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2 agosto 2013, 15:08
John Carmack in difesa di Xbox One
John Carmack in difesa di Xbox One mobile

John Carmack in difesa di Xbox One

Durante il proprio intervento alla QuakeCon, evento annuale che si sta svolgendo in questi giorni a Dallas, il cofondatore di Id Software si è pronunciato della nascitura console di Microsoft sul fronte della gestione dei diritti digitali e delle iniziali misure prese dalla casa di Redmond atte a limitare, se non a bloccare completamente, il mercato dell’usato.

Secondo Carmackla caccia alle streghe nei confronti di Xbox One è stata un tantino ingiustificata. Personalmente, sono estremamente soddisfatto di poter avere tutti i miei contenuti digitali in un ambiente curato”.

Il game designer aggiunge inoltre che a suo parere il supporto fisico ha i giorni contati, aggiungendo che un futuro digital-only è indubbiamente la via da seguire: c’è sicuramente modo e modo per rendere la gente consapevole, ma stiamo superando molto in fretta i giorni in cui era necessario tenere in mano un supporto ottico per possedere un videogioco. Non passerà molto tempo prima di avere a che fare con macchine prive di un lettore ottico: a quel punto tutti quanti otterranno i propri software direttamente dalla rete. Il futuro è proprio lì e sarà un bene per tutti noi in generale“.

Il creatore del Quake Engine spende inoltre alcune parole nei confronti di Kinect 2.0, ritenendo esagerati i timori di coloro che credono che qualcuno possa spiarli attraverso la videocamera dell’accessorio Microsoft. “Se torniamo indietro di una decina d’anni, l’idea di portare sempre con se un telefono che trasmette costantemente un segnale GPS avrebbe probabilmente terrificato la gente. Non è da escludere che il governo possa in qualche modo accedere occultamente alle tecnologie offerte dagli smartphone e, perché no, da Kinect per tenere traccia dei consumatori. Tuttavia è una situazione già esistente e noi non possiamo fare altro che andare avanti“. Carmack fa notare inoltre come la tecnologia che sta alla base di Kinect sia sul mercato e nelle nostre case già da tempo, dal momento che ogni laptop ormai monta una videocamera integrata e conclude che “ci abitueremo a questa situazione, poiché potenziali falle nella sicurezza e la privacy dei cittadini saranno inevitabili ogniqualvolta una nuova tecnologia farà la propria comparsa“.

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