La Mecca: Un successo firmato “Lezioni dalla storia dei videogiochi”
E’ ufficiale: i videogiochi sono cultura
All’incontro di stamattina organizzato da LA MECCA-Primo Museo del videogioco, professori, scolaresche e amministrazione comunale hanno scoperto ‘il lato serio’ del mondo videoludico
Ma qualcuno pensa che la ATARI sia stata fondata da… Dean Martin e Jerry Lewis!
“Non credevo che sarebbe stato così interessante, non me lo aspettavo: ho scoperto che i videogiochi sono cultura”, non poteva esprimere miglior parere Carla Podestà, Consigliere con delega a cultura del Comune, al termine dell’incontro “Lezioni dalla storia dei videogiochi”, avvenuto questa mattina e organizzato dalla Mecca-Primo Museo del Videogioco (Gattorna, GE. www.lameccadelvideogioco.it) . Un bel tassello per il Museo, che si propone appunto di divulgare, promuovere e valorizzare gli aspetti culturali, artistici ed economici del mondo videoludico, in Italia ancora rinchiuso nello stereotipo di ‘roba da ragazzini’. Che le cose stiano diversamente lo prova il fatto stesso che a tenere l’incontro, oltre a Giansandro Rosasco, Fondatore del museo e all’ing.
Massimiliano Pontello, Direttore scientifico del Museo, sia stato il prof. Roberto Dillon, in uno dei suoi pochi giorni in Italia: è infatti Direttore del Dipartimento di Game Design del prestigioso DigiPen Institute of Technology di Singapore dove insegna i corsi di “Game Mechanics” e “Game History” ed è attualmente Associate Professor presso la James Cook University dove insegna “Game Design” e cura il “James Cook Museum of Video and Computer Games”, il primo museo interamente dedicato ai video giochi in Asia. E’ autore di due libri (“On the Way to Fun” e “The Golden Age of Video Games”) e copre il ruolo di Chief Game Designer per lo studio Kentaura di Singapore dove si occupa di mobile e social games. L’incontro è stato infatti tratto da un corso universitario e il Museo ha voluto valorizzare ancora di più l’aspetto didattico e culturale invitando a partecipare anche le scuole del territorio: grandissimo l’entusiasmo e l’interesse dimostrato dai tanti studenti intervenuti, che hanno potuto scoprire il lato storico, artistico, sociologico ed economico di quello che per loro era fino a quel momento solo un divertimento.
Presenti anche degli appassionati decisamente più grandi, che sono appositamente arrivati anche da altre Regioni. Molto coinvolgente e partecipato anche il quiz che ha messo alla prova le conoscenza della platea in materia, con momenti di pura ilarità, come quando si è scoperto che il 35% dei giovani asiatici pensa che la famosa azienda ATARI sia stata fondata da… Dean Martin e Jerry Lewis! Dopo l’incontro la visita al Museo ha offerto la possibilità non solo di vedere quelli oggetti della lezione, bensì oltre 700 pezzi della storia videoludica, tra console, giochi, gadget, curiosità e riviste; il tutto corredato di descrizione e schede di approfondimento perché l’essenza di un Museo non è la mera esposizione di pezzi più o meno ‘prestigiosi’, bensì la ricerca e la divulgazione a più livelli per arrivare a interlocutori anche molto diversi tra loro: dall’esperto all’appassionato fino a chi di videogiochi non sa nulla ma che può essere attirato da una curiosità o un aneddoto divertente. Altro aspetto fondamentale di un Museo è l’iterazione e alla Mecca viene offerta la possibilità di giocare a diversi coin op e console storiche. Il tutto come sempre gratuitamente, in quanto La Mecca si fonda esclusivamente su passione e puro volontariato. Infine, a sottolineare il successo dell’incontro la chiosa del Sindaco Gabriele Trossarello “Vista la portata culturale e l’interesse suscitato da questa iniziativa, il Comune sarà lieto di appoggiare altre occasioni simili”.



