SimpleRockets – Recensione
SimpleRockets potrebbe essere definito come la versione tascabile (nonché ridotta) di Kerbal Space Program, il conosciuto “simulatore” che permette di creare il proprio programma spaziale personalizzato e che conta, su PC, un buon numero di appassionati ed è in costante crescita. Di certo non se ne vedono tutti i giorni di simulatori del genere nel mondo mobile e, a dispetto del nome, SimpleRockets non è affatto semplice, nonostante gli sforzi profusi dagli sviluppatori per rendere abbordabile ai più la loro creatura. Intendiamoci, l’applicazione ha del potenziale e può appassionare chi ha sempre sognato di costruire e far partire un razzo spaziale; però i più, dopo una prova iniziale, potrebbero anche abbandonarlo in fretta, data l’assenza di un vero e proprio obiettivo che spinga a continuare.
Assembla che ti passa
La feature principale di SimpleRockets è la possibilità di poter costruire da zero il proprio mastodontico razzo spaziale, in ogni suo componente, dai moduli di controllo ed atterraggio ai serbatoi di combustibile, fino ai motori ed alle sezioni staccabili una volta raggiunta l’orbita. È possibile operare una scelta tra molte componenti, a seconda delle vostre esigenze o desideri. L’unico limite sembra dunque essere la fantasia… ah, no, dimenticavo la fisica! Esatto, anche se le possibili combinazioni di costruzione sono tantissime e non vi è un freno alla grandezza del razzo, dovrete comunque fare i conti, molto banalmente, con le leggi della fisica (qui riprodotta in modo molto fedele), le uniche a decretare il successo o il fallimento delle vostre manie di grandezza, premiandole con un’orbita da manuale o un sonoro schianto al suolo; peso e proporzioni sono quindi parametri fondamentali che devono essere tenuti sempre d’occhio. Certo, non è richiesto essere degli ingegneri dell’ESA per poter giocare a SimpleRockets, ma serve comunque un po’ di pazienza per padroneggiare il tutto.
Il team ce l’ha messa davvero tutta per rendere il più accessibile possibile il frutto del loro lavoro di sviluppo. Il tutorial e le “challenge mission” guidano passo passo l’utente attraverso spiegazioni e prove molto esaustive che permettono di giungere al vero cuore pulsante del titolo, ossia la modalità sandbox, in cui sarete lasciati totalmente liberi di lanciare il razzo ed esplorare un Sistema Solare in scala. Infatti, oltre ad assemblare e lanciare la vostra creatura verso lo spazio più profondo, la potrete anche comandare, staccando al momento opportuno i componenti ormai inutili, decidendo la velocità, correggendo la traiettoria con i motori, restando semplicemente in orbita oppure cimentandosi in un dolce atterraggio sul pianeta prescelto. Va detto che, nonostante un po’ di pratica sia necessaria, comandare il frutto della vostra fantasia resta comunque la parte più divertente del titolo.
Simple…design
A bilanciare la “sostanza” proposta dai ragazzi di Jundroo ci pensa uno stile grafico assai minimalista e serioso, che ricorda (almeno al sottoscritto) alcuni simulatori comparsi su PC negli anni ’90. Non c’è spazio nemmeno per la personalizzazione estetica del razzo bidimensionale, prevalentemente e senza eccezioni, di colore rosso e sempre al centro della schermata, mentre il cielo diventa sempre più scuro e si riempie di stelle. Poi, la necessità di tenere il dispositivo in verticale non crea problemi se si sta giocando su uno schermo piccolo, mentre i comandi risultano scomodi nel caso di utilizzo di un dispositivo di grandi dimensioni, dato che sono posti nella parte centrale della schermata, in basso. Anche la soundtrack, più che minimal, la possiamo annoverare tranquillamente tra gli assenti, risultando abbastanza debole e, a dirla tutta, dimenticabile; così come gli effetti sonori che, a parte il rombo dei motori, non danno praticamente segni di vita. Probabilmente gli sviluppatori avranno puntato tutto sulla profondità e sulla sostanza dell’offerta, ma una maggiore cura nella realizzazione generale avrebbe di certo giovato al titolo, magari rendendolo un po’ più appetibile anche a chi non apprezza queste cose da “nerd”.
Ampia libertà nella costruzione del proprio razzo |
6.5 | Potrebbe stancare presto |
Fisica molto fedele ed accurata | Appeal estetico debole | |
| Howard Wolowitz approverebbe | ||

