vostro CT





